lunedì 14 novembre 2016

Dove sono finite le mamme montessori di una volta?

Anni fa, quando avevo i figli più piccoli e seguivo forum, gruppi facebook o blog, e leggevo tutte queste mamme amorevoli e comprensive mi facevo una domanda: resteranno sempre così?

3 anni
Ho scelto un asilo  Montessori perchè è giusto rispettare i tempi e le esigenze dei bambini.

6 anni
l'ho iscritto alle elementari private, della pubblica ho sentito parlare male, pochi compiti, insegnanti troppo tranquille, i bimbi restavano indietro...

3 anni
No, ma come, dorme da solo?
Ma sei matta?
No, noi nel lettone da quando è nato, ha bisogno di sicurezza, e crescerà sicuro di sè e sentendosi protetto e capito.

6 anni
Mamme sono preoccupata: mio figlio ha 6 anni ma non posso iscriverlo a nessuno sport perchè vuole che sia presente costantemente! Perchè è così insicuro???

3 anni
Punizioni? Ma per carità, a casa nostra non esistono.
Mai dato nemmeno un buffetto sul panno. Siamo contro la violenza, a casa nostra sono proibite le armi giocattolo.
Noi verbalizziamo!

6 anni
Ieri al parco un bambino gli ha dato una spinta e lui non ha reagito!
Mi chiedo cosa lo abbia reso così mollaccione! Gli ho spiegato di reagire, ma niente da fare!


Crederete che abbia fatto esempi estremi: mica tanto, tutti presi da forum o gruppi facebook o conoscenti.

In realtà sto solo facendo una constatazione, almeno dalla mia esperienza diretta: perchè ci sono tante differenze educative (o di pretese)  tra la fase prescolare e quella dai 6 anni in poi?



Prima, tutti felici del bimbo pacioso, tranquillo, "con i suoi tempi": non parla a 3 anni? Tranquilla ognuno ha i suoi tempi!
Vero eh, però perchè quella stessa mamma si agita se suo figlio a 6 anni non è ai passi con il resto della classe? (leggi pure: non è tra i primi della classe).

Perchè sento tante mamme lamentarsi che il figlio non sa difendersi, o è indietro, o perchè la scuola non è sufficientemente performante?
O perchè non è abbastanza autonomo?

Per carità, magari ho avuto una percezione sbagliata io, smentitemi volentieri, ma guardandomi intorno non sento mai "mio figlio di 6 anni a nuoto piange, ovviamente l'ho cancellato, i suoi desideri vanno rispettati, pazienza per i soldi" ma sento (o leggo) 100 mila volte "mio figlio piange a nuoto, datemi dei consigli per convincerlo!".

E' un po' come l'annosa questione dei cinesi passati a miglior vita: dove vanno a finire?
E dove vanno a finire le mamme montessoriane dei figli in età scolare?
Perchè qui erano tutte montessoriane fino all'altro ieri e ora che sono a scuola non ne vedo manco mezza?

Pare quasi che finchè abbiamo questo cucciolotto tondino, di uno, due o tre anni, ci godiamo a coccolarlo, a difenderlo a tenerlo sotto la nostra campana.
Salvo poi pensare che a 6 anni la campana si possa disintegrare e sia pronto ad affrontare il mondo con spavalderia, arroganza, furbizia (che in Italia non guasta mai) e ovviamente tra i primi della classe.

In realtà credo che la verità sia terra terra.
E' cioè che è facile, facilissimo, "accettare" e rispettare un bambino di 3 anni.
Considerarlo autonomo e "competente".

E' dopo che il gioco si fa duro.

Non è facile per nessuno accettare che il proprio figlio sia l'ultimo, ne avevo parlato una vita fa a proposito dello sport.

Non è nemmeno facile accettare un figlio timido o che si fa mettere i piedi in testa, che non viene invitato alle feste o non ha amici.
E' brutto dirlo, ma è così: fatichiamo ad accettarlo, non a caso sono tutte situazioni che ci sforziamo di cambiare e "risolvere".

Non c'è niente di male: è umano.

L'altra opzione è che finchè son piccoli si ha "buon tempo" per etichettare tutto: non solo la sacca dell'asilo, ma anche i comportamenti. Tu sei alto contatto, io montessori, lei antivaccinista e via di seguito. Poi, quando i figli crescono, si è troppo prese a cercare di fare le madri e parare i colpi delle vita, per darsi e dare delle etichette. E per pontificare, soprattutto.

La buona notizia è che, come ogni cosa, si risolve da sè: un po' perchè si impara per tentativi, un po' perchè i figli cambiano così in fretta da rendere inutile qualsiasi strategia di intervento (e un po', come dicevo, perchè non si ha più il tempo di scassare le balle a laqualunque).

Per questo dico sempre che non serve a molto indottrinarsi, meglio seguire solo l'istinto, l'amore e, non mio stanco mai di sottolinearlo, il benessere di tutti: solo così l'equilibrio dura, alla lunga.

Tanto ci penseranno i figli a farci prendere la strada giusta!

5 commenti:

  1. AIN REALTà MI ACCORGO CHE IL PROBLEMA è A MONTE: LA MAGGIOR PARTE DI CHI PARLA DEL EMTODO MONTESSORIANO NON SA COSA DAVVERO SIA.
    scusate il maiuscolo, avevo il tab bloccato.
    forse un 20% di chi ne parla sa davvero in cosa consiste, il restante 80 parla per sentito dire e ha idee del tutto strampalate.
    io ho letto testi di vari autori, montessori in primis, di neuropsichiatri, di psicologi dell'età evolutiva, mi sono interessata a winnicot e ad altri studiosi,
    l'ho fatto perchè interessava a ME, eprchè sono curiosa, perchè non mi piace fermarmi al sentito dire ma voglio farmi delle idee critiche mie partendo dai testi originarii e non dalle loro rivisitazioni e sinossi.
    e ho scoprto che quello che credevo fino a quel momento er FUFFA, erano scemenze, erano interpretazioni fantasiose!
    il metodo montessoriano non è affatto quello di tenere il bambino sotto una campana, fargli fare quel che cazzo gli pare, non punire mai. BALLE! la montessori sosteneva l'autotnomia del bambino asserendo che essa va insegnata!
    lei ha stravolto la didattica e la pedagogia dell'epoca, estremamente dure, punitive, autoritative, mostrando una via alternativa fatta di dolcezza, fermezza, fiducia... ma semrpe partendo dal presupposto che il bambino deve essere spronato e messo in condizione di usare i suoi strumenti.
    il punto non è "mio figlio a nuoto piange eprchè ha dormito nel lettone" ma che ogni bambino è a sè e questo va riconosciuto e affrontato nel modo più idoneo per tutta la famiglia.

    il problema è che la maggior parte della gente blatera a sproposito. io sono stata ferocemente criticata eprchè ho allattato a lungo (ma saranno ben cazzi miei?!), perchè ho fatto bed sharing, perchè consolavo mio figlio e lo coccolavo (coccolo) molto. e allora? a 3 anni grazie al cazzo che voleva stare con me! ora che ne ha 6 si è progressivamente staccato da me, coi suoi tempi, che non sono gli stessi di tutti.
    io non sono stata allattata, passavo le notti a piangere terrorizzata sepolta sotto le coperte con la cannuccia per respirare, e sono stata afflitta da unha timidezza aptologica che mi ha impedito di fare qualunque attività fino all'adolsecenza eprchè ero terrorizzata dagli altri.
    e come ero io ne vedo tanti che certo non sono statai "montessorizzati".

    diciamo la verità: non sono gli spunti blasonati ma come una faniglia applica il suo metodo educativo.
    quelli che non danno regole ai figli non sono montessori, sono coglioni.

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  2. Cavolo, argomento scottante e sempre in voga! A prescindere dal fatto che etichettare è sempre fuorviante perché ci fa perdere di vista le varie sfumature, appunto, io credo che le mamme e i papà cambino col tempo e, mi piacerebbe pensare, coi figli. Si dice spesso che educare due o più figli con lo stesso metodo sia solo un'illusione: quello che funziona col primo non va bene per il secondo e così via. Figuriamoci poi se quello che funzionava a tre anni può andare bene anche a otto. Non voglio dire che il metodo montessoriano funzioni solo nella prima infanzia, ma che i genitori italiani non sono preparati o informati per proseguire quando i figli crescono e allora vanno dove li conduce la corrente. Probabilmente poi tanti si cristallizzano solo su determinati aspetti e ingabbiano i bambini in una rete mentale creata da loro, senza tener conto delle esigenze del bimbo stesso. Le regole ci vogliono, come darle e farle rispettare è una cosa talmente personale da non poter essere ascritta a un metodo piuttosto che a un altro. Conosco mamme montessoriane che un generale gli fa un baffo, per cui...La giusta via sta nel mezzo. E nel carattere di ogni mamma, papà e bambino!

    Priscilla di www.datemiunam.it

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  3. Io Montessori o no... vedo che da quando è in voga il "noi non puniamo, verbalizziamo"... o il "i bambini devono essere sempre liberi di esprimersi".... etc c'è una maleducazione, mancanza di rispetto infinita. E lo vediamo benissimo negli adolescenti di ora. Spero che si torni un po' ai metodi di una volta dove si insegnava prima di tutto ad avere rispetto, le regole c'erano e andavano seguite e pure bene o le punizioni e i castighi c'erano eccome. Siamo cresciute tutte così e non penso nessuna di noi ora sia frustrata, odi i propri genitori, o perché è stata mandata a letto una volta senza cena sia morta di fame.
    Troppe teorie e troppa poca educazione.
    Parere mio eh...

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  4. Io vedo in giro un'ansia da prestazione e una competizione su chi fa prima cosa che mi spaventa. Ho notato anch'io la tendenza a pontificare, etichettare, criticare soprattutto coi figli ancora piccoli finché poi le pontificanti non si scontrano anche loro con qualcosa di "inaspettato" (a loro) nel loro figlio/a. Certo non è semplice accettare determinati aspetti del carattere o del modo di essere del proprio figlio ma quando poi ci si riesce è più semplice cercare e trovare il modo per aiutarlo, vedi la timidezza, il farsi mettere i piedi in testa ecc. Barbara

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  5. Altro che esempi estremi, rispecchiano molto la realta' che vediamo. Mia figlia ha quasi 4 anni e mezzo, l'ho allattata fino all'altro ieri si puo' dire, dorme con me, e' molto mammona. Sinceramente non so se ho contribuito io a farla diventare mammona, o se semplicemente lo sarebbe stata anche se non l'avessi allattata per tanto tempo e avrei evitato che si attaccasse al nostro letto come una cozza..Quello che voglio dire e' che agisco in base al momento, a quelle che sono le sue esigenze e che la fanno stare bene, cercando di fare del mio meglio, senza avere la presunzione che come me nessuno. Poi se stiamo seminando come genitori, chissa'! Io non so come sara' mia figlia fra qualche anno. Mi fanno pensare tutte quelle persone che pensano di avere la verita' in tasca. Beate loro! Io mi metto in discussione pure troppo! Che poi saranno veramente sicuri di se stessi come genitori sólo perché segui un metodo? Credo che la risposta sta negli esempi che hai fatto tu!
    Martina

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