Sui genitori, solo condanne

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Ogni giorno, esce un qualche studio sui bambini.
Che inevitabilmente sarà una condanna per qualche genitore.

Sono più intelligenti i figli delle donne che lavorano.
Sono più svegli e indipendenti i bambini che vanno al nido.
I primi 3 anni i bambini devono stare con la mamma.
I bimbi allattati a lungo sono più sereni.
I bimbi portati saranno più sicuri.
I primogeniti sono più amati.
I figli unici sono più felici.
I figli di separati avranno problemi a fidarsi.
I figli di genitori che stanno assieme senza amarsi non sapranno cos’è l’amore.

E che palle!

E’ stato detto tutto e il contrario di tutto.
Molte volte queste notizie ci scivolano addosso, ce ne freghiamo o ci facciamo due risate.

Ma quasi ciascuno di noi, ci scommetto, ha invece un tasto che, a toccarlo, fa male.

Io, almeno, più di uno.

Ad esempio, si legge continuamente che i primi mesi, i primi anni, siano fondamentali nello sviluppo psichico del bambino. Che è nei primi 12-12 mesi che si creano le basi della sicurezza, che (solo) chi ha avuto un buon attaccamento in questo periodo saprà amarsi e sentirsi amato.

Tutto bene, finchè le cose filano lisce.

Ma, se per sfiga o per incapacità, i primi mesi o i primi anni non sono sereni, che succede?

Mirtillo ha 8 anni e mezzo.
In questi quasi 9 anni ha avuto moltissimi cambiamenti.
E’ nato incazzato abbestia.
E’ stato un cherubino biondo, ricciolo e tondo, sempre sorridente.
E’ diventato un treenne scontroso e triste, immusonito.
Ha fatto i primi due anni di asilo con una timidezza estrema.
Poi si è svegliato fuori, e man mano è sempre più estroverso e sfacciato, anche.
La timidezza permane, in parte, solo con gli insegnanti.
E io l’ho sempre osservato con una punta di timore, perchè ho – e sempre mi resterà- l’orribile sensazione di averlo “rovinato” nei suoi primi due anni di vita.
Vi faccio un riassunto:
Mirtillo nasce con il piede sbagliato, dopo 12 ore di vita viene trasferito in TIN e ci resta una settimana. E l‘attaccamento così fondamentale nei primi giorni, già va a farsi benedire.
Ovviamente ne risente pure lallattamento, ma tant’è.
Torniamo a casa, ai suoi 3 mesi devo tornare al lavoro, ed opto per una babysitter.
Ma questa dopo tre mesi se ne va.
Allora lo iscrivo all’unico nido privato che ha un buco a dicembre, ma è lontano da casa e io devo macinare 100 km al giorno, a 3 mesi dal parto, lavorando 8 ore non stop, e rischio l’esaurimento.
Mia suocera si propone allora di aiutarmi e tenermelo.
Ottimo, grazie.
Sempre corse, sempre chilometri, ma almeno è a casa (loro).
Ottengo il posto al nido comunale, per il settembre successivo, ma mia suocera mi dice che è un peccato, che sta bene lì con loro, che lo fa volentieri, e rinuncio al posto.
Uno degli errori più clamorosi della mia vita.
Arriva settembre, apro finalmente uno studio mio e dopo 15 giorni mia suocera mi dice che non mi può più tenere Alessandro. 
Dopo mille discussioni e lacrime e litigi, ottengo che una baby sitter cilena vada a casa di mia suocera, così lei è più libera.
Non sono contenta, la bisnonna, che vive con loro, mi racconta che non parla mai al bambino, che è sempre muta, lo tiene sempre e solo in braccio. Per fortuna la bis-nonnina è un mito, e intrattiene mio figlio come può.
Io ovviamente vivevo nell’angoscia e nei sensi di colpa.
Poi la cilena torna in patria, dopo due o tre mesi.
Di nuovo a piedi.
Altro giro, altro nido privato.
E alla fine, finalmente, dopo due anni di peregrinazioni, ottengo il posto al comunale, dove lui frequenterà, coccolatissimo, il suo ultimo anno di nido.
Credo sia evidente che sia stato un autentico disastro: baby sitter, nido, nonna, altra baby sitter, altro nido, altro nido ancora. Sei spostamenti in meno di due anni.
Che danni ha causato questo casino?
Potevo fare altrimenti?
Non lo so, davvero.
So solo che quando è nato Tondino ho assunto una baby sitter bravissima, che grazie a Dio si è fermata per tutto il suo primo anno di vita, finchè è entrato al nido, dove ha trascorso due anni meravigliosi, amatissimo.
Ci siamo letteralmente svenati, per pagare la baby sitter full time abbiamo dato fondo ad ogni centesimo, restando senza un soldo per anni.
Eppure non me ne pentirò mai.
Qualche mese fa, Mirtillo mi confessa delle paure assurde, che ignoravo.
Devo mettere una campanella alla finestra perchè ha paura, tra l’altro, che il vicino salga di lì per ucciderlo. Mi dice che sa che è assurdo, ma che ha paura lo stesso.
E lo capisco, io ho la fobia dell’aereo e so bene quanto sia inutile sentirsi dire che è il mezzo più sicuro.
Questo solo di notte, di giorno va tutto benissimo, è un bambino autonomo, va e torna da scuola da solo, sta anche a casa da solo un po’, si fa colazione e merenda, insomma, nulla da dire, anzi.
Eppure guardo Tondino, che invece pare un caterpillar, e sembra non essere scalfito da niente e nessuno. Sempre sicuro di sè, sempre pronto a prendersi l’amore che gli serve.
E per me è inevitabile tornare a chiedermi se quei primi due anni così incasinati abbiano “traumatizzato” il mio primogenito.
Io sono senz’altro stata poco intelligente, poco organizzata, poco furba.
E anche sfigata.
Mi passerà mai il dolore e il senso di colpa per non aver saputo essere altrettanto attenta con il mio primo figlio?
Il fatto che sia così ansioso e poco incline alle coccole, è colpa di quel periodo?
E’ anche per questo che detesto gli imperativi categorici: “i primi anni sono fondamentali”
ma anche il tanto usato (anche da noi) “mamme serene fanno figli sereni”.
E se non è possibile?
Se la mamma non è serena per niente?
Se l’attaccamento non è semplicemente possibile?
Noi sfigate che abbiamo avuto inizi infelici, siamo perdute, e con noi i nostri figli?
E’ così difficile autoassolversi!

Quindi, cari esperti di staminchia, perchè non fate un bello studio del tipo “non è mai troppo tardi per sistemare le cose”?

Ci sarebbe utile, tanto, ve lo assicuro.

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15 Comments

  • cara Morna,io sono mamma di due gemelle…stessa babybsitter stesso asilo stessi nonni…una spacca il mondo…una gira col peluche a mo' di coperta di Linus…che dire…si cerca di fare il meglio ma a volte ci si deve accontentare di navigare a vista!

  • Hai tutta la mia stima e tutta la mia solidarietà. Ci vuole un sacco di forza per essere mamme, e ce ne vuole ancora di più quando l'inizio è così in salita.
    Posso immaginare la sensazione di sconforto e di dolore all'idea di aver provocato danni. Non sai quante volte l'ho provata, soprattutto con il più grande dei miei.

    Mia suocera, che rischiara i miei momenti più bui, mi dice sempre che non importa, quello che a loro arriva è la parte più profonda del nostro animo, quello che siamo veramente. Le paure, le timidezze, le difficoltà nel carattere spesso sono solo loro che sono fatti così.
    L'amore alla fine non è che ci rende meno timidi o meno insicuri.
    L'amore ci scalda e ci dice dove andare a piangere quando siamo tristi.

    Brava!!

  • è che non vedi "l'arrivo"..
    mia madre mi ha confidato da poco che con me ha sempre sbagliato tutto, io e lei che fino a 5 anni fa ci siamo massacrate a furia di parole e gesti pieni di rabbia e rancore..
    Lei dice che ora che mi guarda con la mia famiglia, con la mia piccola, ora vede il senso di tutti questi anni.
    la differenza fra te e lei (una delle migliaia spero 😉 è che lei si è accorta di sentirsi sbagliata quando io ero già grande per rinfacciarglielo..
    Già il fatto che ti poni queste domande fa di te una brava mamma con tanto amore.

  • Tanta solidarietà. Ti capisco e purtroppo mi trovo nella stessa situazione. Primogenito altrettanto incazzoso e burbero dai 2 anni in poi (ora ne ha 4), prima non l'avrei mai detto. Inizi difficoltosi perché il primo figlio è sempre un pò un incognita e si sbagliano tante cose, ci si mette un tot a capire i meccanismi, l'allattamento è stato difficoltoso ecc… Messo al nido a 9 mesi e a nemmeno 1 anno ho ripreso le trasferte all'estero, paturnie (mie) infinite ed evidenti malumori (suoi) esternati solo molto dopo. Ora ci risiamo. Secondo figlio, primi 9 mesi tutto ok attaccamento ecc.. Ora inserito al nido, doppia baby-sitter (una x il grande e quella consolidata per il piccolo), perché lavorando a 40 km di distanza col kaiser che alle 16 sono alle rispettive scuole a recuperare i pargoli. E sul più bello che si deve ricominciare a viaggiare lei, quella più valida e consolidata mi molla (o quasi). Tralascio il rosario di porconamenti recitato negli ultimi giorni. Abitiamo in un paesino in Culonia della bassa padana, dove non è che le babysitter pullulino. Mettici poi che visto che il bimbo è così piccolo non me la sento di mollarlo alla prima sbarbatella che trovo. Avevo fatto conto di cambiare lavoro durante la seconda maternità ma SURPRISE! Il mio compagno resta senza lavoro e quindi io non mi posso permettere tale lusso. Ergo sono dovuta rientrare ben prima della fine della maternità facoltativa, quando Tato2 aveva 6 mesi e mi tocca riprendere le trasferte. Nel mentre lui ha trovato un reinserimento a partire da Marzo e quindi mi trovo in un vicolo cieco. I sensi di colpa mi stanno perseguitando. Spero di trovare qualcuna prima possibile, altrimenti da Aprile sarò nella cacca, taaaaanta cacca. Beviamoci su.

  • Dopo che i miei genitori (!!) avevano tentato in ogni modo di dissuadermi dal mandare mio figlio al nido a 7 mesi (parlando anche "alla mie spalle" con mio marito stile "convincila tu, il bambino è troppo piccolo") dopo esattamente 2 mesi dal suo inserimento…mio marito perde il lavoro (ne comincerà un altro solo 2 mesi dopo). Per cui il mio reddito part time diventa l'unico sostegno della famiglia x 3 mesi, per pagare il mutuo. Il nido privato lo abbiamo pagato coi risparmi.
    Nessuno ha più fiatato.
    I tempi sono cambiati da 30-35 anni fa, c'è tanta cattiveria su chi lavora, su chi non allatta, su chi non fa il secondo figlio.
    Io personalmente mi sento in colpa da quando mi hanno fatto il cesareo non programmato…figuratevi voi!

  • Ciao, io penso che tutto si possa sistemare. I bambini evolvono continuamente e se ti può consolare. Io ho due gemelli di 3 anni, che nelle descrizioni che hai fatto sembrano i tuoi bimbi. Hanno avuto le stesse identiche esperienze, persone, baby-sitter etc…E ti assicuro che hanno avuto e hanno comportamenti diametralmente opposti. Forse i secondi sono più sicuri perché noi siamo più esperti e sicuri di noi come genitori. Cristina

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