La top five degli sbattimenti più inutili delle mamme

Quante volte noi mamme sprechiamo una marea di energia (vitale) in qualcosa che ci pare fondamentale ma che poi… anche no?

Ecco la mia top five

1. Mio figlio non deve essere l’ultimo ad uscire dall’asilo!

Se c’è una cosa per cui una mamma si sente eternamente in colpa è che suo figlio sia l’ultimo ad uscire da scuola.

Non importa che il penultimo sia uscito 1 minuto e 20 secondi prima, quello che conta e che devasta l’animo materno è entrare e vederlo lì, tutto solo soletto, nell’aula, in braccio alla maestra  come un povero orfanello.

Ne so qualcosa, il mio era quasi sempre l’ultimo.

E adorava rimanere da solo, avere tutti i giochi e tutta la maestra per sè.

Ma nulla, io mi fiondavo fuori dal lavoro con un razzo sotto le chiappe sperando di fregare la mamma della bimba che di solito era la penultima.

Minuti di cardiopalma, di rabbia verso chi si fermava con l’arancio, insulti e stress alle stelle.

Ma a che pro??! (mi chiedo ora)

2. La cucina sana

Per carità, mangiare in modo salutare è un’ottima cosa, ma vi assicuro che ne ammazza più lo stress che il fritto.

Conosco mamme che vanno a dormire alle 2 di notte per fare i biscotti, perchè il cibo industriale è una schifezza a prescindere, chi corre a prendere i figli per poi mettersi ai fornelli con i figli attaccati alle gambe ad urlare e piangere, ma nulla, va avanti a cucinare e spadellare ed esaurirsi.

Per poi trovarsi con i figli incazzati e nevrastenici, che schifano la prelibatezza salutare e chiedono la pasta in bianco.

No, non demordete, ma insomma, non perdeteci nemmeno il sonno.

Se tornate tardi dal lavoro, un bel toast può essere una soluzione rapida e indolore.

Ecco, detto questo, io domenica ho letto un post di una nutrizionista, che scriveva che “predica bene e razzola ancora meglio” visto che i figli non mangiano nulla di industriale, nulla di raffinato, pochi zuccheri, niente schifezze, e diceva che gli altri bimbi con le loro merendine trasudanti grassi idrogenati rischiano di rovinare il suo lavoro.

Ho guardato imbarazzata la dispensa e mi son messa a sfornare un chilo di taralli.

I tre quarti son finiti nella mia pancia, gli altri in quella dei pargoli.

Così loro ora sono a scuola con la solita merendina industriale, e io non chiudo i pantaloni.

Fanculo, nutrizionista.

3 La cucina bilanciata

Corollario del precedente, una brava mamma non può ignorare che si devono mangiare molti legumi, poca carne, uova per alternare, molto pesce, ecc.

Conosco mamme che passano la domenica con il menù della scuola sotto mano per creare un menù settimanale perfettamente bilanciato e complementare a quello della scuola.

Io tendenzialmente, e grazie a Dio, perdevo il menù scolastico 2 giorni dopo averlo ricevuto, quindi il problema non si poneva.

Questa volta il diligente marito lo ha appeso al muro (mai che si facciano i fatti loro quando serve), quindi in questa domenica uggiosa, oltre ai taralli e alla torta di mele per le colazioni (che non è arrivata nemmeno alla colazione del giorno dopo) mi son messa a studiare il menù scolastico.

Stranamente, questa settimana era prevista carne 4 giorni su 4.

Bene, mi metto a scrivere idee di massima per fare cene senza carne: il lunedì (oggi) un bel cous cous di verdure, martedì polpette di legumi, mercoledì pesce, giovedì passato con crostini, venerdì frittata… dai, non è così difficile.

Comunico il tutto al Padre (che obietta che ragù e prosciutto non sono da classificare nel pasto di carne ma vabbè), che con foglietto alla mano va a fare la spesa.

Torna con

– 4 spiedini da 3 etti l’uno, con salsiccia, lardo, pancetta

– una confezione di costolette di agnello (che a casa mia sarebbero bandite)

– una confezione famiglia di petto di pollo

– 4 braciole di maiale

“eh, ma il cous cous con una bella grigliatina sta bene”.

Stasera brucerò il menù scolastico e chi si è visto si è visto.

E, soprattutto, la prossima domenica starò stravaccata sul divano con i figli a trangugiare pop corn industriali.

4. Lo sport (o le altre attività) dei figli

Lo sport fa bene e va incentivato, certo.

E così la musica, inglese, e sto ceppo, certo.

Ma chissà com’è mi trovo sempre a parlare con mamme disperate perchè Giulia di 3 anni non vuole più andare a danza, ma sai ho già pagato questi 400 euro, quindi la costringo, anche se urla, Enrico non vuole saperne di andare in piscina, Tommaso vomita quando vede il kimono, Federica e Laura non vogliono più fare pianoforte, ma accidenti, avevo appena comprato il pianoforte a coda sfrattando la suocera per fare spazio.

Anche io ci sono caduta, e ci cado ancora.

Quest’anno ho fatto un passo avanti, ho abolito chitarra visto lo scarso entusiasmo, e non mi pare vero di avere un giorno in meno di tassinaggio.

Insomma, finchè non sono loro a chiedervelo, fate attenzione, se possibile scegliete corsi da cui si possa recedere senza aver venduto inutilmente un rene, che vi servirà per altro.

Iscrivere un bimbetto di 4 anni per poi trascinarlo urlante non fa bene a nessuno: a casa si sta da Dio, voi vi evitate trasferte in piena ora di punta, lui se ne sta felice a colorare.

Mai, mai sbattersi più del dovuto, la vita è già dura di suo.

5. La scuola

Per la scuola riusciamo a dare il peggio di noi.

C’è chi iscrive il figlio non alla scuola sotto casa, ma a quella a 20 km, perchè dicono che prepari benissimo.

Peccato che i 20 km siano dalla parte opposta rispetto al lavoro, ed ogni mattina diventa una tragedia perchè o il figlio è in anticipo o i genitori in ritardo.

Tutti sono comunque stressati e incazzati fin dal suono della sveglia. Alle 6.

O ancora chi sceglie la primaria Montessori perchè son bravissimi, attenti alle necessità del bambino eccetera eccetera.

“E come fai? finisce alle 12…”

Eh abbiamo chiesto un sacrificio ai nonni…

Sì ma 5 anni son lunghi, i nonni invecchiano e hanno altri 4 nipoti, tra un po’ gli conviene aprire un micronido a ‘sti poverini.

Che poi ti trovi le madri nevrasteniche perché i nonni hanno tirato il pacco, oppure perché i bimbi si annoiano tutto il pomeriggio da loro e vorrebbero stare con gli amici.

Insomma, Montessori a scuola, Estivill a casa.

Care mamme, giusto fare del nostro meglio, giusto cercare di dare loro il massimo, purchè per farlo non ci troviamo esaurite noi!

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