Cambio pannolini organizzato

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La prima volta che ho preso in braccio un neonato credo si sia trattato di mio figlio.

Non avevo nessuna – e se dico nessuna, vuol dire proprio nessuna – esperienza di bambini.

Avevo persino comprato un libro che spiegava come si maneggiano i neonati, da che parte si prendono, come si tengono, cosa fanno, come si mette il pannolino e come lo si cambia.

In quel libro c’era scritto che un neonato nelle prime settimane di vita può consumare anche una decina di pannolini al giorno.
Mah, esagereranno, avevo pensato.

No, non lo facevano.

Solo poi ho capito con quanta cacca e pipì avrei avuto a che fare nella mia vita di mamma e che sarebbe stato quindi meglio e furbo prenderci confidenza.

Visto e considerato che i cambi che una mamma fa sono migliaia nell’arco dei 3 anni circa in cui un pargolo è munito di pannolino, ho capito che sarebbero state vitali 2 cose:

istituire un posto comodo, organizzato e pratico dove dedicarsi ai pit stop e decidere che tipo di prodotti usare.

Ho scelto di posizionare il fasciatoio in cameretta, per non dover andare in bagno di notte, magari più volte e ho limitato i prodotti all’essenziale:

pochi, ma efficaci, ordine, ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa.

Sì, come diceva la nonna.

In questo modo si è avviata una serie di automatismi dovuta alla semplicità, all’organizzazione e alla sicurezza via via acquisita.

Scegliere i prodotti non è stato semplice, ma col tempo e con tentativi più o meno disastrosi ho capito che 2 sono i prodotti fondamentali nel cambio: i pannolini e le salviettine.

E per entrambi ho scelto Pampers.

Un buon pannolino, infatti, vi consente di non dover cambiare il bambino ad ogni pipì, dato che la contiene, la assorbe e fa sì che non dia segni di sé, mantenendo asciutto il bambino e, soprattutto, eviterà di farvi capire il perché del detto “essere nella cacca fino al collo”.

E se il culetto resterà asciutto, resterà con tutta probabilità intatto e non tenderà ad arrossarsi, il che vi eviterà di dover correre ai ripari.

Costi in meno e cose per casa in meno, nonché maggior velocità nel cambio.

Essere veloci nei cambi è fondamentale: vi ci vedete ad effettuare un pit stop cacca in un bagno pubblico o open air con la velocità di un bradipo ipoteso e depresso?
O con gli occhi della gente puntati addosso?
O con la minaccia di una pipì incipiente sul vostro viso truccato di fresco?
Ed ecco perché le salviettine Pampers.

E’ difficilissimo trovare una mamma che possa fare a meno delle salviette umidificate.
Penso che molte mamme proporrebbero la santificazione dell’inventore delle salviette se solo ne conoscessero il nome!
Tutte noi ne abbiamo 54 pacchi disseminati tra casa, borse, zaini, auto, casa dei nonni, borse delle nonne, e li usiamo per le più svariate cose: pulire faccini, bocche, manine, impronte, oggetti, superfici…e anche culetti e hinterland.

E perché le Pampers?

Perché sono le migliori nel ripristinare il ph della pelle del bambino: la pipì e la pupù che rimangono a contatto con la pelle del bambino, infatti, ne alterano il pH, che costituisce una difesa per l’epidermide, la quale, per reazione, si arrossa e resta esposta all’azione dei batteri.
Molte salviettine non sono in grado di ripristinare in fretta ed efficacemente il pH, mentre le Pampers sì.

Come lo so? Come faccio ad esserne sicura? Come faccio ad averne le prove?
Guardate un po’ qui che cosa abbiamo combinato io e Leonardo per darvene dimostrazione…

E perché sono morbide, ma allo stesso tempo resistenti.
Perché, per la particolare trama ad onda, sono capaci di rimuovere lo sporco in un solo gesto, come vi dimostriamo nel video che abbiamo girato io e Leonardo.
Vedrete che, nonostante quello che gli ho combinato non occorrerà un passa e ripassa, fino a consumare il figlio, né corrergli dietro per ripassarlo 12 volte, ma sarà sufficiente una sola e risolutiva passata.






In collaborazione con Pampers






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