Cosa ci manca della vita di prima

Essere mamma è bello, meraviglioso, esaltante.

Spesso.

Ma quasi tutte ci troviamo prima o poi a sospirare e a pensare che daremmo qualsiasi cosa (tranne forse i figli) per vivere almeno un giorno (anche tre, dai) della vita di prima.

Cosa rimpiangiamo di più?

Ecco una classifica in base agli sfoghi ricevuti in questi anni (oltre che ai nostri)

1) l’assenza di responsabilità

Prima eravamo noi e solo noi. Ok, il compagno, ma insomma si sa che chiusa una porta, o morto un papa… insomma ci siamo capite.

Potevamo cambiare lavoro a nostra discrezione senza immaginare i nostri figli chiedere l’elemosina, valutare un trasferimento all’estero, un anno sabbatico, o semplicemente vivere senza ansia.
Con i figli una cosa è certa: avremo sempre la responsabilità di un altro essere umano. Sempre.

Anche quando avranno 70 anni e noi 100 dovremmo preoccuparci se hanno mangiato bene, se hanno abbastanza soldi e se la nuora merita di vivere o no.

Mi è appena stato raccontato di una signora di 93 anni che va a fare le pulizie al figlio di 72, per dire.

2) dormire

Non importa se si ha il culo di avere figli che dormono: il sonno di prima non esiste più.

Avrete sempre un orecchio in allerta, perché possono svegliarsi, piangere, dormire, tossire, vomitare, avere incubi.

E visto che specie i primi anni succede quasi ogni notte (mamma ho seteeeeee!!! Mamma mi è caduto il peluche ho perso il ciuccio, mi sono scopertato, mi scappa la pipì, la cacca, ho da parlare di questioni esistenziali) nei successivi 12 anni per lo shock andrete comunque a dormire con l’ansia: cosa succederà stanotte?

Senza parlare del prima: la routine della nanna potrebbe essere inserita nei metodi di tortura: lettura della stessa storia per la 365ma volta, e guai a sbagliare una parola, acqua, abbraccio, bacio, acqua, pipì… il 90% delle volte vi addormenterete prima di loro.

Prima: ho sonno, dormo. E se non ho sonno posso leggere un libro, vedere la tv trombare insomma fare quello che mi pare senza pensare “tra 2 ore sarà qui a dirmi che ha avuto un incubo e che deve dormire nel lettone”.

3) il tempo

Quando mi capita di essere senza figli, le giornate non finiscono mai.

La mattina ci si prepara con calma, ci si trucca, si sta in bagno da sole… ahhh, la pace.

E la sera? Silenzio, libro, pigiama, silenzio….

4) decidere all’ultimo secondo

Che sia un week end, un viaggio, una cena o un aperitivo.

“Ehi, sono sotto il tuo ufficio, andiamo a berci qualcosa?” “Ovvio!”

Ora “ci vediamo?”

“Sì certo! Domani no che ho la riunione al nido, dopodomani alla materna, venerdì il saggio, sabato i nonni, domenica il compleanno dell’amico… il 12 de mese prossimo sono libera. Se non si ammala”.

5) lo shopping

Lo shopping non sarà mai più quello di prima.

Tralasciando il fatto che verosimilmente avrete 7/8 chili in più e rifuggirete gli specchi che neanche Dracula, andare in un negozio con i bambini è peggio che andare in galera: tempo 3 secondi vi avranno smontato mezzo negozio, avranno spiato la signora del camerino a fianco urlando a tutto il negozio che ha le mutande trasparenti e i peli.

Dovrete quindi ridurvi ad andare di corsa in pausa pranzo o quando qualche santo vi tiene i figli.

E tornerete con l’80% di cose per loro.

6) i soldi

I figli costano, si sa: nido, baby sitter, scuola, libri, giochi, centri estivi: io ho speso almeno 50.000 euro finora, potrei vivere in un attico a Manhattan un anno senza lavorare.

Per non parlare dei viaggi: bella la vita quando si divideva a metà con il fidanzato e 500 euro parevano pure tanti.

Ora quando guardo i voli e moltiplico per 4,  chiudo tutto e mi dico che Jesolo per i bambini è perfetta.

7) la spensieratezza

Non è la stessa cosa della responsabilità, è qualcosa di diverso, una leggerezza d’animo, di spirito, ti mente che… niente, se ne va con il parto, non si può spiegare.

 

 

Perché allora essere così pazzi da fare figli?

Primo perché prima nessuno ci pensa, e dopo, al massimo ci si può sfogare con post come questo 🙂

Secondo perché in questo preciso momento sono a casa da sola.

E questo silenzio è desolante: non vedo l’ora che arrivino le loro risate, le loro vocine e i loro musetti simpatici a dare un senso a questa giornata.

 

 

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5 Comments

  • Mi accingo a leggere il post, come ormai di consuetudine ogni giorno.
    Scorgo il titolo e mi dico: “Interessante…”.
    E poi leggo lì al numero 1 esattamente quello che avrei messo anch’io……COSA CI MANCA DELLA VITA DI PRIMA? L’ASSENZA DI RESPONSABILITA’!
    Allora è proprio così…… questo peso che mi sento addosso della responsabilità di dover crescere un altro essere umano la provate anche voi? E mi dite che non passerà mai?
    Fantastiche, semplicemente fantastiche…. alle volte penso quanto sarebbe bello potervi conoscere di persona perché voi, tu in particolare, siete l’altra parte di me…. grazie di farmi sentire meno sola ma anzi, parte di una moltitudine…..

  • Se il prete parlasse come voi andrei a messa tutti i giorni ! È tutto verooooo ! A me manca anche Virgin radio a palla in macchina, per le mie belle strade di campagna !

  • Concordo su tutta la linea, in modo speciale il primo e l’ultimo punto che si richiamano fra loro….. Arrivata a casa mi sono sentita il macigno della responsabilità crollarmi sul groppone e ad oggi non è che è sparito ma ci fa l’abitudine.
    Ed io che fino al giorno prima del parto (indotto quindi sapevo quando sarebbe nato più o meno) non ci pensavo minimamente. Chissà dove avevo la testa!!! Forse il PARTO si chiama così perché in qualche modo è come se si tornasse per un viaggio per ritornare diverse…..

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