L’odio avvelena i nostri figli, è davvero questo che vogliamo per loro?

Ma tutto questo odio, è sempre esistito?

In questi giorni sono sopraffatta dall’odio che mi circonda.

Apro la bacheca di facebook e vedo odio.

Apro un articolo di giornale e leggo commenti pieni di odio.

Scriviamo un post, e si commenta con odio.

Un tizio pubblica una foto dicendo che ha vaccinato la figlia, lo sommergono di merda e odio.

Qualche giorno fa  sul quotidiano locale  è stata pubblicata la notizia di alcune persone che hanno indossato la maglietta rossa in memoria dei bimbi morti in mare.

Il tenore dei commenti, ve lo giuro, mi ha fatto paura e orrore (li trovate qui, se vi interessa)

Non voglio farne una questione politica (anche se…) ma mi chiedo: da quando abbiamo sdoganato l’insulto libero?

Tempo fa in Trentino  in centinaia hanno manifestato per protestare per l’uccisione di un orso.

Me ne fregava qualcosa? Francamente no.

Ho pensato che si potesse spendere il tempo in modo migliore?

Sì, almeno il mio.

Ho commentato?

Ma certo che NO, perché dovrei?

Ognuno lotti per quel cavolo che gli pare, grazie a Dio esiste (ancora) la libertà di parola.

Perché invece molte persone sentono la necessità di esprimersi sulle scelte altrui insultando?

Perché ci si considera sempre nel giusto?

Perché ci si deve sentire migliori?

Sentire o leggere insulti, cattiveria e auguri di morte dalla mattina alla sera non ci renderà persone migliori.

La libertà di pensiero e parola è sacrosanta, ma va espressa con garbo, possibilmente anche con cognizione di causa, ma senz’altro senza augurare la morte a chi la pensa diversamente da noi, altrimenti non è più libertà di parola, è un reato.

Non va dimenticato che anche la libertà di parola ha un limite, ed è la legge.

Minacciare è un reato, insultare purtroppo non più, ma è pur sempre un illecito.

L’odio razziale è un reato.

Ai miei figli sto insegnando la storia delle guerre nei Balcani: non in Africa, che pare lontana, non 80 anni fa, che figurarsi se si ripete (ahahah… ah) no, qui, dietro l’angolo, quando noi andavamo a scuola con l’Invicta e le nike e guardavamo quanto accadeva in TV, dove ci mostravano altri ragazzi con le nike, solo che erano sul marciapiede ammazzati dai cecchini.

Non so se ricordate, ma queste guerre sono nate non solo dalle differenze tra etnie, che c’erano sempre state, non solo per scelte politiche e mille fattori che sono difficili da spiegare

ma anche e soprattutto dalla propaganda in TV che ha acceso l’odio come una miccia, sulla base di notizie false o ingigantite.

A forza di sentire  falsità e odio, l’odio è dilagato sul serio, ed è dilagato tra vicini di casa, tra amici, tra parenti. E la devastazione ha poi colpito tutti, senza distinzioni.

Perchè è questo che fa l’odio, distrugge.

Vogliamo davvero arrivare a questo?

Io  non posso credere che nel 2018 ci siano persone, compresi ragazzini, che si sentono superiori ad altri per il colore della pelle o per il luogo dove sono nati.

Non posso credere che ci siano ancora persone che si sentono di aver meritato di essere nati dalla parte giusta del mondo, quando invece bisogna solo ringraziare la sorte.

Non posso credere che ci sia ancora chi crede che Dio sia bianco, e viva in Europa.

Ognuno può vederla come vuole, non giudico le scelte politiche ma, vi prego, non insegnate ai vostri figli che certe vite valgono di meno, non uscite con frasi orrende come “che muoiano, bastava restassero a casa loro”: sono PERSONE, sono bambini, sono madri, non sono  un fastidio che rovina le nostre cene davanti ai TG.

Insegnate il RISPETTO sempre e comunque, insegnate a vedere oltre, regalate un libro che parli della vita da cui fuggono, invitate qualcuno di loro a raccontarvi la sua storia, visto che si dice che le nostre città ne sono piene non sarà poi così difficile.

Impariamo dalla storia, vi prego, l’odio non ha mai portato a nulla di buono, ovunque fosse diretto.

 

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4 Comments

  • Cara Morna, sottoscrivo ogni s i n g o l a parola.
    Anch’io sono angosciata da questo clima di odio e intolleranza e credo che la politica attuale del nostro paese non rischi che aumentarla e legittimarla.
    Io ho una bambina di 4 anni che per scelta ha frequentato, un asilo nido prima, e ora una scuola dell’infanzia di quartiere e multietnica perché credo fermamente che il confronto con altre culture possa solo rappresentare un arricchimento, sin da bambini. Cerco di insegnare (con i fatti soprattutto) a mia figlia che una persona va apprezzata (oppure no) per le caratteristiche legate al suo carattere, alla sua personalità. Non faccio mai riferimento né alla lingua, né al colore della pelle né allo status sociale. Per lei infatti è normale non trovare differenze di questo tipo. Le sue migliori amiche sono italiane, rumene, nigeriane, provenienti da famiglie abbienti o modeste? Chi lo sa, per lei sono amiche, e basta.
    Una volta mi ha intenerito perché tornando a casa da scuola mi ha detto “Mamma, sai che la mia compagna Trinity ha i nonni che vivono in Africa? Che fortuna che ha…i miei vivono solo ad Asti!”.
    Ed è così che vorrei crescesse. Apprezzando e rispettando gli altri, pretendendone altrettanto anche… Certo i cattivi esistono, eccome… ma non si riconoscono dalla pelle o non lo sono solo perché arrivano da lontano.
    E non è solo l’odio per chi arriva da lontano che mi spaventa, ma quello per ciò che “qualcuno” ogni tanto ritiene di dover classificare come diverso (che sia la disabilità, la stato sociale, le scelte di vita, gli orientamenti sessuali etc, etc).

  • Ma facciamone pure una questione politica cara Morna, perché io ho la brutta sensazione che questo governo abbia in qualche modo dato il via alla normalità dell’odio, del razzismo e dell’ignoranza. Non c’è più ritegno. È preoccupante questa situazione. Davvero preoccupante

  • Lavoro in un negozio e vi giuro che la gente fa commenti carichi di tutti i tipi… Parlando con mia nonna, l’ altro giorno, le dicevo: “Nonna tutto questo odio mi fa paura e mi mette tanta tristezza, non voglio che la piccola cresca con questo clima di ignoranza…”
    Mi ha raccontato di quando lei a 30 anni si è trasferita con mio nonno e i loro 3 figli per lavorare in fabbrica. Sentiva i commenti delle persone di quel nuovo paese… dicevano che andavano tutti lì per rubare il lavoro… uuuuhhhh che culo diventare metalmeccanici in acciaieria ! I figli venivano sempre visti come un mondo a sé… un accento diverso… abitudini diverse… beh lei ancora ci soffriva nel raccontare. Possiamo ancora imparare tanto dalle parole di chi ha vissuto la diversità, la discriminazione.

  • Brava!! serve sempre e comunque che qualcuno queste cose le scriva o dica.
    Io sono stufa di sopportare questo odio, e sottoscrivo ogni tua parola anche e soprattutto la spinta a studiare ciò che è accaduto nei Balcani solo 20 anni fa.
    Qualche giorno fa ho fatto mie alcune frasi di un articolo che diceva così: oramai la gente si sente autorizzata e legittimata ad essere egoista, perché l’altruismo o la bontà (e non il buonismo) costa impegno e sudore, perché è necessario fare un passaggio mentale complicato che in pochi (o nessuno) sono disposti a sostenere. Essere egoisti o stronzi è facile e non costa nulla. Ma continuiamo a sostenere il contrario insegnandolo ai nostri figli. Io cerco di farlo e sento di avere buoni risultati.

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