mercoledì 20 luglio 2016

A te, che aspetti un bambino, voglio dire una cosa

Sono diventata mamma prima di te, per ben due volte. 

Esistono due fasi: quella in cui ti senti già mamma e quella in cui sai di esserlo, semplicemente. 


La prima fase può durare da quando giochi con Cicciobello e sai che il tuo sogno più grande, nella vita, è diventare mamma, fino a che non diventi consapevole di cosa significhi realmente essere mamma.


Tu, con la tua pancia, rientri nella prima fase, e ci starai ancora per un po'.
Voglio dirtelo perché io mi ricordo com'era quando ho avuto la mia prima figlia. Spaesata e sicura al tempo stesso, immersa nei libri e nei pianti, alla ricerca sempre di una risposta. 


E io te lo dico, sinceramente: una risposta non c'è.


Potrai decidere che allattare a richiesta fino ai 7 anni sia la cosa migliore del mondo, e che così sarai esente da qualsiasi problema presente e futuro. Ma no, cara, non è così. 


Potrai decidere che far dormire tuo figlio nella sua stanza fin dalla prima notte farà di lui un bambino e poi un uomo autonomo, ma no, non puoi saperlo. 

Sentirai di avere in mano la verità perché porti in fascia, o ti sentirai la regina della pedagogia perché tua figlia dorme tutta la notte. 
Penserai che il biberon è comodo e che le mamme che allattano a richiesta e ad oltranza sono delle pazze schiave. 

Giudicherai, soprattutto. 


Giudicherai chi non la penserà come te, e ti sentirai costantemente attaccata da chi non la pensa come te.

Sfodererai una sicurezza estrema per non mostrare le tue insicurezze.
Ti attaccherai alle teorie, alle mode, fa
rai il contrario di quello che ti dice tua suocera perché che vuoi che ne sappia, lei, di tuo figlio? 

E soprattutto, penserai che tutto sia merito o colpa tua.


Vedrai tuo figlio come perfetto o sbagliato, ti dannerai pensando a cosa avresti potuto o potresti cambiare, dalla gravidanza alla nascita alle notti al latte al cibo al lavoro ai nonni alla tata alla fascia al box

Ma voglio dirti una cosa, cara amica incinta: un giorno tutte queste cose non conteranno più.


E sarà in quel momento che capirai di essere mamma, quando più che le teorie conteranno le albe e i tramonti, i voti e le cadute, i baci e i sospiri. 

Quel momento in cui il libro sarà ormai aperto, e a scriverlo sarete voi, insieme.

3 commenti:

  1. Grazie Anya.
    Ho letto da qualche parte che i primi due anni di vita del bambino non sono "vita vera" per una mamma, perché è come vivere dentro un vortice. Ed io che sono mamma di una bimba da quasi quindici mesi e che in quel vortice mi sento immersa a giorni alterni (e che spesso non vedo via di uscita), mi sento davvero meglio a sapere che finirà.
    Grazie ancora

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  2. A un certo punto diventano "simpatici"..
    Smettono di urlare e sorridono, e fanno quei versetti e quelle facce buffe..
    A un certo punto la routine diventa punto fermo e finalmente si respira.
    Noi siamo stati fortunati, lui è un rompicoco(il marito) ma io non mi ansio neanche se mi cade davanti e vedo volare denti (mai successo eh! I denti ci sono tutti).
    E quindi niente, di base vivere con la consapevolezza che c'è una soluzione a tutTo, fa la differenza.
    Capisco le mamme che si sentono nel vortice, ed è difficile da fargli arrivare il messaggio, ma "fermati 10 secondi e respira" dovrebbe essere una di quelle frasi da appiccicare ai muri di casa.


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  3. non ho gran simpatia per le mommy-blogger
    forse perché, nemmeno troppo velatamente, le invidio dal profondo e vorrei essere io a scrivere delle vicissitudini della mia creatura... forse perché diventano talmente mono argomentative che lo sbadiglio è incluso nel prezzo...
    ciò premesso, questo post mi è piaciuto, non è zuccherinoso, è lui, nella sua integrità onesta e mi è piaciuto

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