Fare la spesa con i bambini e altre torture. Come sopravvive una mamma senza aiuti

Ci sono cose che da molte mamme vengono considerate torture, e che cercano in ogni modo di affrontare sole o ben accompagnate.

Ma visto che ci sono moltissime  mamme che non hanno alternative, e devono fare tutto con i figli appresso, cerchiamo di vedere il lato divertente della faccenda.

FARE LA SPESA CON I BAMBINI

L’incubo della spesa con i bambini non l’ho mai capito del tutto.

Io sono così pazza che ho sempre preferito andare con loro la sera che da sola in pausa pranzo.

Finchè stanno nel carrello è una vera pacchia, e più crescono meglio è, perchè ci stanno così stretti che non riescono a muoversi.

Del resto quello che ha inventato il carrello della spesa con la seduta infante ha avuto il nobel per la pace, non sapevate?

Ne sono quasi certa, quante madri lo ringraziano ogni santa volta che incastrano lì dentro il figlio scalmanato?

Io ci ho fatto entrare i miei fino a quando dovevo chiedere aiuto a tre energumeni per tirarli fuori, rischiando ogni volta di spezzargli una gamba.

Quando ho dovuto caricare in auto i figli ancora nel carrello ho capito che era venuta la temuta ora di tenerli bipedi e scorrazzanti.

Ma poco male, un cestello a testa e via (evitate di dar loro il carrello, finchè qualche genio non ci aggiunge pure il parastinchi, rischiate che falcidino diverse caviglie, comprese le vostre, io ho ancora le cicatrici)

Tralasciando qualche piccolo incidente (vi avevo detto di munirvi di una buona assicurazione, no?), io trasformo la spesa in una divertente caccia al tesoro “vediamo se trovi il pancarrè, portami sei uova allevate a terra” e  così via, loro si divertono, io spunto dalla lista.

Certo, alla cassa scopro sempre che hanno infilato nel cesto patatine e amenità varie… ed è questo il bello! Posso dare la colpa ai figli mentre sgranocchio patatine sul divano, la sera.

APERITIVO SERALE

Se nessuno può tenere i bambini, chi lo dice che bisogna rinunciare alla gran figata dell’aperitivo?

Io spesso vado proprio con loro, noi 3 e basta. Ordiniamo schifezzuole varie (consiglio: abbondate! Non siate tirchie, non lesinate su patatine fritte, olive & co, quei malefici che a pranzo e cena si saziano con tre penne in bianco, al bar si magnano pure il cameriere), coca cola loro, moscow mule io, e la vita ci sorride.

Specie se si sceglie un bar con giardino, in modo da sbarazzarsi dei figli qualche glorioso minuto.

E potete pure non far loro la cena, una tazza di latte e sono a posto, cosa volete di più dalla vita?

IN SPIAGGIA

Sento madri parlare del mare come dell’apocalisse.

Ora, a parte che non lo ordina il medico di andare al mare (oddio qualche volta sì a dire il vero) ma suvvia, siete pur sempre col culo sulla spiaggia e non in ufficio a gestire crisi internazionali, dài.

Ovvio, non parliamo della mamma con 3 gemelli di 16 mesi, ma ho sentito mamme con figli sui 10 anni con l’ansia prepartenza. Su ragazze, tra un po’ prendono la patente, relax!

Una delle vacanze più belle che io ricordi l’ho passata da sola con i bimbi, al lago.

Cioè a casa mia, in effetti, ma insomma, la vita da spiaggia c’era.

Andavamo presto, con la spiaggia lacustre deserta, si mangiava pasta fredda o pizza al taglio, nuotate, il piccino (che all’epoca era davvero piccino, avrà avuto 2 o 3 anni) giocava con i sassi (le spiagge di sassi le preferisco, loro si intrattengono comunque e voi non trovate sabbia nelle mutande e nelle lenzuola -ODIO PRFONDO- fino a Natale) il grande era sempre in acqua, e io avevo pure il tempo di leggere.

A casa doccia tutti e tre assieme, 10 minuti e via, pronti per un po’ di sana TV loro e ulteriore relax io.

Sì, al mare è un po’ più impegnativo di così, ma non andate in guerra, non serve portarsi la nonna, la baby sitter e la zia, suvvia.

Specie se non le avete.

PULIZIE

Ho letto, incredibilmente più di una volta, questa frase “non posso lasciarlo ai nonni per uscire a cena con mio marito, già me lo tengono il sabato per le pulizie, non voglio approfittare”.

No, tesoro, stai dicendo che rinunci ad una cena fuori in santa pace perchè devi pulire il gabinetto senza pupo attorno?! Ma sei seria?

Ma avete figli o leoni?

Scusate qui apro una piccola parentesi di “lessico famigliare”: i miei sono nonni molto sportivi. Diversi anni fa i bimbi erano da loro qualche giorno, con Alberto che avrà avuto sì e no due anni, la sera telefono e mio papà mi dice “no la mamma è andata a messa e poi va al cinema”. Io sconvolta: “con Alberto?!!!!” Lui “e la madonna, non l’è mia en leon” (sì è veneto, e sì, ho rivalutato molte mie ansie da quel giorno).

Tornando a noi, a parte che preferirei avere la casa sottosopra e uscire a cena, a dirla tutta, ma insomma, uno straccetto in mano alle belve e via, possono spolverare, stendere, io mi faccio pulire i mobili della cucina e i vetri: basta che siano bipedi, lo adorano praticamente tutti i bambini, magari invece del vetril date acqua e aceto che se proprio se lo spruzzano in faccia non vi tocca andare al pronto soccorso, cosa che rallenterebbe notevolmente le pulizie.

PARRUCCHIERA, ESTETISTA, GINECOLOGO & CO

Eh no, non esageriamo, ok arrangiarsi ma suicidarsi anche no. So che si sopravvive, almeno così mi dicono, ma io ho preferito non scoprirlo andando in pausa pranzo o il sabato, quando c’è il papà.

Anzi, ora che ci penso anni fa ero dovuta andare a fare un’ecografia alle spalle con Alessandro piccino.

Ho quasi del tutto rimosso la spiacevole esperienza, ma ho un vago ricordo del gel per l’eco sparso su tutto il pavimento, di Ale che srotola tutta la carta di copertura del lettino, del medico che guardava più lui che me, terrorizzato per i suoi strumenti, e infine del piccolo che decide di essere stufo e se ne va spalancando la porta sul corridoio con me mezza nuda sul lettino (e Dio grazie che non era un’eco transavaginale).

Insomma, il discorso è sempre quello: se avete aiuti, accettateli tutti, se non si hanno, meglio riderci su e dirsi che, tutto sommato, un po’ fighe lo siamo.

 

 

 

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1 Comment

  • Io penso che il problema sia solo dei genitori. A me viene una rabbia quando sento “io con loro non posso ….” segue una qualsiasi azione banale e quotidiana.
    Ma io non ho nemmeno mai smesso di lavarmi o andare in bagno solo perché ho figliato, figuriamoci fare la spesa o altro

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