mercoledì 11 ottobre 2017

E se aiutassimo una scuola?



Giorni fa, su Facebook, Chiara parlava delle situazioni di disagio che a volte ci sono intorno a noi e di cui purtroppo non ci rendiamo nemmeno conto. Anche qui a Parigi, la maestra di materna ci spiegava che nelle classi sono sempre più presenti alunni in difficoltà, le cui famiglie non riescono a far fronte a tutto. Senza parlare del fatto che le scuole stesse, spesso, devono tirare la corda o fare affidamento sui genitori per uscite, materiali, ecc. 

Per questo mi sento di promuovere con il cuore aperto e senza alcun dubbio l’iniziativa che TotalErg ha lanciato in Italia, “In viaggio per la scuola”. Vi ho già raccontato della nostra estate itinerante e dato qualche consiglio per viaggiare tranquilli (o almeno provarci, dai!) coi bambini, ed oggi voglio invece raccontarvi della mia esperienza con questa iniziativa promossa dalla compagnia italo-francese. 

In viaggio per la scuola non è altro che un “prolungamento” di una semplice raccolta punti. Funziona così: tutti coloro che hanno la tessera fedeltà TotalErg potranno raccogliere i “ punti Scuola” fino al 30 aprile 2018 sostenendo così una scuola. Ma come?

Sarà possibile aiutare la scuola in tre modi diversi:

- consegnando il buono scuola direttamente alla scuola scelta; tutte le scuole iscritte all’iniziativa commerciale “In viaggio per la Scuola” riceveranno un’urna in cui i clienti potranno inserire il buono scuola.

- consegnando il buono scuola direttamente al Gestore della stazione di servizio. Il cliente potrà conoscere la scuola che sta aiutando chiedendolo direttamente al Gestore. 

- attraverso l’APP TotalErg, nella sezione “In viaggio per la Scuola”, con un semplice clic direttamente alla scuola preferita.

L’invito è ovviamente aperto a tutti, anche a chi non ha bambini in età scolare. Ma quale scuola scegliere, in questo caso? Il consiglio che abbiamo dato noi ad amici e parenti e che abbiamo attuato è di scegliere una scuola che, per fatti di cronaca o per vostre conoscenze, possa essere più in disagio e in deficit di materiale, come per esempio scuole delle zone colpite dal sisma o di altre aree in forte difficoltà economica.

A volte fare un gesto per gli altri non significa mettere mano al portafogli, spostarsi, occupare il proprio tempo. A volte basta veramente un gesto quotidiano, come quello di fare rifornimento, per contribuire nel proprio piccolo ad un mondo migliore.

Perché a volte basta davvero poco, per fare la propria parte. Non trovate?

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