mercoledì 31 agosto 2016

Io ve lo dico: avete fracassato i maroni con 'sta nostalgia

Ora, anche a me piace ricordare, e tanto, i tempi in cui ero bambina, o ragazza, o semplicemente non ero quella che sono ora. 
Di come con certe mie amiche facessimo gli scherzi al telefono. 
Di come ci vestissero male le nostre mamme
Di come fossimo più educati e di sani principi.

Ok, va bene, ci sta. Seguiamo tutti le pagine (io no, in effetti) "nostalgia degli anni '80", "si stava meglio quando bastava questo" e foto dei quadrati fatti coi gessi sull'asfalto.

L'abbiamo capito, davvero. 

Ma ve lo devo dire: fatevi vedere. Perché non è normale stare lì sempre a rimuginare su com'era il PRIMA.

Intendo prima di avere figli

martedì 30 agosto 2016

8 anni, 5 anni

Ho esaurito la memoria del telefono.
Quindi vado nella galleria per cancellare alcune vecchie foto: le più vecchie risalgono a gennaio.

Solo 8 mesi fa.
Gennaio: Tondino, di buon umore, a Genova

Febbraio: travestimenti...

Eppure già non vi riconosco più.

Quel musetto tondo non è più il tuo, Tondino.
Le gambe tozze si sono allungate, i pantaloni hanno iniziato improvvisamente ad essere corti.
Forse non ti riconosci più nemmeno tu in queste forme "da grande", ed è per questo che sei diventato così ingestibile ultimamente.
Ti avventi sui più piccoli e non c'è niente che funzioni al momento.

Marzo, a Legoland in Germania
Le coccole che prima mi chiedevi così spesso, non le cerchi più.

Solo mentre dormi, ti avvinghi a me, e mi respiri forte sulla faccia, a dirmi che ci sei.
Lo so che ci sei, impossibile non notarti, piccolo uragano: lascia tornare la tua dolcezza e il tuo bisogno di amore, mi manchi così tanto.

Passerà anche questo periodo, come ne sono passate tante.

Chissà se passerà anche la R "arrrotata", come dici tu.

Chissà se passeranno i dentini piccoli e perfetti che ti senti sempre dondolare.

Spero non passi la tua vena di follia, l'uso pazzo che fai della nostra lingua italiana, come tuo padre, solo che lui ha iniziato 20 anni dopo ad essere così matto.

Anche le tue guance sono sparite Mirtillo.
aprile, risvegli con le belve feroci
Credevo fossero sparite da mo', ma basta una foto di sei mesi fa a ricordarmi che sei cambiato ancora, sempre più Ragazzo, sempre più bello.

maggio, festa del cibo di strada
E, per fortuna, sempre più vicino.

lunedì 29 agosto 2016

Vacanze stanziali e pomeriggi di pioggia: come intrattenere i bambini divertendosi

Cosa sono le vacanze? Un viaggio avventuroso, un all inclusive o la pace in pineta? Come sapete, siamo spesso in giro e quest’estate abbiamo visitato il Perù. Dopo, però, io e le bambine siamo scappate dalla stagione delle piogge panamense per venire in Italia, dove ad aspettarci c’erano la nonna e tanti zii e amici. 

Abbiamo una casetta sulla costa degli Etruschi, inserita in un villaggio turistico, in cui possiamo decidere di andare al mare, restare in piscina oppure andare a scoprire la natura tra i campi. Ma, con tutto questo vagare, vi dico la verità: nessuna ansia di andare per forza sul mare (ci saremo state 5 volte!) e in piscina giusto un po’ al mattino per rinfrescarsi. 

E il resto del tempo? 

Il resto del tempo a casa a RIPOSARSI veramente. Come ho detto più volte, mi sembra che i bambini di oggi siamo sempre stimolati a fare qualcosa, mai soddisfatti, sempre con una nuova richiesta. E per invertire questa tendenza ed evitare che si fossilizzassero alla tv ho cercato di ricordarmi cosa facevo io, quando stavo in casa. 

1. Inventavo storie
2. Giocavo coi giochi in scatola

venerdì 26 agosto 2016

Stati Uniti insoliti: viaggio a Houston, Texas

viaggio a houston


Quando si pensa agli Stati Uniti, i viaggi che vengono in mente sono tanti, ma quasi nessuno prevede un passaggio da Houston. Sinceramente, non ci sarei andata nemmeno io, se non fosse che mio marito aveva in calendario un viaggio di lavoro e che, essendo a nemmeno 4 ore di volo da Panama, ho pensato che quando ci ricapitava? E quindi siamo partiti alla scoperta del Texas!

Il Texas è sicuramente uno degli stati più autentici: Houston è la quarta città degli Usa per grandezza e anche quella con la più alta percentuale di obesi. E anche una delle sedi della Nasa, la cui sola visita vale, secondo me, il viaggio.

Siamo partiti di sabato pomeriggio e arrivati in hotel alle 20.30. Il fuso è lo stesso di Panama, ma i ritmi decisamente diversi: pur essendo nel pieno della Copa America, durante il fine settimana e in piena Downtown, la città era completamente deserta, e questo dà un'idea sulla vita mondana locale!

L'hotel era molto carino e centralissimo, e ad un prezzo assolutamente accettabile per quattro persone: Magnolia Hotel, in Texas Avenue, 135 dollari a notte colazione, aperitivo e cookies pre-nanna compresi. Sì sì, avete campito bene: alcol a fiumi tra le 17.30 e le 18.30 e, fino alle 22, latte, caffè e biscotti per tutti. Perfetto per la prova costume.

giovedì 25 agosto 2016

E così inizia la scuola

Io della prima elementare ricordo una cosa: la scoperta che avrei dovuto indossare un orrendo grembiule nero, che mia madre sceglieva con cura, quello col colletto di trina, ovviamente. 

Non so se avessi lo zaino, l'astuccio e il diario. Ricordo che ho elemosinato un Invicta che non è mai arrivato, per poi ritrovarmi con un altro Invicta dal costo assai inferiore e che a me non piaceva per niente. Ma ero già grandicella, probabilmente in prima sono andata con quello a righine di mio fratello, ricordate? Io lo ricordo sempre, magari ad averlo ora ci si farebbero anche i soldi. 

Anno 2016. Dal 1988, anno del mio glorioso ingresso in prima elementare, di cui mia mamma ricorda bene le mie labbra viola (per l'emozione), di cose ne sono cambiate. 

Non solo 'sti bambini si devono comprare anche la carta igienica, che si vede mangiano e producono più della nostra generazione (oh, tutti questi semini, farine bio, fibre, da qualche parte sortiranno), no, si deve comprare lo zaino trolley. Probabilmente di Elsa e Anna o delle Winx (richiesta fresca di stamani) oppure non so che va di moda tra i maschi che ormai lo sapete, io vivo la vie en rose.

Ma l'apoteosi della complicanza delle complicanze della povera mamma nata tra gli anni Ottanta e Novanta e cresciuta a Bim Bum Bam e girelle arriva quando ha in mano la lista. 

LA LISTA.

mercoledì 24 agosto 2016

Italia amore mio: l’Italia vista da un’emigrata



La prima volta che ho lasciato l’Italia per un periodo un po’ più lungo, non per una vacanza, avevo 23 anni, mi ero appena laureata in Scienze Politiche e partivo per la Bielorussia. Era il 2006 e le elezioni politiche premiavano Prodi, mentre quelle presidenziali Napolitano, e ricordo che io non ero per niente felice ma che mai e poi mai avrei parlato male della mia Italia. Insegnavo italiano alla facoltà di Relazioni Internazionali di Minsk, ad un gruppo di ragazzi che vivevano col mito dell’Italia, e io facevo di tutto per mantenere questo mito.

Perché per me l’Italia era così, semplicemente bellissima.

Nel 2009 ho lasciato il mio paese “definitivamente”, credo di poterlo dire, dato che non ci sono più tornata (a vivere) e non ho in progetto di tornarci. Siamo andati a vivere a Parigi perché avevano offerto a mio marito un trasferimento temporaneo, io mi sono licenziata dal mio impiego a tempo indeterminato a Milano e insieme abbiamo iniziato questa nuova vita.

Per molto tempo ho sofferto la lontananza dal mio paese. Sognavo i profili delle colline toscane, piangevo le mie amiche e la mia famiglia, bramavo il sapore del Barolo, mi sembrava che tutto fosse meglio. Che essere madre in Italia fosse più semplice, che tutto fosse più semplice, a Milano o a Prato - la mia città d’origine - poco importa: l’Italia era meglio.

martedì 23 agosto 2016

Tornare a casa

Io amo tornare a casa.
Per quanto sia stata bella una vacanza, o un viaggio, il momento di infilare le chiavi nella toppa e ritrovarmi a casa mia è sempre un'emozione.
Come ritrovare un grande amore dopo giorni di lontananza.

Adoro entrare e ritrovare il mio soggiorno ampio e fresco.
Ogni volta ne sono stupita: wow, ma è davvero casa mia? E' davvero così grande?

Adoro ritrovare il mio bagno, la mia doccia.
Chissà perchè, in vacanza le docce son quasi sempre pessime: odio le tendine, odio quando si allaga ovunque, quando il getto è un rivolo triste o quando l'acqua è sempre troppo calda o troppo fredda.

Adoro ritrovare le mie cose al loro posto, senza dover rovistare ogni volta in valigia alla ricerca di qualcosa che non trovo mai, quando serve.

E ritrovare il mio letto: ahhh, che goduria.
Son sempre stata "vecchia", in questo.
Nessun letto è mai abbastanza pulito, abbastanza comodo, abbastanza mio da dormirci "come a a casa".
Non dormo mai bene, io, in vacanza. C'è sempre un materasso troppo duro, o troppo sfondato, lenzuola troppo sottili, cuscini troppo bassi o troppo alti.
Troppa luce, troppo caldo, troppi rumori.

lunedì 22 agosto 2016

Quanto vale per noi una vita?


Credit: SOS Villaggi dei Bambini Onlus

4 euro a settimana. Cosa ci facciamo con 4 euro a settimana? Probabilmente ci compriamo il giornaletto ai nostri figli nel weekend. Io lo facevo ogni sabato, per rendere meno stressante la spesa con le piccole: se me la fate fare in pace, camminando senza fare storie, vi compro un giornaletto alla fine. E spendevo più di 4 euro, anche 10, ahimè.

Con quei 4 euro sottratti ad una spesa spesso futile, per noi e per i nostri figli, si può fare molto. Vi sembra incredibile? Eppure vi racconto una storia: come sapete, per tanti anni ho ospitato con la mia famiglia i bambini del Progetto Chernobyl, provenienti appunto dalle zone contaminate dalle radiazioni nel 1986. Il sostegno proseguiva poi a distanza e una volta, una persona che come me ospitava e poi sosteneva, aveva inviato 50 euro alla famiglia di un bambino che era stato a casa sua.

Durante un viaggio in Bielorussia, negli anni successivi, visitammo insieme quella famiglia: coi 50 euro avevano comprato una mucca. La mucca veniva fecondata regolarmente, e vendendone i vitelli erano riusciti a comprarsi una cucina a gas e una piccola macchina da cucire.

venerdì 19 agosto 2016

La mia estate VS l’estate delle mie figlie

Ammettiamolo: il tempo passa. E non solo per quelle chiappe sode esibite in costumini striminziti la cui L ci copre solo tre smagliature, no. Passa anche perché, non so voi, ma io mi rispecchio un po’ nelle mie figlie. Vivendo la loro infanzia rivivo la mia, ricordo cose del passato, dico “eh, anch’io…”… anch’io un cazzo, diciamocelo. 

Perché a guardarmi intorno, la mia estate non aveva proprio nulla a che fare con quella delle mie figlie. 

La durata. Di già per me l’estate aveva una durata infinita, ed era incredibilmente noiosa. Aspettavo l’arrivo del primo agosto come si aspetta quello di Babbo Natale, correndo la mattina all’alba alla porta con la valigia pronta. E a parte quel mese al mare - e ci passavo un mese! - il resto era una lunga noia tempestata di noia e di Panda 750 senza condizionatore. 
Per le mie figlie, l’estate dura un periodo brevissimo, escludendo centri estivi, colonie, sticazzi. In quel tempo brevissimo, fanno più cose di tutta la quinta B 1992/1993 messa insieme per tutte le cinque estati delle elementari. 

giovedì 18 agosto 2016

Come reinventare una casa vecchia con piccoli accorgimenti



Come sapete, in questo periodo siamo, più o meno fisse, in Italia, nella casa al mare. Una casa che aveva comprato mio papà e che, essendo inserita in un complesso turistico, è uguale a altre centinaia. Piccola ma funzionale, con una veranda e un giardino, silenziosa e fresca… Insomma, gli elementi per starci bene ci sono tutti. 

Ma, proprio perché l’hanno comprata i miei genitori, faccio fatica a ritrovarmi nello stile, che non è stato per niente curato. Quando però ci passo un po’ di tempo, come quest’anno, cerco di personalizzarla il più possibile. Ogni volta mi prometto di cambiare alcuni elementi, come per esempio il tavolo della veranda, che adesso è un grosso tavolo da birreria in legno e ferro, con tanto di panche, per sostituirlo con uno tipo questo 



ma è un investimento e rimando ogni volta. Altre cose, però, sono molto più fattibili e anzi, non richiedendo spese elevate, permettono non solo di rinnovare e personalizzare un po’, ma anche di divertirsi facendo shopping.

mercoledì 17 agosto 2016

Le giornate delle mamme

Quante cose faccia una mamma in 24 ore è incredibile.

Ma quante cose fa una mamma con un neonato in giornata cozza?

Zero, altrimenti detto...

una mazza proprio.

Le ore passano col neonato addosso, in braccio, alla tetta, spalmato come l'antirughe o l'anticellulite che non ti metti da 4 mesi o forse più.

E le vedi andare via quelle ore, una dopo l'altra, finché si fa buio e ti chiedi che hai fatto da stamattina e la risposta è:

NIENTE.


martedì 16 agosto 2016

Una furia improvvisa

Non ho mai avuto grossi problemi con i miei figli.
Sono bambini normali: urlano, si menano, fanno un casino infernale.
Ma non hanno mai picchiato nessuno (fratello escluso, ovviamente), non insultano, non fanno risse né a scuola né altrove.
Quindi va già di lusso, direi.

Fino a sabato.


venerdì 12 agosto 2016

L'amore è che le stelle non spariscono mai



Avevamo 15 anni e scrivevamo sul diario, con l'Uniposca, che Francesco era speciale. 


Francesco ci salutava all'uscita di scuola, ci rispondeva a monosillabi quando trovavamo il coraggio, spintonate dalle nostre amiche a braccetto, di dirgli "ciao, che fai oggi?".


Seguivamo le mode senza averne i mezzi, che non erano tanto i soldi quanto proprio il gusto.


A 17 anni urlavamo a nostra madre che Matteo era l'uomo della nostra vita e che saremmo scappate con lui, se non ci avesse permesso di vederlo quando volevamo. Peccato che poi scappasse lui con Claudia e noi ci ritrovassimo a strappare lettere, biglietti del cinema e pure la cartina del preservativo della nostra prima volta, che aveva unto tutto il diario


"Non amerò più nessuno", dicevamo a 19 anni mentre, fiere della patente, andavamo in giro con le nostre amiche. Quelle non fidanzate, chiaro, perché le altre sembravano averci dimenticate.


giovedì 11 agosto 2016

I neonati sono difficili? Non sapete quando crescono...

Al primo figlio ho pensato che no, mai e poi mai ne avrei fatto un altro.


Credits by...Vicky

Che fatica, sia fisica sia mentale!

I neonati sono tremendi, non interagiscono, annoiano, sono abitudinari, cacano 10 volte al giorno, mangiano infinite volte, stanno sempre alla tetta, hanno male al pancino, o Dio solo sa dove, non riescono a scorreggiare, non riescono a cacare, non riescono a ruttare, piangono e piangono e piangono e tu non sai che fare e sì, a volte vorresti tanto regalarli al primo venuto, è vero.

Credi che la tua vita sia diventata quella sequela di azioni, puzze e occhiaie, ormai, e che da quel tunnel non uscirai mai.

E  invece...invece è un attimo e te li trovi a parlare  con gli amici di come nascono i bambini.

mercoledì 10 agosto 2016

Cari genitori adesso ho capito



Ho capito tante cose.


Ho capito la fragilità di una madre che ha appena partorito.

Di una ragazza, una bambina, che si trova da figlia a mamma in poche ore, che all'improvviso si sente responsabile di un altro essere umano e sa che si sentirà tale per sempre.

Adesso ho capito quanto sia importante avere intorno chi ti supporta, chi sa esserti vicino pur facendosi gli affari propri, e quanto la mancanza di questo possa portare problemi. 

Ora ho capito perché tu mamma eri quella che mi faceva arrabbiare sempre e il babbo quello da cui cercavo sempre conforto. Perché tu eri con me sempre, col bello e il cattivo tempo, lui c'era quando poteva. 



lunedì 8 agosto 2016

Quando sono diventata vecchia?


Era l'estate del 1995 e limonavo nelle cabine accaldate, 45º se andava bene, la sabbia attaccata alla pelle, una pelle soda di ragazzina appena depilata con la crema che poi, col sole, ti bruciava.
Passavamo le giornate ai tavoli del bar del bagno, giocando a carte, mangiando gelato, simulando cose che non conoscevamo col Calippo solo per far credere di essere ganze. Eravamo sceme. 

Schiamazzavamo e le vecchiette, cioè quelle che ci sembravano vecchiette e che probabilmente avevano 45 anni - ci inveivano contro dandoci dei maleducati. I nostri genitori erano da qualche parte, in spiaggia, finché non venivano a recuperarci con una figura di merda degna di Fantozzi e se eravamo nelle cabine allora ciao. 

Anno 2016. Ho ormai passato i trenta e limonare è quella cosa che fa schifare le mie figlie, non incazzare i miei genitori. Quando sono seduta a quei tavoli, magari lavorando, ci sono loro, gli adolescenti

Che giocano a carte, succhiano calippi con aria maliziosa, i maschi come le femmine, e i maschi come le femmine sono depilati e non certo con la crema nauseabonda. Magari fanno il laser. Hanno già tatuaggi di cui non conoscono il significato, bestemmiano senza sapere che Ceccherini poverino l'ha fatto in TV e tu c'eri, c'eri quando dava il ramato e loro probabilmente non sanno nemmeno cos'è Il Ciclone. 
E solo per questo ti sembrano dei ragazzetti cresciuti male, inveisci contro i loro genitori per ogni bicicletta che ostruisce il passaggio, per ogni mozzicone di sigaretta trovato ai giardinetti, per ogni parolaccia che ti fa arrossire e per ogni voce alta che ti fa venir voglia di dire che tu, tu stai lavorando eccheccazzo.

venerdì 5 agosto 2016

Vacanze coi figli: mamme, Belen, pony e baby dance

Per me la vacanza è fare un viaggio.
Punto.
Che sia lontano, che sia vicino, il concetto è lo stesso: 

io le chiappe nello stesso luogo per più di 2 giorni non riesco a tenerle posate, mi va in fiamme il deretano e, data la dimensione, pare un falò di Sant'Antonio. Presente?

Tutti a dirmi: vedrai quando avrai figli!
Dal viaggio zaino in spalla passerai all'estate in Romagna, ballo lisssio, lasagna e lambrusco! Mare...ehm...ma la comodità...ma vuoi mettere?!

Ma anche no, gufi demmerda.


giovedì 4 agosto 2016

Fenomenologia della mamma in spiaggia

La frequentazione della fauna da spiaggia ci permette di stilare oggi una lista dettagliata delle mamme presenti al mare. Penserete mica di non esserci vero?

La mamma in spiaggia 


L'attrezzata: che sia a spiaggia libera o con ombrellone poco importa. Lei con sé ha tutto. E quando diciamo tutto intendiamo tutto, dal repellente per le zanzare ai giochi in scatola al tonno da spalmare fino al kit di pronto soccorso. I suoi figli hanno più giochi di Toys"r"us e se avete un languorino tranquilli, andate da lei, una lasagna avanza sempre.

L'unta: la sua specialità è spalmare. Inizia a casa e continua in spiaggia. Ad ogni tuffo pretende che i figli si riasciughino, si cambino il costume e si rispalmino da capo con tre strati di protezione 100, andando poi in giro tipo quelli delle guerre simulate, tutti bianchi per non farsi riconoscere.

La gnocca: al suo arrivo il bagnino corre ad aprire l'ombrellone e a scuotere il lettino, sia mai lei ci trovi un granello di sabbia. In genere i figli sono fighissimi, abbronzati, magri e vestiti di lusso. Lei è nera come un culo e secca come un culo secco, ma incredibilmente porta dei costumi con cui prendere il sole, per una comune mortale, è impossibile. Ed è l'unica coi capelli lunghi e fluenti, mentre noi litighiamo con la stoppa post salsedine. 

mercoledì 3 agosto 2016

Di quella volta che ho portato una parigina in Italia




La barzelletta era più o meno “ci sono un italiano, un tedesco e un inglese”. 
L’inizio delle nostre vacanze potrebbe essere invece riassunto come: ci sono due italo-franco-panamensi, una parigina e molta altra gente. 
E anche chi non le conosce non può sbagliarsi: due hanno i tratti tipici delle italiane, grandi occhi scuri e sedere sodo, con la pelle un po’ più colorata per via dei tropici e i capelli sempre spettinati per quell’abitudine lì tutta francese di non usare bene la spazzola. L’altra è altissima, secchissima, biondissima, parla a bassa voce e mangia poco di tutto. 

Devo ancora capire quale strano istinto mi abbia spinta ad invitare Alice in Italia. Ma è quell’amica con cui Penny ha fatto tutti gli anni di materna a Parigi, da cui ha dormito tante volte, con cui andavamo in piscina ogni domenica mattina, con cui eravamo i giorni del Bataclan… Le sue foto sono sul nostro frigo, per dire. E quale miglior occasione per farle ritrovare se non lo scalo a Parigi rientrando in Italia? E poi diciamocelo, un po’ mi piace vedere come si illuminano gli occhi ai francesi quando si prospetta una vacanza in Italia, tra mari, monti, campagna, cene all’aperto e tramonti sugli ulivi. 

martedì 2 agosto 2016

Cosa NON fare e NON dire a una neomamma

Avevo rimosso molto,  ma il mio recente parto mi ha rimesso perfettamente sul pezzo. E devo diffondere il verbo, perché per ogni frase o azione sbagliata,  un ormone fa disperare una neomamma

E noi no,  non lo vogliamo.


1) NON guardate la pancia di una neomamma

Guardatele gli occhi,  lì dietro alle occhiaie dovreste trovarli. Alla peggio, immaginateveli. 
Guardatele i capelli. 
Zozzi. 
Prima o poi li laverà.

Guardatele le tette. Quelle dovreste facilmente trovarle... anche se prima non c'erano...
Ma NON guardatele la pancia.

Lo sappiamo tutte che quell'enormità che ci costringeva a depilarci la patata andando a memoria non sparirà istantaneamente col parto... ma in fondo ci speriamo.
Dunque ignorate che esista.

lunedì 1 agosto 2016

Sono stata una bambina annoiata. Ed ero felice

È difficile spiegare alle mie figlie il gusto che provavo nel correre tra gli ulivi, rincorsa dai cani. Sono cresciuta come figlia unica, avendo un fratello più grande di me di 12 anni, andatosene di casa molto presto. Per me la vita era una: da sola. La tv trasmetteva i cartoni animati solo alle 16, e Bim Bum Bam per me era il momento più bello della giornata. 

La merenda era solo una, e poteva essere la focaccia - la schiacciata, dovrei riprendere a parlare toscano - con la mortadella, oppure il pane - la bozza, rigorosamente - con la Nutella. 

I viaggi in auto erano noiosissimi, senza cintura di sicurezza e con il fumo di sigaretta. Mia mamma non lavorava, era sempre a mia disposizione, ma io dovevo occuparmi da sola. Il massimo era quando invitavamo qualcuno, perché finalmente avevo un'amica (o un amico, era lo stesso) per giocare. Avevo pochi giochi, un Indovina Chi che usavo da sola, e le Barbie, le mie adorate Barbie. 


La Famiglia Cuore, che mi stava sulle palle per via del film Da Grande che odiavo profondamente. 

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...