Se i bambini non sono malati, che vadano a scuola!

Insegnare a un bambino ad avere costanza e cosa significhi avere un impegno nella vita, non è cosa affatto semplice.

Altrimenti il mondo non sarebbe pieno di adulti che prendono impegni che poi non rispettano, non credete?

Eppure… Io vedo, sento e leggo di continuo genitori che non mandano i bambini a scuola per la qualunque.

Qualche esempio di motivo per cui i bambini potrebbero non andare a scuola in cui mi è capitato di incappare:

Le condizioni atmosferiche avverse.

Piove.

Nevica.

Fa freddo.

Sono arrivati gli UFO, il mondo finisce oggi e non ci sono più le mezze stagioni. Altro?

Ma veramente se piove credete che sia meglio non uscire?

E non mandare i bambini a scuola, ché sennò si bagnano?

E anche se si bagnassero un po’, ditemi, che succederebbe mai?

Ma quando eravate bambini davvero non si andava a scuola se pioveva o si starnutiva o la mamma non aveva voglia di uscire di casa?

Se la risposta è sì comincio a capire da cosa dipenda il numero di adulti che non sa cosa significhi la parola impegno.

Se la risposta è no, fatevi delle domande sull’effetto che questo atteggiamento può avere su un bambino.

Perché non è positivo.

I viaggi.

Sia chiaro, io amo viaggiare e ritengo che nell’educazione di una persona i viaggi ricoprano un ruolo importante.

Detto questo, la scuola è più importante.

Non se ne può più di sentire viaggiatori che insultano le insegnanti che non comprendono l’importanza dei viaggi chiedendo che il bambino non salti le lezioni o almeno che stia al passo comunque.

Il viaggio è la vera scuola.

No, il viaggio è una scuola di vita, verissimo, ma la scuola serve, cari miei, forma le persone giorno dopo giorno.

O volete che i vostri bambini vadano ad ingrossare le fila dei “laureato all’università della vita”?

Io no, grazie.

Che poi i miei figli facciano le loro scelte, ma non sarò certo io a trasmettere loro il concetto di inutilità dell’istruzione scolastica.

Il raffreddore

Oh, ha il raffreddore. Sta a casa.

Eh? Per il raffreddore? Da quando il raffreddore è una malattia?

Da quando esistono le chat di classe con messaggi minatori tipo ” se i bambini hanno il raffreddore teneteli a casa, che contagiano tutti!”, lo capisco, in effetti può capitare che qualcuno si senta intimorito e magari tenga i bambini a casa se starnutiscono, ma no, un semplice raffreddore non è un motivo per saltare le lezioni.

O dovremmo far cambiare il calendario scolastico, visto che i bambini hanno il raffreddore da ottobre a marzo, no?

La pigrizia

Mamma non ho voglia di andare a scuola oggi!

E vabbeh, dai, stiamo qui a casa al calduccio, che sarà mai!

Infatti, che sarà mai avere un impegno da rispettare?

Che sarà mai insegnare ai figli che la pigrizia è un valore? Che se non hai voglia puoi non fare qualcosa? Persino qualcosa che avresti l’obbligo di fare?

Che sarà mai?

Secondo le insegnanti di mio figlio la classe non è quasi mai al completo e non fatico a crederlo a giudicare da ciò che sento e vedo.

Saranno antichi i concetti di impegno e di costanza?

Che adulti stiamo crescendo ve lo chiedete mai?

Forse dovremmo…

 

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5 Comments

  • Nooo, mi fate sentire in colpa! Sono d’accordo su tutto anche se stiamo per partire per una settimana bianca. Perderà 5gg di scuola perciò mi farò dare il programma dalle maestre. È la prima volta che perderà così tanti giorni di scuola, fino ad ora non si è malato ed è sempre, sempre andato anche col raffreddore ovviamente. Incrocio le dita e spero continui così. Sono d’accordo sul mantenere gli impegni presi, sia che si tratti della scuola che nello sport. Qui dove abitiamo noi non vedo trascuratezza nella scuola, anzi tutt’altro. Ci sono genitori che si fanno prendere completamente dall’ansia se il figlio si ammala e perde dei giorni di scuola. Barbara

  • Perfettamente d’accordo!
    La scuola è un impegno importante e frequentarla nonostante il mal tempo o la voglia di staccare dei genitori è avere rispetto per gli insegnanti e i propri compagni
    Certo se le vacanze estive fossero diluite maggiormente durante l’anno, alcune famiglie ne gioverebbero!

  • Assolutamente sbagliato a livello pratico.
    Se certo tutte queste situazioni derivassero unicamente da capricci, svogliatezza dei genitori, ecc, diverebbero una chiara rappresentazione di un insegnamento sbagliato, ma come avete caldamente detto voi stessi/e in un articolo precedente: i figli sono tutti diversi, le famiglie sono tutte diverse, ma soprattutto dipende da come programmate o usufruite quel lasso di tempo. Certo se i genitori scelgono questa linea devono anche saper affrontare le consguenze o le difficoltà successive.

    Poi naturalmente se divenisse motivo di uno sbagliato comportamento può sempre essere corretto nel giro di qualche mese raddrizzando il tiro. Questo naturalmente dipende anche dal carattere del/la bambino/a e dei suoi punti forti o deboli.

    “Secondo le insegnanti di mio figlio la classe non è quasi mai al completo” buffo, io sento moltissimi insegnati che si lamentano invece di dover gestire troppi ragazzi e del totale disinteresse dei genitori per qualunque attività dei figli. Ma non vuol dire nulla.

    Penso che se un genitore è informato sulla carriera scolastica del figlio e del programma possa aiutarlo o seguirlo nei compiti, e già rispettando le consegne pur con la mancata frequenza, si trasmette comunque l’idea non solo del mantenimento dell’impegno, ma che la distanza non può divenire una scusa, specie a lungo termine. Cosa che già accade durante le vacanze canoniche.

  • Io ritengo di essere una mamma fortunata: ho due figli che addirittura sono loro che non vorrebbero mai perdere un giorno, che mi rimproverano per le ore perse dietro un vaccino o per una visita. Non parliamo poi di prenotare un viaggio per cui c’è il pericolo di saltare il Lunedi. Non sono matti né amanti della scuola: hanno però un forte senso del dovere e non accettano di sentirsi additati come degli irresponsabili. Ecco magari a volte così intransigenti mi fanno paura ma leggendo questo post mi sono riconciliata con me stessa e vado fiera del fatto di avere figli così.

  • Non mi ci ritrovo proprio in questo post…
    Non faccio che sentire mamme che manderebbero i figli a scuola anche la domenica!
    Mi sembra stranissimo che due gocce di pioggia o un “non ho voglia” riescano a convincere un genitore (specie se lavoratore) a stravolgere improvvisamente il programma di una giornata intera.
    Per il raffreddore, poi, io ho sempre e solo sentito lamentele al contrario: tanti bimbi vengono spediti a scuola in condizioni non ottimali e l’ambiente chiuso in cui passano tante ore aiuta il contagio che è una bellezza.
    Ecco perché le classi non sono mai al completo.
    Sulle vacanze, beati quelli che possono farle fuori stagione!
    Il senso di responsabilità si insegna nella quotidianità, non credo sia la settimana bianca a vanificare tutti i nostri sforzi.
    Specie se si mettono in chiaro subito le cose: ciò che si perde, si deve recuperare.
    Senza se, senza ma e con la certezza (preventiva) di non causare disagi ad altri (tipo costringere un’insegnante a far recuperare verifiche in tempi e modi per lei disagevoli).

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