venerdì 6 ottobre 2017

Perché non facciamo le mamme?



Ieri mattina.
Milano, asilo nido.
Interno giorno.

"Mamma", mi chiama un'educatrice del nido "dovremmo chiederle l'autorizzazione per poter far giocare con una crema i bambini: sa, si spalmano, imparano a prendere contatto con il proprio corpo, a conoscerlo...".

"Ok, nessun problema!"

Lei prosegue: "Volevamo spiegarle che usiamo una crema che non contiene particolari sostanze aggressive, se vuole vederla è questa e..." 




"No, grazie" dico firmando l'autorizzazione "Va bene così. Mi fido di voi, so che non li volete uccidere o ferire e comunque per spalmarsi una crema per un gioco una volta ogni tanto, qualche minuto, non succede nulla".

Le educatrici si guardano, incredule, ridono.
Lì per lì non ne capisco il motivo, poi intuisco e ne parliamo velocemente.

Le mamme sono biologhe, sono dermatologhe, sono chimiche, sono erboriste, naturopate, farmaciste.
Alcune anche medici, pediatri, pedagogiste.ù
Sanno tutto?
No, sono convinte di saperlo.
Credono che il fatto di aver portato in grembo un figlio abbia dato loro delle competenze specifiche.
Col parto credono di aver preso una laurea ad honorem in tuttologia.
Con la prima infanzia cominciano a convincersi davvero di saperne più dei professionisti cui in qualche modo si affidano (salvo poi fare di testa loro infamandoli).
Sono tutte Montessori dei poveri, costringono i mariti o se stesse a costruire improbabili torri di legno, cucine di cartone e spostano mobili in nome di teorie che fino a ieri non sapevano nemmeno che esistessero.
Leggono spesso volumi interi senza aver studiato l'insieme e il sistema in cui vanno collocati e quindi capendo un decimo di quello che in realtà dovrebbero assimilare, con capacità di filtrare le informazioni attraverso una conoscenza di un'ampiezza che, giustamente, non hanno.
Sano di vaccini più del pediatra e dell'immunologo.

A sentire parlare certe mamme ci si chiede perché non le abbiano ancora chiamate a Stoccolma a ritirare il Nobel. Anzi, non un Nobel, tutti i Nobel.

Poi, però, gran parte di noi non viene ascoltata dai propri figli.
Non sa dare regole che vengano rispettate.
Non sa quietare senza allungare un tablet.
Non esce mai coi bambini, meglio stare in casa, il parco sia mai.
Non usa il buon senso, mai, usa teorie astratte, asettiche e spesso inadatte ai propri figli.
Non usa la testa, usa il manuale o si chiede che avrebbe fatto la Montessori. Ma che minchia te ne frega di che farebbe la Montessori ora? Tu, mamma, che cosa credi sia giusto fare ora, qui, adesso con tuo figlio, non con un bambino ipotetico?
Non ascolta i figli, non ne vede i bisogni.
non ascolta le educatrici prima e le insegnanti poi, perché loro non conoscono suo figlio come lei.
Non fa fare i compiti ai bambini, perché è contraria o non ne condivide il contenuto.

Non ascolta chi ne sa più di lei, perché lei sa, una mamma sa.

No, finiamola: una mamma non sa una mazza.

Una mamma usa il cuore e la testa, usa il cervello e le sue conoscenze, ma deve fare la mamma, limitarsi a fare la mamma.

Deve scegliere dei professionisti di cui si fida e... fidarsi.
Deve scegliere una struttura e delle persone a cui affidare i figli e... fidarsi.
Deve riconoscere i propri limiti di mamma.

Deve fare una cosa difficilissima, complicatissima e impegnativa al 100%, che leva il tempo per tutto il resto.

Cosa?

Fare la mamma.



7 commenti:

  1. Concordo in parte con questo post...se non ci sono o non ci sono stati problemi ci si può fidare di tutti, professionisti, educatrici...quando ci sono i problemi siamo noi genitori a scegliere sempre e comunque, e sì a volte è necessario diventare tutto quello che hai elencato, perché purtroppo una scelta piuttosto che un'altra fa la differenza sia in termini di salute fisica che psichica...e spesso non tutti i genitori vogliono raccontare le storie, le difficoltà dei figli per giustificare certe attenzioni...semplicemente le maestre potevano mandare una email con il nome della crema e chiedere in questo modo eventuali problematiche riguardo al suo utilizzo, questa si chiama professionalità...chi sa di avere un figlio senza allergie dava semplicemente il proprio consenso, chi invece aveva dubbi poteva verificare autonomamente i componenti della crema o chiedere alle educatrici...senza sempre questo giudizio di fondo che imperversa purtroppo in questo periodo, in cui bisogna essere sempre e comunque mamme easy...a volte semplicemente non lo si può essere...magari la vita fosse sempre così semplice! Poi per carità d'accordo sulla parte Montessori&Co...ma quelle sono modalità educative e ognuno fa quello che vuole, anzi sarebbe bello un semplice scambio di idee tra mamme senza tentativi di prevaricazione sia da una parte che dall'altra...

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  2. Quello che si intendeva far notare nel post - credo - è la saccenteria, l'arrogante e irritante presunzione di sapere tutto più di tutti (professionisti, altre mamme...) e l'ostentazione noiosa delle proprie convinzioni spesso superficiali e, talvolta, solo presunte.

    Facciamo le mamme...che è già difficile!

    Scusate...ma cremine a parte...per me STANDING OVATION!!!

    Michela

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  3. Fare la MAMMA come scrivi è anche questo! Forse una votla ci si poteva fidare al 100% dei professionisti, ora non sai nemmeno se lo siano...e con questo non faccio di tutta un'erba un fascio, per carità! Ma una mamma deve essere sicuramente informata su tutto e sempre attenta, senza sostituirsi a tali figure, ma informata!Questo è fare la MAMMA

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    1. ad ognuno il suo ruolo. No fare la mamma non è sostituirsi fino a quel punto ai professionisti, a meno che siamo dello stesso ramo...voglio dire se uno fa il pediatra ovviamente vorrà mettere bocca su le cose che riguardano la salute. Perché dubitare dei professionisti? al massimo si può verificare referenze ma non sostituendosi a loro

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  4. Sono una mamma di 4 bimbe..... Una pazza a dire di molti! Come fai con 4 figli.... Come riesci a non impazzite.... ??? Non lo so faccio la mamma, lavoro ...delego ...mi fido... Si care mamme mi fido! Perché è dubitare di tutto che ci fa impazzire... Non sono superficiale, cerco di essere attenta e di imparare da chi ne potrebbe sapere più di me(e da imparare c è un mondo) non sapremo mai tutto dei nostri figli... E se non impariamo a fidarci ... Abbiamo gia perso in partenza. ;-) poi se capita l imprevisto...bhe allora mamme cambia tutto :-)

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    1. Bellissima risposta. Ti fidi. È bello sapere che qualcuno lo fa ancora. Quando sento donne che "io il bambino non lo lascio a nessuno perchè non mi fido, nemmeno di mia madre ne di mio marito... che tristezza

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  5. Fiducia... Che fantastica parola! Figlio 1 e i suoi problemini, il nido manco considerato perché sarebbe stato un suicidio (e fortunata io ad avere dei genitori disponibili), ma poi arriva l'età della materna, vogliamo che la frequenti ma significa affidarlo ad un'estranea, che non sa nulla di lui, di noi. Ci siamo fidati. Non è stato facile all'inizio, capirsi, spiegare senza avere una diagnosi precisa, senza alcun libretto delle istruzioni, ma solo con consigli, qualche trucchetto e tanta speranza che la maestra capisse. E lei si è dimostrata una grande persona. L'inserimento è durato un anno, un anno in cui tutti i santi giorni si prendeva figlio1 per mano e stava con lui, senza mai trascurare la classe. Sappiamo quanto è stato difficile per lei ma, dopo 3 anni sono state lacrime di vera commozione quando ci siamo salutati. E tutto questo grazie alla fiducia reciproca

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