Perché ho scelto l’autosvezzamento per le mie figlie

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alimentazione complementare a richiesta

Spesso prendiamo in giro chi sceglie metodi “alternativi” per crescere i propri figli. Eppure noi tre, che ormai abbiamo figli grandi, siamo tra quelle mamme che hanno letto, si sono informate, e hanno deciso di provare. Tra le altre cose, l‘autosvezzamento.

Perché l’autosvezzamento

Io sono diventata mamma in Francia. Prima di allora non sapevo niente di bambini, a parte quello che avevo letto. Ho scelto la pediatra (perché in Francia è sempre privata, anche se ti rimborsano) basandomi su un’unica considerazione: era italiana.
Ho allattato al seno, il primo mese a richiesta e poi a orari, e a 5 mesi ho inserito biberon e artificiale, perché Penelope era una bimba pigra. Sulla diversificazione alimentare sapevo ancora poco, se non che avrei voluto iniziarla presto. Poi ho iniziato a leggere, forum, siti, blog, libri, e ho avuto un’illuminazione: farò autosvezzamento, a sei mesi.
Le indicazioni della pediatra sullo svezzamento erano state molto semplici: a sei mesi si inserisce il pranzo, un passato con una carota, una patata e una verdura verde a rotazione, sale olio evo e parmigiano. Più la merenda, un po’ di frutta spappolata a mano, cotta o cruda. La cena? Ai 9 mesi, perché per 9 mesi l’alimento principale di un bambino deve restare il latte.
Le chiesi se c’era qualche controindicazione al fatto di farle provare il nostro cibo: assolutamente no, ma con quello non si sazierà, e potrebbe non apprezzare fin da subito i gusti decisi. E poi voi come mangiate? Quella era la domanda principale: mangiate equilibrato? Sano? Sì, mangiavamo equilibrato e sano.
Così, quando arrivarono i 6 mesi, preparai il passato che mi aveva detto la pediatra e, insieme, le feci provare quello che mangiavamo noi.

Come seguire l’autosvezzamento

La prima cosa di cui mi resi subito conto era che darle da mangiare non era per niente facile. Non riusciva ad ingoiare bene e il riflesso di estrusione della lingua (che scaccia fuori automaticamente ciò che non è liquido) le faceva sputacchiare tutto. Di un piatto di passato, forse ne mangiava un decimo.
In più, arrivava a tavola affamata, ovviamente, e il fatto di non riuscire a nutrirsi come voleva la frustrava: ricordo ancora i pranzi in cui lei piangeva come un’ossessa, io pure, mia mamma pure (eravamo al mare) e tutto era una gran tragedia. Inutile dire che al nostro cibo non arrivava per niente.
Ebbi infine un’idea: darle il latte PRIMA. Poco, giusto come aperitivo per calmare la fame. E lì svoltammo: iniziò non solo a mangiare il passato (sempre sputacchiando, ma imparando piano piano), ma soprattutto a mangiare tutto quello che le davamo: pezzi di pasta, di pane, di carne, di verdura, tutto in pezzettini piccoli adatti a lei, che prendeva da sola o che le davamo noi. Piano piano, iniziai a non preparare più tutti i giorni il passato, ma semplicemente a darle quello che mangiavamo noi, anche se il passato per me restava la garanzia che mangiasse sufficiente verdura e, non da poco, che anche noi avessimo la scusa per mangiarne di più.
A 9 mesi il latte era diminuito, ma rimaneva comunque il suo unico alimento a colazione (senza biscotti, polveri, cioccolato, niente), un po’ a merenda e poi la sera, come cena. A 9 mesi, senza ancora lasciare il latte, arrivò la cena, uguale al pranzo. Quello che mangiavamo noi e, in caso di estrema stanchezza, un bel biberon di latte caldo.

E i denti?

Penelope ha messo il suo primo dente il 29 dicembre 2010, ovvero a 11 mesi e 9 giorni di vita. Fino ad allora, le sue durissime gengive hanno tagliuzzato e spappolato di tutto.

E il soffocamento?

Ho dovuto fare una volta la manovra di disostruzione a mia figlia: le era andata di traverso la pastina del passato! Perché aveva il riflesso di ingoiarla così, direttamente, senza masticarla.

È un’alimentazione equilibrata?

Sì, se in famiglia si mangia equilibrato, e se si rispettano i tempi del bambino. Pretendere che mangi una bistecca a 8 mesi è un po’ esagerato… Ma per esempio i legumi sono un ottimo sostituto, più facilmente digeribile e assimilabile dal corpo di un bambino (e anche dal vostro: diminuire il consumo di carne fa bene a tutti).

Il bambino poi mangia di tutto?

Nì. Sicuramente l’autosvezzamento regala molta autonomia: le mie figlie hanno imparato molto presto a mangiare da sole, non sono praticamente mai state imboccate e non conoscono cibi pronti o baby food. Ma hanno gusti molto diversi.
Paradossalmente, anzi, la prima, che è quella con cui ho seguito alla lettera l’autosvezzamento perché ero a casa, ha gusti molto più ristretti e, oserei dire, “insipidi”. Priscilla, invece, è entrata al nido a 5 mesi e mezzo e ha seguito lo svezzamento praticamente lì, iniziando con delle pappe di una sola verdura (una roba insapore e dall’aria disgustosa), senza condimento, senza niente, mentre poi nel weekend a casa mangiava quello che mangiavamo noi, e uguale quando ha compiuto i 9 mesi ed è stato tempo di introdurre la cena. Lei ha gusti molto più variati, le piace assaggiare tutto e, come saprete se ci seguite su Instagram, ama i sapori forti: la sua passione è la cipolla cruda!
Sceglierei di nuovo l’autosvezzamento? Assolutamente sì.
L’autosvezzamento è una pratica che TUTTI possono seguire: non importa allattare al seno, non importa stare a casa, non importa niente. Importa solo mangiare in maniera sana (ed è l’occasione per migliorarsi, no?), mettersi tutti alla stessa tavola, condividere il pasto ogni volta che si può, variare e rispettare i tempi del bambino, che non significa assolutamente inserire gradualmente gli ingredienti (ormai è stato provato che non serve a niente!) ma piuttosto non innervosirsi se non mangia abbastanza e continuare a considerare il latte alimento fondamentale per molto tempo (che non vuol dire sovra-alimentare, ma semplicemente che il cibo per un po’, almeno finché il bambino non impara a nutrirsi correttamente coi solidi, è un complemento del latte, non un sostituto dal giorno uno).
Autosvezzamento significa anche riprendersi i propri tempi, smettere di cucinare sette cose diverse (o meglio, non iniziare mai!), mangiare tutti meglio, spendere meno (perché il baby food costa), sapere esattamente cosa si dà da mangiare ai propri figli (nessun dubbio sulla sicurezza dei cibi pronti, ma mentre so cosa c’è nel mio ragù non posso dire lo stesso di quello comprato!) e rispettare i tempi del bambino, imparando a non aver fretta che cresca (ci sono cascata anch’io…).
Se volete qualche informazione in più e ci state pensando per i vostri bimbi, oltre ad essere disponibile per fare due chiacchiere, vi consiglio di fare un giro sul sito di Uppa, sul sito autosvezzamento.it e infine di leggere il libro che mi ha guidata in questa scelta: Io mi svezzo da solo, di Lucio Piermarini.

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6 Comments

  • Grazie della testimonianza! Io sono combattutissima..mi spiego, col primo ho seguito svezzamento classico, lui adorava la pappa e bon era comoda anche me, una badilata di brodo alla settimana, freezer e al bisogno 5 minuti e tutto era pronto. La seconda invece..ostica da subito col cibo, anche con il latte. A 9 mesi pesa 7 kg ma sta alla grande. Al momento di svezzare non mi è passato nemmeno X il cervello l'auto svezzamento perché temevo che non mangiasse. È partita alla grande, con stupore di tutti ma ora fa un po' fatica, specie alla sera. Io le ho sempre dato tutto quello che mangiamo noi perché mi sono accorta che lei apprezza molto ed è molto interessata. Bene ora sono nel limbo e non so come fare a portarla del tutto verso l'auto svezzamento. Ad esempio stasera, dopo mezza pappa è partita la tragedia, poi a tavola con noi ha mangiato da sola frittata con zucchine, carote e pane. Help. Il mio timore è sempre che perda peso.

    • Guarda io avevo una bimba inappetente e magra, intorno a noi tutti bambini che stavano ore alla tetta (la mia mai fatto, infatti sono passata da a richiesta a orari perché lei non chiedeva MAI) ed erano belli pienotti, quindi avevo anch'io timore che non crescesse. Però mi sono fidata e andando per tentativi ho trovato l'equilibrio (tanto il passato me lo sputava, eh! quindi non è che avrebbe mangiato di più con lo svezzamento tradizionale). Per noi la chiave è stata non arrivare al pasto né troppo stanche né troppo affamate, e ha funzionato 🙂

  • Io ho seguito lo svezzamento classico all'inizio. Poi senza sapere che esistesse ho fatto autosvezzamento. Le ho sempre fatto le sue pappe fino a circa 9 mesi ma nel frattempo lei assaggiava praticamente tutto. A dieci mesi eravamo in vacanza e non ho più preparato pappe apposta per lei. Alcune cose che mangiavamo noi (non avendo un alimentazione adatta a un neonato) le evitavo ma se c'era pasta per noi c'era anche per lei. Per ora (ha quasi 3 anni) mangia tutto. Ma non canto vittoria perché so che i gusti cambiano.

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