Perchè noi mamme, spesso, ci incasiniamo la vita da sole?

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Ho iscritto Mirtillo ad un corso sportivo per la prima volta quando aveva 5 anni.
La cosa folle è che mi sembrava fosse TARDI.
Tardi, capito? A 5 anni!
Perchè gli altri facevano già dai tre anni ogni tipo di corso sportivo e/o musicale e/o di lingue.

Mi fa ancora tenerezza a pensarci, piccolo e timoroso com’era, buttato su una pista da hockey con bambini più grandi di lui.
Ha finito l’anno di corso e, guarda caso, ha deciso di non continuare.
L’anno dopo ha fatto ginnastica artistica,  poi finalmente un anno di pausa e quest’anno karate.
Visto che Mirtillo aveva iniziato a 5 anni, dovevo dare le stesse opportunità al fratello, OVVIO.
Almeno sono stata abbastanza intelligente da convincerlo a fare karate pure lui, due piccioni con una fava.
Poi l’anno scorso, seconda elementare, vuoi non fare musica? Vorrai mica privarlo di questa fantastica opportunità?
Mica poteva essere uno sfigato come la sottoscritta, che desiderava con tutte le sue forze studiare pianoforte ma no “tuo fratello ha mollato chitarra molleresti anche tu”?.

Quindi l’ho iscritto a chitarra, un anno e relativi soldi quasi buttati perchè era un corso troppo superficiale e non ha imparato nulla, nemmeno la postura corretta.
Quest’anno potevo mica far perdere quel poco che aveva imparato, no?
Allora ancora chitarra, ma in una scuola migliore.
Peccato che questa scuola richieda di frequentare anche coro e, ovviamente, solfeggio.
Quindi riassumendo:
lunedì hanno karate dalle18 alle 19: io arrivo alle 17.30, non faccio neanche in tempo a fare pipì, si cambiano e si parte. Io in quell’ora andavo in palestra, ora a fare una passeggiata e/o corsa.
Morale: arrivo a casa alle 19.30, 12 ore dopo esserne uscita.
Il martedì  il grande ha coro, devo andarlo a prendere alle 18.30.
Il mercoledì entrambi karate, stessi orari del lunedì, altre 12 ore a spasso.
Il giovedì Ale ha chitarra e solfeggio, lo riprendo alle 18, di nuovo niente pipì, corro a prendere il piccolo e via di corsa a prendere Mirtillo, con le lamentele di Tondino che vorrebbe solo starsene un po’ in pace.
E tra tutti questi corsi se ne escono più di 1.000,00 euro all’anno, più la benzina e, soprattutto, lo sbattimento mio (loro almeno non si lamentano).
E sapete una cosa? Non lo farei più.
Musica l’anno prossimo se la scorda. Dice che gli piace ma, da ottobre, non ha tirato fuori la chitarra una sola volta per esercitarsi.  
Se non ha mai voglia di suonare, direi che tutta questa passione non c’è. 
Perchè devo esaurirmi solo per dargli opportunità che io non ho avuto ma lui non ha chiesto?
La farà se e quando diventerà una vera esigenza, quando lo vedrò guardare video su you tube per esercitarsi, quando lo vedrò esaltarsi per un assolo.
Fino ad allora, adios.
E non farò lo stesso errore con il piccolo: non farà musica solo  perchè “ho iscritto Mirtillo non devo essere iniqua”.
Lo vorrà? Mi chiederà, supplicherà, pregherà?
Allora ok.
Altrimenti nada.
Conosco persone che hanno imparato da sole alle superiori e ora vivono di musica, quindi direi che se vorranno, potranno.
Con lo sport è un po’ diverso, perchè non è solo un’opportunità, ma anche salute, e il Karate, con i suoi due giorni a settimana, mi sembra assolutamente gestibile.

Insomma, alla luce dei miei quasi 9 anni di esperienza da mamma il mio consiglio è: non dannatevi.

Non impazzite a cercare di capire per cosa sono portati a 4 anni, o in cosa possono “eccellere”.
E chissenfrega!
A meno ovviamente che non ci sia una passione vera, scegliete il minimo sbattimento per voi.
Tanto, se non lo chiedono loro, si lamenteranno comunque.
Il piccino ogni volta che c’è karate si lagna: poi va, e son certa gli faccia bene, ma poteva essere volley o nuoto e non cambiava molto.
Quante altre volte ci danniamo inutilmente, magari per una festa strepitosa, con 8 torte, tramezzini, pizze panzerotti, tutto fatto in casa, maghi e spettacoli circensi, quando loro ci hanno chiesto solo di invitare due amici? 
Sarà la primavera, sarà la pesantezza di mesi di corse alle spalle, ma ora sono davvero stanca.
Stanca di essere sempre in auto, sempre fuori casa, sempre di corsa, sempre in ritardo.
Poi mi chiedo perchè la mattina non riesco ad alzarmi dal letto!
E chi mi ha chiesto di “tirare” così?
Nessuno, me la sono cercata.
Ma forse è impossibile non incappare in quell’errore che facciamo prima o poi tutti noi: 

voler dare a loro quello che non abbiamo avuto noi.

Anche se nessuno ce l’ha chiesto.
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10 Comments

  • brava! io, con tre tra i 9 e i 3 anni, da tempo sono orientata al "minimo sbattimento". vogliono fare un corso o un'attività? bene, ma deve essere compatibile con gli orari di tutti e vicino a casa (abito in una grande città, in un quartiere ricco di opportunità. vicino a casa significa: ci andiamo a piedi). alla fine con questa logica ho già tutti i pomeriggi impegnati (un corso sportivo a testa i due grandi, più i rispettivi catechismi, che fosse mai li mettessero lo stesso giorno). il prossimo anno, vedremo se la piccina vorrà fare qualcosa, sempre con le regole di cui sopra. dobbiamo sopravvivere tutti….

  • sante parole! mia figlia ha solo tre anni, e siccome mi sembra timida e poco integrata in classe , faccio il diavolo a quattro per portarla a tutte le feste e ogni possibile incontro con altri bimbi.. e lei spesso neanche è contenta perché, che mi piaccia o no, ad oggi preferisce starsene un po' per i fatti propri..

  • Ma 1000€ al mese? No noi nuoto e gli piace, quando vorrà, cambierà.
    All'asilo ha possibilità di fare danza (extra retta mensile, e molte altre attività grazie a dei volontari.
    Se non fosse così si dovrebbe "accontentare" del nuoto, per cui già esco mezz'ora prima dall'ufficio per portarlo. Potrei prendere il corso mezz'ora dopo ma diventerebbe davvero tardi tornare a casa, e non mi va.
    Nia

  • Dipende dal bambino. Mio fratello minore era molto timido e molto pigro. Cominciò a studiare violino a cinque anni. A casa non si esercitava mai, era molto bravo ma era un continuo "se solo si applicasse un po'". Mio babbo voleva gettare la spugna: erano tre pomeriggi alla settimana. Mia mamma se ne occupò da sola, per non litigare. Oggi è un affermato violinista barocco, viaggia per tutto il mondo è la musica è la sua vita. Mio babbo, pur adorando, non aveva capito mio fratello. Mia mamma sì: e sacrificandosi gli ha regalato se stesso.

  • Morna sono d'accordo con te. Mia figlia compira' 5 anni a luglio. E' una bambina molto introversa, prudente e non si apre facilmente con gli altri. A scuola fatica ad entrare nel gruppo. Da ottobre fa danza classica due volte alla settimana, e li' e' veramente contenta. Ci va volentieri e in piu' parla e socializza molto con le altre bambine. Proprio ieri e' entrata nella sala correndo e salutando con un: Hola chicas!!!! Cosa che non e' molto da lei, questo significa che ci sta bene e si sente a suo agio e io mi sento molto felice di cio'. Da settembre abbiamo cambiato citta', scuola, riniziato tutto da zero e con la danza ha trovato un posto dove divertirsi, stare bene. Il sacrificio di accompagnarla e' ripagato dal fatto che adora andarci e quindi si fa tutto con piacere. Altrimenti ma anche no! Ad esempio lei a nuoto non ci vuole andare, e non ho insistito. Avrei dovuto prendere due metro per arrivarci, quindi perché sbattersi tanto? L'anno prossimo vedremo se aggiungere qualche altra attivita', per ora danza due volte alla settimana va piu' che bene.
    Baci!

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