mercoledì 30 novembre 2016

10 regole per essere una mamma perfetta

Essere mamme perfette è possibile? Ma certo! Basta seguire queste dieci regole segretissime che solo noi di 50sfumaturedimamma sappiamo, e ovviamente condividiamo con voi.

10 regole per essere mamme perfette


1. Allattare fino ai 4 anni (almeno)
È provato che l'allattamento a richiesta a oltranza (a termine, pardon) crei un legame unico tra madre e figlio che si ripercuoterà su tutto il suo avvenire. Quindi, fuori le tette.

I bambini - ma anche i ragazzini - hanno bisogno di rassicurazione, di sentirvi vicini. Non comprate nemmeno il lettino, risparmiate e i soldi li investirete in corsi di lingua da 0 a 2 anni.

3. Portare
Su, non ridete alla parola fasceggiate. Portare è il miglior regalo che possiate fare a vostro figlio, che si sentirà non solo rassicurato, ma anche alla vostra altezza, così crescerà senza complessi. 

4. Comprare solo cibo bio
Cioè, mi vorrete mica dire che andate al Lidl a fare la spesa? O alla Coop? Cioè, siete fuori? Non lo sapete che se i vostri figli non mangiano biologico voi andate all'inferno? Quindi su, il vostro stipendio potete lasciarlo nella cesta del gruppo d'acquisto: il cervello di vostro figlio ringrazierà.

martedì 29 novembre 2016

Ci pensate mai a quanta felicità in meno ci sarebbe al mondo?




A parte i casi di cronaca nera e quelli da analisi e/o da psicofarmaci per tutta la vita o quasi, noi genitori amiamo i nostri figli più della nostra stessa vita e cerchiamo sempre di fare del nostro meglio e di agire perseguendo quello che crediamo sia il loro bene.

Prendiamo decisioni di continuo per loro, da che calzini fare loro infilare al mattino a cosa fare loro mangiare per cena fino ad arrivare ad imporci sulla scelta della scuola da frequentare e a decidere quale interesse sia degno di essere coltivato e quale invece no.


lunedì 28 novembre 2016

Perchè non riusciamo a tacere?


Ilprimo sguardo a un bambino è (più o meno) sempre accompagnato da un complimento tipo:

"che bella bambina!".

Segue una domanda innocua tipo: "Quanto ha?" per arrivare poi velocemente alla discrezione fatta carne con "ha fatto il cesareo, signora, O ha partorito?", "allatta lei?" e "la vaccina questa bimba?" e via così.

Lo sappiamo, no?

Il bambino cresce e le interferenze, non sempre motivate da affetto, crescono con lui.


venerdì 25 novembre 2016

Bilinguismo: i bambini e le lingue straniere

Molte volte mi viene posta la fatidica domanda: quante lingue parlano le tue figlie? Tre.
Parlare tre lingue a 4 o 6 anni non significa essere bambini straordinari, significa semplicemente essere bambini che hanno dovuto adattarsi a questa realtà, fatta di più lingue, e come bambini si sono adattati senza (o quasi) problemi. Le mie figlie non sono dei geni, non sono più avanti, parlano semplicemente tre lingue, e chi non le parla non è assolutamente in ritardo, anzi: è logica!

Detto questo, che mi sembra doveroso, vedo sempre più interesse tra i genitori riguardo alle lingue straniere, in particolare, se non ci sono motivi di bilinguismo alla nascita, nei confronti dell'inglese. E spesso mi viene chiesto come hanno fatto ad imparare le altre lingue le mie figlie per trovare spunti. Se anche voi siete tra quelle mamme che vorrebbero che i propri figli iniziassero a masticare un po' di inglese (o un'altra lingua!) già dalla tenera età, continuate a leggere. C'è la mia esperienza ma anche la parola dell'esperta!

I bambini e le lingue straniere


Il bilinguismo: la situazione delle mie figlie è l'ideale perché sono nate e cresciute in un paese straniero, la Francia, da genitori italiani. Questo significa che fin dal primo attimo di vita sono state sottoposte ad italiano e francese nella stessa identica misura. Hanno iniziato a parlare, coi loro tempi, nelle due lingue, e hanno sempre saputo con chi parlare italiano e con chi francese. I mescoloni ci sono sempre, ma sono buffi :)

giovedì 24 novembre 2016

Il valore dell'amicizia



Quando vivi all’estero, gli amici diventano la tua famiglia. E non parlo delle persone che incontri, di quelle con cui ti ritrovi a cena, organizzi picnic o ti scambi consigli. Parlo di quelle persone che entrano nella tua vita, spalancano una delle tante (o poche) porte aperte dentro il tuo cuore, nell’intimo della tua anima, e non ne escono più. A volte basta un attimo, un momento condiviso, per unirsi per sempre. L'altro ieri rileggevo la lettera che la mia migliore amica, incontrata a Parigi nel gennaio 2014, mi ha scritto prima che partissi per Panama, e ho sentito prepotente tutta la mancanza, il bisogno di andare oltre ai messaggi su Whatsapp, la necessità di avere radici, per poter tornare a sentirmi come quando stavo con lei, o con le altre mie amiche. E poco dopo, mentre parlavo dell’uragano passato di qui con la mia vicina, lei mi ha chiesto una cosa: non andartene.

mercoledì 23 novembre 2016

Come in Africa, come gli animali



Ci sono 2 posti dove regna serenità e armonia e le mamme sono amorevoli e i cuccioli felici e appagati:

l'Africa e il regno animale.

Dite di no?

Informatevi!


martedì 22 novembre 2016

Piccoli bulli crescono?

La settimana scorsa è successo un episodio che ha fatto miseramente crollare la mia utopia di vivere in un'oasi felice.
Vi ho già raccontato tante volte come sia vivere in un paesino, del fatto che qui siamo ancora "ai vecchi tempi", con i bimbi che escono da soli, se ne vanno a spasso, vanno al negozio a fare la spesa, al bar a prendersi un gelato, al parco.
Un posto dove i genitori non litigano, whatsapp serve solo a scambiarsi i compiti dimenticati.
Dove non avevo notizie di bullismo.
Troppo bello per essere vero.
Non più tardi di due settimana fa ho scritto un post sugli amici dei figli, dove dicevo che a volte la prima impressione è sbagliata e che è bello ricredersi.
Emh.

Facciamo un passo indietro.
Lunedì.
Mi telefona Mirtillo tutto contrito, dicendo che era successa una brutta cosa a scuola e mi sarei arrabbiata tantissimo.
"Una nota?"
No, peggio
"un brutto voto?"
Peggio
"Madonna, cosa?"
Insomma, mi racconta che un suo amico, quello un po' sopra le righe di cui parlavo qualche giorno fa, gli ha lanciato una penna. 
Ale la raccoglie, l'altro gliela strappa di mano, Ale la tiene e la penna si rompe. Quindi devo ricomprarla.
"Eh vabbè Mirtillo, che sarà mai! Succede, la compreremo!".

Martedì Ale avrebbe coro con questo bimbo, mi chiede per favore di non andare perché è stanco. So che non ama coro, quindi poco male, stia pure a casa, è già successo e non ricollego i due episodi.

Il mercoledì mi dice imbarazzato che l'"amico" si lamenta perché non ha ancora avuto la penna.
La penna??
Insomma, non avevo capito: la penna rotta non era di Ale, ma dell'altro, che dando la colpa a mio figlio gli detto che doveva ricomprargliela, e lui ha accettato.

Io mi faccio rispiegare tutto, e gli dico che a mio avviso non è colpa sua, ma di chi gli ha lanciato addosso una penna per poi strappargliela di mano, che non vedo perché dovrei ricomprargliela, e comunque di dirgli che mi faccia pure chiamare dalla mamma che ci chiariamo tra noi, in tranquillità.

Il giovedì sono a Verona per lavoro, quando mi chiama il Padre verso l'una per dirmi che sta andando a scuola a prendere Mirtillo che ha mal di stomaco.

La sera, al rientro, vedo che sta bene, gli faccio qualche domanda su questo mal di pancia improvviso.
Insomma, non ricordo bene come e perchè, ma salta fuori che il suo "amico", offesissimo per la storia della penna, ha deciso che Mirtillo non avrebbe più giocato a ricreazione.
La cosa triste è che tutta la classe, a parte un paio di bimbi, gli è andata dietro, compreso il suo migliore amico. Lui quindi per 2 giorni è rimasto da solo sui gradini. 
Il venerdì vado a prenderlo a scuola.
La maestra mi chiede come sta, se è passato il mal di pancia, e le accenno che era psicosomatico, che c'era stato un litigio a scuola per una penna: "ancora? - mi dice- ma se ne abbiamo parlato in classe! Tizio era arrabbiato per la penna ma abbiamo visto tutti come è andata, ho spiegato che erano tutti e due corresponsabili e pareva chiusa lì".

lunedì 21 novembre 2016

Tutta la verità sui pidocchi: come si prendono, come si debellano, come si evitano



Con il rientro a scuola, ecco che pullulano i post sui pidocchi. O meglio, io non so se pullulano, so che ne ho letti di sponsorizzati. Il che va benissimo, per carità, ce pagano, ci mancherebbe, ecc ecc. Ma diciamoci la verità: non puoi parlarmi di pidocchi se non sai VERAMENTE cosa sono.

Se non hai la laurea ad honoris causa sui pidocchi, non puoi spiegarmi che si levano solo grazie allo stracazzo di prodottino che io ci pettino le bambole, e quelle nemmeno fanno una piega.

I pidocchi, per spiegarli e decantarne, vanno vissuti. E io, modestamente, ne so qualcosa.

Ma partiamo dall'inizio, prima che mi prendiate per una sudiciona di primo livello.

La prima volta che mi sono accorta dei pidocchi (e so che vi state già grattando, lo sto facendo anch'io) è stato due anni fa, a maggio. Avevo prenotato un weekend lungo al mare, io e le bambine, e due giorni prima vedo la grande che si gratta furiosamente. All'epoca eravamo a Parigi, e a Parigi il cartello "poux" è affisso dal primo settembre, giorno della rentrée, al 30 giugno. Insospettita, controllo: eccole, loro, le lendini.

Come si riconosce una lendine?


Perché io non lo sapevo, ci ho messo un po'.

Primo, non è detto che si vedano senza un controllo approfondito. E per approfondito intendo alzare, tirare, smuovere i capelli, scavare a fondo. Sono marroncino chiaro (quelle morte sono bianche e secche), sono lungo il capello, e si riconoscono dal resto perché quando si toccano non si staccano, vanno tolti tenendole bene tra le unghie, o con l'apposito pettinino. Dove stanno? In particolare nei pressi della nuca e intorno alle orecchie e alle tempie.

venerdì 18 novembre 2016

Gli argomenti che fanno litigare le mamme



Ci sono argomenti che, volenti o nolenti, fanno litigare un po' tutti. 

Cioè, tutti... le mamme

Quegli esserini tanto docili, angeli della casa, amore di figli e compagni, essere instancabili... Sì, instancabili di triturare i coglioni. Perché si sa: noi donne quando ci mettiamo d'impegno siamo capaci non solo di triturare, ma di farci anche delle polpettine, coi coglioni altrui, e se qualcuno ha da ridire si faccia avanti. 

Io pensavo che diventare mamma avrebbe calmato gli spiriti di tante polemizzatrici ma no, non è così, care mie. Alcune mamme, come tiri in ballo certi temi, diventano come Salvini quando tenta di spiegare perché gli immigrati sono il male: sanno già che verranno infamate, ma continuano imperterrite tirando fuori sempre argomenti nuovi manco fossero il mago Zurlì col cilindro magico. 


Gli argomenti che fanno litigare le mamme


Gli animali domestici

Ebbene sì, ho scoperto che ci si può offendere pesantemente per un gatto che dorme nel proprio letto o per un cane che dà una leccata ad un bambino. Ora, vorrei dire alle mamme che gridano ai servizi sociali quando vedono le foto di un neonato con un gatto nella culla: relax, non è vostro figlio. E probabilmente è più pulito il gatto delle vostre unghie coi disegnini, per dire.

giovedì 17 novembre 2016

Fenomenologia della mamma: la Mamma Prematura

La Mamma Prematura all'inizio della gravidanza è solo una futura mamma.

Come tutte le altre, è occupata a scegliere il nome per la sua creatura, a comprare tutto l'occorrente per il nuovo arrivo, fantastica sulle somiglianze e sulla nuova vita insieme.

Poi, un giorno, tutto cambia.

A volte cambia durante un controllo in cui il medico si accorge di qualcosa di strano, a volte all'improvviso, prima o anche molto prima del tempo, pluf! Una cascata d'acqua e il bambino che sta per nascere.

"Ma dove vai, bambino?", pensa la sua mamma, "non è ancora il tuo tempo!".

E invece si: parto lampo o cesareo d'urgenza, nessun pianto o uno così debole che sembra quello di un gattino, a volte un'occhiata fugace e via. Verso la TIN.

Sembra il suono di un campanellino, TIN.


mercoledì 16 novembre 2016

Soluzioni per notti insonni



Ho un gatto di un certo peso, tipo 10 kg nudo.

Nudo, ma non tosato, eh, perché una volta  abbiamo provato a farlo tosare, ma i tosatori ne portano ancora le cicatrici.

Vi dico solo che quando passo davanti al negozio di toelettatura rido ancora per la scena apocalittica che è apparsa ai miei occhi quando quei poveri tosatori hanno aperto la porta della stanza dove si erano chiusi con Lapo: 

loro sudati, grondanti, ricoperti di ciuffi di pelo bianco e nero e sanguinanti. 

Con il mio gatto scatenato che pareva un leone, altro che un povero innocuo e pacioso gatto da appartamento.


Sì, perché Lapo è un ciccione peloso e si lascia fare molto, soprattutto dai bambini, ma, giustamente, non tutto.

Tipo lasciate stare il mio pelo, non paciugatemi se non ne ho voglia e non fate casino vicino a me. E datemi da mangiare spesso o mi incazzo.

Diciamo che quando si arrabbia si vede e si sente.
Si sente chiaro e forte anche quando nella notte (e solo Dio lo sa, perché di notte...) vuole manifestare qualche disagio: data la mole, potete immaginare come risuona nel silenzio della notte della verde periferia milanese il suo malcontento.
Ultimamente era diventato davvero fastidioso.

Probabilmente l'arrivo di Vittoria lo ha destabilizzato, come spesso accade agli animali domestici quando arrivano i bambini, questi esserini nuovi...che saranno? E perché tutti intorno a loro?

E così, di notte, ogni volta che ero lì lì per uscire dalla cameretta correndo con gli occhi a cuore verso una birra ghiacciata - presente, vero?! - partiva l'ululato.

Vittoria si svegliava, ovvio.

E io sfanculavo il gatto e il mondo tirando giù moccoli.

E se mi svegliava pure il grande, lo sfanculavamo in 2.

Così, avendo conosciuto Feliway per quegli incontri di cui vi ho parlato qui, ho pensato di mettere in pratica i suggerimenti dei veterinari: 

forse il povero ciccione si sentiva trascurato, si sentiva a disagio, forse la nuova arrivata aveva minato la sua autostima (di eunuco), chi lo sa?

E siccome non sono vegana, ma amo le bestiacce (soprattutto i miei figli e il gatto), prima di ucciderlo con le mie mani perché mi impediva di dormire peggio della neonata, ho pensato di ascoltare i consigli dei medici veterinari esperti in comportamento animale e ho provato a combattere con le sue armi: i feromoni

Così ho provato con Feliway.

Cos'è?

Questo:




Detta brevemente, i feromoni sono prodotti dallo stesso animale, che li rilascia quando si sente sicuro nel suo ambiente. Presente quando vi si strofina contro? O si strofina contro il divano o le pareti? Ecco, sta depositando feromoni facciali felini.

Feliway è la copia sintetica, prodotta in laboratorio, di questi feromoni, che vengono rilasciati nelle nostre case grazie ad un diffusore o ad uno spray. Questo trasmette ai gatti una sensazione di benessere, non li seda, non ha effetti tranquillanti, non li rende dipendenti, è innocuo per l'uomo e per i bambini.

Io ho scelto Feliway in diffusore, l'ho inserito nella presa della stanza del salotto, dove il gatto sta generalmente  e...








Il gatto non è svenuto addormentato, non è saltato sul lampadario per la gioia, non è saltato al collo di mio marito, ma, semplicemente, si è via via rilassato, progressivamente, giorno dopo giorno, si è rasserenato e ha regalato via via a noi tutti notti tranquille.
Senza ululati.

Stavo quasi pensando di consigliarlo ai tosatori...

Naaaaaaaaaaaaaa!



Post in collaborazione con Feliway

martedì 15 novembre 2016

Ingrassare dopo i 30 anni

In realtà il titolo doveva essere "dimagrire a 40 anni" ma poi arrivate alla fine capirete perchè ho cambiato.

Io son stata la classica persona "fortunata": sempre mangiato quello che mi pareva, con predilezione esagerata per fritti e pizza, e sempre detestato lo sport.

Eppure, ero 45 chili scarsi.

Dopo i 30 ho iniziato a lievitare e le gravidanze hanno dato il colpo di grazia.
In gravidanza mi è completamente cambiato il metabolismo e io, che potevo mangiarmi 3 chili di patate fritte (no non è un'esagerazione, li mangiavo davvero, ho i testimoni) senza conseguenza, ho iniziato a ingrassare anche con l'aria (vabbè diciamo pure che avevo anche una fame bestiale e che i primi tre mesi DOVEVO sgranocchiare grissini, schiacciatine e simili costantemente, per combattere la nausea).
Ero pure riuscita a perdere quasi tutti i chili con varie diete, ma son sempre tornati, e sempre più numerosi: evidentemente le mie chiappe son comode e accoglienti.

Deve essere brutto passare una vita in sovrappeso e /o a dieta, ma vi assicuro che anche trasformarsi da secche a palle tonde non è esattamente facile.

Innanzitutto, il guardaroba.
Una delle prime regole che ti insegnano è "mai comprare vestiti più di una taglia in più, altrimenti sei fottuta".
Chissà, sarà pure vero, ma se devi andare a lavorare ad un certo punto 'sto vestito nero stile impero te lo dovrai pur cambiare.
In ogni caso, per quanto ti rassegni a prendere qualche capo di una taglia in più, e poi due -e speriamo non tre-, alla fine avrai sempre un armadio pieno di cose fichissime che non puoi mettere.
E girano, ohh se girano.

La seconda cosa angosciante, è rivedere persone che non vedi da anni.

Perchè per chi ti vede tutti i giorni è un po' come per i bambini, mica ti accorgi che crescono!
Vabbè, poi ti giri e sicuramente pensano "madonna, ma quando le è venuto quel culone?" però è più graduale, ecco, non è che ti vedono e gli cade la mascella.

Invece per chi non ti vede da tanto è uno choc: un po' come vedere la Charlize in Monster presente? Ma no dai che non è lei, impossibile.
Eh, invece...

Insomma, tra pochi giorni ho un raduno di coscritti e sicuramente in molti penseranno "madò che cesso!"
Che poi, direte, non sarai l'unica!
E invece sì, cazzo.
Non so come e perchè, ma sì.
La cosa comica è che quelle che erano considerate bruttarelle a scuola son diventate gnocche: oltre al danno la beffa.

lunedì 14 novembre 2016

Dove sono finite le mamme montessori di una volta?

Anni fa, quando avevo i figli più piccoli e seguivo forum, gruppi facebook o blog, e leggevo tutte queste mamme amorevoli e comprensive mi facevo una domanda: resteranno sempre così?

3 anni
Ho scelto un asilo  Montessori perchè è giusto rispettare i tempi e le esigenze dei bambini.

6 anni
l'ho iscritto alle elementari private, della pubblica ho sentito parlare male, pochi compiti, insegnanti troppo tranquille, i bimbi restavano indietro...

3 anni
No, ma come, dorme da solo?
Ma sei matta?
No, noi nel lettone da quando è nato, ha bisogno di sicurezza, e crescerà sicuro di sè e sentendosi protetto e capito.

6 anni
Mamme sono preoccupata: mio figlio ha 6 anni ma non posso iscriverlo a nessuno sport perchè vuole che sia presente costantemente! Perchè è così insicuro???

3 anni
Punizioni? Ma per carità, a casa nostra non esistono.
Mai dato nemmeno un buffetto sul panno. Siamo contro la violenza, a casa nostra sono proibite le armi giocattolo.
Noi verbalizziamo!

6 anni
Ieri al parco un bambino gli ha dato una spinta e lui non ha reagito!
Mi chiedo cosa lo abbia reso così mollaccione! Gli ho spiegato di reagire, ma niente da fare!


Crederete che abbia fatto esempi estremi: mica tanto, tutti presi da forum o gruppi facebook o conoscenti.

In realtà sto solo facendo una constatazione, almeno dalla mia esperienza diretta: perchè ci sono tante differenze educative (o di pretese)  tra la fase prescolare e quella dai 6 anni in poi?

domenica 13 novembre 2016

Viaggi: in Perù coi bambini, le foto più belle

perù con bambini


Di tutti i viaggi che sogno di fare da una vita, c'è sempre stato il Perù. Un po' perché mi piacciono i laghi e volevo vedere il Titicaca, un po' perché il Machu Picchu era qualcosa di mitico, un po' per i lama e le tovaglie coloratissime. Ma onestamente non pensavo che ci sarei mai andata: la mia passione per i viaggi non aveva mai vinto la mia paura dei voli transoceanici, ma ci ha pensato la vita a portarmi al di qua dell'Atlantico. E figuriamoci se avrei mai immaginato di fare un viaggio in Perù con le bambine! E invece l'abbiamo fatto: la nostra vacanza estiva 2016 è stata proprio in questo meraviglioso paese.

Non farò nessuna recensione, ma vi lascerò solo qualche appunto nel caso foste arrivati qui alla ricerca di informazioni (per tutto il resto, potete scriverci via mail!). Poi lascerò parlare le foto!

Viaggio in Perù


Itinerario:
2-4 luglio: Lima
4-6 luglio: Cusco e Valle Sacra
7 luglio: Machu Picchu
8-12 luglio: Lago Titicaca
12-13 luglio: Lima

Età bambine: 4 e 6 anni (nessun passeggino)

Costi: non posso esprimermi per il volo aereo (da Panama sono poco più di due ore e i costi relativamente bassi rispetto ad arrivare dall'Europa), mentre il soggiorno nel paese è decisamente economico (abbiamo trovato hotel a 50 dollari a notte per quattro o anche meno, e anche coi pasti si spende molto poco). Bisogna considerare la spesa dei voli interni, per spostarsi da Lima a Cusco, da Cusco al Titicaca e dal Titicaca a Lima. I voli possono essere cari se acquistati con Lan, meno se acquistati con la compagnia peruviana. L'unico modo per arrivare a Machu Picchu (ad Aguas Calientes) è il treno (o a piedi tramite l'Inca Trail), e anche quello è ahimè abbastanza caro. Il noleggio auto non è un'opzione.

venerdì 11 novembre 2016

1 figlio vs 2 figli: tutta la verità

È la diatriba più vecchia della storia: da che Dio ha inventato la madre, seppur di due figli maschi, bisogna dirlo (anche lui mica le può fare tutte giuste), le genitrici si contendono il diritto alla stanchezza, alla fatica, allo scazzo, come fosse un trofeo da esibire in salotto accanto alla foto del caro estinto. 
E questo, chissà perché, accade particolarmente con le madri di uno e due figli. A partire dai tre hanno cose più serie a cui pensare.

E quindi chi ha ragione? Le neo mamme che devono gestire un solo bambino (sempre agitatissimo, sia chiaro) o le mamme di due che devono arrabattarsi tra l'uno e l'altro? 

A voi l'ardua sentenza. Io vi elenco solo le cazz... Ehm le prove che portano in loro difesa.

1. La cena
Mamma di uno: se avesse l'esempio di un fratello sai come mangerebbe! 
Mamma di due: prova a preparare due cose diverse e a convincerne due a mangiarle! 

2. Il bagno
Mamma di uno: mi tocca stare tutto il tempo a giocare con lui, se invece avesse un fratello potrei mettermi lo smalto!
Mamma di due: mi tocca stare tutto il tempo a controllarli, se invece non mi devastassero il bagno potrei mettermi lo smalto!

giovedì 10 novembre 2016

I figli son discreti, si sa

Tutto comincia appena i bambini dicono le prime parole.

Ricordo con affetto, si fa per dire, quando mio figlio, che non credo arrivasse ai 2 anni e ai 90 cm, disse ai nonni che il pisello di papà che aveva visto sotto la doccia era graaaaaaaaaaande. 

Ovvio, direte.

Certo, sì, ma ecco...parlare del tempo, no?!


mercoledì 9 novembre 2016

Tutta invidia! Ma di cosa, esattamente?

Giorni fa ho assistito all'ennesimo litigio social.
La blogger- vip -youtuber di turno viene attaccata per un post o un lavoro o una foto.
Di solito funziona così: chi critica esagera nei toni, la destinataria sfancula a destra e a manca, e poi arrivano le "fan" a difendere.
Le critiche possono essere varie, ma si possono senz'altro ricapitolare in: te la tiri, sei una mantenuta, troppo grassa, troppo magra.
Ma la difesa, quella è una e immutabile: TUTTA INVIDIA.
Ora, parliamone.

Ma perchè mai dovrebbe essere invidia?
A prescindere dai toni delle critiche, che al 99% sono totalmente sbagliati e da "leoni da tastiera" che di persona mai si sognerebbero di aprir bocca, ma si avrà il diritto di criticare qualcuno che si espone, per pura e semplice antipatia, o fastidio, o quel che si vuole, senza dover essere tacciati di essere invidiosi?

martedì 8 novembre 2016

10 falsi miti sui genitori (elaborati dai non genitori)



Dopo aver parlato di quello che pensano i non genitori di noi, ci sembra giusto affrontare un altro argomento inerente la questione "figli sì vs figli no": i falsi miti.

Ora, io non so perché le persone che non hanno figli - che sono ancora giovani, che non ne vogliono, poco cambia, a volte pure i vecchietti - nella loro mente lavoratrice instancabile partoriscano queste perle, fatto sta che dipingono noi genitori, essere umani procreatori, come delle creature facenti parte di un mondo strano e perverso, quello stesso mondo che, tra l'altro, genera la stessa umanità, vorrei dirlo. 

Ma procediamo con ordine. 

Ecco quali sono i 10 più importanti falsi miti sui genitori


1. I genitori parlano solo di figli.

No, i genitori noiosi parlano solo di figli. Fatevi amica Klarissa e alla terza birra vi chiederete se Vittoria sia un pupazzo che chiede in prestito per aumentare i follower su Instagram.

lunedì 7 novembre 2016

Quanto tempo deve passare una mamma con i propri figli per essere una buona madre?

Quanto è importante la quantità di tempo che passiamo con i nostri figli?

Sì, siamo alla vecchia e mai superata questione del tempo di qualità contro il tempo di quantità.

Perché siamo tutte sicure che non basti stare un'ora al giorno col proprio figlio o qualche ora ogni tanto e che sia necessario trascorrere una certa quantità di tempo insieme, no?
E sappiamo tutte che il tempo che trascorriamo con i nostri figli deve anche e necessariamente essere un tempo di qualità e non solo un affiancamento, uno stare nella stessa stanza o nella stessa casa o nello stesso luogo.

Eppure...eppure ecco che la questione del parcheggiare i figli con i nonni o al nido o a scuola o ai centri estivi o invernali continua ad emergere.

venerdì 4 novembre 2016

Lettera alle madri di figli maschi



vi scrivo perché sappiate che avete una grande responsabilità.
Anche se oggi vostro figlio vi sembra perfetto, anche quando credete che sia la sua compagna di classe a dargli fastidio, ricordatevi che anche voi siete state bambine.
Quando i maschi vi alzavano la gonna, quando i maschi pretendevano i baci, quando i maschi vi mettevano contro il muro, volevano essere i vostri fidanzati per poi dirvi "mi dispiace, non ti voglio più". Quando vi davano della troia

Perché sì, anche i bambini fanno questo. E sì, adesso vorrete difenderli e vi vedo già lì a dire "eh, ma anche le femmine fanno questo e quello!". È vero, mamme di figli maschi, ma i vostri figli diventeranno uomini. E anche gli uomini che maltrattano le donne, le migliaia di uomini che lo fanno, che ne abusano psicologicamente o fisicamente, sono stati dei bambini che giocavano con le bambine, hanno avuto delle mamme anche loro. 

Allora io non vi chiedo di non difendere i vostri figli. E non vi dico nemmeno che non insegnerò nulla alle mie figlie perché non è vero, insegnerò loro a non essere petulanti, a sfidarsi alla pari, a non cercare attenzioni, a non essere cattive, a guadagnarsi il rispetto perché niente è dovuto, a sentirsi esseri umani prima che femmine, a rispettarsi. Perché loro per prime devono amarsi e rispettarsi. 

giovedì 3 novembre 2016

Gli amici dei figli

Quando i figli crescono, diciamo quando iniziano le elementari, si presenta un problema che vi era stato risparmiato per i primi 6 anni: gli amici scelti da loro.
Sì, perchè fino a a quel momento gli amici erano bene o male scelti da voi: i figli dei vostri amici, della vicina, dei colleghi...
Ma ora no, la pacchia è finita, e gli amici se li sceglie lui.
E non sempre (quasi mai) ne sarete entusiaste.

Sarà che il bello e maledetto, oltre che alle donne, piace anche ai bambini, ma tendenzialmente gli amici vengono sempre scelti dal cesto "più parolacce per tutti" , "randello facile" o "balle come se piovesse".


mercoledì 2 novembre 2016

Cose da non dire se hai figli

1) Non dire mai che i tuoi figli non si ammalano


Avranno 38,2° prima che tu abbia finito di pronunciare la frase.

Starnutiranno 3 minuti dopo.

Sentirai un "mamma, ho male forte alla gola" 4 minuti dopo.

Avranno i pidocchi, gli ossiuri, il tifo e la malaria entro sera.


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