E così è iniziata la scuola

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E così è iniziata la scuola.

E’ una strana sensazione, come quasi sempre non mi sono neanche accorta che l’estate è arrivata e mi trovo qui, con gli zaini e le felpe al mattino, l’aria frizzante e le giornate più corte a chiedermi come sia possibile che sia quasi autunno quando non è ancora arrivata luglio.

E invece a quanto pare luglio c’è stato eccome e anche agosto e anche (ormai) metà settembre, ma quando non stacchi praticamente mai (e quando stacchi vai in un posto dove ci sono 15 gradi ;-P) è difficile realizzare che le stagioni cambiano.

Se non altro questa estate è scivolata via senza grossi intoppi e, devo dire, è stata meno “faticosa” del solito.

Niente centri estivi, ce la siamo cavata tra nonni, baby sitter e vicini.

Questo ha fatto sì che non avessimo almeno levatacce e corse mattutine e dell’importanza psicofisica di questo me  ne sono resa conto oggi.

Infatti se nelle scorse settimane la sveglia alle 7.20 i pareva la morte, oggi quando è suonata alle 6.10 (perché con la scuola tocca di nuovo a me la passeggiata mattutina con il cane) mi sono resa conto che noi esseri umani (e soprattutto noi esseri madri)  possiamo adattarci praticamente a tutto.

Finchè non è stata ora della colazione.

Alberto (che se ricordate l’anno scorso era talmente agitato dalla scuola –senza dirlo ovviamente- che era totalmente ingestibile) a questo giro era invece sereno, abbiamo passato un’estate tranquilla sotto quel punto di vista e certe scene isteriche degli anni passati sembravano definitivamente archiviate (salvo qualche raro episodio serale da stanchezza).

Stamattina sceglie la colazione con latte e cereali (sì perché a casa mia si sceglie pure la colazione), ma appena si accorge che nella tazza non c’è nemmeno una pepita di cioccolato (ovvio, se le mangiano tutte appena aprono il sacchetto) è andato di matto, con pianti, lamentele e soprattutto quella terribile vocina lagnosa che gli esce in questi casi e che mi entra direttamente nella zona del cervello chiamata “testata in fronte” (devo registrarla per farvi capire la drammaticità della cosa).

Per cui il primo giorno di scuola stava per iniziare in tragedia con un figlio al pronto soccorso e una madre in galera.

Poi per fortuna lui si è calmato (grazie a mio marito che gli ha dato altri dolcetti al cioccolato) io mi sono buttata in doccia per non menarlo e tutto è filato senza ulteriori incidenti, fino al cortile della scuola, quando mi sono resa conto che tutti avevano borsoni pieni di roba e noi uno zainetto mezzo vuoto.

Ma ormai credo che le maestre non ci facciano neanche più caso, sanno che i miei portano le cose man mano, da qui a dicembre, e che dovranno inviarmi diversi avvisi e solleciti.

Pr concludere, ci aspettano ancora 3 giorni di corse, perché devo andare a prenderli alle 12.20 (!!!), fare il pranzo per poi tornare in ufficio. Da lunedì santa mensa, così torneranno a mangiare più o meno equilibrato (o almeno non lo so, quindi niente sensi di colpa)

Se proprio deve essere settembre, che lo sia fino in fondo!

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