Dobbiamo sacrificarci per i figli?

Tempo fa mi è passata sotto gli occhi una di quelle frasi che girano su Facebook: parlava della gratitudine che i figli devono provare per noi.
Non l’ho capita.
Hanno chiesto loro di venire al mondo? No.
Ma, seppure io non sia una madre tutta cuoricini, ho dovuto realizzare a mie spese una grande verità:
che sì, dobbiamo sacrificarci.
E dovremo farlo sempre, eccheccazzo!
Perché ok, potremo anche essere i mostri più mostri del mondo, ma il senso non cambia. È qualcosa che coltivi, forse il senso di responsabilità. In generale, non te ne liberi mai. Sappiamo che dobbiamo fare certe cose, punto.

Che non dobbiamo andare a cena fuori altrimenti il neonato impazzisce.
Che la sera niente, non possiamo guardare la tv perché c’è Masha e Orso.
Che anche se abbiamo sonno, ci dovremo comunque alzare se loro hanno paura, hanno lo scazzo, hanno voglia di rompere i coglioni, semplicemente.
E lo faremo, eh. In un eterno slancio masochista (ci piaceranno per quello le 50 sfumature? Forse perché le mamme sono tutte un po’ masochiste?) noi ci sacrificheremo. Anche e soprattutto quando non lo farà nessun altro, anche se non è per niente giusto.
Sono arrivata a Panama il 19 dicembre 2015.
Il perché lo sapete. Per loro. Non ne avevo una visione così evidente finché non sono arrivata qui. Cosa ci faccio? Dov’è il mio lavoro? Perché sono tutti così lontani? Perché mentre io sono sveglia, e lotto contro il jet lag, il mio telefono non suona mai?
Perché ho scelto di sacrificarmi. Di mollare tutto quello che avevo costruito, i miei punti fermi, i miei amici, i miei impegni, per il bene delle mie figlie e della mia famiglia.
Però, c’è un però.
Ché già io le vedo quelle che non escono la sera a cena fuori bearsi sotto la copertina davanti ad una serie tv.
E vedo pure quella che si sveglia la notte affondare il naso nel collo del suo bimbo cagacazzo, sì, ma tanto morbido e profumato (tranne se ha vomitato, ve lo concedo).
Io credo che a volte ce lo imponiamo, il sacrificio. Altre volte, non abbiamo scelta. Altre volte ancora, invece, non è sacrificio, ma sono scelte, come nel mio caso. Ecco, questo è: alcune cose non possiamo proprio evitarle (la responsabilità, appunto), altre volte potremmo forse delegare, o fare senza. Ma c’abbiamo i sensi colpa e quelli no, non sono colpa nostra. Quindi non è facile affatto, non sacrificarsi, quando tutto intorno il mondo dice che sei nata per questo (tu, madre).
Però proviamoci, a lasciare andare, quando sentiamo di volerlo fare.
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6 Comments

  • Cacchio ci pensavo giusto oggi…la mia vita, da quando ho i miei due dolcissimi cagacazzi, è tutta un sacrificio…sempre a correre come na pazza…ad annullarmi quasi completamente per crescere questi due prolungamenti del mio cuore…ma sai una cosa? come hai detto tu è un sacrificio che ti riempie la vita-il cuore e ti fa sentire viva. Anche se è durissima IO AMO SACRIFICARMI

  • Io nn ho neanche fatto in tempo a "s acrificarmi": nn era panama era la germania della foresta nera….ma dopo 15 giorni che il mio Lui era li ha deciso di lasciarmi con un figlio e mettersi con un'altra….e la scelta e l'organizzazione a quel punto era svanita……

  • Panama sembra interessante e nella tua situazione suppongo avrei fatto la stessa scelta…però sì, sei lontanissima da casa, non è certo una cosa da poco e ti ci vorrà un bel po' per abituarti. Quanto ai sacrifici di noi mamme (ma anche i padri anche se non tutti allo stesso modo) sì tanti non ti pesano come immaginavi. Magari le imprecazioni partono comunque, ma poi in fondo, se sei felice lo fai anche volentieri, quasi tutto. Dico 'se' sei felice perchè putroppo conosco qualche caso di mamma che è diventata mamma perchè l'ha convinta il suo lui. E se non è un desiderio condiviso, quello di diventare genitore, diventa una galera dove le sbarre non si vedono e non sai proprio come fuggirne. Anche se i suoi figli li ama…comunque si sente in prigione, ogni giorno, dalla mattina alla sera. E a lei il sacrificio pesa, anche il più piccolo.

  • A volte quei mille e mille km ti portano lontano lo stesso. in un posto però proprio bruttrino e pieno di limiti..non ho chi mi parcheggia la macchina e da me non bevono il cocco..anzi si piegano 5 volte al giorno a pregare su un tappettino per terra e tu donna non vali nulla. però …però tutto ciò vale qualsiasi sacrificio se è per stare insieme….e poi si trova anche un senso a tante altre cose.

  • Beh, chiamalo sacrificio il tuo… da come sei messa, stai ripagando i due anni di solitudine a Parigi alla grande! Godi anche per noi… in tutti i sensi 😉 e ps. non mi stupirei se arrivasse anche il terzo!!!
    Baci.
    M.

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