venerdì 27 gennaio 2017

Il registro elettronico e il controllo sui figli

Tempo fa erano le telecamere nei nidi e nelle materne.

Comitati di genitori che richiedevano a gran voce che venissero installate le telecamere in tutti i nidi e nelle scuole dell'infanzia per scongiurare possibilità di maltrattamenti dei bambini negli asili e conseguenti traumi infantili.

Poi fu introdotto il registro elettronico.

Cos'è?

Vi ricordate il registro che le insegnanti portavano sempre con sé e su cui segnavano presenze, assenze, voti, annotazioni, commenti, programma svolto, consegne e note disciplinari?

Ecco, quello.

Solo che è diventato elettronico e i genitori possono consultarlo.

Qualche giorno fa nella scuola di mio figlio hanno consegnato le password personali per gli accessi: orde di genitori in coda dall'alba per averle e averle S U B I T O!

Sai mai che andassero esaurite.

Ora tutti connessi h24.

Tutti a scaricare l'app e a controllarla più e più volte al giorno.




E parliamo di scuola primaria.

Quel momento in cui ancora tu accompagni i pargoli e li riprendi e puoi serenamente credere al fatto che a scuola ci siano stati ancora davvero, che abbiano seguito le lezioni e non siano stati tutto il tempo a limonare in bagno o a farsi le canne in giardino.

Quel momento in cui i bambini devono imparare a gestire sé, lo studio e gli impegni extrascolastici, cioè a gestire la loro esistenza, piano piano e coi dovuti step.

Quel momento in cui puoi essere sereno che i tuoi figli non comincino a fumare e nello stesso tempo non si metano ancora in bocca tutto ciò che trovano a terra.

Perché doverci essere sempre e comunque?

Perché dovrei voler sapere sempre e comunque a che punto del programma siamo?

Perché non dovrei fidarmi del voto che mio figlio dice di aver preso e non aspettare che arrivi il quaderno a casa per controllare e apporre la tua firma sotto a quella dell'insegnante davanti agli occhi orgogliosi di mio figlio?

Intendiamoci, fighissimo il registro elettronico, ma che non diventi un modo per ipercontrollare i figli quando non ne hanno bisogno.
Piuttosto, controlliamoli quando il bisogno c'è e nelle occasioni in cui serve, che forse è meglio!

Non ho mai avuto manie di controllo su nessuno, se non su di me, e non riesco ad averne sui miei figli.

Non sono mai stata quella che supervisiona tutto e spero di non diventarlo, spero di saperci essere con discrezione, di farmi trovare quando mi cercano, ma non di imporre la mia presenza.

Voglio seguire lo sviluppo dei miei bambini, accompagnarli, indirizzarli, ma mai stare loro addosso, mai togliere loro l'aria, mai intervenire se non mi sembra necessario.

Sicuramente mi viene facile non controllare il rendimento scolastico, perché quello di mio figlio è onestamente assai monotono: è bravissimo. Sì, MA mi viene meno semplice non controllare le votazioni in ambito comportamentale, perché so che lì fa fatica e tanta!

Però, insomma, parliamo di elementari: perché questa esigenza di controllare ancora o già, a seconda dei punti di vista, costantemente tutto?

Siamo insicuri di quel che facciamo noi? Del tipo di genitori che siamo?

Abbiamo bisogno di controllare costantemente i bambini per paura di cosa?

E non trovate che tolga anche ai bambini la capacità di elaborare un resoconto, una strategia per darvi una brutta notizia, cosa che implica di pensarci, ripensarci, capire a fondo cosa sia successo, cosa abbiano fatto e perché sia successa una determinata cosa?

Io non lo so, ma so che no ha prezzo vedere mio figlio che mi corre incontro per annunciarmi un 10 e non averlo già letto.

E non ha prezzo nemmeno sapere dalla sua voce cosa abbia fatto a scuola o la delusione per essere stato rimproverato o castigato o per non avere avuto il voto che si aspettava.

No, non lo voglio sapere prima o in diretta, lo voglio sapere da lui e gioire o incazzarmi lì, seduta stante.

Con buona pace delle mie coronarie.





8 commenti:

  1. La penso esattamente uguale. La password non l ho mai aperta. Mia figlia mi comunica voti belli e brutti e fino ad ora non ha mai sgarrato.

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    1. Io mi sono imposta un controllo generale periodico.
      Non perdo la visione d'insieme, ma lascio a lui il compito quotidiano di aggiornarmi, relazionarmi e riferire voti, compiti e osservazioni delle insegnanti. Per la primaria credo sia più che sufficiente così, se non ci sono problematiche particolari.

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  2. Spero di essere anch'io come te quando sarà il momento. Mi sembra un assurdità questo registro elettronico. Lasciamo i bambini un Po liberi e diamo ai più grandi un Po di fiducia! Un giorno bigeranno da scuola? L ho fatto anche io e i miei non so come ma lo sapevano, ma questo me l hanno detto anni dopo. Non sono diventata una delinquente ne niente del genere. Ho avuto delle buone basi e sapevo cosa potevo fare e cosa no. Senza che i miei mi controllassero h24. Spero tanto di essere alla loro altezza con mia figlia. Senza bisogno del registro elettronico!

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  3. Grande articolo. Complimenti. Ci dobbiamo fidare dei nostri figli. Non si può tenere tutto sotto controllo. Controllando tutto non ci rimarrà più il piacere di fare nulla. Cris.

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  4. Io lo trovo utile e giusto.
    Le persone nevrotiche che lo controllano sempre sono le stesse che stanno addosso ai figli in un altro modo. E, da rappresentante dei genitori, ti garantisco che ci sono quelli che non aprono mai il sito nemmeno per le comunicazioni generali, e di sicuro coloro che non sono interessati a leggere le eventuali note sul diario non sono nemmeno interessati a scoprirlo sul registro elettronico. Ho un figlio alla primaria e una alle medie, entrambi bravi e senza sorprese, ma il fatto che io possa verificare i voti, che spesso nemmeno a loro vengono comunicati, è semplicemente uno strumento molto utile, che non va demonizzato, e non credo che sia uno strumento di controllo, piuttosto di trasparenza.

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  5. ah e poi rispetto all'eventuale libertà di bigiare come facevamo noi, diciamo che penso che qualunque ragazzo rispetto ai suoi tempi si industria trovando i metodi più adatti per evitare situazioni spiacevoli.
    Anche noi rischiavamo incontri o altro. Loro adesso hanno la certezza che i genitori scrupolosi guardano le assenze. Ti assicuro che non è un problema per molte persone, giovani o genitori.

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  6. la mia è piccola, a parte la discussione su un pasto non ho Mai avuto niente da ridire. Neanche quando torna dicendomi che la maestra si è arrabbiata.. la mia domanda è sempre "cosa avete combinato?"
    ma ho la sensazione che il genitore non abbia più fiducia in nulla, non si fida del figlio, e quindi lo controlla, non si fida del professore a cui chiede di controllare il figlio, e quindi lo controlla..
    mi chiedo fra.. 15 anni diciamo.. , a continuare così, come potrà fare mia figlia a venire a confidarsi con me se non le ho mai insegnato che può farlo quando vuole lei, che sono capace di aspettare il SUO momento giusto.. ?

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  7. il registro elettronico è uno strumento che se usato con parsimonia sia fantastico . i miei figli guardano i compiti lì quando sono assenti...... io per principio mi fido di loro e non guardo i voti voglio sentirli da loro e dandoli anche un po di fiducia . guardo il libretto cartaceo perchè lì occorre firmare per presa visione e mi basta quello. poi noi adesso è solo attraverso il registro elettronico che possiamo stampare le pagelle e lì per forza siva.comunque come hai detto tu fidiamoci dei nostrifigli ......

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