venerdì 4 novembre 2016

Lettera alle madri di figli maschi



vi scrivo perché sappiate che avete una grande responsabilità.
Anche se oggi vostro figlio vi sembra perfetto, anche quando credete che sia la sua compagna di classe a dargli fastidio, ricordatevi che anche voi siete state bambine.
Quando i maschi vi alzavano la gonna, quando i maschi pretendevano i baci, quando i maschi vi mettevano contro il muro, volevano essere i vostri fidanzati per poi dirvi "mi dispiace, non ti voglio più". Quando vi davano della troia

Perché sì, anche i bambini fanno questo. E sì, adesso vorrete difenderli e vi vedo già lì a dire "eh, ma anche le femmine fanno questo e quello!". È vero, mamme di figli maschi, ma i vostri figli diventeranno uomini. E anche gli uomini che maltrattano le donne, le migliaia di uomini che lo fanno, che ne abusano psicologicamente o fisicamente, sono stati dei bambini che giocavano con le bambine, hanno avuto delle mamme anche loro. 

Allora io non vi chiedo di non difendere i vostri figli. E non vi dico nemmeno che non insegnerò nulla alle mie figlie perché non è vero, insegnerò loro a non essere petulanti, a sfidarsi alla pari, a non cercare attenzioni, a non essere cattive, a guadagnarsi il rispetto perché niente è dovuto. Perché loro per prime devono amarsi e rispettarsi. 


Ma voi, voi mamme di maschi, insegnate che le femmine sono essere uguali a loro: né più brave (non serve dire che sono più avanti!), né meno brave. Le femmine possono giocare alla lotta, possono rincorrere un pallone, possono mangiarsi le caccole e fare la gara dei rutti. Possono insegnare ai vostri figli la gioia di fare le cose con più calma, di scrivere in maniera ordinata e di scegliere i vestiti con cura. Perché è vero, che maschi e femmine hanno delle differenze: il segreto sta nell'imparare gli uni dalle altre, nell'arricchirsi conoscendosi, nello scambiarsi modi di essere tanto diversi tra loro.

Care mamme di maschi, fate in modo che i vostri figli si comportino come vorreste che si comportasse l'uomo dei vostri sogni: che aiutino ad apparecchiare e a sparecchiare, che mettano la loro roba sporca a posto, che si lavino da soli, che riordinino la loro camera. Lasciate che crescano con la consapevolezza che nessuno starà lì ad aspettarli per fare tutto questo per loro, perché non è così. 

Dite ai vostri figli che sono dolci, che sono teneri, che sono buoni, non che sono duri, che sono forti, che sono i più bravi. 

Perché il mio sogno è che le mie figlie un giorno incontrino un uomo che sappia apprezzarle per quello che sono: un essere umano al loro stesso livello, né più, né meno. 

Ve lo chiedo col cuore in mano, perché ogni giorno ho sempre più paura di quello che le aspetterà.

5 commenti:

  1. Parole più che sante!
    Sono una mamma di maschi (e anche di una femmina) e quello che tu dici cerco di trasmetterlo ogni giorno. In realtà CERCHIAMO di trasmetterlo. Il mio piccolo uomo più grande ha 5 anni, è sensibile e gentile con i piccoli e anche con la mamma, piange quando ne ha bisogno e conosce il rispetto: l'altro giorno ha chiesto scusa ad una sua amica che ha chiamato "bambola", perchè le donne sono delle belle persone, non delle belle cose (in realtà mi sono sentita un po' in colpa quando me l'ha raccontato perchè ho paura di aver esagerato nel riprenderlo quando è capitato che lo facesse con me).
    Non dobbiamo "dirlo", dobbiamo "mostrarlo" e la famiglia è il più grande esempio..sembra retorica e invece..

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  2. Spero di riuscire a farlo bene...Ho una figlia femmina e un figlio maschio. Per ora sono piccoli ma li tratto nello stesso modo: stesse responsabilità e stesse ricompense. Entrambi hanno i loro "compiti" da fare in casa, entrambi piangono ed io asciugo indifferentemente le lacrime dell'uno e dell'altra. Entrambi picchiano e fanno la lotta e vengono sgridati indipendentemente dal loro essere maschio o femmina. Ah, e ognuno di loro è libero di giocare con qualsiasi giocattolo a disposizione, non esistono cose da maschi e cose da femmine. L'esempio è l'insegnamento più grande ed è proprio vero!

    www.datemiunam.it

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  3. Speriamo di riuscirci. ...ho paura anche io di quello che lo aspetta perché nel mondo di oggi non mi sembra più facile essere un maschio o una femmina è dura per tutti. ..

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  4. Bravissima! Ma come facciamo con gli altri? Questa estate un bambino (dolcissimo) di tre anni si è avvicinato a mia figlia di 2, lei pensava che le volesse togliere un gioco e gli ha soffiato come un gatto. Lui si è messo a piangere, era davvero dispiaciuto che lei non lo volesse vicino, poi si sono abbracciati. Arriva il padre del bambino: "Non piangere per le donne, non ne vale la pena, gli uomini non piangono". La mamma imbarazzata: "Ma non conoscevo questo tuo lato tenero".
    Al parchetto, mia figlia gioca con un bambino più piccolo, lui è molto agile e fa cose sullo scivolo che lei non si fida a fare. Ci sono lì i nonni, molto gentili che giocano con mia figlia, a un certo punto il nonno dice: "Va be', ma lei è una femminuccia, è normale che non voglia buttarsi e fare cose scapestrate".
    Ora, cosa gli dovevo dire? Era anche una persona gentile, non volevo essere antipatica, però forse queste frasi lasciano un segno? Oppure è l'esempio dei genitori che conta?

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