Il mio bambino è differente

La mia banca è differente, diceva qualcuno.

Il mio bambino è differente, diciamo tutte.

No, non lo è.

Ogni giorno nel mondo nascono circa 200.000 bambini, ogni giorno ne muoiono decine di migliaia (ho letto 26.000) e al mondo siamo circa 7 miliardi.

Credete davvero di essere speciali?

Credete davvero che il vostro bambino sia speciale?


Ogni bambino è la vita per la sua mamma, è il più bello, il più intelligente, il più sensibile, il più carino, il più simpatico o ha delle particolarità, ha delle difficoltà che solo lui ha, ha delle debolezze che solo lui ha e solo lui ha quelle caratteristiche a cui prestare particolare attenzione e quel particolare modo per essere preso in quel tale momento e via discorrendo.

E la sua mamma lo sa, lo sa lei e nessun altro.

E’ anche questo che rende così speciale il legame con la mamma, no?

Solo lei ci conosce, solo lei ci guarda negli occhi e ci ha già letto tutto quello che non avevamo la forza o la voglia o il tempo di dirle, solo lei sa, solo lei capisce.

Ma il mondo è fatto da miliardi di estranei, centinaia di conoscenti, decine di amici e solo qualche decina di persone che ci conosce bene e conosce bene il nostro bambino.

Al mondo del nostro bambino speciale non importa nulla.

Alle centinaia di conoscenti importa il giusto, ai nostri amici e alle persone che ci conoscono e ci vogliono bene importa di più ma la specialità di quell’esserino, la sua, solo la sua la vediamo molto spesso solo noi (a volte persino il papà, eh!).

E questa è una realtà che le mamme devono accettare, anche se non è facile.

Alcune mamme proprio non accettano che il loro bambino sia un bambino, uno tra i tanti, che non sia niente di che e scattano come leonesse se qualcuno osa fare un commento che sottolinei in qualche modo questo aspetto.

Beh, mamme, i bambini fanno così, sapete? Ma gli adulti, e noi dovremmo esserlo, no.

Quando mio figlio era piccolo un giorno passò davanti alla televisione accesa in salotto e si voltò a guardarla. Era inquadrato un pubblico che stava applaudendo con calore qualcosa o qualcuno, non ricordo. Lui si bloccò, accennò un inchino e ringraziò.

Scusami, chi ringrazi? E per cosa?

Loro, mamma, vedi? Mi stanno applaudendo!

Sorrisi per il suo epocale egocentrismo e gli spiegai che no, tesoro, non applaudono te, sai?

Ecco, alcune mamme mi ricordano quell’egocentrismo, quello dei bambini molto piccini che credono che il mondo giri intorno a loro e solo a loro.

E’ importante solo il loro piccolo, ecco perché alcune discussioni diventano impossibili da fare con loro che portano tutto sul piano personale e del loro bambino, come se il loro bimbo fosse più importante del tuo o del mio per te o per me, come se il loro pargoletto avesse più diritti solo per il fatto di essere il loro.

Scusa, perché tuo figlio dovrebbe avere il diritto di fare questa cosa e il mio invece non ha il diritto opposto di pretendere che non la faccia?

Beh… perché a lui piace farla.

E al mio non piace che si faccia, quindi?

Conta meno il mio del tuo oppure tutti e 2 hanno il diritto di essere rispettati e noi adulti possiamo trovare un modo perché sia in effetti così?

Quando ci lamentiamo dell’insegnante che non bada a sufficienza il nostro piccolo speciale ci pensiamo mai che ne ha altri 20 di piccoli altrettanto speciali a cui badare?

Quando il nostro piccolo speciale vuole salire sullo scivolo e un altro bimbo vuole farlo, non hanno entrambi il diritto di farlo?

Quando lei “ha il culetto rosso, mi raccomando la cambi spesso” pensiamo mai che magari quel giorno lo hanno in 5 il culetto rosso e nessuno vale di più dell’altro per le persone a cui li lasciamo?

Nessun bambino è speciale, semplicemente perché tutti lo sono, in egual modo.

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