La fragilità dei nostri figli

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Oggi mia figlia è malata. Succede molto di rado, eppure ogni volta provo una forte sensazione di angoscia.
Cos’è, una febbre? Generalmente la semplice reazione del corpo a qualcosa che lo disturba, un virus o altro, ma per noi mamme può essere di tutto. 
Da semplice stanchezza a malattia fulminante
Perché sì, possiamo essere le persone più razionali del mondo, le meno impressionabili, le più cazzone, pure, però può succedere. Può succedere che loro si ammalino e che noi, per chissà quale strano motivo, pensiamo che sia qualcosa di orribile. 
È quella strana sensazione che ti porta a tenerteli vicini, nel letto, al petto, al cuore. Quella sensazione di angoscia quando sei obbligato a lasciarli per andare a lavorare, o quando ti chiamano da scuola e senti un pugno allo stomaco perché non puoi uscire subito, perché ci metterai un’ora ad arrivare, perché non sarai tu ma la nonna/tata/vicina o chiunque altro a correre a coccolare la tua creatura. 
Il senso di colpa pensando che sei stata tu a causare il loro dolore. Quando cadono da piccoli e ti chiedi se va tutto bene, se non ci sarà un’emorragia interna di cui tu non sei capace di accorgerti. 
Quando si tagliano il mento e dovrai vederli ricucire e ti maledirai per non averlo potuto evitare.
Quando vedi le loro guance rossissime e pensi a cosa potrebbe essere, che la meningite c’è e se fosse… ? 

Non succede per tutti i figli: tante mamme hanno un figlio che vedono più fragile, anche se fragile non è, e per cui ogni piccolo malanno regala angosce. 
La febbre è alta, la febbre non se ne va, e se non fossimo capaci di capire che c’è bisogno davvero di andare dal medico? O forse siamo paranoiche? Andiamo al PS? Ci offenderanno?
E se il mal di testa non fosse legato a stanchezza ma a qualcosa di più grave che ignoriamo? Perché non mangia? Perché ha vomitato? 
Ti ripeti che i bambini si ammalano, tanto e continuamente, è normale, eppure…
Anche se non sei ipocondriaca, anche se sei di quelle che vanno a lavorare con la febbre, anche se hai sempre preso in giro le tue amiche paranoiche, ora ci sei tu, a pregare un dio in cui magari nemmeno credi chiedendo che tutto passi, che non sia nulla, che non sia una di quelle storie che leggi su FB o che ti raccontano alla tv. 
Che il tuo bambino perfetto resti tale, sano e felice, che niente possa scalfire la sua anima pura, che tutto il suo dolore arrivi a te e lasci lui. 
Ti ritrovi a piangere per la paura, al terzo giorno di febbre alta, mentre ti accoccoli a lui nel letto. Non vorresti mai staccarti e ti giurerai che non lo farai mai più, che sarai più presente, che non ti innervosirai più. Fai un fioretto importante, purché guarisca, purché il suo dolore se ne vada. 
E anche se sai che c’è molto di peggio, che di bambini in ospedale ce ne sono davvero e che angosciarsi per una febbre non ha senso, sai anche che sei una mamma, ed essere mamma è animale, è irrazionale, è qualcosa che arriva dallo stomaco, passa per il cuore e finisce diritto negli occhi, trasformandosi in lacrime ogni volta che pensi che potrebbe non stare bene. 
Sì, sei una mamma, e a volte la febbre ti fa paura. 
Sei una brava mamma, tutto qui.
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3 Comments

  • Anya hai tradotto in parole la sensazione che provo, che tutte noi probabilmente proviamo, ogni volta che mia figlia sta poco bene. Mi sono sentita spesso molto fragile e a volte anche molto sciocca davanti cadauna semplice febbre. Ho provato senso di colpa per quei pensieri negativi che puntualmente arrivano e per i quali mi sono sentita dare della paranoica, della folle. Razionalmente so benissimo che i bimbi non solo si ammalano spesso ma che è anche "sano" che lo facciano! So che devo ringraziare Dio o chi per lui ogni istante perché ho una figlia sana.So anche che vorrei non sentirmi atterrita e fragile ogni volta che succede.
    Sei molto dolce Anya ,grazie x questo post, mi sento un po meno sola nella mia paranoia!
    Cri

  • Molto toccante il tuo post. Io invece pecco sull'opposto. Dico sempre "E che sarà mai" salvo poi correre al ps perché ho sottovalutato la situazione. Non sono ipocondriaca, non sono menefreghista, ma a volte non do il giusto peso alla situazione. E poi quando sono in ps mi dico: "Mannaggia, ci fossi venuta prima!". Quando esco do po nove o dieci ore invece dico: "Porca vacca, che cavolo ci sono venuta a fare?". Insomma, in un modo o nell'altro quando c'è di mezzo la salute dei figli non ci sembra mai di agire correttamente.

  • lavoro con i bimbi da tanto tempo, più o meno so gestire bene le emergenze.
    eppure ho capito che se sta male mi devo occupare io di lei. non sopporto che qualcuno lo faccia al posto mio Perchè nessuno se ne occupa come dico io. mi è capitato anche di ricevere la telefonata "tua figlia oggi è capricciosa" da parte dei nonni e dopo 10 minuti, al momento di riprenderla, capire al volo che aveva 39 di febbre… grrr
    l'unica volta che mi è preso il panico è quando dopo una caduTa non smetteva di sanguinare.. cercavo di fermare il sangue con le mani ma quello gocciolava copiosamente..
    alla fine era una semplice spelatura..
    È come con la cacca: come fa ad uscire tutta quella roba lì da un cosino così?!?!

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