Mamme o tassiste?

Le mamme, specie quelle che hanno un orario di lavoro che lo consente, ad un certo punto della loro vita si trasformano in “tassiste”.

 

Sapete che in Inghilterra è stato calcolato che le madri “tassiste” si fanno anche duemila chilometri all’anno? Ed è stata contata solo la strada per portare i figli a scuola, palestra o a casa degli amici.

Ed ovviamente tocca quasi sempre alle madri.

Quelle con tre figli sono le mie eroine.

Una mia amica porta il figlio a calcio, torna e porta il grande a catechismo, poi si rifionda a prendere quello che è calcio, ha i minuti contati per non far rimanere il secondo fuori dall’oratorio. Il giorno dopo ha la piccina a danza, il grande a inglese, quello di mezzo a nuoto. E via così, dal lunedì al venerdì. Io non riuscirei nemmeno a ricordarmi dove sono, figurarsi a fare tutto senza scordarmi un figlio da qualche parte.

Io non faccio un decimo di quello che fa lei, eppure non ne posso più.

Ieri stavo andando a prendere il piccolo a Karate e riflettevo su quanto la mia sopportazione  stia drasticamente diminuendo.

Ultimamente andarlo a prendere mi pesa enormemente: sarà che ci va malvolentieri, sarà che ho sempre i minuti contati, ma ne farei felicemente a meno. Arrivo a casa verso le 18, tempo di fare un salto in bagno, salutare il grande e chiedere com’è andata la sua giornata, e già devo riuscire per andare a prendere Alberto. Mentre ero in coda contavo mentalmente quanto manca alla fine dell’anno scolastico, quando finalmente finirà questa rottura di palle.

E mancano ancora 3 mesi e mezzo maledizione, chi me l’ha fatto fare?

La cosa curiosa è che è l’anno migliore degli ultimi 5.

Abbiamo finalmente una baby sitter automunita, quindi lo porta lei, io devo solo andarlo a prendere, il che vuol dire due “uscite” settimanali.

Alessandro fa calcio, ma lo portano altre mamme, salvo qualche partita il sabato, che francamente non mi pesano, anzi vado pure volentieri.

L’anno scorso dovevo fare tutto io, quindi portarli, scegliere se tornare a casa (con il traffico mi restavano meno di 20 minuti e dovevo ripartire) o restare lì ad aspettare.

Poi c’era anche musica, due volte a settimana, e pur alternandomi con altre mamme ero di tassinaggio praticamente dal lunedì al giovedì.

E questo è nulla, se ripenso a quando Alessandro aveva 5 anni mi chiedo come ho fatto a sopravvivere: faceva hockey tre volte a settimana, più qualche gara la domenica.

Il che significa che dovevo scapicollarmi a casa, vestire tutti e due senza nemmeno togliermi la giacca (Alberto aveva solo 2 anni, non serve ricordare quanto sia piacevole uscire in fretta con un bimbo così piccolo in inverno, vero?), al Palaghiaccio (con temperatura percepita -40) dovevo preparare Alessandro  e servivano quasi 30 minuti (non so se avete idea dell’abbigliamento da hockey, ci avevo fatto anche un post che è rimasto in bozze perché immagino interessasse giusto a 3 persone. Comunque tra parastinchi, parapalle, calzamaglia con reggicalze, paraschiena o come si chiama, 3 maglie, casco, pattini, guanti… giuro che 20 minuti servivano tutti, sudo solo a ripensarci), nel frattempo il piccino duenne correva ovunque, un freddo della madonna, poi dovevamo attendere un’ora e mezza al gelo o tornare a casa, che era quasi peggio, perché restava poco tempo e il piccolo si innervosiva con tutte queste vestizioni e corse.

Eppure non ricordo di essermi esaurita per questo, o forse l’ho scordato, come i dolori del parto.

Probabilmente ora la mia energia e dose quotidiana di sopportazione è rivolta ad altro, quindi qualsiasi “extra” mi pare una fatica inaffrontabile.

Insomma, la morale del post è:

– io son diventata una pappamolle

– le mamme di 3 figli sono delle sante

– l’inquinamento è tutta colpa delle attività dei nostri figli, vedete di farle fare direttamente nel doposcuola, e salverete il pianeta.

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2 Comments

  • Mio figlio fa judo 2 volte a settimana nella palestra della sua scuola (a 3 minuti netti A PIEDI da casa mia), mi sento fortunatissima ogni volta che lo vado a prendere.
    Venerdì scorso mossa da compassione nel vedere una mamma che tutti i venerdì porta il figlio e aspetta li un’ora abbondate tra pratica e svestizione/vestizione, l’ho invitata a prendere un the caldo a casa mia…
    Di contro ho 40 minuti di macchina per arrivare al lavoro. Non si può avere tutto e almeno non faccio tassinaggio estremo.

  • Io ho tre figli… Catechismo non è fattibile, non non siamo neanche praticanti, per cui basta e avanza l’ora di religione a scuola. Tutti e tre fanno nuoto il sabato pomeriggio in tre orari diversi, ma andiamo in una piscina con ludoteca annessa ed un bel via vai di famiglie, per cui è piacevole trascorrere lì il sabato pomeriggio. I bimbi sono belli riposati e si godono e la piscina. Certo, ti fotti il sabato, ma noi raramente facciamo we via, ci concediamo un viaggetto durante le vacanze di Natale e uno durante le vacanze estive. I due grandi hanno la stessa attività sportiva nel pomeriggio il giorno in cui escono da scuola alle 12.30… questa è già più una menata perché io esco dal lavoro alle 14 non mangio e li devo trascinare lì con piccolo per poi aspettare in uno squallido parcheggio di riprenderli. Rigorosamente vietato assistere alla lezione (???). Comunque in settimana loro trascorrerebbero volentieri il pomeriggio al parco/bosco/casa a svagarsi, a mio parere dopo una giornata a scuola non dovrebbero avere altri impegni, sono stanchi. Almeno i miei.

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