E se aiutassimo una scuola?

Giorni fa, su Facebook, Chiara parlava delle situazioni di disagio che a volte ci sono intorno a noi e di cui purtroppo non ci rendiamo nemmeno conto. Anche qui a Parigi, la maestra di materna ci spiegava che nelle classi sono sempre più presenti alunni in difficoltà, le cui famiglie non riescono a far fronte a tutto. Senza parlare del fatto che le scuole stesse, spesso, devono tirare la corda o fare affidamento sui genitori per uscite, materiali, ecc.
Per questo mi sento di promuovere con il cuore aperto e senza alcun dubbio l’iniziativa che TotalErg ha lanciato in Italia, “In viaggio per la scuola”. Vi ho già raccontato della nostra estate itinerante e dato qualche consiglio per viaggiare tranquilli (o almeno provarci, dai!) coi bambini, ed oggi voglio invece raccontarvi della mia esperienza con questa iniziativa promossa dalla compagnia italo-francese.
In viaggio per la scuola non è altro che un “prolungamento” di una semplice raccolta punti. Funziona così: tutti coloro che hanno la tessera fedeltà TotalErg potranno raccogliere i “ punti Scuola” fino al 30 aprile 2018 sostenendo così una scuola. Ma come?
Sarà possibile aiutare la scuola in tre modi diversi:
– consegnando il buono scuola direttamente alla scuola scelta; tutte le scuole iscritte all’iniziativa commerciale “In viaggio per la Scuola” riceveranno un’urna in cui i clienti potranno inserire il buono scuola.
– consegnando il buono scuola direttamente al Gestore della stazione di servizio. Il cliente potrà conoscere la scuola che sta aiutando chiedendolo direttamente al Gestore.
– attraverso l’APP TotalErg, nella sezione “In viaggio per la Scuola”, con un semplice clic direttamente alla scuola preferita.
L’invito è ovviamente aperto a tutti, anche a chi non ha bambini in età scolare. Ma quale scuola scegliere, in questo caso? Il consiglio che abbiamo dato noi ad amici e parenti e che abbiamo attuato è di scegliere una scuola che, per fatti di cronaca o per vostre conoscenze, possa essere più in disagio e in deficit di materiale, come per esempio scuole delle zone colpite dal sisma o di altre aree in forte difficoltà economica.
A volte fare un gesto per gli altri non significa mettere mano al portafogli, spostarsi, occupare il proprio tempo. A volte basta veramente un gesto quotidiano, come quello di fare rifornimento, per contribuire nel proprio piccolo ad un mondo migliore.
Perché a volte basta davvero poco, per fare la propria parte. Non trovate?
Tags from the story
,
More from 50sfumaturedimamma

Come non fare tutto ed essere felici

Share this...FacebookPinterestTwitterLinkedinemailEssere donna significa molto spesso dover fare il doppio nella vita,...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *