venerdì 21 aprile 2017

Di amici dei figli, cattive influenze e mamme stronze (io)

Quando ero piccola, avevo una vicina di casa che aveva 3 anni più di me.
Io la adoravo, quando giocavamo assieme mi divertivo come una pazza.
Mia mamma la detestava.
Non che facesse nulla di male, ma mi influenzava. Diceva che ne prendevo il modo di parlare, di muoversi di ridere.
Questo le dava così fastidio che diventava maleducata e antipatica.
Lei, che è la persona più generosa, buona e pacifica che esista, sapeva essere "cattiva" con una bambina.
Del tipo che è arrivata a non offrirle dei pasticcini che stavamo mangiando: questa bimba arriva, sta lì a guardare mentre facciamo merenda, e mia mamma la lascia in piedi senza chiederle di unirsi a noi.
Io non ricordo la scena ma mia mamma sì: se ne vergogna ancora enormemente, e mi dice spesso che non capisce come possa essere arrivata a detestare tanto una bambina.

Ora che sono mamma, la capisco.

Anche io odio quando vedo che i miei figli assorbono atteggiamenti altrui.

Io li ho fatti così belli e unici, ho apprezzato tutti i loro cambiamenti spontanei, la loro curiosità innata, mi sono stupita di ogni sfumatura del loro carattere, perchè era loro, era unica, era vergine.

Erano pagine bianche che si scrivevano da sole, mentre io avevo l'onore di assistere a questo miracolo.

E poi me li trovo a parlare come Tizio, o a vestirsi come Caio, o a voler giocare a calcio come Sempronio.



E così, come mia mamma 30 anni fa, mi capita di detestare un ragazzino di 12 anni.

Ve ne avevo già parlato tempo fa, di questo bambino di cui non conosco niente, di cui intuisco un passato doloroso e una famiglia problematica (vive con i nonni, vede la madre un paio di volte al mese, non ha un padre) che si piazza ore a casa nostra e non c'è modo di liberarsene.

Mi sentivo una santa visto che sono l'unica del paese ad avergli aperto la porta di casa, a tenerlo al caldo quando viene piazzato in giro al gelo o sotto la pioggia, a dargli la merenda o a comprargli il gelato.

Quando Mirtillo ha iniziato a parlare come lui, con le stesse frasi dialettali e la stessa intonazione, ho iniziato a fremere, ma mi sono contenuta.

Poi ho scoperto che si faceva regalare cose dai miei figli.

Piccole cose, un omino lego, qualche arma Playmobil, un animaletto.
Ma ogni santa volta se ne usciva con qualcosa.

Quando l'ho scoperto, ho fatto più attenzione e vedevo che il copione era sempre quello:

"ohhhh ma che bello questo omino! Quanto mi piacerebbe"
Silenzio dei miei.
"mi piacerebbe proprio tantissimo averlo".
Silenzio.
"Tu ne hai così tanti... me lo regali?"
E loro, imbarazzati non sapevano dire di no.

Così ho detto ad entrambi che non mi fa piacere questa cosa, perchè un regalo deve essere spontaneo e che la generosità deve essere reciproca.

La volta dopo all'ennesimo "me lo regali?" si è sentito rispondere "la mamma non vuole".
Vabbè, poco male, farò la figura della stronza.

Invece lui è passato allo scambio.
Gli portava una caramella e in cambio chiedeva sempre pezzi di lego.
Al che sono nuovamente intervenuta, ho detto direttamente a lui che non si fanno scambi.
Lui ha preso la porta e se ne è andato senza salutare.

Io l'avrei rincorso per prenderlo a calci in culo: ma si può a 12 anni uscire così senza manco dire ciao?
Al contempo però mi sono sentita come quelle arpie che si intromettono di continuo, tipo quelle mamme che litigano per le carte Pokemon di cui parlava Klarissa.

Si è ripresento il giorno dopo come nulla fosse, io non ho avuto cuore di dire niente, gli ho solo detto che poteva fermarsi  mezz'ora perchè Ale aveva i compiti da fare.

"Ah no, io devo fermari fino alle 7, quando arriva mio nonno. Ma sto qui a guardare la tv, non disturbo".
"No, M., porta pazienza ma tu ti fermi fino a quando possiamo noi, non fino a quando puoi tu".

E' arrivato alle 5 e se ne è andato alle 7.30.
Fuori diluviava, cosa faccio, lo mando in mezzo alla strada?

Insomma, non riesco più a capire se mi dà così fastidio perchè oggettivamente non si fa molto amare, se è perchè vedo che plasma e circuisce i miei bimbi, molto più piccoli di lui, o se perchè sono una stronza.

Probabilmente le tre cose assieme.

Ma ora ditemi: come me ne libero???



7 commenti:

  1. Scusa Morna ma se è li praticamente tutti i giorni è OVVIO che ti dia fastidio...!O forse sono stronza anche io non so. Però non è normale che senza che ci sia stato un accordo con chi si dovrebbe occupare di lui (nonni?) lui si piazzi per ore a casa vostra decidendo tempi e modi. Io ti capisco benissimo. Ma sta famiglia non è seguita da qualche assistente sociale?
    Mina

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    Risposte
    1. io credo di sì Mina, dovrei informarmi...

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  2. ho passato la stessa cosa con mio figlio, che ora ha 7 anni, e un vicino di casa che ne ha 2 di più. questo bambino ha iniziato a bazzicare casa nostra 2 anni fa: era sempre solo, i genitori il sabato e la domenica lo chiudevano fuori casa (meno male che almeno abitiamo in un residence cintato...) e per alcune ore se ne andavano a far compere mollandolo nel parco comune. a me questo bambino non è piciuto a lungo perchè era privo di regole, maleducato, ci rispondeva e alzava la voce, spingeva mio figlio a fare cose non positive... mi faceva contemporaneamente rabbia e pena. eppure a un certo punto mi sono resa conto che a furia di stare con noi, stava cambiando atteggiamento piano piano... aveva solo bisogno di essere "visto", di sentirsi parte di una famiglia, importante, coinvolto. ho iniziato ad affidare a lui e mio figlio dei lavoretti (pulire gli armadi, portare fuori gli sfalci, potare, scaricare la lavapiatti...) che venivano poi ricompensati con qualche euro e tanti ringraziamenti per il loro aiuto fondamentale alla gestione della casa. l'ho coinvolto a fare pizze, torte, pasta fresca con noi, a giocare, a venire al parco, ovviamente mettendo semrpe dei paletti: ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di stare soli noi 3 come famiglia! e a distanza di 2 anni i risultati sono arrivati, è cambiato molto, è diventato rispettoso e partecipe, ubbidisce e rispetta le nostre regole
    Anche lui arrivava e diceva "sto qui fino alle due perchè i miei sono andati al centro commerciale e mi hannod etto di venire qui". sono andata dai suoi genitori e ho gentilmente detto che se hanno bisogno ci fa molto piacere teenrlo, ma che necessitiamo che ce lo chiedano perchè se non lo sappiamo non ci possiamo prendere la responsabilità di un minore che non ci è stato esplicitamente affidato e che comunque può essere che talvolta non possiamo per vari motivi

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  3. Io credo di rientrare proprio tra quelle stronze perché non tollero questo tipo di atteggiamento che in questo caso è imputabile a chi dovrebbe prendersi cura di lui.
    Ho due figli piccoli e personalmente, non amo la compagnia "non richiesta" tranne nei casi in cui ho davvero piacere di trascorrere il tempo con quella persona ma sono casi rari. Sono gelosa dei miei spazi, del mio tempo e odio le imposizioni per cui al tuo posto non sarei così disponibile.
    Quando ero piccola, nella palazzina in cui abitavo giocavo con tante amichette, stavamo spesso insieme ma era una disponibilità reciproca tra le nostre mamme, solo una ragazzina non aveva la percezione del tempo così come non aveva una famiglia unita per cui spesso si fermava a cena da noi e questo a volte infastidiva mia madre. È chiaro che una famiglia presente alle spalle non consente questo comportamento. Io, messa alle strette chiarirei la questione con i nonni.
    Scusa se mi sono dilungata e facci sapere come finisce!
    Cinzia

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  4. Se frequenta casa vostra così spesso è normali influenzi i tuoi figli.. così come tra fratelli. Io parlerei con i nonni.. in modo gentile facendo un po' la "gnorri".. ad esempio :"volevo mettervi al corrente che M. è tutti i pomeriggi a casa nostra e gioca insieme ai miei figli.. spesso però noi abbiamo altri impegni e lui dice di dover aspettare le 19.. visto che mi dispiace lasciarlo solo lo faccio rimanere in casa.. ma non posso rimandare sempre i nostri impegni.. "..

    Il problema non è il ragazzino ma chi dovrebbe prendersene cura.. non è giusto neanche approfittarsi della disponibilità degli altri..

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  5. Parlane coi nonni. Probabilmente lui gli racconta che sta da voi perchè glielo chiedi tu e loro, ignari, si fidano.
    Io farei così.
    Federica

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    Risposte
    1. Ecco, volevo scrivere la stessa cosa.
      Senti i nonni, almeno puoi chiarire la posizione.

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