Sono una brava mamma?

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Sono una brava mamma?

Ce lo chiediamo, di continuo.

A volte ci rispondiamo che sì, ce la caviamo bene, che i nostri figli stanno diventando delle brave persone e il merito è nostro, anche nostro.

Altre volte invece ci sentiamo le peggiori madri sulla faccia della terra. E basta poco: una scenata, uno schiaffo che mai e poi mai avremmo voluto dare, ma che è scappato, una delusione, un capriccio infinito, una nottata in bianco, e, crescendo i figli, un brutto voto a scuola, un’azzuffata con gli amici, il renderci conto che il nostro bambino è diverso dagli altri per qualche ragione che ci sembra importantissima.

E ci attribuiamo tutte le colpe del mondo dandoci delle pessime madri.

A volte basta uno sguardo di una persona che niente sa di noi e della nostra famiglia.
A volte basta che nostro figlio prenda il telefono per giocare.
A volte basta una critica della nostra di madre o della suocera o di un’amica.
A volte un’osservazione di un estraneo o un commento di una vecchina.

Siamo fragili, noi mamme.
Siamo insicure, noi mamme.

I figli crescono, ma le domande non smettiamo di farcele, semplicemente i nostri interrogativi cambiano oggetto passando dallo “starà bene? Avrà preso latte a sufficienza? Lo starò svezzando nel modo giusto?” al “Sarà giusto che esca da solo? Farò bene a costringerlo a studiare? Avrò fatto bene a punirlo per avermi mentito?”.

La verità?

La verità è che risposte alle nostre domande non ce ne sono e, soprattutto, che non possiamo averle ora.

La verità è che ce le danno giorno dopo giorno i nostri figli, ma le risposte alle domande più importanti ce le daranno solo quando avremo terminato il nostro lavoro e saranno adulti. Solo in quel momento potremo darci una pacca sulla spalla oppure sarà lì e solo lì che capiremo di avere sbagliato tutto.

Ascoltiamo noi, la nostra testa, il nostro cuore, la nostra pancia, perché saranno quelli che si arrovelleranno, si stringeranno, si contorceranno quando sarà il momento.
Non quelli della nonna, dell’amica, della vecchina, della mamma del compagno, no, i nostri

Ricordiamoci sempre che i bambini non sono tutti uguali, lo sono forse gli adulti?: occupiamoci dei nostri e non lasciamo che lo facciano altri al posto nostro, perché noi li conosciamo, gli altri no.

Fidiamoci di noi, del nostro istinto, ascoltiamo i nostri pensieri.

Facciamoci domande, sempre, non è sbagliato: solo chi non vede le alternative e le mille strade davanti a sé procede dritto per l’unica strada che gli si srotola davanti.

E non buttiamoci giù se non troviamo risposte oggi:

farsi domande ora è il miglior modo di avere domani nei nostri figli proprio le risposte che avremmo voluto.

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1 Comment

  • Non passa giorno in cui io non pensi di stare sbagliando tutto, con il relativo seguito di sensi di colpa. Poi la magia della sua risata mi fa pensare che nonostante tutti i dubbi, tutte le paure e tutte le incertezze, beh, ne vale proprio la pena! E su questo, non c'è alcun dubbio! Per le risposte alle domande di oggi aspetteremo un altro giorno.

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