#22 #PensaPulito: Idee per un Natale etico e solidale

Dopo aver passato due anni a Panama, ho capito una volta di più l’importanza di certe cose nella mia vita. Queste, in qualche modo, hanno a che fare con l’idea – forse un po’ romantica – di lasciare un mondo migliore alle mie figlie. Non so se ci riuscirò, ma se anche voi siete come me (magari un po’ avete imparato a conoscermi) o se per caso siete capitate qui alla ricerca di un “Natale diverso”, provo a spiegarvi cosa significa per me il Natale. E perché sposo la filosofia #PensaPulito di Folletto, che si basa su valori come la condivisione, il rispetto per gli altri e per l’ambiente.

A Panama ogni acquisto significava centro commerciale. Ci ho messo parecchio tempo per trovare dei prodotti artigianali, per comprare degli alimenti che non contenessero un quintale di zucchero e per fare la raccolta differenziata (sobbarcandomi io la consegna in punti di raccolta). Ogni volta che dovevo comprare qualcosa, dovevo prendere l’auto – che non usavo da sei anni – per poterlo fare. Tornata a Parigi, mi sono promessa che non avrei più girato per un centro commerciale nemmeno sotto tortura.

Allo stesso tempo, c’è stato un episodio che ha cambiato decisamente la mia prospettiva e spero anche quella delle bambine. Vivevamo in un grattacielo di 65 piani con tre piscine, campi da tennis, palestra, sauna, come tutti gli stranieri che stanno in appartamento. Non eravamo in centro, ma verso la parte vecchia della città, al limitare di una zona popolare, Calidonia, quella bombardata nel 1989 durante l’invasione americana. Una sera è andata via la luce: tutta la città al buio. Ancor prima che potessimo accorgercene, un boato ci ha avvisati che era partito il generatore del nostro grattacielo. Affacciandomi alla finestra di camera ho visto la città completamente buia: i quartieri popolari che si stagliavano al di là della nostra piscina illuminata erano neri e tetri. E così sono rimasti fino alla mattina dopo, senza luce, senza aria condizionata, senza frigo, alle temperature tropicali. Ho capito ancora di più il divario che separa il mondo moderno da quello in via di modernizzazione, e la fortuna che abbiamo ad essere nati dalla parte giusta del globo.

Ecco quindi piccoli gesti che possono rendere il vostro Natale più solidale e etico, se lo volete

          Evitare regali superflui “perché dovete”: vi do un’idea migliore, se proprio dovete fare un regalo perché non potete presentarvi a mani vuote (io me ne frego bellamente, ve lo dico) allora fate una donazione e presentatevi con la ricevuta, oppure comprate un regalo il cui ricavato andrà in beneficienza

          Preferire i piccoli artigiani: non me ne vogliano coloro che lavorano nei centri commerciali, ma io se posso preferisco comprare da produttori locali e artigiani (anche su Amazon!), e comunque preferibilmente made in France o in Italy, per sostenere le economie locali e per una questione di trasporti

          Spegnere le luci: sì! Anche se a Natale si luccica tutti, usate delle luci a basso consumo e se accendete le luminarie allora spegnete quelle di casa e accendete magari qualche candela, fa più “hygge” e fa bene all’ambiente

          Comprare un albero sintetico: quando ero bambina avevo un solo desiderio, che il nostro albero fosse vero. Ma poi mia mamma lo portava nei punti di raccolta per ripiantarlo. Adesso taglio la testa al toro e per quanto sia più brutto, ho spiegato alle mie figlie l’importanza di non tagliare alberi inutilmente (a Parigi non si vendono nei vasi, ma recisi)

          Non stressarsi: il Natale deve essere un bel momento, nessun obbligo, nessuna ansia… Ne leggo così tante! Perché vi forzate a fare cose che non avete voglia di fare? Volete insegnare questo ai vostri figli? Godetevi la compagnia delle persone che amate, vale più di mille regali!

          Non sprecare: Natale è l’occasione per mangiare tanto e bene, ma attenzione agli sprechi… dover gettare la maggior parte della roba dopo tre giorni è davvero brutto e insensato. Piuttosto, informatevi se potete donare gli avanzi a qualcuno

          Pensare a chi ha meno di voi: ci sono diversi modi per farlo. Potete raccogliere giochi e vestiti che i vostri figli non usano più e andare con loro a portarli in qualche centro di raccolta per bambini bisognosi, oppure potete scegliere di fare un regalo ad un amico particolarmente in difficoltà, comprare dei panettoni per le mense, fare la spesa a quella vecchina sola o addirittura invitarla a cena a casa vostra. Vi sembra assurdo? Eppure vi assicuro che sarebbe un Natale bellissimo, e fareste il regalo più grande ai vostri figli: gli insegnereste la condivisione e la bontà d’animo.

Per quanto mi riguarda, questo Natale significa qualcosa di importante: il ritorno del babbo a casa dopo oltre 4 anni lontano da Parigi. Lo festeggeremo con un piccolo viaggio noi quattro, Babbo Natale arriverà in una capitale europea coi regali previsti: dei libri sugli animali.

Perché il Natale è dentro di noi, non nei centri commerciali. Guardate bene!

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