Almeno 300 di voi subiscono violenza in casa

 

E’ un titolo forte, lo so, ma la statistica dice esattamente questo.

La statistica pare fredda, sono solo numeri, però ci parla, ci dice quanto poco sappiamo uno dell’altro.

In Europa una donna su tre dichiara essere stata vittima violenze da parte di un uomo (33%), quasi 62 milioni di donne, il 22% e quindi una donna su cinque, dichiara di aver subito violenza domestica.
E solo una donna su dieci ammette di aver denunciato l’episodio alle Forze dell’Ordine.

Se questo post verrà letto da 2000, 2500 persone, vuol dire che sarebbero ben 550 le lettrici che hanno subito o stanno subendo violenza.

Cos’è la violenza domestica?

E’ violenza psicologica: un uomo che umilia di continuo, che denigra, che insulta.

Un uomo che ti dice che fai schifo, che se non ci fosse lui non ti vorrebbe nessuno, che sei scema, che non concluderai mai niente dalla vita, è un uomo violento.

Un uomo che urla e ti insulta perché la pasta è fredda o scotta è un uomo violento.

E, se ti capita, sì, sei una vittima di violenza.
E la cosa potrebbe degenerare presto.

C’è la violenza economica: non lasciare che la moglie lavori, dare pochi soldi, è tutta volontà di dominio, che non va mai tollerata.

C’è ovviamente la violenza fisica e sessuale: spesso è l’ultimo stadio delle violenze di cui sopra.

Un uomo dominante, che vi umilia e vi insulta, prima o poi con ogni probabilità alzerà le mani.

E se anche non lo facesse, siete comunque vittime di violenza, perché la violenza psicologica non è meno grave e meno devastante di quella fisica.

Nel mio lavoro mi capita di sentire registrazioni di serate in casa (sei una merda, ma non ti vergoni, ma ti guardi, mi fai schifo, non sei capace neanche di cucinare sei inutile come una merda) e vi assicuro che sono così orribili che mi chiedo come si possa vivere così anche un solo giorno: e invece sono magari 10, 15 anni di vessazioni quotidiane.

E non aspettatevi donne dimesse, che non si vedono fuori di casa, di ambienti degradati: la violenza non conoscere ceto sociale.

Ci sono donne bellissime, sorridenti, in carriera, con violenze devastanti che tengono segrete da anni.

E gli uomini sono tutti, tristemente, uguali.

“sei tu che mi tiri fuori il peggio”

“solo con te sono così”

“non è mai successo prima”

“ho sbagliato ma sei tu che..”

“è colpa tua che mi provochi”

“è stato un colpo di rabbia, non succederà più”

No, non è “un attimo di follia” : perché l’attimo di follia capita sempre in casa, lontano da testimoni, e spesso senza lasciare segni visibili?

Invece succederà ancora.

Non importa se vi porta fiori, gioielli, se vi tratta come una regina per un giorno, un mese o un anno, prima o poi
succederà ancora e succederà sempre più di frequente e sempre con più violenza, perché è questo che succede, SEMPRE. Non siete principesse, regine, siete vittime di un mostro.

Non è vero che si può capire subito:  sapete che quasi sempre i primi episodi di violenza iniziano durante la prima gravidanza? Pare assurdo, ma è proprio così, perchè si acuisce un senso di possesso che evidentemente c’era già prima. Magari c’era una gelosia eccessiva, magari un controllo esagerato, magari volavano parole pesanti ma che si ritenevano “tollerabili”. O magari niente, magari era normale.

E le donne entrano ogni volta in casa con l’angoscia, fanno di tutto per non far scoppiare la rabbia, stanno attente ad ogni dettaglio, ai vestiti, a come cucinano, a come apparecchiano e quello che è grave che spesso non se ne rendono nemmeno conto.

Mi raccontava una assistente sociale che, dopo che finalmente una donna era fuggita da casa e posta in ambiente protetto le era stato chiesto qual era il suo piatto preferito. Non lo sapeva, dopo anni a camminare sulle uova a
cercare di accontentarlo in tutto e per tutto per non farlo esplodere, si era dimenticatoi anche quale fosse il suo gusto di gelato preferito. Si era dimenticata chi era. Sembra incredibile, ma diventa talmente “normale” che
manca quasi la consapevolezza, che spesso nasce solo in momenti eclatanti, ad esempio un pestaggio da far temere per la propria vita o quando viene colpito un figlio o ancora quando un figlio manifesta segnali allarmanti.

Perché non serve che i figli siano picchiati perchè siano vittime di violenza.

Si chiama violenza assistita:

i bambini che non sono oggetto della violenza, ma assistono. E, purtroppo, assistono SEMPRE. Perché non è necessario che siano presenti mentre il papà insulta, minaccia, picchia (e spesso,
purtroppo, lo sono), ma possono anche essere chiusi in camera e sentire le urla o vedere la mamma piangere, o semplicemente sentire la tensione e la paura, perché i bambini sentono tutto. E purtroppo sempre le fredde
statistiche ci dicono che i bambini vittime di violenza assistita tenderanno a replicare, da grandi: i maschi diventano violenti, le femmine trovando uomini dominanti e violenti.

Le statistiche ci dicono anche che il 25% di bambini soggetti a malattie gastriche, mal di testa, disturbi scolastici, sono vittime di violenza, diretta o assistita.

Come pure il 32% delle donne che accedono al PS o al medico per gastriti e problemi cardio circolatori e, pare incredibile, il 23% dei parti prematuri.

Perché scrivo questo?

Perché la prima cosa da fare è aprire gli occhi, la seconda è scappare.

E’ una situazione che non si risolverà mai, è inutile aspettare, anche un solo giorno con uomo così è un giorno della vostra vita sprecato, quando va bene, l’ultimo, quando va male.

Ci sono i centri antiviolenza, lì lavorano donne formate appositamente, andateci, telefonate, avrete un supporto su tutto, anche su una casa protetta quando serve.

Non dovete andare solo se siete convinte a fuggire, potete andare solo per un consiglio e poi tornarvene a casa, nessuno vi costringerà a fare qualcosa che non volete.

Spesso passano mesi di colloqui prima di decidere di cambiare vita.

Vi aiuteranno in ogni step, con un avvocato e una psicologa quando serve.

Vi aiuteranno anche nelle fasi della denuncia: non è raro, infatti che in caserma si possa capitare da persone poco competenti, che magari vi risponderanno “se non ha referti medici cosa denuncia a fare?” (mi è già successo con registrazioni di minacce di morte, e la signora è stata mandata via) . Avere qualcuno che vi supporta vi aiuterà a superare anche questi intoppi (gravissimi) che purtroppo possono capitare.

Sarà facile?

NO, sarà dura, durissima.

Ma è facile ora?

 

 

Vi lascio qualche link utile.

https://www.direcontrolaviolenza.it/

http://www.asmn.re.it/allegati/opuscolotuteladonne2017.pdf

 

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