giovedì 11 maggio 2017

Perché fai figli se poi...

Sono una donna, ma prima di questo sono un essere umano che vive in un Paese che si crede o che vorrebbe essere civile.

Ho studiato una vita, ma anche non lo avessi fatto e avessi voglia o necessità di lavorare, dovrei avere il diritto di farlo.

Ho dei figli, sono un genitore, ho il diritto di esserlo e il dovere di esercitare al meglio il compito che la natura, la sorte e la mia volontà e il mio desiderio mi hanno assegnato.

Amo la mia famiglia, amo il mio lavoro e non voglio rinunciare a nessuna delle due cose e ho il diritto di non dovervi rinunciare.

Che io sia un uomo, che io sia una donna, ne ho il diritto.



Pago le tasse, verso contributi regolarmente nelle casse comunali, statali, regionali, previdenziali, sanitarie, erariali di ogni tipo.

Con il mio lavoro, come genitore e come individuo, contribuisco alla società in cui vivo.

Contribuirei alla società anche se non lavorassi, ma lavorando, gran parte del mio guadagno mi viene sottratto perché tutti, soprattutto chi non lavora, possano godere giustamente dei diritti che riconosco essere sacrosanti.

Se fossi un uomo nessuno contesterebbe una parola di ciò che ho scritto fino a qui.

Siccome sono una donna e una mamma, dovrebbe invece essere normale sentirmi dire questa decina di cose in ordine sparso che ho letto giusto stamattina sotto a un mio post:

1) cosa hai fatto a fare i figli, se poi li parcheggi?
2) hai scelto di fare figli, occupatene!
3) hai voluto i figli? Perché dovrebbe occuparsene lo Stato o il Comune?
4) una mamma non dovrebbe lavorare;
5) sta a casa e cresci i tuoi figli, non farli crescere ad altri!
6) se lavori, puoi pagare baby sitter, tate, asili, centri, campus e anche se ci vanno tutti i tuoi soldi, che male c'è?
7) una donna non dovrebbe pensare a far carriera se vuole dei figli;
8) hai davvero bisogno di lavorare? Probabilmente potresti non farlo, se riducessi le spese...
9) cosa fai a fare i figli se poi li lasci a scuola anche al pomeriggio?
10) se decidi di fare dei figli, farai dei sacrifici, ma non potrai lavorare. Vuoi lavorare? Arrangiati!

I figli non si parcheggiano, si mandano a scuola o all'asilo, è diverso.

Chi lavora si occupa comunque dei figli, tendenzialmente e mediamente giusto un paio d'ore in meno di chi non lavora, a volte nemmeno quelle, dunque? 

Lavorare  non esime dall'educare e dal crescere i figli, crescere i figli resta compito dei genitori, uomini o donne che siano, non lo fa certo la baby sitter o la nonna!

Lavorare non significa necessariamente voler fare carriera: esistono mestieri normalissimi, magari anche umili, che richiedono presenza fisica altrove dai figli, Se una donna lavora non lo fa solo ed esclusivamente perché è una gelida carrierista, che poi... pure lo fosse... vorrei farvi notare che chi davvero ha difficoltà a prendere un permesso e a conciliare è chi guadagna meno e deve rendere conto e dipendere da qualcuno, non chi lavora a livelli alti e non ha difficoltà economiche o gestionali e può decidere cosa fare del suo tempo e come organizzarlo. Non so se mi spiego...

Lavorando, sì, si possono pagare nidi, asili, tate... ma è giusto che io lavori per pagare loro? Non dovrei essere sostenuta come essere umano che contribuisce al benessere della società? Non peserei di più sul bilancio pubblico se non contribuissi economicamente? Perché rendermi la vita impossibile?

Io sì, ho bisogno di lavorare, economicamente, ma anche non lo avessi questo bisogno non credo non lavorerei solo perché sono madre. 

I due ruoli dovrebbero essere conciliabili, punto.

La scelta di lavorare o no dovrebbe essere libera, punto.

Che sacrifici fare dovrei poterlo decidere io.

Se lavoro, i miei figli non li cresce nessun altro se non io: eventualmente qualcun altro li accudisce per qualche ora, ma sono io a crescerli, sia chiaro, nessun altro.

Come tutto questo non sia chiaro ancora oggi non riesco a capirlo.

Come tutto questo non sia chiaro alle donne non lo capirò mai.

Il fatto che tutte queste affermazioni arrivino per il 90% da donne credo sia la risposta alla domanda del perché non riusciremo mai ad essere considerate individui, a prescindere dal cromosoma x o y.

E mi dispiace davvero tanto, non per me, ma per chi queste cose le pensa.




12 commenti:

  1. Condivido pienamente le tue riflessioni, per quanto amare. Purtroppo molto spesso le donne sono le prime nemiche delle altre donne.

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  2. È come se l'avessi scritto io questo post..😩..

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  3. Io mi sono sentita dire che sono fortunata ad avere mia mamma che mi tiene il bambino,così stacco un po'! Peccato che faccio l'operatrice in una casa di riposo e mi faccio un mazzo tanto! E quando rientro a casa ho tutto il resto anche se mio marito in casa fa quanto me!cmq penso che svagarsi sia un'altra cosa il lavoro è lavoro!

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  4. Bravissima; sono rimasta di sasso pure io, leggendo quei commenti sotto il tuo post di stamattina. La tua rabbia, la tua incredulità, il tuo avvolgimento (constatando che si tratta di commentatori) sono i miei. Fai bene a ribattere, ad argomentare, a snocciolare numeri e messi logici. Continua così. Prima o poi, ripetendo le nostre ragioni, ci daranno ragione. E, forse, l'aiuto che ci spetta. Non in quanto madri: in quanto donne.

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  5. Non ho letto il post incriminato per cui sento che qualcosa mi sfugge .... In ogni caso, il discorso è trito e ritrito .... Facile sindacare a casa d'altri, quasi normale che le più str... siano le donne. Io sinceramente non sento più la necessità di spiegare o giustificarmi sul perché lavoro o no, se chiedo aiuto ai nonni o no, ecc ... Ma forse per me che non sono blogger è più facile.

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  6. Giusto ieri mi sono sentita dire che con due bambini non posso lavorare così tante ore. E poveri stanno troppo all'asilo. Ma vaffa.... và.

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  7. Eparte l'ovazione! !!!
    Grandissimasembro io quando discuto con certe ignoranti. Sono solo un po' più colorita :-)

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  8. E ci aspettiamo la parità di diritti quando certi commenti vengono da donne? Non parlo di solidarietà (quella è più lontano di Marte) tra donne, ma almeno piantarla col GIUDICARE (ma chi cacchio ti dà il diritto di farlo???!). Ma perchè ci sono tanti esseri umani così? Io proprio non me lo spiego...mi dispiace che tu e tante altre (me compresa!) siamo costrette a sentirci giudicate sempre e comunque. Ho sempre pensato che la libertà più grossa nella vita sia la possibilità di scegliere, possibilmente senza giudizio altrui. Fai quello che ritieni giusto per te e per la tua famiglia! Gli altri se ne faranno una ragione! E se non lo fanno....beh, cazzi (scusa!) loro! Concordo che dovremmo avere moooolto più sostegno da parte delle istituzioni...ci arriveremo prima o poi, io sono fiduciosa!
    Un bacio Klarissa
    Federica

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  9. Penso che oramai si sia capito, non si tratta di mamme solidali, non si tratta di donne prevenute ecc, si tratta di persone ignoranti e basta. Inutile discutere e inutile combatterci. Perché l'opinione personale è una cosa, puntare il dito con cose così vecchie è da ignoranti e basta.
    E se fanno così avranno visto tanti film poco realistici o vivono in un mondo che non è quello reale.
    Tutte noi abbiamo necessità (e non ambizione figuriamoci) di lavorare e molte (se non tutte) invece hanno l'ambizione di avere famiglia. E a meno, che non si abbia 70 anni, questi discorsi andrebbero semplicemente bloccati
    scusate la durezza ma a cosa serve rispondere a certe provocazioni?
    Barbara

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  10. Io ormai sono convinta di essere un uomo.
    Quando sento (o leggo) tali minchiate proferite dalle gentili esponenti del mio stesso sesso non mi capacito.

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  11. Pardon! Dimenticavo una postilla: a quelle che scrivono (o dicono) "cosa hai fatto figli a fare se poi li parcheggi" a me viene sempre e solo in mente una risposta: "ma cosa commenti a fare se il cervello l'hai lasciato in parcheggio!"

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