Un week end a far niente

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A dicembre mi son ripromessa che non avrei passato un inverno come quello dell’anno scorso. Lungo, eterno, pigro, inutile.
Non ricordo se per malattie o altro, ma ricordo tanti tanti week end chiusi in casa a far niente.

Ho rispettato l’impegno, abbiamo iniziato a fare lunghe camminate in montagna, ci siamo attrezzati con abbigliamento tecnico per poter proseguire le escursioni con la neve, ho preso guide e cartine per il nostro trekking.
Tutto bene, fino a gennaio.
Poi è arrivato il gelo.
Un gelo polare accompagnato da un vento assassino, quello che ti pela la faccia.
I siti meteo annunciavano anche -20 gradi in montagna, mentre fuori da casa mia erano “solo” -8.

E niente, io devo essere stata un orso in un’altra vita, perchè con queste temperature vado in letargo. Mi si abbassa la pressione, il battito cardiaco, l’attività cerebrale e qualsiasi movimento, a partire dal mettere un piede fuori dal letto, mi costa una fatica mostruosa.

E così, lo confesso, abbiamo fatto già un paio di week end chiusi in casa.
Se si esclude una passeggiata giusto per ossigenarsi, e una visita al museo dell’aeronautica ieri, per partecipare a un laboratorio fichissimo su come costruire aerei di carta, non ci siamo mossi.

E non è così male, devo dire.

I ragazzi durante la settimana sono tutto il giorno fuori, quindi sono felicissimi di poter stare a casa, e dedicarsi finalmente ai loro (innumerevoli) giochi.

Io partecipo poco, non mi siedo a terra a giocare, non propongo lavoretti, non invento attività.
Ma loro sì, e se ne stanno lì indaffarati dalla mattina alla sera senza annoiarsi mai.

Non ho mai capito chi si danna a scovare attività e lavoretti, quando basta lasciarli fare e vedere che succede: vi ho già detto che per me meno è creativa la mamma più lo è il figlio, no?

Mi diverte vedere cosa si inventano quei due.
Certo, la casa si riduce ad un accampamento, ma il “disordine funzionale” non mi disturba, anzi mi rallegra.
Io leggo e loro inventano, confabulano, scrivono storie, disegnano fumetti.
Io cucino e loro trasformano giochi, corrono, saltano, si menano.

Sabato son rimasti 4 ore a trasformare i plus plus in minuscoli omini trasformabili: potevano diventare pipistrelli o slitte.

Ammetto che ero impressionata dall’inventiva

Oppure passano le giornate con gli immancabili Kapla, o a creare tane con le coperte.

 Se diventasse una regola diventerei probabilmente insofferente alla clausura, nervosa e insoddisfatta, ma se le 24/48 ore in pigiama restano un’eccezione, vanno assaporate come un regalo.

Il problema è l’assuefazione.

Meno si fa e meno si farebbe, e così se l’idea di trascinarmi fuori di casa con -10 gradi non mi sfiorava, devo dire che anche il -2 potrebbe essere un buon deterrente.
Ma siamo sicuro che con un +1 cambi poi molto?

Insomma, datemi un motivo per uscire, che già oggi hanno dovuto sbattermi fuori dal letto a calci nel sedere, perchè altrimenti altro che blue monday, qui diventa blue winter!

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5 Comments

  • Come ti capisco! Anche io questa domenica mi sono rifiutata di fare qualunque attività fuori porta. Siamo rimasti lì a gingillarci, ognuno nel proprio mondo. E devo dire che i bambini a sera erano stanchi ma tranquilli. si sono autogestiti ed io me la sono goduta. Speriamo sul serio che non dia assuefazione!!!!

  • Anche io mi interrogo molto sulla qualità del tempo che i miei figli trascorrono gestiti da me. I primi due sono più piccini dei tuoi, hanno rispettivamente 5 e mezzo e 4 anni. Sono molto affiatati e autonomi nei loro giochi; spesso trascorrono i pomeriggi senza che io interagisca con loro se non per sedare qualche litigio (o meglio… Evitare che si menino) o richiedere di riordinare gli spazi che utilizzano. Poi c'è il momento della cena in cui ci riuniamo tutti e cinque e la mezz'ora di lettura prima della nanna. Spesso mi chiedo: dovrei imporre più attività guidate da me per stimolarli di più? Io e il papà li portiamo in giro spesso (natura, teatri, laboratori, gite varie,corso di nuoto), ma a casa loro giocano da soli e belli contenti! Il maggiore a settembre andrà a scuola, sa scrivere qualche lettera, il suo nome, ma non manifesta il desiderio di imparare l'alfabeto anzitempo ed io non glielo propongo; all'asilo invece tanti bimbi sanno già leggere e scrivere, le mamme tutte orgogliose, una addirittura mi ha detto: "eh sai, mia figlia ha un'intelligenza estrema, legge già libri!". Mio figlio non mi pare indietro, eppure ha in testa altro al momento! So già come la pensate, ma a volte è difficile non mettersi in discussione in una società dove hanno persino inventato un Ipod con cuffie da introdurre nelle vagine delle donne incinte per stimolare con la musica il feto in pancia

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