Un’onda di luce perché….

… Nessun piede è troppo piccolo per lasciare un’impronta in questo mondo 

Ottobre è il mese della consapevolezza sulla morte perinatale.


E’ un argomento di cui si parla troppo poco in confronto ai tanti, troppi genitori che hanno subito questa tragedia.
Alcuni non sanno nemmeno di cosa si tratta. 
L’organizzazione mondiale della sanità definisce “morte intrauterina” la perdita del bambino dopo la 20ma settimana di gestazione. Se ne parla poco, ma è un problema di grande rilevanza clinica e sociale. Ogni anno, nei Paesi industrializzati, Italia compresa, una gravidanza su 300 si conclude con la morte del bambino nell’ultimo trimestre o subito dopo il parto, spesso senza una causa apparente. Questo significa che ogni anno in Italia, ben 2500 famiglie si trovano ad affrontare questa disgrazia , 6 famiglie ogni giorno.  
E ancora, con questi numeri, molti, troppi, non sanno, o non vedono.
Quando magari è successo alla mamma che incontriamo tutti i giorni all’asilo, o alla vicina di casa, o alla compagna di corso preparto a cui vengono gli occhi lucidi quando chiediamo se sia la prima gravidanza.
E’ necessaria più consapevolezza e sensibilità: anche a questo scopo sono nate diverse associazioni che offrono sostegno e conforto alle famiglie, ma anche a famigliari e amici che soffrono e non sanno come stare vicino ai genitori in lutto. Citiamo la più conosciuta ed attiva, ciaolapo onlus.

Per essere vicini a queste famiglie, partecipiamo tutti all’iniziativa un’Onda di luce (dalla terra al cielo).
Alle 19 del 15 ottobre, accendiamo una candela.


Per celebrare questo mese, vorrei riportare una lettera scritta a mio figlio diverso tempo fa, e che molte amiche che mi seguono qui hanno già letto.

Caro amore, la vita non è una scala di
cristallo, ti accorgerai presto che non è possibile avere tutto quello che si
desidera, che a volte le cose vanno male, che ci sono anche momenti della vita
dolorosi e tragici. Naturalmente spero e prego affinché tu possa essere felice
il più possibile, e che abbia a vivere pochi di questi momenti dolorosi.
Che ci sono, nelle nostre
vite, o in quelle delle persone a cui vogliamo bene, anche a volte senza
conoscerle.

Per questo vorrei
condividere con te il passaggio su questo mondo di tuoi cuginetti, che
purtroppo è stato troppo breve, spezzando i cuori delle loro mamme e dei loro papà, ma che ci
sono stati, ci sono, e sono entrati anche nella mia vita, e di conseguenza
nella tua.
Si tratta di esperienze
devastanti ed incomprensibili. Ma forse tu, ricco della memoria ancora recente
della vita prima della vita, puoi capire molto più di noi. 

Vorrei parlarti ad
esempio di Michele. Michele è un tuo coetaneo, ed è nato con un problema
cardiaco. Ma si trattava di un problema che sarebbe stato risolto in seguito,
verso i 3 anni. Magari si sarebbe risolto da solo. Quindi con la mamma di
Michele si parlava di nottate, pappe, rigurgiti, coliche, della fatica dei
primi tempi. 
Un giorno però ci ha
detto che non si poteva più aspettare, che l’operazione era fissata da lì a
pochi giorni.
Non dimenticherò mai
quando ci raccontò di come aveva preparato il suo bambino per l’operazione, di come aveva atteso
con lui l’ingresso in sala operatoria. Di come l’aveva affidato nelle mani dei medici. Di come non l’avrebbe mai più rivisto.
Dell’esperienza
terribile di tornare a casa, e trovarsi in una vita che non c’era più: il
lettino, la palestrina, i giochi, i vestitini… non servivano più, erano un
affronto, uno schiaffo, un dolore troppo grande.
Non dimenticherò mai
quando ci raccontava di come ogni sera andava a dormire con quell’ultima tutina
indossata dal suo bambino. Di quando si chiedeva quanto ancora avrebbe
conservato il suo profumo.
Ora in quella casa c’è
una sorellina, e Michele avrà sempre 4 mesi. Per me sarà sempre il bambino
sorridente nella sua tutina rossa, una tutina presa per un Natale che non
avrebbe mai vissuto.

Vorrei parlarti di Sofia, che è stata colpita da una malattia ingiusta e cattiva, l’ernia diaframmatica. Nella pancia della sua mamma era una bimba sana e perfetta, ma per colpa di un buchino invisibile nel diaframma aveva solo il 50% di possibilità di salvarsi. La sua mamma, e noi con lei, l’ha attesa con amore e speranza, ma la vita è ingiusta e non ascolta le preghiere. Sofia ha vissuto 48 ore, 48 ore di speranza e angoscia. Sofia adesso vola alto, dove può respirare lieve.

Ma non ci sono solo Michele e Sofia tra i tuoi cuginetti speciali. 
Perché ho conosciuto Mamme
che non hanno avuto nemmeno la gioia di vedere il primo sorriso, la manina che
stringe la nostra.
Perché ci sono bambini
che sono stati nella pancia della mamma troppo poco tempo, che sono tornati nel
luogo che noi non ricordiamo, ma che tu sì, sicuramente ricordi. 
Perché ci sono mamme che
hanno dovuto soffrire i dolori del parto, moltiplicati all’infinito nella
consapevolezza che non avrebbero dato la vita, ma che si trattava di un addio.
Mamme che hanno atteso
immobili nella speranza che un Sogno non si infrangesse così.
Ci sono anche mamme che
hanno avuto i loro cuccioli per il tempo di una speranza, altre che hanno
dovuto affrontare scelte troppo dolorose. 
Altre ancora che attendono, e intanto
sono mamme solo nel cuore.
Chi lo sa se c’è un
perché, se è perché questi cuccioli non avevano bisogno di vivere questa
vita, a volte così triste, se è perché dovevano aprire la strada ai loro
fratellini, o se è solo perché la vita è così ingiusta.
Ho dovuto e voluto
parlarti di loro perché ci sono stati, ci sono ancora nel loro luogo e nel loro
tempo, certo più sereno di questo, sono entrati nelle nostre vite, e non
saranno dimenticati.
Ti racconto di loro
perché quando mi lamento di te, dei tuoi capricci, del tuo voler dormire nel
lettone, d’ora in poi mi sentirò una stupida, perché non devo dimenticare che
ci sono mamme che vorrebbero potersi lamentare di questo, ma a loro non è stato
ancora concesso.

Piccoli angeli, vegliate
sempre sui vostri genitori, e su tutti quelli che vi hanno amato.

Per Sofia, Michele, Gioele, Davide, Ernesto, Mattia e per tutti i piccoli volati via troppo
presto.





Il 15 ottobre, alle 19, accendiamo una candela.

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29 Comments

  • ho le lacrime agli occhi… e alcuni dei bimbi che hai nominato li ho virtualmente conosciuti anch'io… Sofia, Gioele…
    sicuramente non li dimenticheremo mai…
    ax.blu

  • ogni volta che ci penso, mi si riempiono gli occhi di lacrime. una pensiero a tutti questi piccoli angeli, un abbraccio ai loro genitori!
    e una candelina per loro e per raccontare di loro ai nostri piccoli. anche al mio, a cui la sera, quando diciamo le preghierine insieme dico, nell'orecchio di salutarmi nel sonno il nostro angioletto in cielo, di dirgli che ci manca, di chiedergli di mandarci un fratellino o una sorellina.

  • Penso spesso anche io a queste mamme negate e più guardo i miei figli e più penso che debba essere grata, grata di averli sani, belli e vivi soprattutto.
    Un ricordo al piccolo angelo della mia cara amica R. andato via alla 19 settimana di gestazione. Si è scoperto poi dopo il raschiamento di trattava di un XX una femmina che tra 3 maschi (2 miei e 1 suo) avrebbe avuto un suo perchè. Dopo due anni è arrivato E. un bel maschietto (così in totale siamo a 4 maschi)e non posso fare a meno ogni volta che lo guardo di pensare a come sarebbe stata sua sorella.
    E un ricordo al piccolino della mia migliore amica volato via alla 17ma settimana dopo avere già acquistato due paia di jeans premaman e iniziavamo a parlare se acquistare o no la fascia porta neonato.

  • Ricordo di aver letto con paura, anzi, con puro terrore, certe storie. Non si è mai pronte per accettare certi fatti della vita, e come si può esserlo quando questi fatti riguardano proprio la vita che abbiamo creato?
    Con la P1 avevo ancora dell'inconsapevolezza, ma la seconda volta che sono rimasta incinta avevo molta più paura, ormai sapevo cosa significa un figlio, cosa significa metterlo al mondo, tornare a casa con lui, allattarlo, conoscere i suoi sorrisi, respirare il suo odore.
    A tutte le mamme a cui hanno strappato un pezzo di cuore va tutto il mio affetto, perché che fosse un puntino, un bimbo pronto a nascere, un batuffolo di ciccia, un ragazzino o un uomo, nessuna madre dovrebbe veder volare via il proprio figlio, nessuna.

    PS Francy, non dirlo neanche per scherzo!

  • Sono contenta di questo meraviglioso articolo…..finalmente se ne inizia a parlare io sono una mamma tra cielo e terra il mio piccolo morì per una negligenza medica dopo 41 sett.e 5 giorni nella mia pancia…..e grazie a CiaoLapo sono riuscita ad affrontare il mio lutto……anche se una parte di me se ne andata con lui.

  • Leggere il SUO nome in fondo a questo post è sapere che lui è esistito, seppur per poco tempo, ed esisterà sempre non solo nel mio cuore e nella mia mente, ma anche nei pensieri di amiche virtuali..

    Grazie MORNA, GRAZIE DI CUORE..

    Laura

  • Un abbraccio e un ringraziamento a tutte voi, che ci avete reso partecipi delle vostre esperienze e che avete insegnato tanto a ciascuna di noi.

    E un pensiero anche a Gregorio, che ho visto citato da Valeria e che non abbiamo dimenticato:
    è nei nostri ricordi, come ognuno degli angioletti che hanno lasciato la loro impronta sulla Terra e nel cuore di ognuna di noi, che abbiamo avuto il privilegio di poter conoscere le loro storie.

    Grazie a tutte voi e un abbraccio sincero a ciascuna di voi.

  • Riconosco anche io tanti nomi, tante storie…..quella di Gregorio poi mi mette ancora i brividi 🙁 Un grosso abbraccio alle loro mamme speciali. Anche qui si accenderà una candela per questi piccoli angeli, ed una speciale alla mia povera stellina che mi ha lasciato troppo presto e che ora avrebbe 15 mesi, certi dolori non si dimenticano…..

  • grazie, da mamma divisa tra cielo e terra ti ringrazio.
    però vorrei solo precisare che noi non siamo mamme negate. siamo mamme uguali ad altre, solo che non abbiamo la fortuna di poter portare i nostri bimbi nel passeggino, ma nel cuore e nel ricordo. e sapere che ci sono persone che ci aiutano a ricordarli e a ricordare al mondo che siamo mamme lo stesso è molto confortante….

  • Conoscevo la lettera, mi ha commosso di nuovo, grazie Morna. Ci sarà anche la mia candelina domani, per tutti quei bimbi andati via troppo presto, per le loro mamme e le loro famiglie straziate. E ricordo ognuno dei nomi in fondo al post con grande pena nel cuore e altrettanto affetto per le loro mamme.

  • Nicoletta: scusaci, ma non so per quale ragione il tuo commento era stato automaticamente spostato in una cartella non visibile.
    Me ne sono accorta solo ora e l'ho ripristinato.
    Scusaci ancora e un grandissimo abbraccio anche a te, ti siamo vicine.

  • Grazie a voi mamme, per le vostre parole…

    che voglia di abbracciarvi tutte!!!
    stasera alle 19 le candele, mi raccomando!
    Se vi va, postiamole anche sulla nostra pagina facebook.

  • Il 12 ottobre del 2011 abbiamo saputo che il nostro Gabriele nn sarebbe mai nato, agenesia renale bilaterale. Il 10 novembre l'ho partorito alla 21 settimana. L'ho preso in braccio e l'ho accarezzato. Putroppo nn sono l'unica mamma speciale, ma questo mi fa sentire meno sola!
    Ti amo Gabriele!

  • Nessuno dovrebbe vivere certi dolori, ma questi piccoli angeli meritano di essere ricordati. So che la luce di una candela, di tante candele è nulla davanti a tanto dolore, ma va accesa comunque, per ricordare, per abbracciarsi virtualmente, per far vedere a quei piccoli angeli lassù che non sono stati dimenticati. Nanna

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