L’utero è mio, anzi no. Il corpo delle mamme.

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Il corpo di una donna è suo e solo suo diciamo dalla pubertà, cioè da quando se ne prende più o meno autonomamente cura, alla maternità.

Dal test di gravidanza in poi, ma per alcune già da molto prima, no, non è più roba sua.

Test positivo.

Bene, in questo corpo non verrà più introdotto quello di cui la di lei proprietaria ha voglia, ma solo quello che fa bene al bambino: fine alcolici, spesso fine salumi e sicuramente fine alimenti di dubbia provenienza. Tipo che Da Gigi Lo Zozzone per nove mesi no, non ci puoi più andare a sfondarti di fritto. Tanto il fritto non lo digerirai più fino al parto, tranquilla.

Tu donna vieni pesata, misurata, controllata, analizzata. Tutta, eh, ma con particolare attenzione alle parti basse.

La tua patata diventa praticamente di dominio pubblico.

Le tue tette vengono controllate.

Il tuo utero costantemente monitorato: è caldo e accogliente? Fa il suo lavoro? E’ ben chiuso? Quanto misura?

Ferma un attimo.
Non ti farà male.
Sentirai solo un leggero pizzico.
Questo fa un po’ male, ma passa subito.
Ora schiaccerò qui, ti farà male, ma pensa al tuo bambino.

Presente?

Non vorresti vomitare, no, ma lo fai.
Non vorresti ingrassare, ma, per colpa tua o no, lo fai.
Non ti piacevano i sottaceti, ma ora il tuo corpo li reclama.
Non vorresti ruttare o sputacchiare o scorreggiare, ma il tuo corpo cerca di fartelo fare. E a volte ci riesce pure.
Non vorresti tutta quella ritenzione e, invece, eccola servita!
E quei cotechini di piedi di chi sono? Tuoi, cara!

Finalmente rompi le acque e ti dici che ora sì, ora tornerai a fare di te ciò che vuoi.

E invece no.

La tua patata, che già era di dominio pubblico, diventa nota a tutto il personale ospedaliero di almeno 2 turni di guardia.

Ma ecco che, finalmente, prima che cominci il terzo turno e te la debbano vedere altre 12 persone, il tuo bambino nasce!

E niente: te la ricuciono, te la ricamano, te la controllano, te la ispezionano, ti palpeggiano la pancia, l’utero? Tutto bene? Le tette? Producono? Strizziamo un po’, tesoro… Vediamo se esce qualcosa da queste tettone…

Passeranno i giorni e le notti e tu ti sentirai solo ed esclusivamente un corpo a servizio di un altro: le tue esigenze non conteranno più niente, prima ci saranno le tue tette e tutto ruoterà intorno a loro, perché quello ora serve a tuo figlio. Prima ci sarà la sua di cacca, poi la tua, prima ci sarà la sua di sete, poi la tua. prima ci sarà la sua colichetta, poi il tuo dolore, prima ci sarà il suo sonno, poi il tuo.

E così capisci, capisci che non è finita lì.

Il tuo corpo è diventato il corpo di una mamma, un corpo che darà nutrimento, al corpo e all’anima di tuo figlio.

Anche quando non allatterai, saranno le tue braccia a cullarlo, sarà il tuo odore quello che cercherà, sarà il tuo riposo, quello che mancherà, sarà la tua stanchezza quella che non ti abbandonerà, sarà il suo corpo a farsi spazio di nuovo nel tuo cercando l’incastro perfetto per dormire accanto a te, quando avrà bisogno di contatto, quando non starà bene, quando ne avrà voglia o ne sentirà il bisogno, sarà il calore del tuo corpo, quello che cercherà.

E tu, tu sarai lì a darglielo, a darti, sempre e comunque.

Tornerà mai tuo il tuo corpo?

Tornerà, sì che tornerà.

Più sfatto – merda – più tondo, diverso, ma tornerà.

E ti costerà una fatica immane rimetterlo in sesto.

Quindi, quando sentite quella storia anni ’70 che l’utero è mio e me lo gestisco io… sì, lo dicevano in un altro senso, d’accordo, ma…

Ma vaffanculo, va!
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6 Comments

  • Reduce da diverse nottate con Nano2 tossente e moccoloso (io pure moccolo, ma in un altro senso……), compagno tossente e Nano1 pisciante, che dire…MAVAFFAAAAAAAAAA
    😀
    Però trovare quell'incastro giusto che riporta la serenità e vedere il suo (loro) sonno pacifico mentre tu: reciti un rosario di moccoli per la posizione scomoda la sciatica il braccio addormentato dal peso il naso che ti prude e non te lo puoi grattare la pipi che ti scappa ma non ti puoi alzare, beh, annulla qualsiasi sforzo e ti fa dire che ne vale la pena, comunque.
    Come sempre, mi fate scompisciare 😀

  • per una come me, che in palestra ci vado ma la doccia me la faccio a casa, che non faccio pipì se mio marito è nel corridoio davanti al bagno etc.. beh la gravidanza è stata una delle esperienze più umilianti sotto questo punto di vista..
    il lettino da ginecologa e quello per il parto sono diventati la cosa che odio di più al mondo..

  • Ho avuto tre figli, due dei quali a distanza di 14 mesi l'uno dall'altro. Ho smesso di allattare poco più di un mese fa, e ogni tanto mi capita ancora di dirmi che tra gravidanze e allattamenti, erano tre anni che non facevo più un sacco di cose!
    Il mio corpo è ancora la loro casa, sorpattutto per la mia piccola. A volte mi pesa, a volte vorrei viverlo da sola o con il mio compagno.
    A volte penso che presto di questa casa non vorranno più saperne. E allora mi godo le loro manine calde che parlano con la mia pelle, e il loro respiro con quell'odore buono di bambini..

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