lunedì 5 settembre 2016

I segreti per un rientro riuscito. Più o meno.



Era un insolito caldo settembre quando sbarcai, incinta, a Parigi. Mentre cercavo di districarmi tra un “avec ce-ci ?” e un “je peux vous aider ?” una parola aveva catturato la mia attenzione:

rentrée

Non so perché, ma questo vocabolo mi era entrato in testa come una specie di disco rotto. Ci avevo fatto anche un post. Qualche anno dopo, avrei capito aspetti della linguistica che prima mi erano sconosciuti. Volete mettere rentrée con “rientro scolastico”? Su. Per forza ci fanno le scarpe. 

La nostra prima vera rentrée è stata quella del 2012, quando Penelope ha iniziato una scuola pre materna e Priscilla è entrata al nido. Non sapevo niente, di rentrée, né di cambi che durante l’anno si rimpiccioliscono o di chiamate improvvise nel cuore della mattina, tipo cinque minuti dopo che hai posato il sedere alla scrivania. 

Con gli anni ho acquisito esperienza e ho smesso di temere quel momento con un misto di paura, ansia da prestazione e vuoti di memoria. Per molti genitori il rientro a scuola è un momento bellissimo, ma le mie figlie a scuola ci stavano fino al 20 luglio o oltre, e in Francia si rientra il primo settembre, quindi boh, a me ‘sto rientro, da madre, mi ha sempre un po’ angustiato (al contrario di quello da bambina, che adoravo per tutte quelle aspettative e quei buoni propositi che, puntualmente, fallivano miseramente al giorno 3). 

Quindi siccome la rentrée à la parisienne è una cosa seria, ho imparato dalle parigine come NON fallire il rientro scolastico (dai, almeno quello). 

1. Se non è il primo anno, prevenire è meglio che curare: cosa serve lo sappiamo già, tanto vale portarlo già il primo giorno, no? Il cambio, i fazzoletti perché non spalmino la maestra di moccio… facile, no?

2. Se si tratta di scuola elementare, farsi un’idea del programma scolastico, così per vedere se il proprio figlio ci sta dietro o no. Che io ve lo dico, se i compiti glieli facciamo noi, non imparano niente. 

3. Prevedere con largo anticipo le attività extrascolastiche: rugby, ginnastica, pianoforte, ‘sti bambini hanno bisogno soprattutto di muoversi ma anche di imparare un po’ di disciplina. Ci sta che se vi muovete il 15 ottobre i posti per quel corso di nuoto che pare fighissimo esauriscano. Siamo a inizio settembre, dai. 

4. Fare un piano alimentare. Vi sembra una scemenza? Eppure salva. Ora siamo tutte belle rilassate dopo le vacanze, i nonni, i centri estivi… Ma a tornare nella centrifuga ci mettiamo un attimo, dopo la rentrée. Perciò, amiche, iniziate a ragionare con la vostra nuova testa (tanto siamo tutte ingrassate, vero?) e a scegliere un nuovo modo di nutrirsi. Trovate un’idea di pasti in questo nostro vecchio post

5. Organizzazione: fondamentale. Trovate una babysitter, una tata, chiamatela come volete, ma qualcuno che non vi faccia tremare ogni volta che vi squilla il cellulare. Come vi ho raccontato, in Francia la babysitter è parte integrante della famiglia. Anno 2012, l’avevo trovata vendendole vestiti per bambini. Anno 2013, l’ho trovata tramite internet, la migliore ragazza che potessi trovare, laureata in pedagogia con specializzazione Montessori, un amore di persona e un vero punto di riferimento per le bambine. Anno 2015 una francese che faceva il suo lavoro, trovata anche lei su internet ma molto più in fretta. 
Qualcuno mi ha detto che quando hai la babysitter è tutto più facile ma NO. Il mazzo te lo fai lo stesso, ma quando non hai i genitori, o non vuoi dar loro il peso di occuparsi dei nipoti in maniera continua, o sei una mamma single o insomma fatti tuoi, la tata ti salva la vita. Trovatene una di fiducia, anche a chiamata, non per forza impiegata, si trovano facilmente su siti specializzati, dove sono scelte con cura. Così quando a tre giorni dal rientro hanno già la febbre a 39 (tiè) non vi ritrovate in un bagno di sudore “cosa faccio cosa faccio cosa faccio cosa faccio”. Facciamo come i francesi, viviamo più sereni! (ricordo che la mia capa ne aveva tre: quella per le uscite da scuola, quella per la sera e le emergenze, quella di scorta)

E adesso al mio tre tutte insieme… EVVIVA IL RIENTROOOOOOOOOOOO!

Ops, vive la rentrée!

33 commenti:

  1. Certo che addirittura tre babysitter...beato chi se le può permettere. Io no.

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    1. Esatto!!! Già una ti spella come un pollo figurati tre
      Dai!! Altra cosa... Io credo che x il corso di nuoto aspetterò novembre. ora sono tutti super eccitati all'idea di iniziare un corso.... Vai in piscina e sembra di andare al manicomio...
      No no... basta aspettare un po' e quando la super agitazione sarà passata sarà tutto più calmo
      Comunque sia... si correra' di più ma dal 12/9 ci sarà un minimo di quiete in più e la routine fa bene a tutti.

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    2. Si ragazze ma una baby sitter alla volta.. Non è che ne aveva tre a guardare due bimbe, negli anni sono cambiate.
      Poi non è che si prenda la baby sitter per sfizio, se non hai nessuno e si lavora queste creature da sole non possono stare e per fortuna ognuno si fa' i conti in casa propria!

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    3. Quella con tre babysitter era la mia capa, eh. Io ne avevo una per due ore al giorno, il minimo sindacale perché qualcuno prendesse le bambine a scuola.

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  2. Certo che addirittura tre babysitter...beato chi se le può permettere. Io no.

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    1. Ma non credo le avesse contemporaneamente, erano tutte a nero e una sostituiva l'altra! Certo uscivano spesso O_O

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  3. Immagino che pesante il tuo rientro, la centrifuga sarebbe palestra e corso di lap dance? Non abbiamo tutte i soldi per le baby Sitter, sei più fuori dal mondo della Lorenzin

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    1. Mica vero...
      io ho uno stipendio normalissimo, un mutuo e un'auto da pagare, eppure, non avendo aiuti per 4 anni ho avuto una babysitter che ho regolarmente assunto, peraltro...
      e come me tantissime mamme che conosco e che guadagnano più o anche meno di me.
      Di necessità si fa virtù ;)
      Kla

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    2. Credo che su questo sito si sia attaccata una piattola, è stata attirata dal post sulla nostalgia e non sembra intenzionata a mollare. Credo che la tattica migliore sia quella di farla morire di fame, come si fa con i peluche per i pidocchi. Non degnando la di una risposta.

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    3. Puoi riscriverlo in italiano?

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    4. Esiste gente con stipendi da fame che pur di non perdere il lavoro la baby sitter la paga eccome, quindi Anya non mi sembra proprio fuori dal mondo.

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    5. Baby sitter a chiamata.
      Un abbonamento annuale costa 60 euro, più 15 euro all'ora al bisogno.
      Io ho la fortuna di avere i nonni, di lavorare a 5 minuti di bicicletta dall'asilo e avere un marito che fa un lavoro autonomo.
      Ma questo è il primo anno, so come funziona il mondo ma non so come funzionerà per mia figlia, quindi ho preso tutte le informazioni possibili, anche quelle che riguardano la baby sitter a chiamata, che sarà l'ultima spiaggia ma che non mi farà saltare un battito se non ci si riesce a incastrare.

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    6. Comunque vorrei dire che io ora non ho la babysitter perché con le bambine ci sto io, anche quando lavoro! La bella vita delle freelance, due lire in tasca e lavori in ogni momento.

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  4. Il problema e che anche a potersi permettere i famigerati aiuti mercenari, cosa per nulla ovvia,ci si ritrova a gestire la famiglia come un giocoliere, sempre in bilico, e non appena qualcosa va storto tutto crolla. Oltre al fatto di dover pagare un estraneo per fare quello che potremmo fare noi. Tutto è sacrificato al dio lavoro, con turni di sempre più massacranti. Mancano politiche di CONCILIAZIONE:part time, asili nido di facile accesso e sovvenzionati...Invece e tutto sulle spalle di noi genitori. Al fertility day bisognerebbe scendere in piazza e spiegarlo ai signori politici. Bon scusate la filippica...

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  5. Mi sono un po' persa... tu ora non stai a Panama? Come funziona li con le scuole?

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  6. Mi capita spesso di leggere commenti piccati anche sotto il più innocente dei post.Io resto un po interdetta perché siamo tutte mamme e ,chi più chi meno, mamme che lavorano.La sola cosa che cambia ovviamente è il contesto in cui viviamo e visto che nessuno sa come funziona nelle famiglie altrui e quali sono i meccanismi che tengono insieme il castello, si farebbe meglio a guardare nel proprio senza giudicare gli altri. C'è sempre un motivo se si fa qualcosa e sentire che tra donne molto spesso si spara a zero invece di supportarsi mi fa cadere le braccia.Chi non ha nonne, zii, cani e gatti a cui poter affidare il proprio figlio come dovrebbe fare? E se in agenda si hanno i contatti di tre baby sitter non significa chiamarle tutte e tre insieme .Sono aiuti, supporti appunto.Ogni tanto noi donne dovremmo legarci la lingua lunga che abbiamo e faremmo un piacere all'umanità intera.
    Cristina

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    1. Ma soprattutto poi chi vive all'estero! beate quelle che hanno i nonni, suoceri vicini...ma chi non ha questa fortuna cosa dovrebbe fare? lasciare i bambini a casa da soli???
      Caso mio, i 2 grandi vanno a scuola fino al pomeriggio, il piccolo no perche' non ha ancora 3 anni. Mio marito lascia il lavoro all'ora di pranzo e lo va a prendere (e siamo fortunati perche' glielo permettono e lavora vicino a casa) fino a quando non rientro io. Se per puro caso uno dei 3 si ammala sono cazzi e devo per forza chiamare la babysitter, magari qualche volta puo' lavorare da casa mio marito ma io non posso assentarmi assolutamente la mattina...qui non parliamo di prendere una babysitter per sfizio, sono proprio esigenze che uno ha altrimenti non saprebbe dove sbattere la testa....poi Anya era pure da sola in Francia (e ha tutta la mia ammirazione...)

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    2. Io certe cose non me le spiego :) (e non ho la babysitter, ora, non mi serve)

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  7. Esatto, nessuno sa come funziona nelle famiglie altrui, anche perchè qui a parte le autrici del blog che si mettono a nudo, siamo tutte anonime, ognuna può raccontare quel che vuole nessuno sa. se già ai miei occhi la vita di una mia amica può sembrare più rosea della mia, figuriamoci quella di una che non conosco che si fa chiamare con un nome qualunque. ma se io racconto qualcosa di me della mia situazione non mi aspetto la critica continua, ma il confronto produttivo, che magari mi aiuta e può essere spunto per altre. se no perchè condividere le proprie cose? ogni situazione è diversa ce ne sono un milione è difficile ridurle a categorie semplici come si fa spesso.. c'è chi ha nonni ma con dei problemi, c'è chi non li ha ma riesce con altri mezzi. Troppa critica continuamente, beata te che hai nonni, beata te che non lavori, beata te che lavori, beata te che hai il part time, beata te che sei autonoma e ti gestisci gli orari...eh l'erba del vicino è sempre più verde. Così a forza di criticarci a vicenda e dire eh ma io sto peggio, non si va da nessuna parte. Chi non ha i nonni non è certo una scelta, chi vive all'estero a volte è stata una scelta magari a volte no uno si trova costretto perchè perde il lavoro qui, chi ha il part time ha culo? dipende, alcune hanno il part time perchè il settore è in crisi e o ti becchi il part time o quella è la porta. e se è una scelta è anche una rinuncia in termini di denaro e carriera...ogni famiglia fa le sue scelte, non sempre azzeccate perchè poi magari ci si pensa e si dice accidenti potevo fare diversamente. e si cerca di aggiustare. ma la critica che viene fuori tra donne continuamente è controproducente e antipatica. che altro dire? che tristezza. forse, spero, è sempre la stessa persona che attacca in questo modo tanto per creare scompiglio. lo scompiglio andrebbe creato al fertility day, se proprio

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    1. Di niente, sai che lo penso! V.

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    2. V., vorrei puntualizzare che il mio commento sopra non era affatto una critica, anzi! Pensare alla mia situazione, come pure quella di Anya o di tante altre centinaia e centinaia di mamme sole all'estero mi fa dire...beate chi ha I nonni! Ma non è un modo di criticare, è semplicemente il constatare che in determinate situazioni c'è sicuramente qualche mamma che si trova in una situazione più tranquilla, con meno problemi. Se I bambini stanno male, se uno dei genitori sta male, siamo soli. Dobbiamo per forza di cose ricorrere ad una terza persona, babysitter, un amico...con tutte le complicazioni che ne derivano. Ma questo discorso non è una critica, è semplicemente un differente punto di vista che si somma a tanti altri commenti lasciati da altre mamme. Niente di più o di meno...poi se uno vuole vedere nero e negativo sempre, non è un problema mio. Io sono sempre trasparente in quel che scrivo e non ho secondi fini, tipo offendere o denigrare. Qui si parla, punto. Tutto il resto sono polemiche gratuite, il fine vorrei tanto capirlo....

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  8. Se fatte in maniera intelligente a volte le critiche possono essere costruttive. Ti mettono nella condizione di pensare, di riflettere, di capire errori e magari di non farne altri peggiori...ma su internet, sui blog oramai si puo' scrivere qualunque cosa appunto dietro anonimato, sono scelte. Io stessa sono stata presa di mira. Che dire, certe persone fanno pena e nello stesso tempo mi fanno anche ridere. Ad esempio a me piace firmarmi, lasciare traccia di quello che scrivo perche' non ho nulla da nascondere, in un certo senso ci si mette a nudo anche cosi' utilizzando sempre lo stesso nick e non cambiarlo a seconda delle esigenze. Oppure quando ho tempo commento su Facebook. Ho amiche che frequentano questo blog e mi conoscono, sanno che sono io a scrivere. Poi chi si diverte a punzecchiare fa presto a cliccare su "anonimo" e sparare veleno..su facebook non lo farebbe, ne sono certa.

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  9. Io commento con anonimo ma, ripeto, anche su un Blog che seguo ormai da tre anni e che trovo intelligente e divertente, non mi permetterei mai di criticare con rabbia o astio le scelte altrui. Tutto qui.
    Cristina

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    1. E aggiungo che secondo me chi è così su un Blog lo è anche nella vita.

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    2. ...anche io come te da circa 3 anni, anonima, perchè ci tengo alla mia privacy. anche delle amiche frequentano, non so sinceramente quando e se commentano ..non ci faccio caso al massimo parliamo di qualche post se capita. le autrici la mia faccia la conoscono, se vogliono mi trovano presto eh ;-) quindi non mi permetto di essere astiosa. e poi dai scherzi a parte, non vedo perchè essere così aggressivi...non la pensi come loro? cambia blog. ce ne sono tantissimi....
      quindi ecco, volevo appunto rinforzare il tuo commento di sopra cristina.
      Ah scusa la dimenticnza di prima...
      V.
      ps ce n'è un'altra di V, che fine ha fatto? mi manca !! ciao V! ehehe

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    3. Ma tranquille, noi prendiamo tutto :) Tanto quando c'è una piattola la sgamiamo facilmente, e a quanto vedo anche voi!

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  10. Che dire, io ho imparato ad ignorare chi si diverte in maniera cosi' stupida, fingere di essere un'altra persona sui blog, scrivere in anonimato...false sui blog, false nella vita evidentemente come dice Cristina. E poi uno e' libero di leggere cosa piu' preferisce, anche saltare commenti che non sono in linea con il proprio modo di pensare. Non bisogna per forza commentare, a maggior ragione se poi l'autrice del commento o del blog ti sta sulle scatole...passa oltre! Ci sono tanti post, tanti blog...

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  11. Si capiva vero che quella con tre babysitter era la mia capa? Magari averle avute io, così mi evitavo di portarle a scuola con la febbre a 40º (io) o correre per rientrare quando c'erano gli allarme bomba in metro!

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  12. Scusami rifaccio la domanda perché ultimamente ci sono poco sul blog e mi perdo dei pezzi.
    Mi piaceva sapere come funzionano le scuole a Panama. Avete già ripreso o non ancora? Ciao

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  13. Va beh niente fa lo stesso... era solo per sapere come funziona a Panama la scuola. Non volevo essere inopportuna buon proseguimento a tutte e tre.

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    1. Ero in viaggio e mi ero persa la tua domanda, concedimelo.
      La scuola delle mie figlie segue lo stesso ritmo di quelle europee e non di quelle sudamericane, quindi settembre-giugno, infatti domenica rientriamo. Hanno vacanze ogni due mesi, di due settimane.

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