martedì 31 gennaio 2017

Cose che è meglio non delegare ai padri

Lo abbiamo detto e lo ripeteremo fino allo sfinimento.
I padri sono genitori quanto noi, vivono in casa quanto noi, sono responsabili quanto noi, e quindi col cavolo che devono limitarsi ad "aiutare" (quando va bene), no, i compiti vanno semplicemente divisi equamente.
Questo dovrebbe essere ormai ovvio e assodato.
Ma siamo sicure che possano fare proprio tutto?

Ecco, io ho individuato alcune cose che se ci facciamo da sole forse è meglio, eh, io ve lo dico.

1. VESTIRE I FIGLI

Per carità, qui dipende dalla persona.
Ma non credo di essere l'unica ad essere uscita presto per ritrovare i figli la sera con:
- i pantaloni del pigiama (ah, non è la tuta? Credevo li avessi messi a dormire già pronti per l'asilo)
- i vestiti scambiati tra i vari figli: ora, forse se avete un maschio e una femmina la scampate, ma io giuro di aver trovato l'allora treenne con i vestiti dei seienne e viceversa.
Mirtillo aveva i pantaloni al ginocchio, era convinto fossero bermuda.
- alla meglio, si tratterà solo colori improbabili: ieri il piccolo aveva pantaloni rossi, maglia verde, maglione blu. Il grande si arrangia, ma i risultati sono simili, la mela non cade mai lontano dall'albero.

2. RIPORRE I VESTITI

Che vi devo dire, il mio avrà un problema con l'abbigliamento.
So solo che quando apro i cassetti dopo che ha riposto lui il bucato mi viene un colpo, e non sono certo la regina dell'ordine.
In più mischia tutto, nell'armadio del grande finiscono i maglioni del piccolo, le mutande di uno nel cassetto dell'altro, e via dicendo.
Ieri, convinto di avere avuto l'idea del secolo, mi dice: senti, facciamo come le lavanderie quando siamo stati in Thailandia? Cuciamo un filo di colore diverso sui vestiti dei figli, così non sbagliamo!
Io vorrei davvero capire per quale folle motivo per lui potrebbe essere più semplice ricordare che il filo rosso è di Mirtillo e il filo blu di Tondino, invece che vedere che una mutanda è esattamente la metà dell'altra. Ditemi, vi prego dove sta la complessità, perchè davvero non ci arrivo.

lunedì 30 gennaio 2017

La fragilità dei nostri figli



Oggi mia figlia è malata. Succede molto di rado, eppure ogni volta provo una forte sensazione di angoscia.

Cos'è, una febbre? Generalmente la semplice reazione del corpo a qualcosa che lo disturba, un virus o altro, ma per noi mamme può essere di tutto. 

Da semplice stanchezza a malattia fulminante

Perché sì, possiamo essere le persone più razionali del mondo, le meno impressionabili, le più cazzone, pure, però può succedere. Può succedere che loro si ammalino e che noi, per chissà quale strano motivo, pensiamo che sia qualcosa di orribile. 

È quella strana sensazione che ti porta a tenerteli vicini, nel letto, al petto, al cuore. Quella sensazione di angoscia quando sei obbligato a lasciarli per andare a lavorare, o quando ti chiamano da scuola e senti un pugno allo stomaco perché non puoi uscire subito, perché ci metterai un'ora ad arrivare, perché non sarai tu ma la nonna/tata/vicina o chiunque altro a correre a coccolare la tua creatura. 

Il senso di colpa pensando che sei stata tu a causare il loro dolore. Quando cadono da piccoli e ti chiedi se va tutto bene, se non ci sarà un'emorragia interna di cui tu non sei capace di accorgerti. 
Quando si tagliano il mento e dovrai vederli ricucire e ti maledirai per non averlo potuto evitare.

Quando vedi le loro guance rossissime e pensi a cosa potrebbe essere, che la meningite c'è e se fosse... ? 

venerdì 27 gennaio 2017

Il registro elettronico e il controllo sui figli

Tempo fa erano le telecamere nei nidi e nelle materne.

Comitati di genitori che richiedevano a gran voce che venissero installate le telecamere in tutti i nidi e nelle scuole dell'infanzia per scongiurare possibilità di maltrattamenti dei bambini negli asili e conseguenti traumi infantili.

Poi fu introdotto il registro elettronico.

Cos'è?

Vi ricordate il registro che le insegnanti portavano sempre con sé e su cui segnavano presenze, assenze, voti, annotazioni, commenti, programma svolto, consegne e note disciplinari?

Ecco, quello.

Solo che è diventato elettronico e i genitori possono consultarlo.

Qualche giorno fa nella scuola di mio figlio hanno consegnato le password personali per gli accessi: orde di genitori in coda dall'alba per averle e averle S U B I T O!

Sai mai che andassero esaurite.

Ora tutti connessi h24.

Tutti a scaricare l'app e a controllarla più e più volte al giorno.


giovedì 26 gennaio 2017

Separazione: cosa fare? Le basi e i primi passi

Ho sempre tenuto separato blog e lavoro, ma in seguito a diverse domande che mi sono state fatte in privato ho pensato che tutto sommato mettere a disposizione le mie competenze potrebbe essere utile a qualcuno.

Io ovviamente vi auguro di andare d'amore e d'accordo per il resto della vostra vita, ma sappiamo tutti che potrebbe non essere così.

Cosa succede quando un matrimonio finisce? Quali sono i primi passi?

Innanzitutto, capire se è davvero finita.
Sembrerà banale, ma è una domanda che faccio sempre, e sempre propongo una terapia di coppia.
Trovo che sia utile a prescindere: a volte si potrebbe scoprire che magari le braci sono ancora calde, e basta soffiare un po' per far rinascere il fuoco. 
Ma anche così non fosse, prendere atto della fine di un amore con l'aiuto di un terapeuta aiuterà a gestire molto meglio la fase della separazione.

Il secondo (o contestuale) passo, è andare da un avvocato.
A dirla tutta, non è nemmeno più obbligatorio, vi è il modo di far da sé, ma almeno un incontro a mio avviso andrebbe fatto, onde evitare di mangiarsi le mani in futuro.

Come scegliere?

mercoledì 25 gennaio 2017

Le mamme e la moda: quando il compromesso c’è!




Quando si parla di moda per bambini è semplice: ormai si trova di tutto, a tutti i prezzi, e non certo solo per le femmine. Quando si parla di moda per le donne, che sarà mai? Ne abbiamo per tutti i gusti. Ma quando si parla di mamme? Qui la cosa si complica.

Personalmente non ho mai comprato abiti premaman, tranne i jeans, che già a 6 settimane mi strizzavano la pancia. Sono sempre andata avanti con vestiti morbidi, leggings, collant e scarpe comode (ok, anche tacchi, ma solo per la prima figlia, quando volevo dimostrarmi di essere ancora in forma). 

L’ultima volta che sono venuta in Italia, però, ho fatto una meravigliosa scoperta che voglio condividere con voi. Ma partiamo dall’inizio! Vi ricordate quando sono stata a Milano per la Festa della Rete (a proposito: siamo arrivate seconde, grazie!)? Ne ho approfittato per partecipare al mio primo “evento da blogger”, ma non uno qualsiasi… un babyshower!

Sapete cos’è, no, un babyshower? È la festa che si organizza prima della nascita del bebè per celebrare la mamma e il prossimo lieto evento. Ecco, in questo caso - a parte la presenza numerosa di pancioni, neonati e regali -  si trattava di una giornata informativa in cui si sono alternati non solo i brand, ma anche degli esperti (tra cui il dottor Roberto Burioni) che spiegavano varie questioni delicate (i vaccini, appunto, ma anche il rischio Sids, l’allattamento, ecc) alle mamme e future mamme presenti, e a noi che avevamo il compito di diffondere il verbo. 

Alla fine degli interventi, però, c’è stato un piccolo momento magico: una sfilata di mamme, pance e bambini!

martedì 24 gennaio 2017

Andiamo a comandare 'sto cazzo









Caro Rovazzi,

prima che mio figlio di 7 anni un giorno esplodesse in un "Rovazzi, ma che cazzo faiii?!" non avevo mai sentito il tuo nome e, come credo tutte le mamme d'Italia, non ne sentivo affatto la necessità.

Non fraintendermi, Fabiuccio nostro, da ragazze quasi tutte noi ti avremmo frequentato volentieri, perché si vede che saresti stato una degna compagnia, ma ora no, ora ci tocca un ruolo diverso,

capisciannoi.

"Tesoro, da dove esce questa delicata battuta?"
"E' una canzone, ma'!"

"Magari cambiamo canzone, se vogliamo vedere gli 8 anni."
"Ok, ma'!"

Pensi sia finita lì, perché, crescerlo a rock, jazz e Battiato 'sto figliolo, sarà pur servito a qualcosa, no?

Io, io che non ho mai ceduto alle Tagliatelle di Nonna Pina, che se facesse una crociera la nonna e, invece che impastare farina, impastasse le chiappe d'un ballerino cubano sul ponte 2, la nonna!

Io, io che non ho mai voluto nemmeno che mio figlio sapesse dell'esistenza del Pulcino Pio, a cui ho sempre e solo augurato di finire arrosto con due patate, perché per la frittata era già tardi.

A me, non può capitare.

No.


lunedì 23 gennaio 2017

Un week end a far niente

A dicembre mi son ripromessa che non avrei passato un inverno come quello dell'anno scorso. Lungo, eterno, pigro, inutile.
Non ricordo se per malattie o altro, ma ricordo tanti tanti week end chiusi in casa a far niente.

Ho rispettato l'impegno, abbiamo iniziato a fare lunghe camminate in montagna, ci siamo attrezzati con abbigliamento tecnico per poter proseguire le escursioni con la neve, ho preso guide e cartine per il nostro trekking.
Tutto bene, fino a gennaio.
Poi è arrivato il gelo.
Un gelo polare accompagnato da un vento assassino, quello che ti pela la faccia.
I siti meteo annunciavano anche -20 gradi in montagna, mentre fuori da casa mia erano "solo" -8.

E niente, io devo essere stata un orso in un'altra vita, perchè con queste temperature vado in letargo. Mi si abbassa la pressione, il battito cardiaco, l'attività cerebrale e qualsiasi movimento, a partire dal mettere un piede fuori dal letto, mi costa una fatica mostruosa.

venerdì 20 gennaio 2017

Vorrei che...



Ti guardo appena sveglia, e mi rendo conto di non aver visto niente di più bello nella mia vita. Nessun tramonto, nessuna montagna, nessun'acqua turchese mi riempiono gli occhi di bellezza come il tuo viso riposato, gli occhi lucidi e i ciuffi di capelli che cadono scarruffati a coprirteli un poco. 
Vorrei che i miei risvegli fossero sempre così, accanto a te e ai tuoi occhi di luna, a quel sorriso addormentato che ha fatto sogni belli, che nella notte ha parlato, ha riso, ha sbuffato. Mi piaci anche quando dici no, nel sonno, quando ti lamenti e litighi, perché tu sei me e io sono te, e questo nessuno mai potrà cambiarlo.

Vorrei che la tua vita fosse sempre un unico sole, che nelle giornate di pioggia, se proprio dovessero esserci, ci fossi io a farti da ombrello, a ripararti dalle gocce, forte o deboli, o che ci fosse qualcuno che ami, sempre vicino a te. 

Vorrei che riuscissi ad amarti quanto ti amo io, che capissi l'essere straordinario che sei, e vorrei essere capace di aiutarti a crescere con questo amore, con la convinzione che potrai fare grandi cose, quelle che vorrai, quelle che non vorrai. 

Vorrei che, proprio come fai adesso, per tutta la tua vita non ti interessasse mai di quello che pensano gli altri ma solo di quello che pensi tu, che continuassi a rovinarti le scarpe per la voglia di correre, a sporcarti i vestiti per i tuoi mille esperimenti, ad essere sempre spettinata per le tue infinite capriole. 

Vorrei che mi credessi sempre, quando ti dico che ci sarò, quando ti dico che nessuno ti amerà come me, perché sarà così. Ma vorrei anche che trovassi qualcuno che proverà ad amarti quanto ti amo io, che saprà asciugare le tue lacrime come lo farò io, che saprà ascoltarti come saprò farlo io. Che ci sarà, per te, almeno fin quando tu lo vorrai.

giovedì 19 gennaio 2017

Discorsi semi-seri sul veganesimo



Un tempo abbiamo scritto un post, la Fenomenologia della mamma vegana, che ci ha garantito non solo un posto all'inferno, ma anche diverse maledizioni per noi, la nostra famiglia, i nostri avi, i nostri amici e chiunque, in qualche modo, possa essere messo in relazione con noi.

Perché? Perché sfottevamo i vegani, ovviamente. Come altre decine di decine di categorie che ci è piaciuto, ci piace e ci piacerà prendere in giro. Ma, non si sa perché, i vegani sono sensibili, un po' come le portatrici (spesso sono collegati per sfociare in una fenomenologia tutta loro) o le mammucche (ma solo perché ci rode - ? - non aver allattato quanto e come loro). 

E quindi perché non farci un altro post, più serio? Senza prendere in giro nessuno, giuro!

Io sono stata vegetariana per due anni. E non dico vegetariana per scherzo, ero proprio nazi, che una volta mia mamma mi ha fatto delle polpette di spinaci giurandomi che non ci fosse carne e quando ho scoperto che contenevano del pollo (immaginatevi quanto!) non le ho parlato per due settimane. Per due anni non ho toccato né carne né pesce, in nessuna forma, e ne ero felice. Perché mi faceva senso mangiare animali e perché ritenevo di mangiarne troppi.

Quindi io i vegetariani li capisco perfettamente, e in parte capisco anche i vegani. Io mi nutro all'80, ma anche 90 per cento di frutta, verdura e cereali, di preferenza integrali. La carne entra nel mio piatto molto di rado, non mangio nessun insaccato, ma piuttosto una buona bistecca al sangue una volta al mese, niente wurstel, niente prosciutti, niente di niente. Mi piace il pesce, ma lo mangio quando esco, i crostacei mi fanno senso ma adoro, per esempio, le ostriche, che si mangiano vive. E adoro il foie gras, che è un abominio. 

Però ecco, chi mi conosce non capisce come possa fare dei pasti completamente a base di verdura, o di frutta, o di semi, o di cose "strane" tipo la quinoa e l'amaranto e la semola. Io adoro queste cose e le trovo molto più gustose di un petto di pollo, che semplicemente mi fa senso e non lo mangio mai a meno che non ci sia altro.

Appunto. 

mercoledì 18 gennaio 2017

Il servizio newborn o servizio fotografico per neonati



Aspettate un bambino?

Siete alle prese con visite, analisi e vi stanno ribaltando come un calzino? Ottimo.
Nel mentre acquistate vestitini come non ci fosse un domani? Tutto regolare.
Comprate camicie da notte e pannoloni post partum e la cosa vi deprime? Normalissimo.

Ricordatevi anche che con quelle orribili camicie da ospedale vi immortalerà il mondo e che quelle foto rischierannno di essere le uniche di voi con vostro figlio neonato.

Voi, lì, sfatte, con i capelli zozzi, le occhiaie, i rigurgiti e la camicia coi pizzi de nonna nelle foto della vita.


martedì 17 gennaio 2017

Il telefono delle mamme

Abbiamo parlato della borsa delle mamme, e vogliamo non parlare del telefono?
O meglio, quello che era un telefono, e che ora serve a una marea di cose, dal comprarsi le mutande a prenotare il volo e a volte, saltuariamente, mooolto saltuariamente -specie dopo che si diventa madri-, anche a telefonare.

Il telefono è un po' come la nostra panza e il nostro culo, si trasforma già dal test positivo.

IL DEKSTOP O SFONDO


Sì, perchè se mentre prima avevate come sfondo la foto del vostro viaggio in Nepal, o Giordania o Vietnam, o, se non viaggiate, di Johnny Deep (perché mica avevate il marito spero.. vero??) dal test in avanti avrete Lui.

No, non .. Patrick Dempsey sul red carpet con prole, a ricordavi quanto si può essere fighi dopo i figli (specie se sei un uomo), no, intendevo 

IL TICKER GRAVIDANZA

Quell'orribile marchingegno, di solito addolcito da pulcini, gallinelle, ovetti, cuoricini e via dicendo, che vi ricorda in ogni istante della vostra giornata a che punto della gravidanza siete.
Così, quando vi chiederanno "di quanto sei"?, aspettandosi un 4 mesi o giù di lì, si sentiranno rispondere "sono di 16 settimane 3 giorni, 23 minuti e 15 secondi, mio figlio pesa 93 grammi, si sta formando l'ipofisi, il polmone e l'unghia del pollice, tra poco meno di 24 ore inizierà lo sviluppo dei capelli e... "
"ah interessante... senti, scusa ho fretta ciao, ci vediamo... buon parto eh!"
"ma mancano 6 mes.." 
"ciaoooooo".

Poi nascerà e ovviamente sarà sostituito dalla foto di vostro figlio, poi dei vostri figli, poi dei nipoti, ma non allarghiamoci troppo, che qui va di moda il mindfulness.

Cambierà poi irrimediabilmente la

RUBRICA


Inizialmente sarà:

gine
gineemergenza
ps
ecografia
centroprenotazioni
ostetrica
consulentelatte

Poi

pediatra
pediatra priv
pediatra omeop.
pediatraemergenze
farmacia
ps pediatrico
centroantiveleni
centroantimostri
asilo N.
scuola A

Infine, oltre a tutto quanto sopra, si aggiungeranno una trentina di Mammadi, senza apparire mai per intero, facendovi fare delle grandi figure di merda.

Ovviamente cambieranno le

FOTOGRAFIE


Le foto dei tramonti a due, dei viaggi, dei week end all'ultimo secondo (ahhhhhhh, da leggersi come sospirone nostalgico) saranno presto soppiantate da 4256 fotografie. E vostro figlio ha 4 giorni di vita.
Praticamente scorrendole velocemente diventano un video, come quei giochini che si avevano da bimbi, ricordate? Bei tempi.
Beh dicevo, se siete incinte e dovete comprare uno smartphone, mi raccomando, 64 giga e memoria espandibile.
E sì costa, ma fatevi un mutuo, un finanziamento, chiedete un regalo anticipato, ma siate pronte: non vorrete trovarvi in ospedale con il telefono impallato e senza poter immortalare vostro figlio che sorride, vero? E sì, sta sorridendo, se non lo fotografate come fate a dimostrarlo all'amica cinica che vi sta dicendo che i sorrisi arrivano dopo i 2 mesi e blablabla?

Tra l'altro ben presto imparerà a farsi i selfie, io ho almeno 183 foto di selfie dei miei figli, un occhio, un naso, una fronte... ma vorrai mica cancellarli, povere creature.

GIOCHI e APP 


Se prima avevate Angry Birds, Candy Crush, Farmstoceppo, Sudoku, il Kamasutra in 3 minuti, dopo i figli avrete memory di ogni genere e forma, puzzle, bambocci da colorare, i versi degli animali con cui i vostri figli vi scasseranno le balle in eterno (mamma cos'è questo? Indovina! Mhhh, che ne so, un lupo? Nooo un giaguaro delle nevi nella fase di muta! Ah. E questo? Umh, un gatto? Ma no!!! E' un lissodelfino australe!!! Ah, certo, come ho potuto sbagliare), le storie interattive, impara a contare, i giochini matematici, equazioni per 3 anni,  impara l'alfabeto, impara il sanscrito, fisicaquantistica per bambini.

Ultimo ma non ultimo la

MUSICA


Io non faccio testo, perchè son così mostruosa che ormai sono assuefatti ai miei gusti musicali radicalsnob, ma se non state attente potrete trovarvi tutto il repertorio dello Zecchino d'oro quando va bene, Andiamo a comandare se proprio perdete il controllo della situazione. Attente.

Insomma, il vostro smartphone cambierà insieme alla vostra pancia, avrà mille funzionalità utilissime, terrà impegnati i vostri figli quando non ce la farete più.

Ma difficilmente tornerà a telefonare: penserete mica di poter stare al telefono con dei figli, vero?





lunedì 16 gennaio 2017

Quella spocchia degli expat



Vivo all'estero dal 2009, avevo 27 anni ed ero incinta della mia prima figlia. Avevo anche un lavoro a tempo indeterminato che mi piaceva, e partire non era l'alternativa al niente, era solo un sogno: poter vivere a Parigi
Parigi è un città che ti massacra, che ti toglie ogni forza, ti consuma e ti fa desiderare stracchino ogni giorno, ti fa dimenticare il sole e ti far venir voglia di spogliarti al primo raggio tiepido, qualsiasi stagione sia. Ho conosciuto la vita all'estero da expat, con uno di quei pacchetti tutto compreso in cui tu devi solo pensare ad uscire e trovare qualcosa da fare, ché lavorare sì per carità, ma se poi tra due anni rientriamo?

Non siamo mai rientrati, e il pacchetto expat è diventato un pacchetto immigrati, di quelli che pagano l'affitto, lavorano in due per poter pagare il nido e hanno più amici del posto che italiani. L'abbiamo fortemente voluto e ne siamo stati felici. 

Uno dei motivi per cui non volevo venire a Panama è anche questo. Essere "expat" a Parigi era una cosuccia da niente, Parigi è il mondo, ti mescoli, non devi essere per forza expat, non devi per forza avere quella spocchia, quell'orribile e fastidiosa spocchia che hanno gli expat. O gli immigrati, anche se si offendono, se li chiami così.

Quelli che quando parli di Italia beh, l'Italia è tutta una merda. È una merda il sistema sanitario, è una merda il sistema scolastico, è una merda il sistema politico, è una merda lo sviluppo turistico. Una merda, punto. 

venerdì 13 gennaio 2017

Manuale di sopravvivenza per mamme: il parchetto

Quando si diventa mamme si scopre l'esistenza di un mondo prima pressoché ignoto.

Il sesso dormendo?
No.
Cioè, anche quello, ma mi riferivo a...

il parchetto.

Prima di allora al parchetto ci eravate state tanti anni fa a limonare duro col fidanzatino, a farvi le canne, a passare la mattinata quando avevate fatto sega a scuola, ma poi chi ci era più entrata in un parchetto?!

Dopo il parto, però, nelle prime passeggiate col neonato alla ricerca di verde...l'illuminazione: ma certo! Vado al parchetto!


giovedì 12 gennaio 2017

Tempo di qualità? Fosse facile!

Abbiamo parlato mille volte di quanto sia più importante la qualità che la quantità.
Abbiamo raccontato di quanto spesso la quantità si limiti a mera presenza.
Abbiamo anche detto che comunque esserci è fondamentale, e non è con la favoletta del tempo di qualità che si può pensare di stare con i figli 2 ore a settimana e far bene.

Ok, credo che su questo siamo tutte più o meno d'accordo.

Ma quanto è difficile rendere di qualità, il poco (o peggio ancora, tanto)  tempo che abbiamo?

Io ci provo eh, ma con risultati spesso insoddisfacenti.

Considerando che i bimbi hanno attività che li occupano fino ad ora di cena per 3 giorni su 5 (lavorativi), resta solo il dopocena.

Mi ero imposta, ormai un anno fa, di  tenere spenta la TV almeno a giorni alterni.
Ce l'abbiamo fatta, e anzi resta spenta anche più spesso, ma non è che la TV spenta faccia il tempo di qualità.

mercoledì 11 gennaio 2017

10 segreti per essere una mamma serena



La perfezione non esiste, ma vivere più serenamente si può. Ecco i segreti. 

1. Solo voi potete decidere come nascerà e come si nutrirà vostro figlio

Si inizia già in gravidanza: non lasciate che siano nonne, zie, cugggine, forum, le tre stronze di 50sfumaturedimamma o chiunque altro a dirvi cosa è giusto o sbagliato. Informatevi e sceglietevi secondo coscienza.

2. I primi tempi passano

Avete voglia di regalarlo al primo passante? Lanciarlo dalla finestra? Scappare in Patagonia? No worries: cambierete idea, perciò mettetevi l'anima in pace e sopportate.

3. Dormite dove e con chi vi pare

A qualcuno importa dove dormite? No, importa solo farsi gli affari vostri. Perciò dormite coi figli, col cane, sul terrazzo, nel motel a ore... dove state più comode, insomma.

4. Se non mangia oggi mangerà domani

A meno che non ci siano seri problemi dichiarati dal vostro PEDIATRA, se non mangia mangerà. Non forzate, non angosciatevi, non rifilate qualsiasi cosa pur che mangi. Non succede niente, davvero. 

martedì 10 gennaio 2017

Anche i ricchi cacano


La prima volta che hai avuto a che fare con una cacca non tua che non fosse quella pestata su un marciapiedi o quella che ti si è spalmata addosso mentre eri in camporella da gggiovane, è stata presumibilmente la volta in cui hai aperto per la prima volta un pannolino di tuo figlio.

Nera, concentrata, discreta, odore contenuto.

"Tutto qui?", hai pensato "e tutte quelle storie sui neonati che producono litri di roba? Bah, le solite esagerazioni!".

Beata ingenuità!


lunedì 9 gennaio 2017

La scuola oggi: è davvero così disastrosa?

In questi giorni mi è capitato di vedere un video molto condiviso, dove un attore in un'aula di tribunale accusa la scuola di oggi (nel video si parla della scuola americana) con frasi, immagini e retorica molto ad effetto.
Populista e ad effetto.
Mostra i progressi degli ultimi 150 anni, confrontando mezzi di trasporto o tecnologia di allora e di oggi.
E poi una foto di un'aula scolastica allora ed oggi, con differenze davvero minime.

Accusa quindi la scuola di non essersi mossa, di non essersi adeguata al progresso, di essere statica.
Usa poi la famosa frase di Einstein sul pesce e la montagna:


E insomma, la morale è che la scuola va svecchiata, che così uccide creatività ed inventiva e ammazza gli studenti, creando solo dei gran pecoroni, che deve adattarsi alle diverse peculiarità degli studenti.

Questo video ha una marea di commenti, molti critici, che evidenziano come sia irrealistico pensare di avere una scuola su misura per ogni studente, e molti a favore, con tante preoccupanti esperienze di persone che parlano di anni di angoscia a scuola, per il fatto di essere stati considerati stupidi e incapaci solo per non essere riusciti ad adeguarsi a questo sistema scolastico.

Io credo che, come in tutte le cose che creano molta discussione, ci sia verità da ambo le parti.
E' vero che la scuola è vecchia.
Basta vedere i programmi, che sono ancora fermi alla seconda Guerra Mondiale.
E' anche vero che omologa e che ha insegnanti sottopagati e spesso non all'altezza.
Credo anche che cambiare, qui, in Italia, oggi, sia pressoché impossibile.
Siamo capaci di scannarci per un albero di Natale, figurarsi se si farà mai una riforma totale del metodo scolastico.

domenica 8 gennaio 2017

Far mangiare i bambini

Far mangiare i bambini non è semplice.
A volte non è semplice frenarli, ma questo è un altro discorso

Ho avuto la fortuna di avere un bambino che dallo svezzamento in avanti ha mangiato qualunque cosa senza battere ciglio. 


Che brava sei stata! Complimenti! Lo hai abituato bene!


E io facevo la ruota come i pavoni, gongolo, gongolo.


Certo, ero stata attenta, scegliendo prodotti specifici fondamentali per la crescita dallo svezzamento in poi. 


Merito mio, quindi, no?



venerdì 6 gennaio 2017

Cosa imparano le mamme



Ci sono cose che si imparano solo quando si diventa mamme. Che magari prima si potevano pensare, o immaginare, ma la certezza si ha solo quando arrivano i figli. Quei cari, dolcissimi, figlioletti. 

Ecco le cose che ogni mamma impara:


- che si può dormire pochissimo, o non dormire proprio, e sopravvivere: ebbene sì, a noi di qualche anno fa sembrava impossibile, e pensavamo che quando i genitori dicevano "non dormo da due anni" dicessero tanto per dire, tipo mi sveglio molto presto. Eh già. 

- che i bambini cacano come adulti: appena iniziano a mangiare, si scopre la triste verità. Addio fetida cacca da bebè, benvenuti stronzoni giganteschi. Perché quando arriva lo spannolinamento, arriva anche lo shock per certe dimensioni che prima, per lo meno, si spappolavano. 

- gli omogeneizzati fanno schifo: se non avete strane turbe, finché non diventate madri non sapete che gusto ha un omogeneizzato. Beh, era meglio non saperlo. 

- il pericolo è dietro l'angolo: prima non avremmo mai pensato a mettere la pentola sul fuoco più lontano (fatelo) o a controllare la temperatura nella stanza di notte. Purtroppo ci tocca pure questa. 

giovedì 5 gennaio 2017

Poveri bambini, sono stanchi

Qualche giorno fa parlavo con una mia amica, in crisi per la scelta della primaria.
Ha la possibilità di optare per due scuole, una vicina a casa e attaccata all'asilo del più piccolo, a tempo pieno, fino alle 16.
L'altra dall'altra parte della cittadina, scomoda per il parcheggio, che costringerebbe tutti a levatacce per arrivare in orario, a tempo "normale", cioè si esce sempre prima di pranzo.
E lei lavora.
Le chiedo come possa porsi il problema, dal momento che lei non c'è, dovrebbe chiedere ai nonni di andare a prendere il figlio (poi due, tra un paio d'anni), fargli il pranzo tutti i santi giorni, intrattenerlo.
Lei vorrebbe chiedere il part time, ma non sa se lo otterrà e non riuscirebbe comunque ad arrivare per pranzo.
Le chiedo perchè si ponga il problema, io opterei per la scuola comoda e a tempo pieno senza nemmeno farmi una domanda.
Se fossi a casa ok, ci penserei, è più scomoda ma magari vale la pena, ma lavorando?

La crisi deriva dal fatto che tutte le mamme criticano chi va al tempo pieno perchè "poveri bambini, sono stanchi già quando escono a mezzogiorno".

Ora, parliamone.
Se tu come mamma sei profondamente convinta dell'importanza dei pomeriggi a casa, anche se con i nonni - magari annoiandosi - posso capire il dubbio.
Ma che siano altre mamme a mettere in crisi mi fa incazzare.
Ma una padellata di fatti propri?

mercoledì 4 gennaio 2017

Fenomenologia della mamma a capodanno

Questo è il mio ottavo compleanno da mamma, e proprio noi, ideatrici e madri delle fenomenologie più copiate d'Europa, non abbiamo mai pensato di riassumere le tipologie di genitori a Capodanno?
Rimediamo subito ed eccole qui, la maggior parte sperimentate personalmente dalla sottoscritta.

La "il capodanno è solo in famiglia"

La invidio, non ha nulla da decidere o organizzare, il capodanno è sempre con i parenti, con lo stesso menu, e la solita tombola.
Non ha la possibilità di chiedere "ti ricordi cosa abbiamo fatto il capodanno del 1998?" perchè sono sempre uguali negli ultimi 83 anni. Giusto qualche centenario in meno e qualche neonato in più. Il nome, di solito, è il medesimo.

La "devono divertirsi soprattutto i bambini" 

E' quella che passa le settimane a cercare un locale kids friendly o a cercare veglioni organizzati appositamente per i bambini.
E così la troverete al palasport in mezzo ai gonfiabili con il cappellino e la trombetta, a brindare con il succo all'ananas, mentre il padre lo correggerà con la vodka nascosta nella fiaschetta.
Coming out: questa sono io il primo anno di Mirtillo.
Sono andata a cena in un postaccio che prometteva uno spazio gioco per bambini.
Risultato: i bambini erano confinati in una specie di gabbia, con il tappeto puzzle che non veniva lavato dall'86, pezzi di cibo masticato 3 capodanni prima piazzato sotto "l'angolo morbido" che veniva rimasticato e lasciato in dote ai bambini del 2021. La colonna sonora erano i pianti e le grida dei bambini mescolati a Gigi d'Alessio.



Almeno baby Mirtillo era contento.
E per fortuna avevo fatto l'antitetanica


La serata è finita con il cuoco ubriaco che tentava di menare la moglie con uno spiedo ed io che passavo a lei il mio biglietto da visita.
Anno nuovo, marito nuovo.

martedì 3 gennaio 2017

Bambini iperstimolati

Prima di partorire ho letto un libro bellissimo: per una nascita senza violenza. La cosa che mi aveva scioccata di più, leggendolo, era che in effetti i neonati, dopo nove mesi in una pancia dove tutto è ovattato, vengono al mondo e si ritrovano accecati dalla luce e storditi dai suoni. 

Non ho potuto far nascere le mie figlie in maniera diversa (perché ci tenevo che nascessero in una determinata struttura ospedaliera) ma questa cosa mi ha tenuto compagnia da allora, cioè 7 anni fa, ad oggi: ma quanto vengono stimolati questi bambini?

Nascono con le luci sparate. E va beh, ci sta, è la medicina.

Poi arriva zia Gina: cuuuuccicuccicuccicucci bel bambino, vieni da zia! Zia con sette litri di profumo, che tiene il bambino a due cm dal suo viso (alito tipo fogna di calcutta) e che ovviamente ha regalato già il sonaglio psichedelico con le lucine incorporate e i versi del mare, del vento e della pioggia. Ché si sa, a tre giorni ne hanno bisogno per calmarsi. 

Arrivati a casa non è meglio: tv accesa, telefoni che squillano, campanello perennemente in funzione, vicini che urlano dalla finestra, visite a profusione. E il neonato dov'è? Nella sua culla tranquillo? Macché, potrebbe anche annoiarsi! E allora giù di sdraiette tremanti, sdraiette dondolanti, palestrine massaggianti, altalene ribaltanti e salta-salta vomitanti. Perché si sa che a due settimane di vita è importante stimolarli. 

lunedì 2 gennaio 2017

10 idee per iniziare bene l'anno nuovo

Mentre tutti si lamentavano dell'entusiasmo di tutti (è un controsenso, lo so) per il Capodanno, specificando che non avrebbero festeggiato, né fatto buoni propositi, né gioito per un nuovo anno, io dicevo la mia: adoro il Capodanno. Lo adoro per un modo tutto suo di dare significati alle cose, lo adoro perché mi permette di buttare via il vecchio, lo adoro soprattutto perché mi permette di sperare nel nuovo, in un nuovo bellissimo che sono pronta a vivere e a godermi come ogni altro anno, ma che ogni anno mi sembra promettere di più.

Sarà che sono l'eterna ottimista, sarà che mi piace vedere la vita in rosa e che da bambina mi svegliavo con la gioia di scoprire cosa mi avrebbe serbato il nuovo giorno, ma io ho almeno dieci modi per iniziare l'anno al meglio, e per renderlo un anno grandioso. 

Niente aspettative, nessuna speranza di realizzare cose che abbiamo rimandato per 10 anni, ma saper godere l'attimo e ciò che abbiamo.

1. Pensare che sarò migliore: più buona, più simpatica, più bella, più ordinata, più colta. Io ci provo eh, e l'idea di riuscirci mi fa stare bene.

2. Pensare che le mie figlie impareranno qualcosa di nuovo: non è fighissimo?

3. Pensare che conoscerò nuove persone: non si sa mai cosa ci daranno i nuovi incontri, no?

4. Pensare che inizio l'anno in salute: vi sembra poco? Non è così scontato.

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...