Il primo giorno di scuola elementare (ovvero: “ora sei grande”)

Ti ho guardato posare con un po’ di esitazione lo zaino sulle spalle. Mi hai guardato fieramente, cercando nel mio sguardo approvazione: sei all’altezza delle mie aspettative?
Gli ultimi tempi sono stati più difficili del solito ed io mi chiedevo perché, cosa stessi sbagliando, se i sei anni fossero ancora peggio dei quattro, dei due.
Poi mi sono fermata a pensare.
A quante volte, negli ultimi tre mesi, ti è stato chiesto: allora, felice di andare a scuola?
Quante volte ti è stato detto, anche da chi di te non sa proprio niente, che adesso diventerai grande. Quante volte è stata utilizzata la frase “adesso vai alle elementari, non puoi più comportarti così”.
Sei grande.
E tu, che grande non ti senti, oggi mi guardi con quegli occhi che brillano sperando di non deludermi. Sperando di non piangere, perché in realtà non te la senti di diventare grande così tutto di un botto, come se al suono della campanella scattasse un incantesimo e pum! ti ritrovassi 30cm in più e la voce diversa.
Mentre percorriamo questa strada che sarà le nostre mattine per i prossimi cinque anni, dove correremo contro il tempo, sotto il sole o con la pioggia, che vedrà davvero crescerti e cambiare, ti stringo la mano forte.
Come sono passati questi sei anni? Davvero siamo pronti a lasciar passare il tempo? Davvero ho voglia che diventi grande?
Siamo davanti alla porta, devo lasciarti andare: cerchi ancora in me quell’approvazione, ricacci le lacrime e sei pronta ad andare.
Ed è in quel momento che ti stringo forte a me e ti sussurro nell’orecchio
Non ti preoccupare, sarai sempre la mia bambina.
Buona avventura a tutti i nostri bimbi che quest’anno iniziano le elementari e che, a discapito di quanto viene ripetuto loro di continuo, sono ancora piccini picciò. Di tempo per fare i grandi ne avranno tanto, no?
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