Cosa mi manca di più dei neonati

Share this...
Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someone

Non sono stata una grande mamma di neonati.
Non a caso mi sentivo pessima e mi definivo mostro.
Poi sono cresciuti, mi sento meglio nel nuovo ruolo, non c’è niente da fare, mi risulta più facile dialogare, chiacchierare, anche di cose profonde e serie.
Mi piace condividere le cose che piacciono a me, vedere come si appassionano alla musica, a certi film, ai viaggi.
Per tanti versi è più facile, lo è per me almeno.
Ma questa mattina, mentre Tondino indossava il suo grembiulino azzurro, mio marito mi dice: “il suo ultimo giorno di asilo piangerò tutte le mie lacrime, non posso pensarci che sta per finire la materna, perchè crescono??!”.

Eh già, purtroppo crescono.

E anche chi ha l’età e la possibilità di fermare questo inconveniente avendone un secondo, o un terzo, o un quarto, sa che prima o poi crescerà anche l’ultimo, c’è poco da fare.

Che nostalgia, sono così dolci!
Sapete cosa mi manca di più dei neonati?


1. Ogni giorno è diverso

Ogni giorno è una sorpresa, ogni giorno qualcosa di nuovo.
Un sorriso che prima non faceva, lo sguardo che resta più fisso, che ci segue, i primi sorrisi, sempre più larghi, sempre più felici.
Quanti progressi meravigliosi fanno in un anno?!
All’improvviso cercano di prendere un pupazzetto, poi ci riescono, poi lo afferrano bene, poi se lo ciucciano, poi ci arrivano strisciando, poi si mettono seduti, poi gattonano, infine te li trovi in piedi, con quello sguardo felice di chi ha raggiunto la meta più ambita.
Altro che voti o aspettative per una carriera brillante, quella era la vera gioia, vederli raggiungere una tappa, farla propria, vedere il loro sguardo soddisfatto e fiero.



2. Ti amano follemente

Dal primo istante, loro ci amano.
Ci guardano fissi con quegli occhioni blu liquido, piangono se usciamo dalla stanza, se li mettiamo nella culla, anche se fino al secondo prima stavano dormendo profondamente tra le nostre braccia.
Se ci siamo allontanati, quando ci rivedono impazziscono letteralmente dalla gioia.
Me li ricordo ancora gli urletti che facevano, rivedendomi, sbattendo le braccia e lanciandosi letteralmente verso di me.
Ci guardano come se avessero davanti agli occhi la più grande meraviglia del mondo.

E nessuno ci guarderà più così, nemmeno loro, ora son più numerosi gli sguardi torvi che quelli ammirati, ahimè.


3. Sono felici

Colichette e mal di pancia a parte a parte, i neonati sono felici.

Sono felici per la pioggia che cade, per il sole, per la neve, per la rugiada.

Ridono a crepapelle per una pernacchia, perchè gli annusi i piedini, perchè gli baci l’ombelico.
Giocano con tutto, con lo spago, con la carta, con i tappi e non ti dicono mai che vorrebbero invece questo o quell’altro anche perchè:


4. Non parlano

Sì bello che parlino e ti raccontino cosa fanno, dove hanno male, tutto vero.
Ma la magia di capirsi senza parlare?
E poi volete mettere quel brusio incessante di parole che sono i bambini dai 3 ai 9 anni? (mi fermo a 9 perchè non so come sia dopo…).

Invece i neonati urlicchiano, gorgheggiano, ci fanno sciogliere in un mare di commozione al primo mamma e in grasse risate alle parole storpiuate che diventano lessico famigliare.
Per noi si va ancora al CinemaN, si ha pLurito, si beve quaqua..


4. Sono immobili

E te ne puoi andare a fare pipì senza rischiare di trovarlo appeso dal balcone, o dare fuoco alle tende o spennare il gatto.
Soprattutto, puoi baciarlo, mordicchiarlo, gustartelo per bene senza proteste, anzi avendo in cambio gorgoglii e risatine felici.
Ora se provo a mordere una chiappetta rischio di perdere tutti i denti per un calcio.


5. Sono la pace cosmica

Cullare, abbracciare ed annusare un neonato è l’estasi.
Si entra in uno stato di pace cosmica che non si ritroverà mai più.
Vederli lì, addormentati tra le nostre braccia, con il latte che ancora gli scende dalla bocca, soddisfatti, sereni e sicuri, è semplicemente la gioia perfetta.
L’attimo perfetto, sublime, irripetibile.
Non ricordo momenti più completi, in cui fossi più in pace, più soddisfatta, di quelli in cui li avevo in braccio addormentati o semplicemente tranquilli, a guardarmi.
E non volevo essere altro che lì, in quel preciso istante, ad ammirare la meraviglia di quel cucciolo che avevo fatto proprio io.

E certo, ci saranno altri momenti, altre gioie, tante soddisfazioni si spera, ma il collo grassoccio, le manine tonde senza nocche, il sorriso sdentato non torneranno più, e possiamo solo essere grati di aver vissuto quei momenti, per quanto siano passati in un lampo.

Tags from the story
, ,
Written By
More from Morna

Fenomenologia della mamma: la mamma che fa shopping

Share this...Sì lo so, sembra un ossimoro, eppure anche la mamma fa,...
Read More

9 Comments

  • Tutto vero, tranne l'amore incondizionato. Mia figlia preferiva i miei suoceri e me mi snobbava. Da quel punto di vista è meglio ora, mi apprezza di più a 5 anni di quanto facesse a 5 mesi. Mi consolavo pensando che avrei sofferto di meno il distacco adolescenziale…

  • Crediamme'… Io li preferisco ora, anche se a volte vorrei fossero più autonomi. Non l'avrei mai detto perché temevo che mi avrebbero​ messo i piedi in testa e per fortuna non è così. Ora che ho la fortuna di essere diventata zia da poco, tenero il nipotino, ma du'palle… Baci, M.

  • Mi hai fatto sentire così in colpa e così ingrata…Quei momenti li ho vissuti velocemente, presa dal fare bene e meglio possibile, è come se fossero volati via, troppo presa e troppo stanca. Mi rendo conto adesso, a quasi cinque anni di distanza, della poesia e della magia che c'erano…allora era tutto nuovo e spaventosamente rischioso per potermi rilassare. Come te, in ogni caso, preferisco rapportarmi in maniera più adulta e razionale…Bello però e irripetibile, grazie di avercelo ricordato! Elisabetta

    • Elisabetta, con il mio primo figlio facevo il conto alla rovescia perchè non vedevo l'ora che crescesse. Per fortuna mi sono goduta di più il secondo, ma relativamente visto che due mesi dopo il parto ero al lavoro.
      E' più facile avere nostalgia che godersi il momento. Ma il fatto di non essere riuscite ad apprezzarli lì per lì non vuol dire che non possiamo apprezzarne il ricordo

  • Morna, concordo appieno…Quando – raramente – mi capita di rivedere le immagini dei primi tempi, quasi mi sorprendo…e io dov'ero? accidenti, che carino e che manine deliziose…Ti capisco perfettamente, quindi e ti abbraccio!

  • Ok mi hai convinta! Evvai con il terzo!!! 😀
    Scherzi a parte, mi sono commossa leggendo il tuo post. Com'è vero, ma soprattutto, come vola il tempo quando sono neonati. Il mio secondogenito ha da poco compiuto 1 anno e ancora non me ne capacito. A differenza del primo, per il quale ho aggiornato una sorta di diario per il "lui da grande", per il piccolo ho scritto solo appena dopo il parto. Non ho più avuto tempo, o meglio, il tempo mi è letteralmente sfuggito via come sabbia tra le dita per ritrovarmi oggi senza aver scritto nulla, ma ho vissuto, assaporato, annusato, coccolato, giocato ogni singolo secondo della sua vita fino ad oggi. Per cui un pò mi sento in colpa per non essere stata altrettanto diligente nel lasciargli un bel ricordo della sua prima infanzia (sempre sperando che lo prenda come un BEL ricordo… io lo faccio perchè a me sarebbe tanto piaciuto), ma poi mi consolo ripercorrendo a mente tutti i momenti indelebili che ho vissuto di lui neonato. Con il fratello più grande invece era maggiore l'ansia da prestazione, mettiamola così, che il godimento, pur presente, dei singoli attimi.
    Tempus fugit…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *