Fenomenologia della mamma: la Mamma Retrò

Le feste, ahinoi, son passate, e cosa c’è di meglio se non inaugurare l’anno nuovo con una nuova fenomenologia? Abbiamo parlato di tante mamme, ma la lista è talmente lunga che l’ispirazione non manca mai (belline, tranquille che tocca anche a voi!). Queste feste ci hanno ricordato di lei: la Mamma Retrò. 

Quella mamma che non solo fa mezzo corredino a mano, e l’altra metà lo compra dalle vecchine sotto casa che hanno quelle camicine della fortuna tanto carine e tanto polverose e tanto inutili e tanto datate 1964, ma che dimentica di annunciare la nascita del figlio perché lei sì, ha un telefonino, ma non lo sa usare e lo lascia sempre spento a casa. 

E così, mentre il marito chiama le trecentoventisette persone della lista, molte delle quali con legami di parentela e stesso numero, e si sente rispondere “uh, che bello, congratulazioni, che carino che sei stato a telefonarmi invece di mandarmi un semplice sms!”, lei sta già lottando con i suoi capezzoli introversi che se becca l’ostetrica retrò come lei non saprà mai che non era obbligatorio prendere il Dostinex. 

La Mamma Retrò ti scrive una mail (dai, fin lì ci arriva, ha pur sempre un lavoro!) per chiederti quali prodotti usare per il neonato, perché fare una ricerca su google è qualcosa di impensabile, mentre tu, tu puoi farla benissimo al posto suo (in fondo tu sei La Tecnologica). 
La Mamma Retrò veste il figlio come suo padre. Cioè come il nonno del bambino, quand’era bambino a sua volta. Tira fuori improponibili canotte di lana da neonato, babbucce fatte a mano (sì, esiste ancora qualcuno che le fa, e poi le fa indossare), immancabile cappellino che nemmeno Fantozzi anche quando in casa ci sono 35 gradi, gli mette body infeltriti che ora non li fanno mica più come una volta!
Sparge le gengive del povero sventurato di miele rosato, con cui inzuppa alla bisogna anche il ciuccio, compra kg di camomilla e crea una dipendenza che probabilmente nel futuro si trasformerà in dipendenza da altra erbetta profumata, ha una carrozzina da 38kg perché era quella che costava meno in negozio (dalla Uga sotto casa, che vende dai passeggini alle schiacciamosche…), non gli fa mai il bagnetto se non sono passate almeno tre ore e sta bene attenta a non fargli andare l’acqua nelle orecchie. Ah, e più avanti “bambina mia se hai le mestruazioni niente doccia, mi raccomando”.
La Mamma Retrò non legge riviste, non legge libri che non siano quelli di sua madre, quando le chiedono di quante settimane è non ce la fa proprio e risponde sempre in mesi, e spiegarle il concetto “essere nel settimo mese = essere incinta di sei mesi e qualcosa” è un lavoro che io sconsiglio ad ognuno di voi, seriamente. 

Mamma Normale: “Hai visto che comodo lo scaldabiberon elettrico…”
Mamma Retrò: “Scalda che? Bagnomaria, no?”
MN: “Hai visto il nuovo passeggino della marca x, pesa 6kg e va bene dalla nascita!”
MR: “Ma sei matta, senza carrozzina???”
MN: “Hai visto che comoda la sdraietta per il bagnetto?”
MR: “Sdraietta? Io ho la vaschetta in ceramica smaltata con appoggio in vetro di quando era piccola mia mamma, perfetta, come nuova”
MN: “Allora per farlo dormire ho trovato questi riduttori per il lettino…”
MR: “Aaaaah! Sacrilegio! Così ti verrà troppo piccolo/troppo brutto/troppo scemo/troppo agitato/troppo nervoso/troppo qualsiasi cosa! Ci vuole la culla di vimini! Guarda questa di quando ero bambina! Un buon prodotto antiparassiti e dura altri 100 anni!”    

La Mamma Retrò in genere è un po’ in là con gli anni, o vive isolata dal mondo, o viene da un paese mooolto lontano, o è retrò per scelta. Ma in fondo è una mamma innocua, fatte salve le carie e quel problemino lì con i fiorellini di camomilla.
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