I figli son discreti, si sa

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone

Tutto comincia appena i bambini dicono le prime parole.

Ricordo con affetto, si fa per dire, quando mio figlio, che non credo arrivasse ai 2 anni e ai 90 cm, disse ai nonni che il pisello di papà che aveva visto sotto la doccia era graaaaaaaaaaande. 
Ovvio, direte.
Certo, sì, ma ecco…parlare del tempo, no?!


Ma i bambini crescono, sapete?
E con loro cresce la proprietà di linguaggio e, in misura inversamente proporzionale, io ve lo dico, la discrezione. 
Il tutto non ancora accompagnato da una perfetta capacità di comprensione dell’ascoltato, per cui, in epoca di nido, ricordo – sempre con non troppo affetto – episodi come:
Signora, suo marito sta bene? Mi dispiace moltissimo!
Ehm…per cosa?
Leonardo dice ha perso molto sangue…è in ospedale.
No, è donatore di sangue.
Non conto le volte che le educatrici del nido e della materna mi hanno augurato in bocca al lupo per qualche progetto o incontro importante o assenza per un esame o un concorso.
Figlio mio, farti i cazzi tuoi, mai, eh?
Quando crescono, sappiatelo, NON migliora.
L’ultima babysitter che abbiamo avuto ci ha abbandonato con una scusa, ma so benissimo che il mio dolce bambino le ha riferito che io avrei detto una cosa come
“quella la pago per guardare mio figlio e non per chiacchierare coi nonni col culo sulla panchina”.
Merda.
Dai 6 anni, con la scuola primaria, sono arrivati i temibili 
“Mamma potevo dirlo alla maestra che”.
Che ogni volta che comincia quella frase io sudo freddo.
E non solo per la poca dimestichezza con la lingua italiana, ma perché, ahimè, so che seguiranno cose del tipo:
– che sono entrato tardi perché vi siete riaddormentati?
No, merda. 
– che abbiamo una macchina sola perché siamo poveri (?!)?
Ma merda!
– che bevi sempre vino quando cucini?
Merda.
– che non te ne frega niente se non mangio a scuola e possono anche non insistere?
Merda merda merda.
– che hai un blog?
No, merda, no.
– che il blog è 50sfumaturedimamma.com o era punto it? Punto com, vero, ho detto giusto?
No, merda, no, merda, no merda. 
Ah, scusate, ciao maestre.
Senza contare il “mamma lo potevo dire che sei incinta?” di un anno fa.
Ehm…magari aspettiamo, tesoro, lo hai detto a chi? Solo ai tuoi amici, vero?
(silenzio agghiacciante)
Merda.
E fu così che mi fecero le congratulazioni  le maestre, la vicepreside, le bidelle, TUTTE le mamme dei compagni di classe, di calcio, di nuoto, tutti gli istruttori, l’insegnante di inglese, il fruttivendolo, la pizzaiola, la panettiera, i vicini e il fattorino del kebabbaro.
Quello del sushi no, ma credo solo perché non parla italiano.
L’altra sera ho detto a mio marito che per i 40 anni mi piacerebbe un viaggio dei sogni. Tipo il Giappone.
Ieri riprendo il figlio a scuola.
“mamma, potevo dirlo che andiamo in Giappone?”
Ehm…ma…ecco…non ho ancora detto che…ma, scusa, ma a chi lo hai detto?
A tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Sono troppo felice! La maestra dice che dovreste parlarne…non era contenta.
Merda, merda e ancora merda.
Senti, cambiamo discorso, vuoi la merenda?
Sì, una focaccia.
Salve, vorrei una focaccia.
Ecco, senta signora, ci conosciamo, non si preoccupi, può pagarla anche domani…o quando vuole.
Ma no, perché?
Mi ha detto suo figlio che è in maternità e non avrà un soldo per mesi…
Ancora una volta, tutte insieme in coro.
Pronte?
MA MERDA!
Tags from the story
, ,
More from 50sfumaturedimamma

La sorella geniale

Share this... Uno dei miei post più letti è sicuramente quello sul...
Read More

11 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *