Ma fare la blogger è un lavoro?

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Ultimamente si sente molto parlare dell’attività di “blogger” e pare che chiunque aspiri a fare questo lavoro.
Qui, però, non si è ancora capito che lavoro sia.
Senza nulla togliere a chi si impegna con il proprio blog (ne sappiamo qualcosa), a chi ha molte persone che lo seguono, a chi anche ci guadagna. Per guadagnare i soldi di certa gente non basta dire “faccio la blogger”, bisogna farsi veramente il culo.

Non ci si inventa né blogger né influencer

Ricevere dei regali in cambio di un post o di una foto non è un lavoro. Un lavoro, in teoria, lo si fa perché si hanno delle competenze. Ok, ho come competenza scrivere, evvai. Peccato che veda più gente analfabeta sommersa dai regali che penne impegnate guadagnare. Idem per le foto: avendo lavorato come social media manager con piattaforme che gestiscono “micro influencer” non vi dico quanta gente si crede fotografo e “lavora” in cambio di una crema per le rughe da 10 euro.
Ricevere dei soldi in cambio di un post o di una foto è certo un modo di avere dei vantaggi, ma non un lavoro.
Tenere un blog che è seguito può portare taaanto lavoro, questo sì. Per dire noi pensiamo ogni giorno a cosa scrivere su FB, cerchiamo delle notizie interessanti, cerchiamo di rispondere a tutte, alimentiamo Instagram, pubblichiamo un nuovo post al giorno e tutto questo porta via del tempo, sicuramente. Ma anche tenere il giardino, riordinare l’armadio e cucinare la pasta fresca. Non per questo alla domanda “che lavoro fai” si risponde “il giardiniere, la donna delle pulizie o la cuoca”. No?

Lavorare significa guadagnare

Detto questo, blogger è il termine che indica colui che tiene un blog. Punto. Che lo faccia per se stesso o per milioni di persone che lo seguono, il semplice fatto di scrivere un blog ci permette di essere chiamati blogger. Da qui a darne l’accezione che si intende adesso, ne passa.
Quando è nato 50sfumatudiremamma, quasi 7 anni fa, volevamo solo scrivere di maternità, figli e disastri vari. Per molti anni, seppur abbastanza seguite, la maggior parte di chi ci seguiva non sapeva né che faccia avessimo, né come ci chiamassimo. Col tempo, ci siamo aperte un po’ ma mai nessuna di noi tre si è definita una “blogger”. Lo siamo nel senso che blogghiamo (brrr), ma non nel senso che si dà in Italia, ovvero “iodilavorofacciolablogger”.
Ma non è perché siamo snob, eh. È perché abbiamo un lavoro. Due tra l’altro anche molto seri. Anna non si conta. 😛

Le marchette sono un guadagno?

E veniamo al punto due: le marchette – seppur qualcuno si ostini a non chiamarle così, ma è gergo giornalistico – esistono.
Esistono quelle dure e pure, ovvero siccome ho tre follower in più degli altri mi mandano dei regali e io ne parlo, ne parlo in tutte le salse, dalle creme ai passeggini ai trucchi agli assorbenti per incontinenza, senza distinguo alcuno, ma esistono quelle un pochino più elaborate.
Anche noi facciamo marchette. O post sponsorizzati. O vendiamo contenuti a dei brand, se preferite.

Perché? Perché ci pagano. Non accettiamo nessun regalo in cambio di un post, a meno che non sia qualcosa che volevamo davvero, che ci serviva davvero, ma non di certo la crema. Se vogliono la recensione di un prodotto, lo si riceve, lo si testa, se ne parla, si incassa. Perché scrivere un post, cercando di restare interessanti, moderarne i commenti, trovare l’angolatura giusta, farlo in un italiano corretto e via dicendo portano via tempo. E se tu vuoi il mio tempo, lo paghi.

Il mio tempo è prezioso, perciò ha un valore

La nostra logica è, però, sia di non accettare qualsiasi cosa (ci sono cose che sono contro il nostro modo di essere, e siamo anche convinte che il blog non debba diventare una vetrina pubblicitaria e basta), sia di parlarne in modo personalizzato, per non ritrovarvi a leggere un comunicato stampa uguale a tutti gli altri.
E non siamo le uniche. Ci sono ragazze che si impegnano veramente, scrivendo anche dei testi molto belli, che usano il loro tempo per scrivere qualcosa che ci faccia sorridere, piangere, riflettere, quello che volete e che, AL TEMPO STESSO, le faccia guadagnare qualcosa. E noi le leggiamo molto volentieri, e anzi se ci accorgiamo che il post è sponsorizzato sapete che facciamo? Siamo empatiche, lo piacciamo, lo condividiamo, lo commentiamo.
E insomma sì, a volte ci pagano per scrivere, a noi e a taaaante altre.
È un lavoro? Dipende molto dalla concezione del lavoro che si ha.

Fare la blogger è quindi un lavoro?

Di sicuro non si guadagna quanto la Ferragni. Di sicuro si fatica molto: avete idea del numero di post che scriviamo ogni giorno, non sponsorizzati? Mi fa ridere quando qualcuno ci salta al collo per una “marchetta”: e tutto il resto, vi piace leggerlo, no?
Si potrebbe buttare sul filosofico, sul fatto che le decine di migliaia di persone che ci seguono non pagano niente e che per usufruire di un servizio gratuito bla bla bla.
La verità è che abbiamo sempre scritto per voi e per noi nella misura in cui il blog e i social sono sempre stati un conforto e un confronto. Poi sono arrivati gli sponsor, e ci siamo dette che se dei brand ci davano fiducia, tanto meglio. Ma che non saremmo mai cambiate, che non saremmo diventate una mera vetrina di chi ci regalava qualcosa.
Forse un po’ di meriti ce li abbiamo, perché il blog per noi è un secondo lavoro. In termini di impegno e in termini economici, sì.
Chi l’avrebbe mai detto?
Non queste tre gulle che tanti anni fa si sono messe a raccontare di maternità.
E se siamo ancora qui è grazie a tutte voi, ma forse anche grazie un pochino a noi che abbiamo dedicato così tanto tempo, tanto amore, tanta pazienza a questo nostro bambino chiamato 50sdm.
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13 Comments

  • Applauso. Premessa, vi seguo ma non commento praticamente mai x' mi sembra di non aver nulla di interessante da die. Però, ripeto, vi segue da anni: siete state, e siete ancora, la mia risata nell'avventura della maternità e apprezzo la vostra ironia e la passione che ci mettete. E questa volta vi commento x' ho la presunzione di capirci un pochino (faccio la giornalista): scrivete molto bene, e non è poco, avete idee e aggiornate tantissimo il blog. Fossero tutti così la rete sarebbe molto più bella. Flora Casalinuovo

  • Vi adoro! condivido in pieno tutto. un conto è "recensire" un prodotto con sincerità, un altro è fare una vera "marchetta" cioè semplicemente spammare con nomi di marchi ogni singolo post solo perchè si sono ricevuti due soldi
    che poi uno alla fine si domanda: ma sta qui da consigli sinceri o si dibatte come i tonni nella rete sperando di uscire al coro?
    faccio un esempio. foto della bambina. "la mia piccina che guarda i cartoni nel suo vestito "marca tot". Non le sopporto queste cose.
    Diverso è ricevere in omaggio un prodotto, testarlo e consigliarlo se ne vale la pena.
    oltre al fatto che si, scrivere un blog è lecito per tutti, essere seguiti un merito, farlo di lavoro…..ce ne saranno forse due in tutto il paese?
    brave brave brave!

    • Quelle che spammano marchi ovunque e comunque sono intollerabili da lettrice che già legge poco i blog altrui…non so che arricchimento possa esserci.

      Può capitare una foto come quella che citi ad esempio, ma una! Una ogni tante foto!
      Se ogni foto ha il solo fine di segnalare un brand perché ti ha mandato la scarpina o perché cerchi di accalappiarti una pezza…cominci a rientrare nella categoria che io amorevolmente definisco accattona.
      Lecito fare accattona.
      Ma per fortuna è lecito anche non seguirti più.
      Kla

  • Non riesco a capire che problema c'è se vi fanno regali o vi pagano… Tanto meglio per voi, se scrivete cose interessanti la gente vi legge e quando diventa tanta certe aziende investono su di voi, credo che significhi che siete brave , sarò semplicista e poco mamma2.0 e social ma io vi leggo a volte per curiosità e per farmi una risata e sapere dei viaggi di quella di voi che gira tanto… Saluti Diana

  • Siete la mia prima lettura online della mattina, dico solo questo. Grazie per rendere sempre l'inizio della mia giornata più piacevole!
    Federica

  • ho letto ultimamente un articolo sul corriere della sera che parlava dei blogger più famosi in diversi ambiti, cucina, mamma, viaggi, moda…bè io per un periodo ho provato a seguire la ferrigni e la maci ma è come se seguissi la pubblicità, e francamente mi chiedo come possano avere così tanti followers…per la categoria "mamme blogger" la mamma che ha vinto francamente neanche la conoscevo, ho ciccato il suo nome su google e la sua pagina è pubblicità pura…insomma, io mi sono sempre chiesta chi fa queste classifiche (ad esempio per la categoria "cucina" secondo me e penso secondo molti, sonia peronaci dell'ex giallo zafferano è un'istituzione, ma guarda un po' arriva sempre dopo la maci…), e quanto paga la gente per essere ai primi posti (perché, a voglia a dire che si è mollato tutto e si è deciso di inseguire una passione, quando magari dietro hai una famiglia ricca che ti sostiene). Insomma, voi come altri 2 o tre blog che seguo siete secondo me tra le migliori perché scrivete davvero un diario virtuale senza influenze e nient'altro e questo credetemi che si percepisce tantissimo!continuate così ragazze, è uno spasso leggere le vostre avventure! 🙂
    Alessandra

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