venerdì 21 ottobre 2016

Arriva un bebè...e gli animali?

Non amavo particolarmente i bambini prima di averne, ovvio, ma amavo tantissimo i gatti e ci avevo condiviso la vita.

E fu per questo che convinsi quello che ora è mio marito ad adottare un trovatello minuscolo e pulcioso (e quando dico pulcioso, credetemi: aveva addosso più pulci che peli) che poi diventò immenso, ma immenso davvero!

Dico sempre che lui è stato il mio primo figlio, il mio primo figlio peloso.

Quando scoprii che il mio primo figlio "vero" stava arrivando e che, nonostante una vita coi gatti (e...ehm...che gatti! Uno più randagio dell'altro...), non ero immune alla toxoplasmosi, lì per lì mi pigliò un colpo (e non solo perché avrei dovuto rinunciare ai salumi...), ma approfondii l'argomento con ginecologo e veterinario e capii che con un po' di attenzione, niente avrebbe impedito a me e ai miei figli, pelosi e non, di convivere.



Mai ho dovuto preoccuparmi di tenere a distanza il gatto, era come se sapesse di dover essere delicato con la mia pancia, ci si è sempre accoccolato accanto, mai sopra, facendo sentire le sue fusa, ne sono certa, anche ai miei bambini.

L'ho sempre lasciato fare, convinta che così come un legame tra il bambino che si porta in grembo e i fratelli e il papà si possa costruire fin dalla gravidanza, lo stesso potesse valere anche per gli animali di casa.

Allo stesso modo, ho lasciato sempre che il gatto, con me presente, potesse avvicinarsi al neonato senza essere disturbato, coi suoi modi e coi suoi tempi, lasciando il bambino alla sua altezza durante i primi giorni a casa dopo la degenza in ospedale.

Ho sempre sorvegliato figli pelosi e non, in modo che nessuno prevaricasse sull'altro e che si instaurasse tra di loro un legame di reciproco rispetto e affetto.

E' andata bene.

E così non può che essere quando ci si informa e ci si comporta nel modo giusto.

Quando tutti, non appena annunciate la gravidanza, dalla vicina alla suocera, dall'amica fino al ginecologo, vi dicono che dovete liberarvi dei vostri cuccioli,
che la convivenza tra animali e bambini è difficile,
che quando una donna scopre di essere incinta deve rinunciare agli animali (soprattutto ai gatti),
che gli animali sonno aggressivi coi nuovi arrivati e sempre lo saranno,

beh, non credeteci:
Credete, invece, che si tratta solo di imparare a convivere con la nuova situazione e di impararlo tutti: animali e umani, umani grandi e umani piccoli.
Io ci credo.
Ed ecco perché ho accettato di contribuire a far conoscere un'iniziativa gratuita che Feliway e Adaptil stanno portando avanti per tutto il Paese in selezionati store Prénatal:

"Un amico a 4 zampe".



Si tratta di una serie di incontri con medici veterinari esperti in comportamento animale di Sisca (Società Italiana Scienze del Comportamento Animale) che spiegano alle neomamme e alle mamme come si fa a convivere con animali e bambini, quali accorgimenti avere, come prepararsi e come preparare l'animale all'arrivo del bebè o i bambini all'arrivo dell'animale.

Consigli semplici e pratici, anche e soprattutto per chi ha animali dal carattere "particolare". 

Perché chi ha animali sa quanto la loro presenza sia uno stimolo importante per la crescita affettiva e psicologica dei bambini e quanto la relazione bambino-animale vada costruita con attenzione e con cura, come d'altronde ogni relazione.

E per tutti i partecipanti, in omaggio un gadget e un vademecum che sarà lì a darci la risposta giusta al momento giusto.

Si sono tenuti già alcuni incontri, l'ultimo ieri in Prénatal a Busnago, dove le mamme hanno potuto ascoltare esperienze, scambiare pareri ed esternare dubbi e preoccupazioni, ricevendo consigli e rassicurazioni.



In particolare, è stato spiegato quanto sia importante spiegare all'animale che sta per arrivare un bebè; lasciarlo avvicinare alla pancia con delicatezza;
coinvolgerlo sia nella preparazione della cameretta in modo che perda ogni curiosità prima che arrivi il bambino, sia nelle attività di cura del neonato, non cacciandolo dalla cameretta, ad esempio, ma lasciandolo curiosare e presenziare a ciò che lì avviene;
allo stesso tempo, si deve fare in modo che l'attenzione del bambino nei confronti dell'animale non sia eccessiva, tanto da infastidirlo;
va fatto capire ad entrambi che ognuno ha i suoi spazi e che questi non vanno invasi (specie se si ha un animale particolarmente territoriale);
non si devono fare giochi eccitanti,
né si deve lasciare che la casa sia invasa da gente sconosciuta agli animali, prima che questi abbiano familiarizzato con il neonato;

è consigliabile farsi aiutare da prodotti a base di feromoni, come Adaptil per chi ha il cane o Feliway per chi ha il gatto.
Si tratta di prodotti interamente naturali e dall'efficacia dimostrata, che servono per riportare serenità nelle occasioni in cui l’amico peloso sia in stato di agitazione o di stress, come può essere nel caso dell'arrivo di un bebè. L’ideale, se si sceglie la formula diffusore, è iniziare a diffonderli nell’ambiente diversi giorni prima della data presunta del parto.


E se sperate che questi prodotti abbiano effetto sulla suocera o sul marito, no, dobbiamo deludervi: non hanno nessun tipo di effetto sugli umani, adulti e neonati!

E non dimentichiamo mai che noi, proprio noi, siamo un esempio, sia per i bambini che per i pelosi e che come ci comportiamo e interagiamo tra noi è fondamentale: entrambi imparano da noi.

Il prossimo incontro si terrà a Lissone, sempre in Prénatal.

Qui, le altre date.

Un'iniziativa utile, che aiuta a rasserenare noi mamme.

E voi lo sapete che per distribuire serenità e positività, qui, siamo sempre pronte!


Post in collaborazione con Adaptil e Feliway.

"Amico a 4 zampe" è un'iniziativa in collaborazione con il Centro Studi Prénatal e col patrocinio di ANMVI. Gli incontri sono organizzati da Networkdacani e condotti da Medici Veterinari esperti in Comportamento Animale selezionati da SISCA.

5 commenti:

  1. Non ho pensato nemmeno per un secondo di liberarmi dei miei gatti!
    Trovo assurdo che ci sia qualcuno che ancora lo pensa.....

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  2. Avevo e ho tutt'ora una lupa gigante. Quando ero incinta mi laccava la pancia, quando la mia bimba era piccola andava ad alzarla col muso ogni volta che faceva la cacca, e tutti a dirmi di darla via che è pericolosa...lasciamoli parlare non vedo altra soluzione! Loro convivono a volte felicemente altre meno adesso che la bimba ha due anni e fa i dispetti al cane. Poi però le passa di nascosto qualunque cosa da mangiare e dice che la sally le vuole tanto bene!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Concordo su tutto. Io ho avuto una gravidanza difficile e rischiosa e la mia gatta non mi ha lasciato un attimo. Ma un attimo veramente! In quei nove mesi ho persino comprato meno cibo per lei, perché limitava al minimo le sue necessità. E quando è nata mia figlia, dopo due giorni di soffiate incredibili ma senza mai avvicinarlesi minacciosamente, è iniziata una nuova amicizia...

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  5. Concordo su tutto. Io ho avuto una gravidanza difficile e rischiosa e la mia gatta non mi ha lasciato un attimo. Ma un attimo veramente! In quei nove mesi ho persino comprato meno cibo per lei, perché limitava al minimo le sue necessità. E quando è nata mia figlia, dopo due giorni di soffiate incredibili ma senza mai avvicinarlesi minacciosamente, è iniziata una nuova amicizia...

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