Santo Domingo coi bambini: tre modi per visitare la Repubblica Dominicana fai da te

Se avete voglia di fare una vacanza al caldo, godervi il mare cristallino e non spendere un patrimonio, la Repubblica Dominicana potrebbe fare al caso vostro: a circa 9 ore di volo dall’Italia, potete regalarvi, soprattutto un inverno, una vacanza a misura di famiglia senza cercare cose troppo complicate.

Io ho approfittato delle vacanze d’inverno della scuola francese – il mese di febbraio è il meno piovoso, in teoria, in Repubblica Dominicana, e corrisponde all’estate in gran parte dei Caraibi, vedi Panama – per andare a trovare degli amici. Ho prenotato il volo piuttosto tardi (inizio gennaio per partenza il 16 febbraio) per me e le bimbe.

Molte persone visitano la Repubblica Dominicana senza avere la minima idea di dove si trovino: l’errore più comune è quello che vede molta gente chiamare il paese Santo Domingo, che in realtà altro non è che la capitale della “non-isola”. La Repubblica Dominicana, infatti, fa parte dell’isola su cui sbarcò Colombo nel 1492, la Hispaniola, ma lui arrivò ad Haiti. Sì, proprio quella dei terremoti, della fame e degli uragani. Assurdo come la stessa porzione di terra si differenzi così tanto. Anche la lingua: in Rep Dom è lo spagnolo, ad Haiti il francese.

Quando sento quindi persone che si trovano o sono state in Repubblica Dominicana e non sanno assolutamente dove sono (arrivano a Punta Cana e dicono di essere a Santo Domingo, oppure come la turista canadese che era allo snack bar con me e chiedeva al pizzaiolo in che località fossimo… “sai, sono appena arrivata!”) un po’ mi dispiace. Qualsiasi sia il tipo di vacanza che scegliete, il mio consiglio – in particolare se viaggiate con bambini, curiosi di natura e pronti ad imparare sempre! – è di informarvi un pochino. Per me, quando viaggio, non c’è niente di meglio che entrare nel mood del posto, cercare di capirne i ritmi, la gente, le abitudini, i pregi e i difetti.

Tre modi diversi per viaggiare in Repubblica Dominicana

1. Il fai da te, da Santo Domingo al resto del paese

Sono partita per andare a trovare una cara amica che, da Panama, si è trasferita a Santo Domingo. Oltre a lei c’è anche la migliore amica di mia figlia, che era a Panama con noi (sembra un caso ma non è: alcuni colleghi di mio marito sono stati trasferiti lì, tra cui il marito della mia amica e la mamma di Garance, l’amica di Priscilla). Questo ha significato passare diversi giorni nella capitale e vivere come residenti. Ma, c’è un enorme ma. Santo Domingo, rispetto ad altre cittadine del centro o sud America, non è considerata sicura. Per farvi un esempio, i dipendenti dell’azienda di mio marito, così come i loro familiari, hanno tantissimi divieti, tra cui quello di girare la notte o di andare in giro a piedi. Abitano tutti in un quartiere “bene”, Piantini, in cui potete tranquillamente alloggiare se scegliete una casa o un hotel, in alternativa alla Zona Colonial. Eppure nessuno va in giro a piedi. Ho ascoltato molti racconti di persone che si sono fatte aggredire per un cellulare o per una borsa, quindi se decidete di visitare La Capital in proprio, fatelo con precauzioni: niente soldi, niente reflex o iPhone in bella vista, soprattutto fuori dalla Zona Colonial. La zona colonial è carina, niente di esaltante ma una visita la merita. Se scegliete di noleggiare un’auto e spostarvi da soli, fate molta attenzione alle auto: non aspettatevi una guida come la nostra, ma piuttosto persone che attraversano l’autostrada o che la percorrono in auto o moto contromano. Tutte cose viste, compresi degli incidenti mostruosi. Se vi ferma la polizia, non la seguite per NESSUN motivo ma dite che chiamate il vostro avvocato perché non conoscete la legge. Spesso pretendono di riscuotere una multa sul momento (non solo in Repubblica Dominicana), il consiglio è di non stare troppo a discutere. Per spostarvi prediligete le strade primarie, preparate dei pesos per pagare i pedaggi (non sono accettate le carte di credito) e viaggiate di giorno. Sulle località da visitare, chiedete consiglio a persone fidate o ad altre persone che hanno visitato il paese in questo modo. Non lasciate niente al caso!

2. Il fai da te ma al mare

La maggior parte delle persone che si reca in Repubblica Dominicana lo fa per andare al mare. Avete la possibilità di risparmiare notevolmente cercando da soli una sistemazione e i transfert. Se non volete guidare, vi lascio in fondo al post il riferimento di un’agenzia provata e assolutamente affidabile, puntuale e con prezzi più che giusti.

Se volete visitare le spiagge della Repubblica Dominicana restando liberi di gestire il vostro tempo, ecco la struttura che fa per voi: il villaggio Cadaqués a Bayahibe. Si tratta della ricostruzione di un paesino sulla Costa Brava, Catalunya, con formula hotel o appartamenti, volendo all inclusive, accesso diretto in spiaggia, piscine e soprattutto parco acquatico per i bambini. Ho passato qui alcuni giorni e posso assicurarvi che non ve ne pentirete. Noi abbiamo scelto la formula solo appartamento, prenotando tramite AirBnB (ma potete prenotare l’hotel, Weare Bayahibe), all’interno c’è un super in cui si trova tutto, ma se si è in auto basta arrivare attrezzati (e comunque il villaggio di Bayahibe ha tutto quello che serve). Noi abbiamo speso, per un appartamento per sette persone, 450 dollari per 3 notti/4 giorni, cioè 250 a famiglia, cioè circa 80 euro a notte a famiglia. Per essere ai Caraibi, è un ottimo prezzo. Il complesso ha il buffet dell’all inclusive a cui potete comunque mangiare per 900 pesos (gli adulti, circa 18 dollari) e 700 pesos (i bambini, circa 14 dollari). Noi l’abbiamo fatto per stare anche con un’altra famiglia che era lì con formula all inclusive. I bambini erano entusiasti!

Scegliere questa opzione vi permette di essere più a contatto con i locali (ce ne sono tantissimi nel residence), di avere più libertà e di non annoiarvi. L’hotel propone comunque delle escursioni, compresa l’isola Saona che si trova proprio davanti alla costa. La spiaggia è di sabbia, si trovano tantissimi paguri ma anche ricci di mare, bisogna fare attenzione camminando o entrando in acqua. C’è però un bellissimo porticciolo da cui potete tuffarvi in un mare blu turchese.

3. L’all inclusive

La costa sud est del paese è ricca di spiagge e resort all inclusive. Molte persone che visitano laRepubblica Dominicana arrivano direttamente a Punta Cana (credendo sempre di essere a Santo Domingo) con l’aereo e si chiudono in un resort per riprendersi dalle fatiche. Se anche voi cercate un’opzione di questo tipoperché di conoscere il paese non ve ne importa niente e avete solo voglia di spalmarvi su una spiaggia da sogno, posso consigliarvi un hotel all inclusive economico e molto bello, il Whala Bayahibe. Si tratta di una catena spagnola che ha hotel ovunque, questo è una struttura carina, ma non aspettatevi il lusso. Pur essendo un 4 stelle, è un hotel alla caraibica: a me hanno dato la suite (alla reception c’era un italiano) e avevo comunque diversi problemi in camera, per cui so che non valeva la pena lottare (la doccia che perdeva, la mancanza di prese elettriche incamera, c’era solo in bagno, la porta del terrazzo che non si chiudeva a chiave…). Se scegliete una vacanza ai Caraibi, siate pronti a scendere a compromessi e godetevi l’allegria della gente, le temperature piacevoli e il mare, il resto fa niente.

La formula all inclusive, che per quattro persone (io e tre bambine) mi è costata in alta (loro) stagione 700 euro per 3 giorni (economico, sì, ma sempre all inclusive è!), prevede: camera più tutti i pasti compresi, sia al buffet che al ristorante, più bibite alcoliche senza limiti, più snack bar all day long (pizza, hamburger, pollo fritto, patatine… la gioia dei bambini!), il tutto vista mare. Io mi sono trovata benissimo nonostante non prevedesse nessun tipo di attività per i bambini: se cercate il miniclub, non è il posto per voi. Se cercate un posto con tramonti mozzafiato, piscine a strapiombo sul mare, tranquillità, qualche corso di salsa, allora è il posto per voi. Io, nonostante fossi sola con tre bimbe tra i 6 e gli 8 anni, mi sono rilassata tantissimo: loro hanno passato tutto il tempo in piscina, con le magliette anti-UV (anche se mi hanno detto che non si potevano mettere…), io fissa sul lettino, protezione 50, wi-fi, qualche mojito e occhio sempre puntato su di loro (si ha la visuale sulle piscine da qualsiasi posizione). Onestamente, davvero top per riposarsi. L’hotel non ha la spiaggia (ma si può fare il bagno in mare buttandosi dalle scalette, e non vi dico il colore!), ma ha una navetta che parte ogni mezzora per playa Dominicus, davvero bella, piena di negozietti, ristoranti e anche italiani! Ovviamente ovunque trovate proposte per le escursioni, se vi interessano.

Programmare una vacanza in Repubblica Dominicana fai da te non è difficile, nemmeno coi bambini, anzi! Vi consiglio comunque di scegliere bene il periodo e di capire cosa volete fare. E se avete bisogno di un appoggio sul posto, ecco il contatto dell’agenzia che conosco, parlano anche un po’ di italiano: https://www.caribbeantours.ch/. Si occupano di transfert ma anche – e soprattutto – disegnano su misura percorsi fuori dai sentieri battuti, sia in Repubblica Dominicana che a Haiti. Hanno anche un’agenzia locale – EcoTour Barahona – che si occupa in particolare di parchi, natura, trekking, avvistamento animali… E ovviamente trovano alloggi e organizzano escursioni. 

Potete scoprire le altre destinazioni ai Caraibi leggendo i post:

Su Cuba

Su Panama

Sulle Bahamas

Sul Messico

Sul Costa Rica

Buone vacanze!

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