Sembra ieri che… eppure ora tocca ai nostri figli

scooter adolescenza

Cosa ricordate della vostra adolescenza? Io ricordo il continuo affanno per trovare uno stile, una personalità, un posto nel mondo. Ricordo un amore malato, il primo, e tanti altri. Ricordo alcune delle amicizie migliori della mia vita: la mia Gemy, con cui mi scambiavo il Booster (lei rosa, io nero), passavo le ore al telefono e andavo in bagno insieme, e con cui oggi condivido sempre tutto, anche se solo adesso capiamo che i dolori sono ben diversi da quelli causati dal tipo che non ti guarda nemmeno. E Ale, che avevo mollato il giorno del suo diciottesimo per rimettermi col mio ex. Lui mi aveva odiato, sulle note di Miss Mondo di Ligabue, ma poi, in qualche modo, l’adolescenza stramba che condividevamo ci aveva riuniti.

Eravamo adolescenti e ci sentivamo i padroni del mondo: i nostri discorsi ci sembravano gli unici intelligenti, i nostri genitori ci sembravano dei rincoglioniti e molte delle loro raccomandazioni ci entravano da una parte e ci uscivano dall’altra.

Più o meno.

Sono diventata mamma e ho detto “accidenti, difficile crescere un neonato…” e mi è stato detto “vedrai, quando entrerà nei terrible two!”.

Sono arrivati i terrible two e ho detto “mamma mia che fatica stare dietro a bambini di quest’età” e mi è stato detto “vedrai, quando andranno a scuola!”.

Adesso che sono a scuola e mia figlia maggiore entra nella pubertà mi sento dire “eh, vedrai quando saranno adolescenti…”.

Sono passati 17 anni da quando penso di essere uscita dall’adolescenza – la maggiore età, appunto – eppure mi sento un po’ ancora così, e mi dico: che sarà mai? Se ce l’hanno fatta i miei genitori, che avevano meno mezzi di me (sociali, culturali, di confronto, ecc), vuoi che non ce la faccia io?!

Poi però vedi film come Gli Sdraiati di Francesca Archibugi e ti rendi conto che… no, se dalla tua adolescenza sono passati 17 anni, qualcosa vorrà pur dire. In fondo ripensiamo ai nostri genitori adolescenti… erano come noi? Naaaaa. Già ci sembra impossibile che possano essere stati genitori di bambini piccoli! Il film – tratto dall’omonimo libro di successo di Michele Serra – racconta proprio del rapporto di un papà (un meraviglioso Claudio Bisio) col figlio adolescente: lui pensa di sapere tutto, ma proprio tutto, sul figlio, di poterlo capire, in fondo basta parlare, siamo amici, ecc, e invece… Invece lo sapete, no?

Anch’io, quando mi dicono “eh, vedrai l’adolescenza” rispondo (dentro di me, figuriamoci se mi metto a fare polemica!) che io sarò confidente delle mie figlie, le capirò perché in fondo… anch’io sono stata adolescente! Sì, certo, come sono stata bambina…

E come sono gli adolescenti di oggi? Strafottenti, disordinati, menefreghisti, bugiardi, svogliati… Ah no, quelli eravamo noi. O i nostri genitori?! Inutile provare antipatia (e voglia di prenderli a sberle) nei confronti dei ragazzi protagonisti del film, perché sì, saranno anche passati 17 anni, e forse io non ero esattamente la più difficile delle adolescenti, ma quell’età me la ricordo bene e mi ricordo i brufoli, le ascelle pezzate, gli ormoni, i motorini, l’ansia per le marche, i sospiri per i ragazzi, la paura del cazziatone se tornavamo tardi, la fine di Beverly Hills 90210 e l’amore per le cose alternative solo per darsi un’aria da fighi.

Insomma, se avete figli adolescenti o se come me vi avviate verso questa avventura – al cui inizio spero comunque manchi ancora qualche anno – il consiglio è di andare a vedere Gli Sdraiati. Che? Non sapete a chi lasciare i bambini? Be’, se avete i nonni disponibili, li lasciate a loro, perché non vorranno mica ritrovarsi con degli adolescenti fuori controllo un’altra volta? Se non avete i nonni disponibili, allora fate i turni: mamme, uscite con le amiche, quelle dell’adolescenza, e lasciate i figli ai papà. Volete mettere fare un tuffo nel passato ripensando a quella volta che piangevate a dirotto sulle poltroncine durante la vostra sesta visione di Titanic (true story, ovviamente con la mia Gemy)?

Il film esce oggi: se andate a vederlo, ci teniamo a sapere cosa ne pensate. Ché comunque qui siamo tutte avviate verso quella fase lì.

Però ecco, basta con “eh, vedrai l’adolescenza!”.

L’abbiamo capito, siamo state adolescenti anche noi.

Credo.

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1 Comment

  • Presente: figlia in principio di adolescenza, fase di mezzo delle medie.
    Ho letto il libro di Serra e sicuramente vedrò volentieri il film. Ho sorriso nel leggere come ci troveremo davanti anche fisicamente dei piccoli mostri che cambiano, che hanno i piedi troppo lunghi, che hanno la faccia strana che cresce a tratti, e quella indolenza e freddezza improvvisa dopo anni che sono lì ad abbracciarti e a sperare che tutto il dialogo che hai creato durante l’infanzia serva a saldare i rapporti. Ma NOOO. Non solo i miei ricordi dell’adolescenza sono esattamente come i tuoi, per cui ricordo perfettamente quanto ci si possa sentire inappropriati ma anche ingenuamente potenti ma proprio con quel gioiellino di mia figlia sto vedendo come si sia trasformata in un gelido muro prepotente e nervoso che a volte ti accoglie e ascolta, e a volte sbuffa palesemente solo ad incrociare il mio viso. Mi vien da ridere ma al momento mi sto godendo la spensieratezza del secondo figlio ottenne.
    non facciamoci illusioni, purtroppo forse saremo migliori dei nostri genitori, perché di fatto siamo cresciuti come sono cresciuti i figli di oggi, ma il divario tra genitori e adolescenti esiste e si creerà comunque, necessaria spinta alla crescita. E io non vedo l’ora di starci dentro, lo ammetto, sono masochista.
    saluti
    Barbara

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