Cara mamma lavoratrice che ti senti in colpa…

Perchè la mattina esci e tuo figlio ancora dorme.

Perchè devi andare a lavorare anche se sta male e lo lasci in lacrime tra le braccia della baby sitter, ma sai che il tuo cuore lacrimerà molto di più.

Perchè torni a casa e devi preparare la cena, sistemare la casa e sai che hai solo due ore per stare con i tuoi figli, e le vorresti passare abbracciandoli e non a dire “la mamma ha da fare ora”.

Perchè il tempo scorre troppo velocemente, e ti sembra di perdere i loro anni più belli.

Perchè non ci sei quando parte per la gita, e vedi le foto delle altre mamme e ti senti morire.

Perchè arrivi in ritardo alla recita o perchè non puoi andare al colloquio con le maestre.

Cara mamma,

che perdi un pezzetto di cuore ogni volta che tuo figlio ti dice “vorrei anche io uscire presto come gli altri” o “perchè sono sempre l’ultimo a uscire mamma?”.

che scopri che ha perso un dentino perchè te lo scrive la baby sitter su un bigletto

che durante le vacanze lo devi lasciare ai nonni perchè non hai alternative, e piangi sulle foto che ti mandano, perchè vorresti essere tu a insgenargli a saltare le onde, a cercare i granchi e a scavare le buche.

O che lo devi iscrivere a centri estivi, investendo i soldi delle vacanze di cui avresti disperato bisogno.

Lo sappiamo che ti senti sola, che a volte piangi in macchina dopo averlo lasciato al nido, o quando sei sdraiata nel suo lettino per farlo addormentare.

Ma no, non sei sola, non sei la sola.

Siamo in tante, tantissime.

E’ vero il tempo scorre, è vero, ci perdiamo tanto.

Ma abbiamo loro, abbiamo i loro abbracci, abbiamo i loro “sei la sola mamma che vorrei” e “sei la migliore mamma del mondo”.

Non è abbastanza?

Se non lo è, rimbochiamoci le maniche:

  • per trovare un altro lavoro che ci lasci più tempo libero: inutile piangere se non si è mai mandato nemmeno un curriculum.
  • per non lavorare, se è quello che vogliamo: cambiando casa, o riducendo le spese, o arrotondando con lavoretti saltuari.
  • per dedicare tutto il nostro tempo a loro: meglio rinunciare a qualche giorno di vacanza per avere una signora delle pulizie, o per prendere qualche cena pronta e poterci dedicare a loro.

Non sempre abbiamo un’alternativa, lo so bene.

Ma allora pensiamo che tutto quello che facciamo lo facciamo per loro. I permessi che prendiamo, sono per andare da loro  non per l’estetista, non andiamo in palestra perchè tutto il tempo che resta lo dedichiamo ai nostri figli: cosa potremmo fare di più?

Non c’è nulla di peggio che sentirsi in colpa e logorarci: pensiamo invece che sì, lavoriamo tanto, ma lo facciamo (anche) per loro, perchè serve, perchè ci piace.

Che diamo loro l’immagine di una mamma compelta, che torna sorridente e con un sacco di cose da raccontare.

Una mamma che non ha il tempo per essere nervosa e annoiata dal loro chiacchiericcio.

Una mamma che appena può si prende due ore per fare una sorpresa facendosi trovare fuori da scuola e che non perderebbe una recita per nulla al mondo.

A volte si ha l’orrenda sensazione di fare tutto male, di aver fatto solo scelte sbagliate: sì, non è bello stare fuori 10 ore al giorno, è innegabile, ma se lo si fa, c’è un motivo no?

Pensate a quante mamme hanno dovuto lasciare i figli per andare a lavorare all’estero: succede oggi a tante straniere, come succedeva a tante italiane 60 anni fa.

Abbiamo fatto passi da gigante, e ne faremo ancora.

E ricorda, una buona mamma non si valuta a ore.

Se vedi un papà che gioca con i bambini, li porta a prendere un gelato alle 8 di sera, passa con loro ogni minuto del week end, pensi che sia un cattivo papà perchè durante la settimana è fuori tutto il giorno?

Quante di noi hanno avuto madri casalinghe e non per questo meno assenti? Perchè c’erano da fare le pulizie, da cucinare, da ripulire, e non stavano mai davvero con noi.

Una buona mamma  si valuta per il numero di sorrisi, suoi e dei figli, per il numero di risate, di abbracci, per il numero di notti passate a consolare, ad alzarsi e rialzarsi ancora.

Si valuta guardando gli occhi dei bambini, quando orgogliosi consegnano un biglietto con scritto “sei la sola mamma che vorrei”.

Sei tu, sei la loro mamma, non ti cambierebbero mai: sii grata di questo, andrà tutto bene!

 

 

 

 

 

 

 

 

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