Cosa serve per iniziare a cucire? L’ABC per chi parte da zero

Come sapete, da qualche tempo mi sono messa a cucire. Per carità, non sono una professionista e, credo, non lo diventerò mai, però creo ogni settimana qualcosa, faccio regali alle amiche e alle figlie di amiche, alle compagne di scuola delle mie figlie e riparo quel che c’è da riparare. Sono soddisfazioni enormi e, soprattutto, cucire mi rilassa tanto. Cerco infatti di ritagliarmi sempre un po’ di tempo nel weekend e magari anche una sera in settimana in cui non sono troppo stanca.

Se anche voi vi trovate nella situazione in cui mi sono trovata io qualche mese fa, ovvero: voglio iniziare a cucire!, allora vi starete chiedendo “ma che mi serve???”. Ve lo dico io!

Le basi per iniziare a cucire: dalla macchina ai tessuti

La macchina da cucire

Per prima cosa, ovviamente, vi serve una macchina da cucire. La scelta è tra milioni di modelli, di ogni prezzo e con mille funzioni. Non posso dirvi io cosa comprare perché ovviamente dipende da diversi fattori:

  1. L’uso che ne farete: orli? Vestiti? Borse?
  2. Lo spazio che avete: volete un modello compatto? Più o meno pesante?
  3. Il budget

L’unico consiglio che posso darvi è di considerare bene l’uso che intendete farne. Inutile comprare una macchina da cucire da 100 euro se avete già intenzione di cucire vestiti o borse e magari di arrivare a farne un’attività. Va benissimo, invece, se l’unico obiettivo è fare un orlo di emergenza oppure cucire gli abiti delle Barbie. Ovviamente si tratta di un investimento importante, per questo fate un’analisi dei pro e dei contro!

Io ho una Janome DC6100. È compatta, la tengo su un mobile in camera e quando voglio usarla la prendo per la maniglia e la porto in sala, sul tavolo. Il pedale si stacca (si può anche usare senza, ma io non mi trovo) e si attacca semplicemente alla spina per farla partire. È elettronica (esistono ovviamente le macchine da cucire meccaniche, che hanno un costo assai inferiore e sono comunque di ottima qualità), ed è molto pratica perché mi permette di fare sia cucito normale che creativo e addirittura patchwork. La vera figata è che i punti si scelgono tramite una tabellina, da quelli di base a quelli più elaborati (tipo fiorellini!), semplicemente digitando il numero e, se serve, cambiando i piedini. Infilarla è semplicissimo, la bobina si fa in un attimo, l’ago si infila da solo, al termine del punto dritto si può chiudere con l’apposito pulsante che cuce all’indietro e un altro pulsante permette di tagliare il filo senza bisogno di usare le forbici. Insomma, io la amo e ammetto che cucire con una macchina così facilita assai (assai assai) il lavoro!

Gli accessori per la macchina da cucire

Spesso le macchine hanno in dotazione più piedini, almeno quello di base e quello per lo zigzag (che serve per chiudere la stoffa e evitare che si sfilacci, per esempio, quindi serve da subito!). Esistono tantissimi piedini che permettono di fare tante cose, alcuni sono già in dotazione alle macchine, come quelli da cerniere, overlock, asole… Tutti piedini che non vengono magari considerati all’inizio perché si pensa di poter fare tutto con un unico piedino (mea culpa!!): invece è sbagliatissimo, i piedini diversi aiutano tantissimo! Ce ne sono poi altri opzionali che dipendono molto da quello che si decide di fare, per esempio quello pieghettatore per fare le pieghe con distanza regolabile, o quello orlatore, o quello al teflon per i materiali poco scorrevoli… Insomma, un mondo da scoprire!

Servono poi i fili, resistenti e di buona qualità, perché le cuciture tengano. Quanti? Quali? Beh dipende dalla stoffa che usate, sia dal colore che dal materiale, quello da cotone è ovviamente diverso da quello per le borse! Fatevi consigliare da una merciaia dicendo esattamente come lo userete. Inoltre, non spaventatevi di fronte alla lunghezza, se vi propongono 400 metri, non è così strano!

Forbici, metro e compagnia

La stoffa, ovviamente, va tagliata. Ci sono due possibilità: le forbici o il cutter. Io preferisco le prime, per il semplice motivo che non ho un piano di lavoro e opero sul tavolo della sala o sul parquet quando la stoffa è molto grande. Devono essere di ottima qualità, quindi evitate di usare quelle che usate da anni in cucina. Vi servirà sia un metro di quelli morbidi, pratico per controllare le lunghezze, sia un righello squadra, in cui vedete altezza larghezza e diagonali, perfetto e comodissimo per misurare con precisione. Io uso un pennarello che sparisce da sé per segnare, ma anche il gesso può essere utile. Vi serviranno degli spilli, anche se credete di poter far senza, niente è meglio degli spilli per preparare il tessuto. Ancora meglio sarebbe avere delle wonder clipper Clover, ovvero delle mollettine di varie misure che sostituiscono gli spilli e sono utilissime per evitare imbastiture e per rigirare i tessuti cuciti sul rovescio, oppure per tenere le bordature. Vi serviranno delle spille da balia, utili per rigirare i tessuti cuciti sul rovescio o per inserire elastici e nastri.

La stoffa

Scegliete sempre stoffa di buona qualità e soprattutto informatevi su che tessuto è: solo così potrete capire come lavorarlo al meglio. All’inizio, però, vi consiglio di prendere scampoli economici per fare pratica, in modo da non buttare via troppi soldi se per caso non vi viene quello che volevate (e capita!). Dove comprare le stoffe? Per fortuna esiste internet, quindi vi consiglio di farvi un giro e, se cercate un indirizzo, vi suggerisco di guardare www.itessutidelriccio.it, sono due ragazze italiane che hanno lanciato questa attività e che vendono cotone francese davvero top! Io, personalmente, quando riesco vado a farmi un giro al Marché St Pierre, vicino Montmartre, che è un must, anche se caro. Ma il liberty che trovo lì non l’ho ancora visto da nessuna parte. In generale se capitate a Parigi e amate le stoffe vi consiglio di farvi un giro intorno al St Pierre, ci sono tantissimi rivenditori e mercerie, ma anche nel quartiere africano, zona Château Rouge, dove io prendo dei bellissimi tessuti wax olandesi.

Accessori utili

Vi potranno servire bottoni, nastri, ghirlande, elastici, cerniere anche per fare le cose più semplici! Non abbiate paura e osate! Se fate una gonna semplicissima, per esempio, vi serve l’elastico. Se fate una piccola trousse, vi serve la cerniera, e via dicendo.

I cartamodelli

Inutile sperare di cucire a caso. Su internet trovate qualche tutorial, ma niente è come partire da un cartamodello e seguire il passo passo. Bisogna ovviamente capire cosa c’è scritto (non è così scontato!) e seguire bene le indicazioni. Serve quindi la carta velina per ricopiare il cartamodello (spesso sono tavole con più modelli sulla stessa pagina, distinti per colore, e ciascuno di essi ha diverse taglie: non spaventatevi, piano piano imparerete a leggerli) e poi spillarlo sulla stoffa seguendo delle regole che troverete facilmente su un qualsiasi libro di cucito (che io consiglio assolutamente di avere a portata per capire le basi, tipo come cucire una manica o tagliare uno sbieco) o su internet (vedi: come tagliare la stoffa partendo da un cartamodello). Dove si trovano i cartamodelli? Su Burda in edicola, per esempio, versione donna o bambino, ma anche su tanti siti in cui si scaricano pagando, oppure in libreria nei libri di cucito. Decidete che tipo di cucito vi interessa e cercate i cartamodelli.

L’ingrediente plus: la pazienza!

Non dimenticatevi di portare con voi tanta, tanta pazienza. La prima volta che ho acceso la macchina ho passato non so quanto tempo per infilarla. Ho pensato di tutto: che il filo non fosse giusto, che la macchina fosse difettosa… e invece ero soltanto io. E quanti punti ho sbagliato? E quante volte ancora mi si arriccia tutto e non va avanti? E quando sbaglio un orlo? Con pazienza sfilo tutto e riparto. All’inizio è un po’ frustrante, ma poi ci si prende gusto, è una sfida contro noi stesse e soprattutto – almeno per me – rilassa tanto, proprio perché obbliga ad una pazienza e ad una lentezza a cui non siamo più abituate.

Spero di essere stata chiara e di aver elencato tutto quello che serve per iniziare a cucire. Ovviamente se ho dimenticato qualcosa ditemelo, così lo aggiungo, e se avete altri dubbi o domande seguite la pagina Facebook 50sdm&Janome e/o contattatemi direttamente!

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1 Comment

  • Pensa che io da due lavori a trovarmi disoccupata qualche anno fa ci ho messo tre giorni.
    E non riuscendo a trovare niente nonostante gli sbattimenti ho preso in mano l’uncinetto… solo per far venire sera.
    Ed è diventato quasi un lavoro, con mio marito facciamo le bancarelle nelle sagre… come hobbisti. Non si diventa certo ricchi, ma son davvero soddisfazioni. Adesso con la bambina piccola abbiamo rallentato per scelta, per goderci un dono arrivato dopo dieci anni. Lavoro un’oretta alla sera, quando lei dorme, ma è davvero rilassante… lisa

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