giovedì 13 ottobre 2016

Lavorare da casa: la conciliazione è possibile?

Ho fatto la mamma a tempo pieno, per un po' di tempo. Mi ero dimessa per permettere a mio marito di accettare il lavoro a Parigi. 
Poi ho fatto la mamma studentessa, per provare a ributtarmi sul mercato. 
Infine ho fatto la mamma lavoratrice, a tempo pieno, molto pieno, ché a Parigi il tempo non perdona, e la metro nemmeno. 

Di questi tre status di mamma, quello che ho preferito, senza dubbio, è stato quello di lavoratrice. Perché finalmente tornavo ad essere me stessa, ad avere dei ritmi che non dipendevano soltanto dalle mie figlie ma anche da altri tipi di scadenze, anche da me. Le colleghe, cosa mettersi la mattina, il pensiero delle cose da fare, la soddisfazione nel riuscire bene a fare ciò per cui ti pagano. 

Ne avevo bisogno, anche se iniziare non era stato facile. 

Come sapete, mi sono dovuta dimettere un'altra volta per lo stesso motivo, dopo aver tentennato a lungo (quando l'abbiamo raggiunto a Panama, lui era qui da 9 mesi, ormai, dopo l'anno passato in Pakistan), e l'ho fatto con un enorme nodo allo stomaco, una sensazione di malessere e sì, anche di infelicità

Per le prime settimane mi sono riposata. Mi chiedevo cosa facesse una mamma, senza lavoro, tutto il giorno. Poi ho capito certe mamme, quelle che si trovano degli impegni, che seguono il comitato della scuola, che organizzano merende, che fanno catechismo, che seguono i figli in trenta tipi diversi di attività. Io non sono così. Non che sia un vanto, eh.

Poi l'azienda per cui lavoravo a Parigi mi ha contattata: c'è un nuovo lavoro, lanciano un nuovo magazine in italiano, te ne occupi tu? 

Se un dio c'è, quel giorno l'ho ringraziato forte.

Ora sono una mamma che lavora da casa. Che lavora ovunque capiti. 
Molte volte mi sono detta che lavorare da casa è la situazione ideale: ti gestisci i tempi, gli spazi, nessuno ti rompe. Puoi occuparti dei tuoi figli, puoi preparare la cena con calma, puoi andare al supermercato quando vuoi. 

E quindi, dovremmo lavorare tutti da casa? 
Non proprio. 

Ecco i pro e i contro, a mio avviso. 


I contro


- Lo stipendio, almeno nel mio caso, è di molto ridotto: per carità, è comunque un'entrata, ma prima di partire guadagnavo benino, e ora guadagno un terzo di allora; 
- Non esistono ferie, malattia, straordinari, tredicesima: quando bisogna consegnare un lavoro, poco importa se ti avvisano all'ultimo momento. Io ormai mi porto il pc ovunque, ce l'avevo anche in Bielorussia, e due mattine le ho passate a lavorare, e anche parecchio;
- Non c'è contatto umano: si comunica con le persone tramite mail, al massimo una chiamata via Skype, e onestamente a me i colleghi mancano, anche quelli scemi;
- È difficile organizzarsi la giornata: io ci provo eh, ma non è semplice. Quando si deve uscire di casa si ha un piano preciso, quando si ha tutta la giornata davanti è tanto se ci si toglie il pigiama. Io personalmente me lo tolgo, e lavoro al mattino presto, dalle 7 in poi, per essere più libera nel pomeriggio, ma so che tanti restano in pigiama;
- Quando c'è parecchio lavoro, e hai i tuoi figli intorno, è dura: quando le bambine tornano da scuola, alle 14.30, hanno fame, si devono cambiare, lavare, e hanno ovviamente bisogno di attenzioni. Sono bambine, fanno casino, urlano, corrono, e più mi vedono al pc più mi cercano. È in quel momento che rimpiangi la tua scrivania e il silenzio intorno a te. 

I pro


- Non ci sono orari: puoi lavorare al mattino, al pomeriggio, la notte o nel weekend, puoi uscire per andare a prendere i tuoi figli o a pranzo con le amiche;
- L'orario è (non sempre) ridotto: in teoria si lavora solo su un progetto, su cose che assegnano, non si è a disposizione continua; 
- Si può smettere di lavorare in qualsiasi momento per dedicarsi ad altro: se i figli chiedono attenzione, se si ha mal di testa, se si ha voglia di fare l'amore, si lascia tutto lì e si riprenderà domani;
- Si può restare in pigiama: ecco, ho detto che io non lo faccio e lo confermo, ma so che per molti sarebbe un pro :). 

Il lavoro da casa è la perfetta conciliazione?

Mah.

Primo, se si guadagna molto meno di quello che si guadagnerebbe in ufficio (nel mio caso un terzo, come dicevo), bisogna farsi due conti in tasca. Io ora posso farlo perché non abbiamo alcuna spesa, in quanto expat, e immaginate una vita (un pezzettino) senza mutuo/affitto, bollette, macchina, ecc. Diventa più facile. Tornati a Parigi, spero onestamente di riavere il mio lavoro, perché come ci serviva prima, ci servirà allora. 

Secondo, l'organizzazione non è cosa da tutti. È bellissimo essere a casa il pomeriggio con le bambine, poter andare alle riunioni, portarle da qualche parte, cucinare con loro, ma vi giuro che quando ho un'urgenza e loro mi stanno intorno litigando e strappandosi i capelli e io non riesco a combinare niente, vorrei tanto essere altrove. 

Bisogna saper dare un ritmo alle giornate, non farsi prendere dal "tanto ho tempo, tanto nessuno mi vede" per poter veramente lavorare bene. Per scrivere, per esempio, servono idee, e quando hai mille cose che ti distraggono, il telefono, la radio, i vicini, il sole, bisogna restare concentrati, altrimenti ciao. 

Lavorare da casa mi piace? Sì, perché è temporaneo. Probabilmente potrei farne un lavoro da stipendio normale, accettando altri progetti e più collaborazioni col blog, ma a quel punto avrei meno tempo per me e le bambine. 
Di contro, prima era tutto di corsa, uscivo alle 8 e tornavo alle 19.30 quando andava bene, perciò non è che mi andasse troppo bene nemmeno quello. 

Alla fine dei conti, forse questa è la situazione ideale. Se non si ha bisogno di molti soldi, e si ha la fortuna di trovare un'occupazione da casa, allora siamo a cavallo. Peccato che nella vita i soldi servano, e i mutui esistano, le rate pure, le bollette anche, e il lavoro full time fuori casa ci serva a tutte. 

A meno che non abbiate trovato un modo per guadagnare da casa 3.000 euro netti al mese. In quel caso, fatemi un fischio eh, perché io non ne conosco, ahimè!

8 commenti:

  1. Ma quindi prima o poi tornerete a Parigi?
    Cmq a me il lavoro da casa -ma non ho figli- non mi stimola come quello fuori casa, ma magari sbaglio :)

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    1. In effetti, la mancanza di confronto ma anche di apprezzamenti visibili, è meno stimolante. Forse i vantaggi si apprezzano di più se si hanno figli o genitori o animali da gestire a casa.

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  2. In un giorno dove fa un freddo bestia, sono coperta come in un bozzolo di farfalla perchè ho 38 e 2 di febbre, e sono a lavoro lo stesso perchè chi lo fa al posto mio?..
    Beh oggi vorrei essere tanto una che lavora da casa..
    Per una come me che esco alle 7 di mattina e torno alle 7 di sera se va bene, qualche ora a casa nel mezzo farebbero davvero piacere.
    Anche il solo "tiro fuori la carne dal freezer per la cena e imposto la lavatrice"..
    Non tutti i lavori si possono adattare, il mio no di certo.
    La soluzione è trasferirsi molto vicino all'ufficio, invece della pausa caffè farei pausa baci alla piccola.. ;-)
    3000 euro da casa? Ne me viene in mente solo uno ma non ho più il fisico!

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  3. Io,per 5 anni,ho lavorato a casa. Sono un amministratore di condomini e, ad inizio "carriera" non potevo permettermi uno studio fisso- troppe uscire senza nessuna entrata. In più ho un marito militare che oggi c'è ma domani chissà (che poi quando c'è, non è che mi cambi la vita però...); 2 figli di 7 e 2 anni e mezzo, e un cane😓! Ho sempre sperato di riuscire a metterlo su un benedetto studio esterno ma non ci sono riuscita. Il risultato é che questo lavoro lo gestisco senza mai staccare davvero la spina. Sono a casa, pulisco, rispondo al telefono, mando mail, litigo con la gente, cucino contemporaneamente. Non ho un orario di inizio né uno di fine. Magari è anche il tipo di lavoro che svolgo a richiedere una certa presenza, però vorrei avere l'archivio fuori da casa mia, vorrei accogliere i clienti senza che attraversino il mio appartamento... Sogni, solo sogni...a breve chiuso tutto. Non ce la faccio più

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  4. Da un lato sarebbe un sogno, dall'altro sqrei quella che non combina niente e resta in pigiama tutto il giorno. Io ultimamente sto lavorando da casa il venerdi, gia così è una goduria, in effetti è una figata lavorare ma poter anxhe caricare la lavatrice e preparare la cena. L'ideale sarebbe 2-3 giorni a settimana, ma mi bacio le mani per poterne fare almeno uno.

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  5. Sottoscrivo tutto, pro e contro, tutto!
    IO lavoro ANCHE da casa, nel senso che ho rapporti con colleghi e impegni fuori, oltre che un ufficio, però mi gestisco da sola quando non ho appuntamenti e posso, a volte, lavorare da casa.
    Quindi capisco la situazione che descrivi e la vivo quotidianamente. Hai ragione, anche se dubito che io farei a cambio per diventare dipendente e dover timbrare il cartellino, a meno di non guadagnare il doppio. Cosa che, ahimè, temo sia solo un sogno!!!

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  6. Io sono insegnante, mio marito è libero professionista ed ha lo studio sotto casa, per cui riusciamo a gestire quasi da soli i nostri tre figli piccoli. Mio marito inizia a lavorare alle 10 di mattina dopo aver portato i piccoli all'asilo, poi spesso, dopo l addormentamento serale, scende ancora nel suo ufficio a lavorare. Se ho riunioni pomeridiane li cura lui. Siamo felici entrambi di poter essere presenti per i bimbi...

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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