Fenomenologia della mamma: la Mamma Zen

Sicuramente ne conoscete o, comunque, le avrete incontrate.

Sono quelle che non perdono mai – o quasi – la pazienza.

Quelle che quando voi state per esplodere in un botto da far saltare la dentiera alla nonna, loro dicono mezza parola e voi…

vi sgonfiate.

Sì, perchè sono come un Lexotan.
Tutte dovremmo averne una come amica.
Ma amica stretta.
Dovrebbero prescrivertene una insieme alla vitamina A per il pupo.

Sono innocue, in effetti, e ci rilassano, l’importante è che non varchino il confine dell’iper zen, perchè lì, il botto in cui stavate per esplodere farà saltare anche loro, esseri irritanti.
E vediamo se non v’incazzate ora.

La Zen è quella che non si arrabbia nemmeno se suo figlio da della mignotta a Suor Giulia.
Niente, lei gli spiega con parole dolci che mignotta non è una parola che si possa usare così indiscriminatamente (soprattutto come appellativo per donne con abito lungo, velo e crocifisso appeso al collo).

La Zen è quella che non fa una piega mai.
Ma mai, eh!

Tuo figlio ha preso la cresta del compagno e tira intonando cori pelli rossa perchè vuole lo scalpo del nemico?
Tu stai per prendere lui per la cresta e rotearlo nell’aere fino alla maggiore età?
Lei ti ferma.
Ma mica dandoti un ceffone, no.
Con uno sguardo, uno sguardo tra il dolce e il rimprovero…
e tanto basta. E si avvicina a tuo figlio che, sedato all’istante, smette.

E’ talmente serena e pacifica che a starle vicino, complici le 15 interruzioni di sonno della notte precedente, quasi stramazzi.

La mamma Zen in versione mare è quella che si carica 18 kg di giochi a sinistra e 12 di figlio a destra e si avvia serafica.
Mentre tu costringi tuo figlio urlante a camminare, regaleresti i suoi giochi per non caricarteli e ti incammini incazzata come una belva minacciando di farlo.

La mamma Zen è quella che all’aeroporto ha una sacca con 10 kg di sassi raccolti dai 4 figli e cerca l’incastro magico tipo Tetris per farli stare in valigia.

Tu? Tu sei quella con la testa tra le mani, che ripete “perchè l’ho fatto? perchè????”, col marito prostrato accovacciato davanti ai vostri figli, a spiegare loro che mamma ha dovuto regalare ai bambini poveri i sassi che loro volevano portare a casa.
(e nonostante questo, la solerte hostess Ryanair ti costringe a disfare le valigie e a rifarle perchè nel loro insieme pesano 18 kg, ma una delle due pesa più dei 10 kg consentiti).

La Mamma Zen è quella che non si scompone se suo figlio a tavola rovescia un piatto di minestra bollente sulle balle del pacifico marito. Non tanto perchè questo gli assicura di evitare altri figli (e, magari, di dover fingere mal di testa per un paio di giorni), ma perchè…
e che sarà mai?  Il piccino non l’ha fatto apposta.

Ha ragione, eh!
Non l’ha fatto intenzionalmente…
ma provate per un istante ad immaginare cosa succederebbe a vostro figlio se combinasse una cosa del genere a vostro marito. Come minimo il ristorante verrebbe evacuato pensando ad una attacco terroristico a causa delle urla disumane e animalesche provenienti da vostro marito trasformato in torcia umana (o meglio…dai suoi gioielli trasformati in torcia fumante ih ih ih).

Perchè voi non siete zen, e vostro marito men che meno.

Spesso la Zen ha un numero di figli esponenziale.
Lei può.
La sua pace interiore la salva dall’ucciderli in massa, mentre voi vi sorprendete a pensare a tecniche di eliminazione che possano lasciarvi impunite.

Vi dirò di più, di solito, più figli ha, più, in genere, è inamovibile.

Perché non sono i figli a fare arrabbiare i genitori, ma i genitori che hanno esaurito la pazienza, sostiene.

Forse lo sostiene anche a ragione, ma se le affido 3 giorni mio figlio, vediamo se lo pensa ancora.

La Zen non usa castighi.
Non usa punizioni.
Non usa, che diocenescampieliberi, sculaccioni.
La Zen parla ai suoi figli.
Ci fa lunghi discorsi.
E anche se hanno 10 mesi e mordono il tuo braccio che nemmeno un pitbull, capiranno, parlando loro, che non devono farlo.
Perchè la Zen ha una regola: mai andare a letto arrabbiati, nè genitori, nè figli.

La Zen a volte, diciamocelo, ci fa imbufalire che manco quando mio figlio mi chiama chiappona.

Perchè ha sempre una spiegazione per tutto, trova sempre un perchè, ricerca la soluzione migliore, riflette, si interroga.
Fantastica.

Ma volte esagera.

Perchè va bene che te non ti scomponi manco se tuo figlio ti si appende alla gonna lasciandoti in brasiliana davanti al consiglio di classe…

ma io ho il diritto di ululare alla luna se mi girano i maroni.

NDA: si ringrazia Valeria per la segnalazione.

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