La pazienza di una mamma è relativa?

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C’è chi è zen e chi meno, e ognuno/a ha un limite di tolleranza diverso.

C’è chi sbraita e si sgola perchè i figli si alzano da tavola prima che tutti abbiano finito, e chi trova miracoloso già che i figli ci si siedano, a tavola.
C’è chi è esaurito perchè i figli ci mettono addirittura mezz’ora ad addormentarsi (da soli), mentre altri accenderebbero un cero alla Madonna e a tutti i santi.
C’è quella che strappa la pagina per un singolo errore, e quella che ringrazia Dio se almeno riesce a finire una pagina di compiti.
Insomma, siamo tutti diversi.
Ieri mio marito è tornato sconvolto da una cena, perchè c’era un padre che è sbottato contro suo figlio, che avrà avuto 7/8 anni.
Questo bimbo giocava alla playstation e ogni tanto esultava o si incitava a bassa voce, tipo “vaiii” “siiiii”, ma dice che nemmeno si sentiva.
Il padre invece è sbottato “io questo non lo sopporto! Ma possible che faccia tutto sto casino e non si possa cenare in pace???!”
Se ci fossero stati i miei figli credo sarebbe morto, e quasi quasi mi dispiace non ci fossero. No, non auguro la morte a nessuno, ma insomma, il giusto metro di paragone alle volte fa miracoli.
Io mi ritengo piuttosto zen, non mi arrabbio quasi mai, e perchè mi incazzi serve quasi che facciano cascare il mondo.
Non  mi tange il bordello che fanno in casa, so che prima o poi tornerà l’ordine, ho la ragionevole certezza che tra 10 anni non giocheranno più con draghi e playmobil.
Non mi tange il rumore, ho la capacità di astrarmi e continuare a leggere o lavorare anche se intorno c’è più rumore che in una acciaieria.
Non mi scompongo se sporcano, sì li riprendo, non si mangia in giro e bla bla, ma tanto non mi cacano e poi aspirapolvere e via. Amen.
I litigi mi lasciano piuttosto indifferente. Finchè non scorre il sangue e non saltano teste o arti, non mi scompongo. Mio marito invece fa fuori di testa al primo “scemooooooo”.
Ah, anche le parolacce non mi fanno morire di dolore. Sì, dico che non si fa, non è che gli dò un premio, ma per ora vedo che se le dicono solo tra loro e fuori evitano. Quindi riservo le mie corde vocali per altro.

Mi indispone di più quando sono strafottenti e irrispettosi, ma reagisco  in modo fermo  e deciso, senza perdere totalmente la calma 

Ci sono invece atteggiamenti per cui vado completamente in tilt, e me ne sono resa conto poco fa, quando mi sono trovata a sbraitare come una pazza, paonazza e con i capelli dritti in testa.

1. i compiti

Al primo posto in assoluto ci sono i compiti.
Quando dopo 1 ora che è seduto alla scrivania vado a vedere e non ha ancora iniziato, mi si chiude la giugulare, divento viola, mi si strabuzzano gli occhi e inizio a sbraitare.
In questo esatto istante è lì davanti al libro dei compiti, e in due ore ha fatto sì e no 1 esercizio.
L’ho mandato in camera quasi a calci nel sedere, mi ha mandato biglietti tipo “Chi a inventato la scuola e un colione“, è tornato qui, ha menato il fratello, ha pianto, urlato, ha detto che non ce la fa.
E io sento già il formicolio al braccio e l’infarto imminente, quindi addio, vi ho voluto bene.
Se penso che tra pochi mesi ne avrò due alle prese con i compiti credo che la dipartita sia tutto sommato la soluzione meno gravosa.


2. le storie per uscire

Stavolta è il piccolo.
E’ la persona più pantofolaia e casalinga che io conosca. 
Ogni volta che si deve uscire piange, urla e si dispera, si chiude in bagno, si lega ad una sedia, nasconde scarpe e vestiti.
“Siamo sempre in giroooooo, io voglio stare a casa miaaaa”.
A parte il fatto che non è assolutamente vero, c’è da dire che questa settimana sarebbero le nostre vacanze ed in effetti ci piacerebbe uscire.
Ogni volta è una tragedia greca ed ogni volta rischio la sincope e il colpo apoplettico
Ieri era in programma una bellissima gita in Marmolada a 3200 mt, e dovevamo uscire alle 6.30 / 7.
Siamo usciti alle 10.
Si è lamentato con sceneggiate indescrivibili per 2 ore, poi siamo riusciti a portarlo fuori.
E si è fatto 18 km a piedi in montagna senza fiatare.


3. i cereali

Ebbene sì, i cereali. Oh che devo dirvi, ognuno ha il suo.
La piccola belva  riempie la tazza di cereali, poi pesca i pezzi di cioccolato e lascia il resto.
Quando lo riprendo e gli dico di finire alza le spalle e risponde “a me piace solo il cioccolato”.
Stamattina stavo per avventarmi e farlo fuori, ma è intervenuto il marito che non so come è riuscito pure a farglieli finire.
Io avrei provocato una strage totalmente evitabile.


4. quando il grande sminuisce il piccolo

Sarà che è tutto un continuo, ma sono atteggiamenti per cui ho perso anche la più piccola briciola di tolleranza.
Scatto come una belva prima ancora che finisca la frase.
Il suo disegno è più brutto, il suo castello meno castello, i suoi omini meno armati.
Poco fa il piccino ha creato un liquido arancione fosforescente sbriciolando gessetti.
Lo mostra tutto orgoglioso al fratello e “no, non è davvero arancione, è solo il fondo colorato”
C’è mancato poco che lo facessi arrivare dai nonni a Verona volando.
E boh, credo basta.
In questo momento non mi viene in mente altro che mi manda proprio il sangue alla testa, ma riservo di allungare la lista, almeno ad un 5 cifra tonda vorrei riuscire ad arrivare.
Sono curiosissima di sapere cosa manda in tilt voi, raccontate!
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7 Comments

  • Credo che ognuno viva in modo diverso gli atteggiamenti dei figli a seconda delle corde che questi atteggiamenti ci fanno risuonare dentro… una specie di armonia misteriosa e… cacofonica! Io e marito per esempio ci arrabbiamo per cose completamente diverse (per fortuna)! A me parte l'embolo quando il cibo va a finire per terra. Non so come mai ma è una cosa che proprio non riesco a tollerare… marito invece perde il lume agli strilli, continui e martellanti! A ciascuno il suo punto debole! Paola

  • Le urla mi fanno uscire pazza. Figlio 1 ha ingoiato un amplificatore e non si spegne. Ha un tono di voce altissimo e urla x la qualunque. Per es. Non ama essere toccato. Figlio 2, invece è molto fisico, appena lo sfiora, anche per una carezza, figlio 1 inizia ad urlare come se lo stessero scuoiando vivo. E a me parte l'embolo. Fisicamente sto proprio male!!! Ooohhhmmmm

  • Credo di essere la peggio, alla milionesima volta che ripeto piano, fai attenzione, proponendo anche attività alternative al suo muoversi in maniera del tutto insensata e ad una velocità allucinante, mi parte proprio l'embolo quando si fa male (in modo lieve), cade, sbatte da qualche parte o si mette in una situazione pericolosa…è più forte di me…non riesco a dire non è niente, ma parto in quarta, purtroppo a volte agitandolo…però la paura che potesse succedere qualcosa di molto peggio mi fa scattare come una molla…questo naturalmente ora che è più grande e dovrebbe aver capito di più i pericoli…

  • Io impazzisco quando la sera arriva l'ora di andare a dormire e devo rincorrerli per farli lavare e cambiare. Dopo cena di solito mi dedico a loro rimandando il riordino della cucina, giochiamo assieme e loro sono adorabili, collaborativi e sereni. Appena scatta l'ora della messa a letto diventano scalmanati, disobbedienti e lagnosi… Io per riuscire a metterli a letto ad un'ora decente li devo quasi prendere di peso… Do il peggio di me: ricatti, strattoni, sbraitate… Le ho provate tutte per evitare queste sceneggiate pre-riposo notturno: giochi tranquilli, luci soffuse, letture… Ogni sera la stessa storia.

  • Io sbrocco per:
    a) urla disumane (per niente) di Nano2 (ad oggi 17 mesi e un ugola che manco Ian Gillan ai bei tempi…)
    b) la lentezza da bradipo di Nano1 (quasi 5 anni): è un bradipo inside di suo, ma quando ti vuole fare incazzare rincara la dose e si muove al rallentatore sul serio… E io sbrocco
    c) la cretineria da stanchezza (vedi anche il commento di VS poco sopra): quando sono stanchi inizia quella fase della ridolina per la qualunque, salti e piroette sul divano con N rischi di caduta con la zucca perpendicolare al pavimento, sono irrimediabilmente attratti dagli spigoli sui quali sbattono come cimici cecate e soprattutto vige l'anarchia. Finisce come descritto sopra, di peso a letto.
    d) il rispondere indietro: Nano1 (il grande) ha la lingua più lunga del mondo, l'ultima risposta(ccia) deve essere la sua. E io sbrocco.

    Prosit!

  • Io vado in tilt per le stesse tue cose.
    La differenza è che il mio piccolo ha 2 anni e mezzo, il grande 8 e mezzo, quindi che il grande sfotte il piccolo e quello frigna mi urta ancora di più.
    Se poi ci si aggiunge il marito con il classico "stai calma" mi esce il fumo dal naso dalle orecchie e pure dalla patata….

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