Paddington 2, da oggi al cinema!

Non sono una che porta i figli al cinema con la scusa di voler far loro vedere il film… Proprio no.

Intendiamoci, amo il cinema e adoro i film più pesanti dell’universo, ma i film per bambini non sono la mia passione, anche se i bambini al cinema ce li porto lo stesso e amen.

Eppure…

Eppure qualche anno fa, quando il mio primo figlio era ancora figlio unico, andammo a vedere il film “Paddington” nella formazione composta da me, lui e il padre e quell’orsetto cicciottoso e dolce come la marmellata di cui è ghiotto ci conquistò e passammo il tempo a ridere (e a stupirci di non averne mai sentito parlare o quasi prima di allora!).


Quel momento diventò un bel ricordo e io i bei ricordi sono molto restia a scomodarli e a metterli in discussione. Solo che… Solo che niente, è in uscita il sequel di Paddington ed è scattato il:

 “Ti piacerebbe vederlo?”.

Vuoi dire di no?!

E fu così che una sera d’autunno, nella stessa formazione di allora composta da me, mio figlio e mio marito (la piccola era con la nonna, grazie nonna!) siamo andati a vedere “Paddington 2”.

Io, lo confesso, temevo.

Temevo perché, appunto, il primo film era un bellissimo ricordo ed era molto difficile essere alla sua stessa altezza. Certo, il cast è grandioso (Hugh Grant, Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Brendan Gleeson) e questo promette, ma si sa, le promesse non sempre poi vengono mantenute e la resa sullo schermo può essere disastrosa o comunque al di sotto delle aspettative.

E invece… Battuta dopo battuta, fotogramma dopo fotogramma, Paddington mostra di non avere perso smalto e così la sua famiglia.

Tutto ha inizio con qualche minuto a beneficio di chi non avesse visto il primo film (il che rende godibilissimo il film anche per loro!) e prosegue con il caro orsetto che vuole regalare a zia Lucy, l’orsa che lo ha cresciuto, un libro antico di un certo valore.

Ecco allora, che Paddington, da bravo e onesto “cittadino” londinese, decide di trovarsi un lavoro per guadagnare il necessario per poterlo pagare da sé e farlo arrivare a zia Lucy in tempo per il suo compleanno.

Comincerà così facendo l’aiuto barbiere e terminerà facendo il lavavetri (devo dirvi quanto si ride in questi minuti?!).

Solo che una sera succede l’irreparabile: il libro viene rubato e Paddington è dapprima accusato e poi condannato per il furto.

E così, mentre la sua famiglia lotta per riabilitarlo e restituirlo alla agognata libertà, Paddington cerca di ambientarsi alla vita del carcere:

come sempre riuscirà a conquistare tutti (e a divertire il pubblico, fino alla conclusione. A proposito di finale, non alzatevi finché non saranno terminati i titoli di coda, mi raccomando, meritano!).

Un Hugh Grant stagionato, ma sempre fantastico, un orsetto in grande forma, un cast che non delude le aspettative.

Si ride, tanto, ci si emoziona, si sta in trepidazione, si sorride, si arriva anche a commuoversi, vi avverto.

E si torna a casa con un’esperienza destinata a diventare un bel ricordo per grandi e bambini.



Post in collaborazione con Eagle Pictures

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