La mamma: il genitore più importante, l’essere umano meno importante

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La mamma è il genitore più importante.
Certo, perché porta in grembo il bambino per 9 mesi, lo partorisce, lo allatta, è il suo corpo a dare vita, il suo corpo ad accogliere la vita, ad ogni pianto, ad ogni lamento, ad ogni malanno.
Il papà? In alcune famiglie è un genitore del tutto secondario, una comparsa, quasi può esserci oppure no, che sarebbe uguale.
Peccato. Peccato per i papà, peccato per le mamme e peccato per i figli.
In tutte le altre famiglie, il papà cerca di esserci il più possibile ed è sostanzialmente intercambiabile con la figura materna.
Ottimo.
Ma non raccontiamocela, anche in molte delle famiglie più illuminate, la mamma è sempre la mamma e alcune cose le deve fare lei, spesso perché sono i figli a chiederlo (e certo il papà non li ostacola, eh!).
Insomma, c’è questa convinzione diffusa che la mamma sia il genitore più importante, quando si tratta di rotture di palle, soprattutto.

Amore, il piccolo è sveglio, piange.
E lei si alza.
Certo, perché il sonno della mamma è più ristoratore, gliene basta meno, si sa, no?

Tesoro, è ora della pappa, potresti…
Eh, ma cosa deve mangiare? Ah… e dove trovo…

Lascia, faccio io.
Certo, perché il tempo della mamma è infinito, farà dopo quello che stava facendo adesso. E poi lei è più veloce, no? In 5 minuti avrà preparato il pranzo, roba che lui…
C’è il pediatra oggi alle 16. 
Ah davvero?!
Eh sì… 
Per me è un casino andarci, sai…

Certo, perché per le donne il casino è sempre affrontabile e organizzabile e non è mai troppo da non poter essere gestito.
Stasera torno più tardi, ho un lavoro da finire.
Ma io avevo la palestra…
E va beh, ci andrai domani.

Per la sua partita di calcetto, però, non ci sono cazzi che tengano, vero?
Ci convincono che siamo i genitori più importanti, e noi ci crogioliamo in questo ruolo così importante e gratificante, che non ci rendiamo conto che essere il genitore più importante dovrebbe avere come significato secondario che come essere umani non siamo secondi a nessuno.
Giusto?
E invece la mamma è quella che non può mancare, che è di vitale importanza, che è unica e speciale, talmente tanto che le sue esigenze, persino quelle primarie, non valgono un cazzo.
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