Qualche consiglio sull’allattamento, senza prese di posizione

Qualche giorno fa abbiamo partecipato ad un evento a Bimbinfiera, a Milano, in cui degli esperti hanno parlato di allattamento. Apriti cielo: degli uomini che parlano di allattamento, saranno sicuramente disinformati! Per non parlare degli interessi economici. E invece no. Hanno detto prima di tutto che l’allattamento al seno è sempre la scelta migliore, che dobbiamo informarci, lottare, provarci, se vogliamo che abbia successo. Ma hanno anche detto che a volte, pur facendolo, non va come vorremmo. E grazie, grazie per averlo detto. Perché io avevo in mente una cosa, ed è stata tutt’altra.

Ho avuto due bambine e ho allattato entrambe le volte. Senza successo, direbbe qualcuna, facendo comunque del mio meglio, direbbe qualcun’altra. È sempre una questione di prospettive.

Questo post vuole essere quindi un piccolo supporto per tutte quelle mamme che ci stanno passando, o stanno per passarci, e hanno mille domande, mille dubbi, mille difficoltà.

Perché sì, il primo punto è proprio questo: allattare non è sempre facile, anzi.

Non credo di dire qualcosa di sbagliato. Ci attacchiamo sempre al fatto che è sempre stata la cosa più naturale del mondo ma… a parte che io in quel mondo non c’ero, ma soprattutto il mondo cambia. Oggigiorno una donna è sottoposta a mille domande, è super stressata da diversi punti di vista, e l’allattamento, più che una cosa naturale, sembra diventata una cosa di interesse comune.

Be’, ve lo dico: non lo è. È solo di interesse vostro e del vostro bambino. Questo tenetelo SEMPRE a mente, perché nessuno può permettersi di dirvi cosa e come fare.

Detto questo, io sono una di quelle donne che PRIMA – prima di partorire, prima di allattare, prima di essere madre – pensava di avere tutte le risposte. Sapevo esattamente cosa e come avrei fatto, e quindi sapevo che avrei allattato a richiesta, ovunque e comunque, perché in fondo è naturale, no?, e a termine, of course. È andata un po’ diversamente, e per tanti motivi. Perché sì, può andare come ti eri prefissa, ma a volte no, non ci va, perché tu ti senti diversa da come pensavi, perché tuo figlio è diverso da come credevi, ecc.

Quindi, prima che arrivino le mamme che “non ci hai provato abbastanza” o “è solo ignoranza”, vi dico che ero così documentata che le ostetriche in ospedale ne sapevano meno di me, nonostante fossero lì per aiutarmi. Ho aggiustato io l’attacco di mia figlia in un attimo, ho avuto subito la montata, l’ho allattata a richiesta per un mese, finché ho visto che lei aveva ritmi diversi e l’ho assecondata. Quando urlava disperata alla sera e io non capivo perché, il seno la innervosiva ancora di più, e certe mamme che mi dicevano “il seno calma tutto”… col cavolo! Parla per tuo figlio, non per la mia!


Non starò a raccontarvi i miei due allattamenti, vi darò solo qualche piccolissimo consiglio che spero davvero vi aiuti. Io sono stata aiutata da ragazze in rete e il supporto “psicologico” fa molto più di qualsiasi supporto tecnico, di chiunque venga a dirti che se molli sei una fallita (perché ho sentito anche questo), dato che è una cosa che TUTTE le donne possono fare. Se non mi sono sentita fallita quando mia figlia non cresceva (e non perché non avessi latte, ma perché lei non stava più di dieci minuti attaccata e non c’era modo di farcela stare di più) è proprio grazie a donne e mamme splendide che hanno saputo consigliarmi in maniera giusta e mai invadente.

PRIMA DI ALLATTARE

– Informatevi. Informatevi leggendo libri o parlando con persone NORMALI, né con quelle l’allattamento è una merda né con quelle se non allatti sei una merda. Ci sono libri tecnici molto ben fatti, ci sono tanti consulenti non di parte, ci sono tante mamme normali, in giro, per fortuna.

– Sappiate che allattare può non essere semplice, perché fa male, perché se non arriva subito la montata è frustrante, perché si è stanche morte e il neonato dipende solo e sempre da noi. Proprio documentandovi sarete capaci di capire qual è il miglior approccio per voi, per esempio se dormire col neonato, se usare un tiralatte perché qualcuno possa darvi il cambio, ecc.

Finché non avrete davanti vostro figlio non potete sapere come andrà: se non vi date obiettivi, non avrete nemmeno delusioni, no? Quindi decidete solo se allattare o se non farlo, e da lì prendete le misure col vostro bambino, cercando di capirlo senza ascoltare cosa fa zia gina o la vicina o la nonna o la tipa su Instagram. Troverete i ritmi giusti PER VOI, ne esistono così tanti!

DURANTE L’ALLATTAMENTO

– Allattare può far male. Anche se attaccate bene vostro figlio (e se non sapete come fare, chiedete a qualcuno di aiutarvi), potrebbero comparire le ragadi, e non credete a chi vi dice che lo attaccate male per forza (ma fate comunque verificare a chi se ne intende). Io le ho avute sanguinanti con la seconda figlia, alla prima avevo corretto io stessa l’attacco, sapevo benissimo attaccarla! Ma le ragadi dipendono dalla sensibilità della pelle, dalla conformazione del capezzolo, da quella della bocca del bambino e dal suo tipo di suzione. Certo, poi passano, ma vi assicuro che è una cosa terribile. Come ho tenuto duro (proprio perché l’allattamento è comodo, è la scelta migliore, ecc)? Coi paracapezzoli e il tiralatte, che alternavo alle poppate. Poi seni all’aria (con una maglia bucata, ho raccontato in un post le mie follie) e tanto olio VEA.

– Allattare può essere faticoso. Sì, si è sempre fatto, ma diciamoci la verità, come vivevano un tempo? Le nostre vite super stressanti possono renderci più stanche, sia fisicamente che psicologicamente, per questo per alcune allattare è di particolare peso. Be’, non c’è niente di male. “Sacrificarsi” non è per forza un bene, se ne va della sanità mentale. Quindi sì, provateci, fatelo, ma per nessun motivo perdeteci la testa. Ricordatevi che un biberon di latte tirato o anche artificiale non crea nessun problema. Sì, a volte ciuccio e biberon possono incidere sul buon esito dell’allattamento, ma non sempre è così. Ci sono tantissimi casi di bambini allattati comunque a termine nonostante il ciuccio e qualche biberon ogni tanto. Perciò non fasciatevi la testa prima: fate quello che vi fa stare meglio in quel momento (che già è tanto difficile di suo) e il resto lo vedrete poi. E se volete allattare fino ai 4 anni, sono fatti vostri, non degli altri.

– E se non allattate? Se per caso ci avete provato e qualcosa non è andato per il verso giusto, se avete deciso di “mollare”, ricordatevi che voi siete VOI. Nessuno ha il diritto di dirvi che non vi siete impegnate abbastanza perché nessuno vive la vostra vita, i vostri ritmi, la vostra famiglia, i vostri stati d’animo, il vostro bambino. Perciò non sentitevi mai in colpa e non ascoltate chi vi dice che i bambini allattati al seno si ammalano meno, sono più intelligenti e via dicendo. Io e mio marito non siamo stati allattati e mi sento di dire che non siamo proprio deficienti. Mia figlia minore leggeva (in modo corretto e capendo tutto) prima dei 5 anni ed è stata allattata in maniera mista per tre mesi, poi solo artificiale. Quanto a malattie, avete mai sentito dire che io o le mie figlie siamo malate (tiè)? Guardatevi intorno e avrete chissà quanti esempi di persone allattate a lungo che sono tutto tranne che brillanti. Succede. Ovvio che il latte materno è creato apposta dal nostro corpo per nutrire i nostri bambini e cambia in base alle loro esigenze, ma intorno ci siamo noi, ricordatevelo.

Nessuno può dirvi cosa è giusto o meno. Siamo nel 2017 e il mondo ha ritmi e andamenti completamente diversi dal passato, perciò no, mi sento di dire che allattare non è più così naturale, e nemmeno così semplice (sempre che lo fosse). Per qualcuno lo è, benissimo, è stupendo. Per qualcuno non lo è, prendiamone atto.

Io sono per l’allattamento sempre e comunque, ma senza rovinarsi la vita e soprattutto senza ascoltare gli altri. Deve essere una vostra scelta, che fa stare bene voi e la vostra famiglia. Non dovete far contento nessuno, se non voi stesse. Conoscete il vostro bambino e ascoltatelo, ascoltate il vostro cuore e il vostro corpo e passate oltre quando gli altri vogliono insegnarvi come fare (ma lo allatti? Ma come lo allatti ancora? Ma non è magro/grasso? Ma come mai non allatti più? Certo non è la scelta migliore… e via dicendo. Una scrollata di spalle e continuate diritto per la vostra strada).

Ogni mamma vuole il meglio per il proprio bambino, ma il meglio per un bambino è diverso dal meglio per un altro, sempre.

Post in collaborazione con Avent

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