Mamme: come fare di più senza essere wonder woman

Guardiamo le altre donne che riescono a fare due milioni di cose più di noi (o anche una sola, a dire il vero) e la nostra reazione è sempre: va beh ma suo marito fa questo, va beh ma ha un figlio solo, va beh ma ha i nonni, va beh ma lavora un’ora meno di me, va beh ma è una stronza (ho sentito anche questa, sì sì). Insomma, troviamo sempre una giustificazione al fatto che ad una povera crista riesca di fare, nello stesso tempo (vedi 24 ore) più cose di noi. Invece di cercare di capire come si fa, dove si sbaglia, meglio trovare ragioni per cui noi non potremmo mai riuscirci mentre per forza per le altre è tutto facile!

No ok, tra di noi ci sono anche quelle normali, che si rendono conto di non farcela e che altre sono semplicemente più sveglie, più organizzate, più positive, più sticazzi. Ma insomma, ce la fanno. Ecco un vademecum per tutte noi “nunglielafaccio”, per vedere se magari con un po’ di organizzazione in più ce la facciamo!

Come riuscire a fare di più senza avere duemila aiuti e essere super donne

  • Avere delle priorità

Spesso sento donne che si perdono in cose che io ritengo totalmente inutili, mentre per loro sembrano importantissime, e viceversa. A volte guardarsi dall’esterno aiuta, e aiuta anche farsi una lista. Cosa davvero per noi è importante? Cosa è importante per gli altri e allora ci sentiamo in dovere di farlo? Cosa ci fa stare meglio e cosa invece non cambia assolutamente la vostra vita? Se avere i vetri sporchi non vi fa né caldo né freddo (come a me, tanto piove sempre), perché trovare il tempo per lavarli?

  • Ottimizzare il tempo

Molte delle persone che fanno tante cose, ne fanno tante insieme. A me capita di scrivere post mentre faccio il bagno o mentre guardo una serie, mi capita di stirare mentre guardo una serie, mi capita di farmi le unghie mentre gioco. Non succede sempre, ma quando succede non ne faccio una tragedia, anzi: mi ritrovo con più cose fatte in poco tempo. Top, no?

  • Tirare fuori l’energia

Tutte noi, a modo nostro, siamo stanche. Anche chi ha un figlio solo grande, non lavora e ha i nonni che abitano al piano di sotto. Perché – anche se non ci piace – ognuno si confronta con i propri ritmi e non sa che si può essere più stanche finché non passa al “livello successivo”. Quindi, sì, certo che abbiamo il diritto di essere stanche, cavolo se lo siamo! Ma dovremmo anche smettere di dir(ce)lo e tirare fuori un po’ di energia. Svegliarci quindici minuti prima (ok, non chi non dorme mai una notte di fila!), andare in palestra in pausa pranzo (se ci interessa la palestra, oppure a fare una commissione, oppure leggere quel libro che si voleva tanto leggere. Certo, si rinuncia all’ozio, ma l’umore ringrazia, quando a fine giornata si è riusciti a fare qualcosa di più, fosse un po’ di tempo per noi o qualcosa che, volente o nolente, andava fatto.

  • Collaborazione

Di tutta la famiglia. Finiamola con la storia del “eh ma te sei fortunata”, finiamola con le lamentele fini a se stesse, iniziamo a dare delle regole. Al compagno, ai figli, ragazze, ognuno deve fare il proprio lavoro. Non esiste che voi facciate tutto, nemmeno se non lavorate, tanto meno se lavorate magari perché guadagnate di meno (dio santissimo…). Dobbiamo PRETENDERE collaborazione. Anche dai figli, dal rimettere a posto a fare poco casino a fare qualche lavoretto. Davvero è importante. Mentre io scrivo questo post, dopo una lunga giornata di lavoro, commissioni, ecc, mio marito sta pulendo la cucina. Se non fosse così, non esisterebbe 50 sfumature di mamma.

  • Organizzazione

Alla base di tutto c’è l’organizzazione. Chi è incasinato nella vita ahimè riesce anche ad organizzarsi male nel quotidiano, ma niente è perduto. Menù settimanali, agende, alert, usate tutto quello che può esservi utile per ottimizzare il tempo. Se programmate la lavatrice la sera perché finisca quando vi alzate, potete alzarvi dieci minuti prima e stenderla, non dovrete farlo la sera. Se usate la pausa pranzo per comprare quei regali di compleanno non dovrete ridurvi all’ultimo momento il sabato (sì lo so, è bello pranzare al sole coi colleghi, ma poi il sabato vi ruga o no dover correre? Priorità). Se appena tornate la sera mettete gli abiti a posto e sistemate le vostre cose, preparandovi per la notte, la serata scorrerà più facilmente. E via dicendo. Provateci.

  • Chiedere aiuto

Chiedere aiuto non è peccato. Far stirare le camicie alla lavanderia può costare molto poco (ahimè non dalle mie parti, ma ricordo che prima con 1 euro me la cavavo… che sogno). Prendere una studentessa babysitter per un’ora al giorno può salvarci dalle corse, dare lavoro ad una ragazza giovane, permettere ai nostri figli di stare con qualcun altro e far bene in generale al ménage familiare, magari per 200 euro al mese, che per alcune famiglie sono tantissimi, lo capisco, ma per altre no e dovrebbero pensarci se potesse migliorare la situazione. Chiedete aiuto alle vicine, alle zie, alle amiche: ripristiniamo la rete di solidarietà. Senza approfittarne, offrendo a nostra volta aiuto, ma senza aver sempre paura di non essere abbastanza perché abbiamo bisogno. NON È VERO: siamo abbastanza, siamo anche troppo. A volte allentare la presa fa bene, non solo a noi.

  • Non pretendere troppo, ma un pochino di più sì

Spesso ci sottovalutiamo. Rosichiamo guardando le altre che riescono a farsi i capelli o a tenere la casa in ordine, immaginando – come si diceva all’inizio – che ci sia qualche segreto dietro. Resterà sempre mitica – e ve la ricorderete in tante – quella tipa che non credeva assolutamente che una mamma che lavora tutto il giorno e ha due bambini piccoli possa trovare il tempo di farsi la ceretta. Eddai, cacchio! Priorità, sono priorità. Io il tempo di depilarmi l’ho sempre trovato, come trovo quello per rifare i letti al mattino. Perché sono entrambe cose che a me interessano. Mio marito lava i pavimenti TUTTI I GIORNI. Io non lo farei manco morta, e non perché non ne ho il tempo, potrei farlo come lui alle dieci di sera. Ma perché non me ne frega nulla, sono onesta. Però rifaccio i letti. Però piuttosto mi faccio le unghie. E se nessuno lava i pavimenti, pace. A parte momenti di estrema stanchezza (grandi cambiamenti, bambini che non dormono mai), per il resto si tratta solo di credere in noi stesse, di farci coraggio, di non paragonarci a nessuno ma chiedersi “cosa posso migliorare? Dove sbaglio?” e non solo come lamentela fine a se stessa, ma come stimolo, come vera analisi per ripartire in maniera più positiva e più efficace.

In fondo siamo noi le artefici della nostra vita. Sta a noi decidere come vogliamo vivere. O se vogliamo lasciarci vivere.

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