lunedì 29 febbraio 2016

Fenomenologia della mamma: la mamma monoesperienza



La mamma monoesperienza basa tutte le sue considerazioni, i suoi consigli (non richiesti, ovviamente) e qualsiasi cosa le passi per la testa su una cosa

la sua esperienza

Prima di avere un figlio, lei vi dirà: 
sbrigati, hai 38 anni, io ci ho messo un anno e ne avevo solo 35, chissà quanto ti ci vuole!
O, in alternativa
Basta che lo fai tutti i giorni e via, io ho fatto così e guarda che bella bambina!

Perché mai informarsi sulle leggi della scienza? Ma va', lei sa tutto! 

Quando siete incinte, la mamma monoesperienza dispenserà consigli su tutto. 
Avete le nausee che quando vostro marito si avvicina gli vomitate addosso nonostante si metta Blue di Chanel
Lei non le ha avute, voi non le avete. Vi state facendo condizionare dalle dicerie popolari.

Finché non le vomitate in testa. 

venerdì 26 febbraio 2016

La mia vita è un telefilm

Avevo dieci anni. Era l'estate 1992 e vivevamo in una casa non nostra, di un amico di mio papà, perché la nostra era in ristrutturazione. Mi annoiavo tantissimo, lontano dalle mie amiche, e guardavo molta tv. 
Quella fu anche l'estate del mio primo reggiseno, avevo già la terza e mia mamma si ostinava a mandarmi in giro senza. Fu mio papà a convincerla. 
Fu anche l'ultima estate da bambina. Quell'inverno mia madre iniziò a dire in giro che ero diventata signorina

Eccheccazz.

L'estate del 1992 mi cambiò per sempre: e non perché iniziai a mettere il reggiseno o perché fu l'ultima senza mestruazioni, no.

Mi cambiò per sempre perché scoprii i TELEFILM

giovedì 25 febbraio 2016

La mamma e la maestra

Fino a che il bambino resta sotto il nostro ed unico totale controllo, tutto sommato il mondo intero ci giudica, dalla suocera alla mamma, dal panettiere al ragazzo delle pizze, dall'amica alla vicina vecchia e zitella che dice di sapere come si allatta, ma mai in vita sua ha visto un uccello se non il passero che le caca il davanzale, ma non fa nulla.

Ce ne si fa, prima o poi, una ragione.

Quando, però, varcate la soglia dell'asilo, che sia nido o che sia materna, ecco che compare lei nella vostra vita:


la maestra.

mercoledì 24 febbraio 2016

Il ruolo della mamma



Da sempre si discute su cosa sia meglio, o più giusto: lavorare, non lavorare, lavorare part time?

Ho lavorato da quando la piccola aveva 10 mesi (esatti) e la grande due anni. Prima non avevo trovato lavoro, in Francia. La piccola al nido, la grande in una scuola privata, una babysitter che andava a prendere entrambe. La grande stanca, stanchissima, perché dalla scuola andavano a piedi ogni giorno al nido. 3-4 km a piedi. A due anni.

Mi sentivo in colpa? Tanto. Volevo lavorare? Tanto.

Il tempo ha calmato le acque. Io mi sono ritrovata, col mio lavoro semplice ma che mi permetteva di fare quello che mi piaceva: scrivere. Senza gloria, ma in un'azienda giovane, in crescita, dove ho trovato della grandi amiche che tuttora fanno parte di coloro che considero le mie migliori amiche, senza alcun dubbio, nonostante la distanza (una è addirittura ad Hong Kong!).

Un lavoro che mi ha stancata, ma che mi ha fatto sentire viva. Avrei voluto esserci io all'uscita di scuola? A volte sì. So che c'ero ogni sera, sempre io. Ero io che rientravo correndo, preparando la cena per tutte e tre (quando il padre, dopo 7 mesi dal mio rientro al lavoro, se n'è andato in Pakistan), mettendo a posto, facendo lavatrici, ricucendo vestiti rotti, preparando zaini, curando ferite, leggendo libri, tanti libri. Svegliandomi la notte per gli incubi, per la pipì, per il mal di pancia, per la febbre. Io c'ero.

martedì 23 febbraio 2016

Appunti per il caso facessi un (altro) figlio



1) non pensare che il limbo dei primissimi tempi non finirà mai


Avete presente quella sensazione di vivere e di non vivere in cui abitate i primi tempi dopo il parto?

Ci siete e non ci siete, e siete felici, e poi infelici.
Poi vi sembra di non esserci, ma ecco che ci siete.
Travolte dall'uragano cacca, latte, tetta, pannolino, crema per culo, cacca, latte, tetta, pannolino, crema per culo.

E dalla mancanza di sonno.

venerdì 19 febbraio 2016

Ode al figlio unico

Sì lo so, io sono quella che ha magnificato il secondo figlio solo un paio di settimane fa.
Ma sono bipolare, ricordate?

La settimana scorsa il Tortoro, che adora i nonni, mi ha chiesto espressamente di poter andare da loro qualche giorno. E chi sono io per dire di no?

E' partito felice un martedì mattina con la sua valigetta, e ci ha regalato 3 giorni da ... genitori di figlio unico.

Bis-mamme non fatelo! Non fate l'errore di capire come sarebbe stata la vostra vita con un figlio solo.

Volete davvero saperlo? Sicure sicure? Ok ve lo dico.

(Avvertenza: mamme che cercate o aspettate il secondo, fermatevi qui)

Avere un solo figlio, per di più di 7 anni, è la pacchia più totale.

La prima sera, sono arrivata a casa 20 minuti prima del solito. E no, non ero in anticipo, solo prendo Mirtillo e... andiamo a casa, stop, fine.

Niente corse scavezza collo per arrivare in tempo e trovare un figlio che finge di non vederti per 5 minuti, niente mocciosetto che deve assolutissimamente finire il puzzle da 1500 pezzi che stava facendo, niente saluto a tutti i singoli fottuti giochi dell'asilo, niente controllo minuzioso dei disegni fatti, niente nascondino, niente pantofole sparite, niente cacca dell'ultimo secondo prima di uscire, quand'era bell'e vestito.

Entriamo a casa e: "mamma, ci mettiamo sul divano a leggere? Vuoi che ti faccia un the? Stai pure qui comoda".

Divano - leggere e- comoda nella stessa frase, a me?!

Ecco, quindi, davvero può esistere LA PACE.

Un tardo pomeriggio di fine inverno, una stufa accesa, una madre e un figlio sdraiati alle parti opposte del divano, i piedi che si accarezzano, una copertina, due libri.
Un the portato dal figlio con 3 biscottini su un piattino.
Silenzio.

Silenzio!!!

Grazie Dio, grazie, ora lo so, esisti.

Niente "mamma, ho fame. No la banana no. Fammi vedere cosa c'è. Voglio un the. No è freddo, no è caldo, Il biscotto è rotto. Ale ne ha presi 3, il mio è più piccolo. Albertooo, guarda, io ne ho di più! Ho vinto io! Sei uno scemo! Tu sei stupido! Ahia, mamma mi ha tirato i capelli!!! Buaaaaaaa"


No, solo calma e silenzio.

"Mamma continua pure a leggere che apparecchio io".

Dio, attento, non tirare troppo la corda, che il secondo figlio lo lascio nella ruota degli esposti...

Dopo cena abbiamo guardato un film. Un film vero, da adulti, senza draghi o maghi o lupi o vocine sceme. 
Un film, così, pacificamente, senza litigi, botte per chi sceglie cosa vedere, senza discussioni per il posto sul divano, per la luce accesa o spenta, per il latte caldo o freddo, con cioccolato, no avevo detto bianco!! Lui ha mangiato più mela! Buaauauaua.

Niente lotte per andare a dormire, botte per la luce troppo forte, io voglio il buio, io la luce, io le lucine azzurre, io verdi, ti odio, non ti voglio come fratello, cambio famiglia.

La mattina mi sono svegliata e ho trovato la colazione pronta e il settenne già lavato e vestito.
E' adorabile (da solo) lo so.

Colazione in santa, santissima pace, chiacchierando e cantando con tanto di musica.
Nessun Tondino incazzato abbestia che sbraita per spegnere la luce, perchè i suoi occhietti devono abituarsi, perchè "io odio la luce".
Nessun Mirtillo insopportabile che punzecchia un fratello insopportabile.
A cui basta un niente, un "buh" per incazzarsi, alzarsi, andarsene offeso e iniziare 25 minuti di storie e lamentele e litigi.
Nessuna discussione per i vestiti, per la colazione, per ogni boiata.

La sera Mirtillo è andato da un suo amico, quindi ancora più pacchia. Io a casa, da sola per un paio d'ore.
Nessun litigio, nessuna lotta, niente urla, dispetti, oggetti lanciati, giochi contesi, botte da orbi "mammaaaaaaaaaa mi ha picchiato!!!". Rumore, rumore, rumore.

No, silenzio, rivista, birretta.
Aiuto, mi sto abituando, aiuto aiuto aiuto.

E la cena?!
Di solito è sempre una lotta, con quel nanetto che ha sempre una scusa per non mangiare.
Con uno (che mangia) è la pace dei sensi.

In 3 giorni con un figlio solo mi sono rigenerata più che alla SPA.

Potete immaginare, vero, quanto è dura conoscere il paradiso e doverlo abbandonare?

Quindi non fatelo mai. Se avete due figli, evitate la mia esperienza. Alla fatica ci si abitua, ma lasciare la pace una volta trovata è dura, durissima.

Per fortuna quel "capoccione enorme", tondino e tozzo è una droga, non posso stare senza di lui, senza le sue coscette da mordicchiare, i suoi bronci e le sue risate che sciolgono i muri.

E poi ho provato, ma la "ruota" è troppo piccola ormai per infilarcelo, tocca tenerselo.

giovedì 18 febbraio 2016

I confronti tra fratelli.

Scena 1.
Interno.
Cena tra amici con prole.

Eh sai, Gino ancora non gattona, ed ha ben 8 mesi. Sua sorella a 4 gattonava già, credo abbia un ritardo.

Scena 2.
Esterno.
Mamma mi aiuti ad arrampicarmi?
E che palle, tuo fratello lo faceva già a un anno, tu ne hai 3 e sembri una neonata!

I confronti tra fratelli non sono solo stupidi, ma possono anche mettere in dubbio la sicurezza dei bambini, che finiscono per sentirsi falliti e inferiori a fratelli o sorelle.

Psicologia da quattro soldi? Forse.

mercoledì 17 febbraio 2016

La brava mamma

Chi è una brava mamma?

Com'è fatta?

E' una mamma che lavora?
E' una mamma che non lavora?
Allatta?
Si sacrifica?
E' felice?

Come si fa ad essere una brava mamma?


martedì 16 febbraio 2016

Donne che ci piacciono: Elisa di Wedding Store

Oggetti per nozze

Ogni tanto ci piace lasciare spazio alle donne che, con la loro forza, sono riuscite a realizzare i propri sogni. Vi abbiamo parlato di fotografe, sarte... oggi e la volta di una mamma che vi piacerà, Elisa di shop.weddingstore.it.

lunedì 15 febbraio 2016

Fenomenologia della mamma: la Sacrificale

Ovviamente parliamo di Lei, la Madre per eccellenza, colei che sempre - sempre - sempre si sacrifica per i figli.

Anche quando non serve, eh.

Generalmente inizia con la gravidanza:
"Non sai quanto ti invidio la tua insalata! Ho una voglia di pomodori..."
E perchè non li mangi? Almeno a casa, quando li lavi tu...
"Eh no sai, ho paura della toxo, piuttosto che rischiare, mi sacrifico".

"Uh, anche a me piacerebbe il mare, ma no, con il pancione, il caldo... preferisco stare a casa con l'aria condizionata, per quest'anno mi sacrifico".

Certo, in effetti ci sono stragi di bambini causate dalle vacanze estive.

Al parto rinuncia all'epidurale "ho letto che potrebbe far male al bambino, preferisco sacrificarmi io".

Pur'io ho rinunciato all'epidurale, solo che è stato perchè mi faceva più paura il siringone delle doglie: vale lo stesso?

venerdì 12 febbraio 2016

Vita a Panama, episodio 2: le donne

Esempio di sudamericana grassa pelosa ma con tette rifatte. 


Lo so che non aspettavate altro. 

No, non di sapere della mia vita a Panama... 

... di spettegolare

Faccio una piccola premessa. Prima di vivere qui, e in Francia, ho vissuto in Bielorussia, dove ho fatto anche diversi viaggi
Sono arrivata a Minsk in un freddo pomeriggio di inverno, tipo 30 sotto zero, dopo 40 ore di autobus. Giorno uno di lavoro (ero lettrice in università): piumino, Ugg, pantaloni di velluto (i collant sotto no, non ce la posso fare), maglione a collo alto. Primo scivolone sulla strada ghiacciata evitato in extremis. Cioè la culata, lo scivolone l'ho fatto eccome!
Giorno due di lavoro: cappottino attillato, stivale con tacco a spillo
Indovinate perché?! 
In facoltà avevo una studentessa che veniva in short, collant color carne iperfini tipo trasparenti, stivali cuissardes in vernice bianca, ecc ecc. 
Bon, a quei livelli anche no. Però ecco il piumino... (mai più messo, poco importa il clima: imparate anche voi dalle donne dell'est!). 

Quando sono arrivata in Francia, non è che ho smesso di lavarmi i capelli o di limarmi le unghie dei piedi. E neanche di farmi il bidet, tranquille! 

Però un pochino ho preso da tutte. Mi affascinano tantissimo le donne, la loro femminilità, la loro forza, e quando vado in un paese nuovo sono la prima cosa che guardo. 

Quindi vuoi non guardarle a Panama?!
Come ho già detto, ancora fatico a distinguere le varie nazionalità sudamericane, ma ci sto lavorando. Ho capito solo che c'è una grossa differenza tra la gente "del popolo" e quella un po' più istruita e benestante. E si vede anche nel look. C'è differenza anche tra istruiti e arricchiti, uuuuh se c'è!

giovedì 11 febbraio 2016

I bambini sono trasparenti

Fate mai caso a quanti adulti parlino dei bambini in loro presenza come se non ci fossero?
Queste povere creature devono essere trasparenti o non sono viste per altra ragione ignota o non esistono e li vedete solo voi.
 

mercoledì 10 febbraio 2016

Perché in Italia abbiamo paura della babysitter?


sito di babysitter

Più volte mi sono chiesta se l'avere una babysitter sia un privilegio, una necessità o un po' entrambi. Vi avevo raccontato di quanto fossi "fortunata" ad averne una a Parigi, e di quanto mi servisse, in maniera inevitabile.

Perché molte volte mi è capitato di sentirmi dire che sì, gran fortuna avere la babysitter. E da italiane, soltanto. Per le francesi avere una babysitter è la norma, almeno per le parigine: tutte o quasi lavorano e i ritmi non consentono di fare diversamente. Ad una certa ora la scuola chiude, e dal lavoro non si esce certo alle 17. 

Rinunciare al lavoro per essere all'uscita di scuola? Perdere anni di studio, di fatiche, di soddisfazioni anche, di momenti propri e di realizzazione per non pagare una sconosciuta due ore al giorno? 

Certo, spesso ci sono i nonni. Ma anche dare ai nonni il ruolo di babysitter, per di più a gratis, è giusto? 

Ancora oggi non capisco questa ritrosia tutta italiana nel ricorrere a un aiuto per la cura dei figli. Forse perché come mamma sono nata e cresciuta in Francia, a me sembra una cosa del tutto normale. E se fossi rimasta a Milano, ne avrei avuto bisogno anche lì. 

martedì 9 febbraio 2016

Gruppo di auto-aiuto per ritrovare l'autostima (e sentirsi un po' più fighe)

Se c’è una cosa che mi angoscia, è il tempo.
Il tempo che passa, il tempo che arriverà e, soprattutto, il tempo che non basta.

Avete presente quando avete talmente tante cose da fare che rimanete lì inebetite per decidere da dove cominciare? Magari iniziate una cosa, no quella è più urgente, aspetta che visto che ci sono inizio quest’altro… per avere poi la sensazione di non aver concluso niente.

Ecco, già la sensazione è spiacevole, se poi vi mettete a confrontarvi con altre, potrebbe essere la fine.
Ne abbiamo già parlato di questo, di come spesso il nostro malessere derivi un po’ dal fatto che ci sottovalutiamo, un po’ dal fatto che sopravvalutiamo le altre.
Ricordate il nostro mantra “siamo tutte fighe agli occhi degli altri”, no?

Ecco, vorrei solo darvi il mio punto di vista, perchè io sono la sfigatella del trio, quella che non si sente figa manco pe' niente. Ma ci sto lavorando, e vorrei raccontarvi a che punto sono. Sia mai che vi riconosciate.

Ieri sulla nostra pagina si parlava di faccende domestiche, una lettrice diceva di essere un disastro, di non riuscire a fare quasi nulla, ma di ricevere regolarmente complimenti per la sua cosa ordinata.
Ecco, trovo sia l’esempio perfetto da cui partire: è evidente a chiunque che qualcosa non torna, no? Evidentemente lei fa, eccome, solo non se ne rende conto.

E’ successo qualcosa di simile anche a me.
C’è stato un periodo (che non ritengo del tutto superato a dire il vero) in cui ero totalmente sopraffatta da questa sensazione di inconcludenza, dalla convinzione di perdere tempo e non combinare nulla.
Ma per fortuna ho capito che c’era qualcosa che stonava, che andava approfondito.

Ho fatto un bel lavoro su me stessa, e alla fine credo di aver finalmente superato almeno questo scoglio:

Io.Non.Sono.Inconcludente.


Semmai, sono stanca.

Faccio tante, tantissime cose.

Innanzitutto, lavoro almeno 9 ore al giorno, esco alle 8 per rientrare alle 6. 
Peraltro, senza nulla togliere ad altre mansioni, ho una posizione di responsabilità: sono la titolare, sono io a gestire le scadenze, i dipendenti, tre sedi in 3 regioni diverse, con relativi spostamenti. Infatti, sempre in queste ore, ci infilo pure 2.000 km al mese in auto.
Per poter andare a prendere i bambini, faccio orario continuato, il che vuol dire che nemmeno in pausa pranzo ho un’ora per tirare il fiato.
Mi arrangio in tutto quello che riguarda i bambini: riunioni, compiti, feste di compleanno, scioperi, qualsiasi cosa.
Vado a prenderli al doposcuola e poi di corsa a casa, a preparare la cena a cui penso io durante la settimana, perché arrivo per prima.
Ogni tanto, sempre meno, riesco pure a scrivere sul blog.

lunedì 8 febbraio 2016

Fenomenologia della mamma: la mamma in attesa dal secondo figlio in poi

La Mamma in attesa è un mondo a sé, è diversa dalla Quandosaròmammaio e dalla Neomamma.

Mamma in Attesa lo siamo state tutte...ma non tutte più di una volta.

Ma ci sono differenze tra la prima gravidanza e le successive?

Più o meno le stesse che trovate tra Belen e Suor Paola.



venerdì 5 febbraio 2016

Le dieci cose che mi piacciono di più dell'essere mamma

blog di mamme
Diciamocelo: essere madre è un po' come essere Dr Jekyll e Mr Hyde. In alcuni momenti - almeno noi mamme normali, imperfette, chiamateci come volete - vorremo sparire (o farli sparire, eh! Anche meglio), ma in altri essere mamme è proprio figo.

Ecco le dieci cose che mi piacciono di più.


1. I baci al mattino. Che profumano di notte, di colli sudati, di amore.

2. I progressi. Non tanto per la nostra soddisfazione, ma per la loro: veder brillare i loro occhi per un traguardo raggiunto è una delle emozioni più grandi mai provate.

3. Sentirsi bambini. Giocare coi playmobil, fare la ruota in spiaggia, fare le buche e cantare a squarciagola... Siamo sempre giustificate!

4. Rivedere se stessi. Un'espressione, un'abitudine, una forza: li abbiamo fatti proprio noi!

giovedì 4 febbraio 2016

Come crescere dei figli che siano perfetti...

Dopo aver capito come si crescono figli felici, ho finalmente capito come si crescono figli perfetti...

1) Tenerli infanti fingendo di renderli precocemente autonomi


Un classico: a 3 anni si rifanno il letto, a 2 si allacciano le scarpe e giocano con le tazzine di vetro, in pieno spirito montessoriano. 

E poi?

Poi a 4 anni hanno 48 mesi, se hanno sete c'è ancora la tetta di mamma' e se si stancano di camminare, li mettiamo nella fascia. A 4 anni. No, a 48 mesi.

E quando a 6 anni la maestra ci fa notare che il bambino non è autonomo come gli altri:

Ma come?! Mio figlio, guardi, a 8 mesi mangiava da solo!

Già, ma ora che ne ha 72 di mesi com'è che non sa sfilarsi la felpa o tenere in ordine un astuccio?


mercoledì 3 febbraio 2016

Le cose che spaventano le mamme

Ci sono diverse attività che, per motivi incomprensibili, spaventano le mamme. Che siano facili o complesse, le mamme panicano come di fronte ad un professore il giorno in cui non hanno minimamente studiato. Cagotto compreso.


Le cose che spaventano le mamme


Fare le valigie

Non si saprà mai il perché: alcune hanno bisogno di un giorno intero di libertà, ingaggiano nonne, babysitter e fracassano i maroni su Facebook con frasi del tipo "Oddio, le valigie". Il bello è che ricevono anche risposte: "come ti capisco", "Oddio che incubo", "poverina".
L'avete letta quella che si fece divorare dal bagaglio a mano?


Restare sole la notte

È risaputo che in quella notte accadranno le peggiori disgrazie. L'uomo nero passerà a farci visita, ci sarà un terremoto e esploderà una fuga di gas. Ovvio, no?

martedì 2 febbraio 2016

Secondo figlio: ecco perché ce la farai

Qualche giorno fa parlavo con una mia carissima amica. Tra pochissimo nascerà la sua bambina, secondogenita dopo Lui.
Mi ha detto che è preoccupata,  non sa se riuscirà a gestirne due, ha paura di deprimersi, di non farcela, e si sente in colpa per non averle dedicato abbastanza tempo. Le domande  e le paturnie che ci siamo fatte tutte, ovviamente.

Tesoro, ce la farai eccome!!!

Ce l’hai fatta egregiamente con G., sempre tranquilla, calma e rilassata: io con Mirtillo ero isterica, stanca e frustrata. Eppure son tutti e due qui, vivi e non esageratamente folli.

Il secondo figlio è una passeggiata, credimi.

Sai già tutto: sai, soprattutto, che crescono in un lampo.

Non potrà essere angosciante la routine tetta, cacca, sonno: per me, con Ale lo era stato, avevo questa orrenda sensazione che la mia vita sarebbe stata sempre così. Con Tondino, mai.

Perché hai la prova davanti a te di quanto poco durino questi momenti. E perché sai che è, con ogni probabilità, l’ultima volta.
L’ultima volta con un neonatino tra le braccia, l’ultima volta  che sarai alle prese con dei pannolini, con i passati e i passeggini.

lunedì 1 febbraio 2016

Fenomenologia della mamma : la Mamma di un maschio e di una femmina

La Mamma della cosiddetta coppia, è una specie di semidea.

Ah no?!

Beh, poco male, lei si sente tale.

Ma il sesso non lo decide geneticamene l'uomo?

Sì, amica, ma quell'uomo, con chi si è riprodotto? Con te o con me? E allora il merito di chi è?



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